Gurdjieff e la Quarta via – Appunti di ZeRo – Primo estratto

Riflessioni personali tratte dal libro “Gurdjieff e la Quarta via – Appunti di ZeRo”.

 

 
 
 

Quand’è che (credi ai) sogni?

Quando dormi.

Il risvegliato non ha più interesse a giocare con i dormienti (non sono più i suoi simili).

 
 
 
 
 
 

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DISTANZIATI da ciò che non sei.

 
 
 
 
 
 
 

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Le forze (REALI) sono invisibili e taciturne: impressioni, attenzione, gravità, elettricità, magnetismo, luce.

 
 

Ciò che fa la differenza non riguarda il piano materiale (le particelle subatomiche in sé sono uguali).

 

La differenza (tra oro e piombo) sta nella disposizione (contro-tendenze, ordine nascosto, scenografia inosservabile, sottili anomalie) di tali impulsi (energia + info)

 

Gli impulsi (en. + info) si propagano spontaneamente nell’ambiente

 
 
 
 
 
 
 
 
 

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IL LAVORO (interiore) È NECESSARIO… fregatene del resto.

 

Devi solo sottostare alla struttura corretta, quella che ti porta a destinazione nonostante l’indisposizione, il malumore, le resistenze.

Occorre una risoluta adesione al sistema di regole dello SpiritoOgni passo in accordo a questo sistema è un buon passo.

Esaurisci l’energia supplementare nel lavoro interiore, cosicché non resti spazio per le frivolezze del falso io e non ci sia tempo per i capricci della Falsa Personalità.

Investi nello Spirito, senza interessi personali, tutte le energie residue fino all’ultima fibra, a quel punto la resistenza sparisce.

 
 

È bene avere a disposizione diversi modi di combinare gli elementi (risorse), così da sottrarsi all’univoco sistema di rapporti/leggi (scuola di pensiero, modo di fare) della mente ordinaria.

Ciascun atto lucido e intenzionale è un dissipatore di ottuse forme-pensiero; l’atto cosciente esclude necessariamente molti atti incoscienti e impedisce in quell’istante ai pensieri estranei di sopraggiungere.

 

Il movimento continuo del microsistema (mini-lavoro interiore) stabilizza la posizione del macro-sistema (condotta della biomacchina).

 
 
 
 
 
 
 

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Più dormi, più soffri

+ lucidità = + goduria

 

Chi dorme non piglia energia, non gode del ritorno energetico incrementato dal buon lavoro.

 

+ ti muovi, + l’energia scorre (si libera, lascia spazio ad altra energia)

 

Esegui ciò che segui … Segui il RE ed eseguirai atti da re, atti Reali

 
 
 
 
 

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Quel fuoco (Lavoro Eroico, doveri-esserici, Furore-Agni-Gnosi) non brucia l’io reale, brucia solo ciò che tu non sei.

 
 
 
 
 
 
 
 

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Il ricordo del falso (falsa personalità, io-altri, corpo, mondo, vita, memoria, passato, esperienze 3d) è sempre alterato, diverso dalla propria versione, falsificato, viziato, corrotto dal deterioramento di cronos (tempo).

 

Il ricordo del vero (essenza, intimo, sé) – o ricordo del Sé – è sempre identico, autentico a sé, puro grazie all’atemporalità –> ricordarlo è come averlo qui davanti, uguale a prima, proprio adesso o in futuro… è l’unico ricordo reale, lo avrai/rimarrà per sempre.

 

IL REALE Non finisce o fallisce, non delude né tradisce.

 

IL FALSO (essendo instabile ha una paura fottuta di venir smascherato (necessità del make-up) e teme di venir rimpiazzato da qualcosa di meglio (da qualcosa di più reale, solido, stabile). Il finto sente il bisogno o l’impulso della difesa o dell’attacco.

Lo sguardo lucido – per il fantoccio – è insostenibile (come un raggio laser che trapassa la sua inconsistenza); il finto non sopporta di essere riconosciuto (odia la (sua) trasparenza, detesta il ‘vedere oltre’ — il passargli attraverso ‘come se [lui] niente fosse’).

 
 
 

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Shock addizionale:

Dallo shock (del riconoscere) che non sei quello, cadrai in Quello (nel tuo io reale)

 
 
 
 
 

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CORPO INCONDIZIONATO = io reale = Non-Reattivo agli urti (accidentali, psico-emotivi, verbali)

Sebbene immune/svincolato dalle loro leggi, ha potere d’azione sui corpi karmici condizionati

 

Corpo Mentale = dialettica, retorica, convinzioni, significati

 

L’io sociale è influenzato dalla stima propria/altrui… L’indifferenza (non giudizio, non considerazione) lo uccide.

 

Corpo Astrale (emozionale inferiore) = cede alle deviazioni/tentazioni sensoriali (umore, sensibilità)

 

La legge (gravità, dualità, regolamento) domina il corpo grossolano – c. planetario –ma svanisce (è assente) quando ti trovi nello spazio… ti accorgi dell’apparenza/sparizione/assenza della personalità grazie alla Pura Presenza.

 
 

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L’uomo comune, uomo meccanico, è capace solo di reagire… non sa fare niente.

 

La biomacchina è pensata per “SENTIRE”, ha un costante bisogno di sensazioni (dipende dal contatto fisico, stimolazioni sensoriali)… TU NO… non hai quei bisogni.

Dato che tu non sei la biomacchina, non c’è alcun bisogno e nessun vantaggio nel far agire la biomacchiana in modo diverso.

 

L’influsso originale o forza causale che guida la bio-macchina è un’intelligenza impersonale/disinteressata (ai tornaconti, omaggi, privilegi umani, competizioni sociali)

 

Rompicapo fine a Sé = tale Gnosi ha inventato un dispositivo tale da non far vedere/percepire/capire alla macchina umana il proprio interno; la mente ordinaria, oltre un certo limite, non può riconoscere l‘essenza… Ma l’essenza è riconoscibile (da sé) per vie traverse, combinazioni segrete, esoteriche, iniziatiche.

 
 
 

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Non riparare la vecchia casa (Falsa Personalità) in demolizione… lasciala collassare

Ogni momento di non-fare (contro-tendenza, senza persona, senza storia immaginaria e correlative azioni) è una ricompensa (in termini di lucidità)

Ogni volta (che lasci cadere un abitudine, un velo, un’illusione) si allarga lo spazio per il nuovo spazio dell’essere.

 
 
 
 
 

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Permea gli ISTANTI (i bardo) di consapevolezza.

 
 
 
 
 
 
 

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La natura – gran procreatrice – non fa che scartare: una rana depone milioni di uova in una volta, di queste solo alcune decine diventano girini e solo una manciata diventano rane.

Stessa cosa per il percorso spirituale: milioni di ricercatori ci provano ma pochissimi giungono all’autorealizzazione.

L’autorealizzazione va contronatura, contro la natura dell’uomo comune, contro i vantaggi del mondo, contro i meccanismi che governano la macchina biologica. Per questo è una rarità.

 
 
 

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La cifra di un gran artista è stimabile dal materiale scartato.

La cifra di un buon praticante è stimabile dalla materia ben sfruttata, dalla sofferenza inutile scartata, dalla qualità di super sforzo, dal lavoro interiore.

 

Impara a fare qualunque cosa, sperimentare senza timore delle conseguenze, ritagliare uno spazio pacifico ermetico – immune alla paura delle critiche – con il quale esplorare gli aspetti più reconditi ed esprimere il proprio materiale (inconscio) senza censura preventiva (censura morale, sociale).

 

 

 

 

 

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L’energia Psichica va indirizzata verso i centri superiori.

Padroneggia i centri inferiori così da poter azionare facilmente i superiori.

Fai sì che i centri superiori siano i centri dominanti.

 

Non abusare di nessun centro.

 

  1. Motorio = non strafare

 

  1. Intellettuale = non ragionare inutilmente, non rispondere alle idiozie

 

  1. Sessuale = non abbandonarti a fantasie sfrenate

 

 

 

 

 

Trucco: trova il modo di stimolare creativamente i centri energetici.

Esempio:

  • Sfrutta lo STOP (immobilità centro motorio) per produrre un attrito che porta l’energia all’ottava superiore.
  • Non assecondare la reattività (c, emotivo). Scruta come reagisce la biomacchina quando freni la reazione abituale. Guarda come reagisce l’uomo comune quando tu non reagisci.
  • Arresta volontariamente l’azione meccanica e sostituiscila con un atto lucido, cosciente, edificante.

 

 

 

 

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Più uno è sciocco, più shock addizionali gli servono.

 

 

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La Falsa Personalità (mente ordinaria) non può fermarsi un attimo, la pace per lei è frustrante = preferisce fingere di perdersi/addolorarsi e poi ritrovarsi attraverso un viaggio eroico.

Ogni giorno inventa qualcosa, si IN-LUDE., si prende gioco di sé, perché ha costantemente bisogno di impressioni.

L’animale umano (uomo inferiore) è preda di fisse abitudini/regole che poi diventano catene.

Aderendo al lavoro interiore, all’autosservazione, alla disidentificazione, si spezzano quelle catene, si dischiude qualsiasi possibilità… L’uomo diventa libero, fluido, imprevedibile.

 

 

 

 

 

 

 

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Niente è più facile del “Fare” la cosa giusta o il giusto lavoro quando lo vedo chiaramente, cioè quando lo comprendo pienamente.

Se ti sottometti interamente alla Saggezza Suprema, niente è più affar tuo… Pensa tutto Lei.

In soccorso arriva (da dentro) un senso di Pienezza, benevolenza, indipendenza dall’esterno.

 

Vantaggi dell’affidamento: non doversi più prender carico di sé, non dover star dietro a me (esigenze dell’io socialeCosa/come occorre fare-dire?).

 

Vantaggi istantanei = calma, efficacia, integrità, congruenza con i Valori elevati.

 

 

 

 

 

 

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Adopera la Forza di Volontà per hackerare il sistema cognitivo, impostare il sistema percettivo e riprogrammare astutamente la macchina biologica.

Impiega l’energia psichica in maniera differente, spostandola a piacimento verso nuovi contenuti, più affini al lavoro.

Tieni conto che la biomacchina previene le fughe di energia: è obbligata a conservare l’energia per svolgere alcune attività, di conseguenza non dissipare energia in attività inutili.

Rammenta che hai a disposizione diverse forme di energia: psichica, emotiva, sessuale, motoria/cinetica, etc.

Se non la impieghi deliberatamente, verrà impiegata per attività meccaniche. Conviene anticipare le attività abitudinarie, pre-impostate dalla biomacchina, con attività proficue, innovative.

Chiamo queste attività innovative “contro-tendenze” per distinguerle dalle tendenze abitudinarie, meccaniche, controproducenti della mente ordinaria.

Devi scaricare l’accumulatore energetico del falso io, consumare la batteria dell’intelletto (inutile dialogo interno/esterno).

L’accumulatore dell’ego spende l’energia in attività inutile, che fanno resistenza al lavoro interiore.

Fai in modo che la carica della Falsa Personalità venga azzerata o almeno diminuita drasticamente.

Non farti sciupare da stupide tendenze… impara a sciuparle senza farti sciupare.

 

Fai in modo che il dialogo cosciente rimpiazzi il dialogo meccanico.

Dilata lo spazio tra i pensieri.

 

 

Mantieniti disinteressato alla personalità.

Inverti polarità: ricarica o magnetizza il polo-essenza, scarica o smagnetizza il polo-personalità.

 

 

Ogni super sforzo o sforzo sacro è una vittoria!

Quando rimani attaccato alla personalità attrai fenomeni di ottava inferiore.

Quando inizi a LAVORARE diventi un MAGNETE che attrae eventi di 8° superiore.

La chiave non è vincere la battaglia (contro gli attacchi quotidiani) ma non darsi per vinto.

Non assecondare le scuse, resistenze o tattiche dell’avversario.

Ogni volta che affronti la falsa personalità a muso duro, vinci la battaglia per quella giornata… Ti basta non abbassare la testa, guardare il nemico dritto negli occhi e perforare la sua maschera menzognera.

Uno dei trucchi per compire un buon lavoro è rendere esausto l’avversario, sfibrare l’ego, spossare la Falsa Personalità, decostruire il senso dell’Io, mandare in tilt il sistema cognitivo.

 

 

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AZIONARE IL SEPARANDO (facoltà discriminativa).

Dissociazione dai vissuti appartenenti alla superficie caratteriale e non al tuo essere profondo.

Distinguiti dalla forma umana plasmata artificialmente dal Sistema.

Per discriminare correttamente devi prima prendere coscienza.

Se non hai coscienza di una cosa, come puoi vederla? Come puoi cambiarla?

Gli agenti del Sistema esercitano il loro potere perché la gente non ha coscienza né dell’avversario né del suo Sistema.

 

Portare il demone alla luce della coscienza = esperirlo lucidamente (conoscerlo in carne/ossa senza identificarsi) vuol dire levargli il suo potere.

 

Il dormiente è stupidamente invischiato nei giochi sporchi del Sistema, dunque non riesce ad osservare le mosse dell’avversario.

Tu invece, in posizione di osservatore lucido, sei fuori dalla sua portata. Te ne freghi di quei giochetti.

 

 

 

 

 

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Il forte impatto (per la “tua” o meglio “sua” morte imminente è un catalizzatore per lo shift (cioè il passaggio) da falsa personalità ad essenza (io reale).

 

 

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BEAT the fucking MACHINE that fucks with your head!

Sconfiggi il piccolo bastardo interiore!

Arresta la macchina infernale che macina cazzate nella tua cazzo di testa!

Il Sistema si trova soltanto nella tua cazzo di testa!

È solo nella mente che si svolge la battaglia!

 

 

 

 

 

 

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La Falsa Personalità può desiderare solo il falso (i prodotti di questo mondo, fondato appunto sulla F. P.).

 

Tutto ciò che ti piaceva fino ad oggi apparteneva alla Falsa Personalità.

La tua volontà – agganciata alla F. P. – era così debole che passavi il tempo a desiderare una futilità dopo l’altra.

 

Tendenzialmente il Sist. Cognitivo va fuori strada.

All’inizio, per sopperire alle tendenze devianti, occorre intervenire sistematicamente con una correzione dopo l’altra.

 

 

 

 

 

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Caratteristiche Principali dell’uomo comune = tendenze sempre controproducenti poiché partono sempre dalla F. P.

Esempi = parla a vanvera o in modo sconnesso, incline a giustificare/difendere proprie menzogne, rimane a lungo in uno stato confusionario, eccessiva reattività = eccitabilità/irritabilità/disagio/frustrazione).

Vive in un mondo ipotetico = “SE non faccio più così perderò la mia beata vera natura… Meglio prevenire il probabile/futuro disagio con questa azione propiziatoria/scaramantica”.

 

 

 

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Mente Vuota in Corpo Pieno, Aforismi di Zero – 1° parte

Aforismi tratti da “Mente Vuota in Corpo Pieno. Vol. Poetico-Didascalico

Più realizzi che l’ignoto (l’indicibile) è ciò che desideri e più perderai il desiderio per il noto.

Non identificarti con il flusso allucinatorio della tua mente.

Sei ad un solo passo dal tuo stato naturale.
E quel passo è un passo indietro e in dentro.
Dietro i pensieri e dentro il silenzio.
Dietro le frenetiche emozioni e dentro la pace interiore.
Dietro i veli della tua mente e dentro la Pura Consapevolezza.
Dietro l’io e dentro il Sé.
Dietro le apparenze del mondo esterno e dentro la Pura Coscienza.

Se tieni il telefono spento, nessun operatore esterno può disturbarti.

Se mantieni la Mente Vuota, Pacifica, Silenziosa, nessun operatore interno può disturbarti.

Lo ‘stato naturale’ viene davvero riconosciuto quando sai che sei nello stato naturale anche quando ti sembra di non trovarti nello stato naturale; quando ti senti O.K. anche quando non sei O.K.,; quando sai che va bene anche se non sembra andare bene.

I pensieri che entrano in una Mente Vuota sono come dei ladri che entrano in una casa vuota: non c’è nulla per loro!

Non c’è nulla che possano tenere, portare via, possedere e quindi se ne vanno immediatamente… oppure non entrano proprio.

Bello – Brutto
Giusto – Sbagliato

Superiore – Inferiore

Sacro – Profano

Mondano – Spirituale

 …

Vai al di là della diabolica mente dialogica.

Vai oltre il dialogo.

Non credere alla dualità.

Vai al di là di qualsiasi categoria.

E poi stabilisciti là.

Cos’è il Risveglio?

La rottura di un incantesimo.

Ma non un incantesimo qualunque, piuttosto l’incantesimo per eccellenza; l’incantesimo di tutto ciò in cui credi, l’incantesimo delle tue percezioni, l’incantesimo del mondo esterno, l’incantesimo dell’apparente realtà separata, l’incantesimo dell’Universo.

SONNO PROFONDO = PACE PROFONDA = MENTE VUOTA

 

Il saggio dalla Mente Vuota partecipa al mondo dei sogni diurni e notturni rimanendo assorto nella Pace Profonda caratteristica del Sonno Profondo.

Egli agisce come se non stesse agendo, cioè come se fosse immerso nel Sonno Profondo… e in effetti lo è.

La sua reattività, quando non viene azzerata, viene spontaneamente ridimensionata e autoregolata dalla Pace Profonda.

Nel suo apparato psicofisico regna un’immensa calma piatta; all’esterno si muove, comunica e interagisce normalmente, ma dentro è come se fosse placidamente disteso a letto, immobile, assente, indifferente ai fenomeni del mondo.

La percezione dell’uomo comune è accompagnata da un dialogo interno, caotico e incessante.

Quando la percezione viene privata del suo compagno abituale, il dialogo interno, allora non si tratta più di percezione grossolana e ristretta ma di percezione sottile e allargata. Questa nuova percezione è una percezione diretta, libera dai filtri e dalle interferenze cognitive tipiche della mente ordinaria.

Questa percezione sottile, diretta, allargata corrisponde alla percezione della Mente Vuota.

La Pura Consapevolezza ‘conosce senza pensare’.

Nella Mente Vuota c’è soltanto un funzionamento spontaneamente karmico nel senso di “liberamente attivo” (Karma = azione).

Il corpo – in una Mente Vuota – opera in modalità pilota automatico: tutto fluisce con la corrente cosmica, senza gli attriti e le resistenze di un ‘io’ che vuole manovrare la macchina biologica (il corpo, la natura, il mondo).

La Verità non ha riguardo per nessuna superstizione, nessuna credenza, nessuna illusione, nessuna impressione, nessun sogno.

La tua mente crede che ci sia sempre un ‘segreto nascosto’ da trovare, conoscere, capire o interpretare, quindi volteggia freneticamente su se stessa.

 

La mia mente sa che non c’è nessun segreto da  conoscere e niente da comprendere, quindi riposa tranquillamente in se stessa.

Quando realizzi veramente che tutti quei discorsi (mondani o spirituali) sono dei LOOP che non portano a NIENTE, li abbandoni immediatamente… e definitivamente!

Il giudizio porta alla condanna.

L’assenza di giudizio porta all’assoluzione.

Usare l’intelletto per smettere di pensare è come usare un trapano per smettere di trapanarti la testa!

Non andare alla ricerca di significati insignificanti.

Lascia che i significati giusti emergano spontaneamente

dall’esperienza stessa.

Dal punto di vista di chi vive soltanto in superficie e rimane attaccato alle superficialità esterne, le profonde variazioni interiori saranno sempre vissute come dei grandi terremoti esistenziali.

Non preoccuparti per il futuro… il futuro non esiste.

Senza intenzioni, la mente è libera da tensioni.

È meglio un’illusione positiva oppure un’illusione negativa?

Nessuna delle due… entrambe sono soltanto illusioni.

Entrambe hanno lo stesso valore: zero!

Il desiderio di un’esperienza più positiva è di per sé un’esperienza negativa. E, paradossalmente, l’accettazione di un’esperienza negativa è di per sé un’esperienza positiva.

Qual è la cosa, la persona, la sensazione o l’esperienza a cui tieni maggiormente?

Qualunque essa sia, sappi che

CIÒ A CUI TIENI DI PIÙ È PROPRIO CIÒ CHE TI TRATTIENE DI PIÙ

 

… ti trattiene dall’AutoRealizzazione, dalla Liberazione, dal Risveglio!

Sforzarsi di essere più presenti è come essere una goccia d’acqua che cerca di essere più bagnata.

La preferenza produce sofferenza.

Il bene sorge con il male: se preferisci solo il bene e ignori il male, ti farai sempre male.

Per me è sempre l’anno zero, il mese zero, il giorno zero, l’ora zero, il secondo zero.

Nell’anno Zero non accade mai niente, eppure si sta da Dio.

Nell’anno in cui credete di trovarvi voi sembra accadere di tutto, ma si sta da cani.

Ciò che la tua mente chiama fatto non è affatto un fatto.

Ciò che il tuo intelletto crede di aver fatto non è mai stato fatto.

Un presunto fatto è un non fatto.

E quanta importanza ha un non fatto?

Zero!

Stando ad alcune presunte ricerche, l’uomo comune produce circa 70 mila pensieri al giorno.

Stando a quella statistica, la mente ordinaria trasporta ogni giorno circa 70 mila grossi e pesanti macigni.

Nella Mente Vuota invece passano circa 70 mila piccole e leggere nuvole al giorno.

Analizzare i pensieri produrrà soltanto altri pensieri.

Credere alle illusioni moltiplicherà le illusioni.

 

Non cercare di avere ragione, non analizzare le futili credenze, non dibattere con sterili opinioni, non controbattere alle illusioni.
Balza fuori dall’intera struttura mentale!

Prima di decidere, parlare o agire o reagire
Ricordarti che la Realtà è già perfetta così com’è.

 

A prima vista, tutto sembra solido, consistente, duraturo… reale.

 

Ad una seconda occhiata, più lucida e profonda, tutto è vuoto, inconsistente, impermanente… onirico, immaginario!

Lascia accadere

Ogni cosa

Lascia cadere
Cosa dopo cosa

Sistematicamente
Fino alla non cosa

Fino al niente

Abbandona la mente ordinaria, caotica, rumorosa.
Inabissati nella Mente Vuota, Pacifica, Silenziosa.
Istantaneamente!

Non preoccuparti delle tue assillanti congetture, paranoie, ossessioni, fantasie.

Presto o tardi verranno tutte abbandonate.

Nel frattempo goditi le fantasie più spassose e lascia andare quelle più tediose.

Mente Vuota = Oblio della mente ordinaria

 

Nell’oblio tutto è ovvio ed evidente, quindi non pensi a niente.

 

Oblio inteso non come oscurità e confusione ma come chiarezza quasi accecante che dissolve la miriade di proiezioni della mente ordinaria.

 Altri libri di ZeRo

 Mente Vuota a Cuor Leggero -Volume UnoNISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRoJed McKenna - Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo

Apprendimento = Condizionamento (ESERCIZI DI DECONDIZIONAMENTO MENTALE)

  • “Il filosofo impara qualcosa ogni giorno, l’uomo del Tao DISIMPARA una cosa al giorno fino a quando ritorna al non-fare”. – Lao-tzu

Prima di apprendere i simboli umani (alfabeto, segnali, suoni convenzionali) non davate importanza a quegli scarabocchi.

Vi muovevate senza fare caso a quegli scarabocchi, per voi erano tutti disegni insignificanti.

Tutte le parole e soprattutto i pensieri non avevano alcun peso, non vi condizionavano, non vi infastidivano.

Poi hanno assunto un significato e gli avete assegnato un’importanza particolare. Di conseguenza ci sono certi pensieri che non riuscite a sopportare oppure non riuscite a distogliere l’attenzione da alcuni ricordi.

Non riuscite più a mettere da parte tutta quella robaccia.

Credete che dietro tutti quei versi e quegli scarabocchi ci sia un senso profondo, un significato nascosto, uno scopo ultimo, un’intenzione implicita.

Ma se un registratore pronuncia certe parole, lo fa con uno scopo o un’intenzione specifica?

No, riproduce solo dei suoni a cui non dà alcun significato.

Chi dà il significato?

La vostra mente.

E quel significato da dove viene?

Dal condizionamento che avete ricevuto o dal pensiero che avete immaginato.

Senza tale condizionamento non dareste alcun significato ad una sequenza di segni e suoni.

Non ve la prendereste per un nonnulla.

Non reagireste di fronte a delle sciocchezze verbali.

Non fareste dipendere la vostra vita da tali pensieri o da quelle parole, dalle parole che udite e pronunciate tutti i giorni.

Inoltre la vostra mente sarebbe libera da tutto quel ciarpame che intasa il sistema cognitivo e sovraccarica il sistema nervoso.

Il primo passo per scaricare la mente e il corpo da quel fardello è rendersi conto che i simboli e i suoni con cui siete stati condizionati fin dall’infanzia non significano niente.

Non è sufficiente un riconoscimento superficiale, intellettuale.

Dovete riconoscerlo in modo autentico, per esperienza diretta, a livello percettivo.

Il condizionamento è composto da invisibili costrutti mentali che si sono proliferati nella vostra mente.

Questi costrutti mentali alterano la vostra percezione, il vostro modo di sentire, il modo di relazionarvi e dunque il vostro modo di vivere.

Il disfacimento di questi costrutti mentali può essere visto come la rimozione dei mattoni che formano la prigione percettiva in cui siete apparentemente rinchiusi.

Esistono tanti metodi per disfare i vostri costrutti mentali.

Innanzitutto cominciate con queste illusioni acustiche.

Per aiutarvi a decostruire i costrutti mentali potete pronunciare suoni senza senso e riascoltarli con attenzione fino ad intuire che non significano niente e che sono identici ai pensieri e alle parole che pronunciate tutti i giorni.

Potete prendere un testo, capovolgerlo, leggerlo al contrario, dal basso verso l’alto o da destra a sinistra fino a quando non diventa lampante che si tratta soltanto di scarabocchi privi di significato.

Potete pronunciare lentamente e ripetutamente una lettera fino a riconoscere che tale suono non ha alcun significato.

Questi semplici esempi potrebbe rappresentare un primo passo per decondizionare la vostra mente dalla struttura di pensieri che avete costruito negli anni.

Poi ci sarebbero tutta una serie di pratiche avanzate che non posso sintetizzare senza le giuste premesse.

A voi, per il momento, basta capire che la vostra mente è stata condizionata da innumerevoli costrutti mentali che si possono facilmente smontare.

Ma fino a quando in voi non sorge un autentico desiderio di liberazione interiore sarà difficile sbarazzarsi di tali costrutti mentali. Una volta che avrete maturato un’intenzione verso questo genere di liberazione potrete sciogliere facilmente qualsiasi costrutto mentale e percettivo. All’inizio potreste necessitare di qualche ausilio temporaneo, qualche pratica di autoindagine, qualche esercizio percettivo. Terminato l’addestramento percettivo dovreste avvertire spontaneamente un impulso che vi consentirà di trascendere i limiti della mente condizionata.

Come diceva Antistene, la cosa più utile che possiamo imparare nella vita è DISIMPARARE ciò che non è vero.

DISIMPARARE il falso, DISIMPARARE le illusioni, DISIMPARARE ciò che vi ha inculcato la società, DISIMPARARE ciò in cui credete, DISIMPARARE la fiction umana, DISIMPARARE ciò che avete stupidamente insegnato a voi stessi.

E visto che tutto ciò che vi siete insegnati o che vi hanno insegnato non è vero, dovete DISIMPARARE TUTTO.

 

P.S.

I costrutti mentali sono solamente illusioni che non intaccano in alcun modo la vostra autentica natura.

Allo stato naturale non vi è bisogno di alcun addestramento percettivo poiché ciò che siete veramente nasce libero da qualsiasi condizionamento. Nonostante ciò, all’interno del sogno collettivo, niente vi vieta di giocare con qualsiasi fenomeno percettivo. Potete farlo con la consapevolezza della vostra vera natura oppure potete farlo senza lucidità.

 

 

 Altri libri di ZeRo

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PUOI AIUTARMI A VEDERE CHI SONO? – 2° parte

1° parte Qui

 

ZeRo: Siediti per 2 o 3 minuti tranquillamente, chiudi gli occhi, fai qualche respiro profondo e aspetta che arrivi un pensiero.

Lettore: Fatto.

ZeRo: Ora rimani in quella posizione percettiva. Limitati a percepire ciò che emerge senza tentare di analizzarlo, interpretarlo, trasformarlo.

Lettore: Anche i pensieri fastidiosi e le sensazioni spiacevoli?

ZeRo: Si, tutto…

Guarda con curiosità, come un bambino che non sa niente e che si limita ad esplorare il suo corpo e la sua mente.

Appena emerge un pensiero chiediti:
Da dove viene esattamente questo pensiero? Dove va?

Lettore: l’ho provato un paio di volte durante il giorno, circa quattro-sei volte finora, ecco cosa ho notato:
è stato strano, i pensieri sembravano provenire da luoghi diversi, alcuni si sentivano come se provenissero dal mio intestino, altri si sentivano come se fossero venuti dalla mia testa, e altri sembravano entrare attraverso il mio respiro (come il mio respiro tradotto in pensiero se ha senso), ma soprattutto sembravano provenire dal nulla. Appena cecavo di rintracciare l’origine, i pensieri svanivano; è come se stavano accadendo da soli più che essere prodotti da me. Non vanno da nessuna parte, non me ne ero mai accorto prima, ma è come se i miei pensieri non andassero assolutamente da nessuna parte, non c’è un posto fisico in cui posso posizionarli, non c’è una destinazione finale, vanno via o diventano un altro pensiero.

ZeRo: Hai fatto qualcosa di particolare perché questi pensieri apparissero? Sapevi cosa sarebbe apparso prima che apparisse?

Lettore: Non sapevo quali pensieri sarebbero apparsi… l’ho saputo dopo la loro casuale apparizione. Prima di questo esercizio credevo di essere io il pensatore, colui che produce volontariamente tutti i miei pensieri. Invece adesso ho notato che i pensieri sorgono anche senza il mio volere e senza il mio controllo. A seconda della circostanza può emergere un pensiero o nessun pensiero.

Continuerò questa attività per tutto il resto della giornata; è stata un’esperienza un po ‘confusionaria in alcuni momenti, soprattutto per rintracciare effettivamente il pensiero e individuare da dove viene / dove va.

ZeRo: Bene. Fai questo semplice esercizio durante l’intera giornata, il più possibile. Non solo una o due volte.

Ti basta cercare i semplici fatti, senza usare l’immaginazione o la speculazione intellettuale.

Mentre ricerchi gli indizi ti accorgerai che molte cose che davi per scontato non sono poi così scontate.

Divertiti mentre percepisci qualsiasi stimolo e fammi sapere cosa trovi di interessante.

Lettore: è passato una settimana e ho notato che ho pochissimo controllo sui pensieri.

Inoltre sembrano cambiare senza preavviso, come se si trasformassero in altro.

ZeRo: In cosa si trasformano?

Come fa esattamente un pensiero a diventare qualcosa d’altro?

Cambia immagine? Colore? Suono?

Diventa una cosa solida oppure è solo frutto dell’immaginazione?

Lettore: Se faccio più attenzione noto che non si trasformano in niente di concreto e che è solo la mia immaginazione a farmi credere il contrario.

Mi sembra che ogni pensiero sia come un pop-up, la frase di uno spot pubblicitario.

Finito uno spot ne arriva un altro

ZeRo: Sei tu a interrompere lo spot pubblicitario della tua mente?

Lettore: No… non so come possa essere interrotto. Si interrompe e basta.

Poi arriva un altro pensiero e parte un’altra pubblicità mentale.

 

 

ZeRo: Ok… continua così.

Non cercare di fermare la pubblicità mentale ma guardala con occhi diversi, vedrai che la qualità dell’esperienza cambierà con il mutare della tua lucidità. Ciò che sembrava fastidioso diventerà meno fastidioso fino a passare nel background.

Lettore: Cercando l’ordine dei miei pensieri ho notato che non seguono una logica o una sequenza precisa.

Ad es. la mia mente ha scelto alcune parole familiari e le ha messe una dopo l’altra, quasi in rima, ma a parte questo non ho trovato un ordine oppure un significato in questa sequenza di pensieri. Prima credevo che avessero senso, ora invece mi rendo conto che non è così.

ZeRo: Dunque, se non hanno quel senso profondo o quel significato nascosto che SEMBRANO avere, non hanno neppure tutta quell’importanza, giusto?

Lettore: Esatto. Se li osservo lucidamente perdono l’importanza che gli attribuivo in precedenza.

È come se l’importanza fosse dovuta al finto senso o al presunto significato che sembravano avere. E

QUEL SIGNIFICATO NON ERA BASATO SUI FATTI.

Nei fatti non hanno un ordine preciso, non hanno una struttura, non hanno un punto di riferimento fisso.

ZeRo: Bene.

Prima davi la precedenza alle supposizioni, all’opinione pubblica o a ciò che in gergo si chiama realismo ingenuo, ora invece stai dando la priorità all’immediata, pura, nuda e cruda consapevolezza.

Stai notando che quasi tutto il senso e il significato della tua vita quotidiana viene inventato di sana pianta.

Spesso questo artificio mentale non viene riconosciuto… si vive nell’ignoranza, nell’incoscienza e quindi nella sofferenza.

Questo riconoscimento nella mente dell’uomo comune non avviene quasi mai e quelle rare volte che avviene viene sminuito, soppresso o dimenticato.

 

Lettore: Perché reagisce così?

ZeRo: Reagisce così perché ha paura di perdere le sue certezze, la sua struttura percettiva. Ma non sa che la struttura cognitiva e percettiva in cui si rifugia è instabile, vaga e inconsistente.

Con questo tipo di riconoscimento è come se il mondo in cui vive l’uomo comune perdesse il senso di realtà che sembrava avere. In alcuni può portare ad una grave crisi esistenziale, di conseguenza si rifugiano subito in altro.

Lettore: Anche nelle spiritualità.

ZeRo: Si. Per molti quello è l’ultimo rifugio.

Pur di trovare una consolazione, una rassicurazione e un conforto si aggrappano anche alla spiritualità. Ovviamente non vogliono ammetterlo, ma in fondo sanno che è così.

Ma torniamo a noi.

Finora hai constatato che non vi è un preciso ordine logico, un senso profondo, né un significato nascosto.

Grazie a questa consapevolezza vi è stata una riduzione dell’importanza che inconsciamente davi a qualsiasi fenomeno mentale e sensoriale. Ti  sto indirettamente aiutando a disfare il senso di realtà della tua struttura conoscitiva. Ne consegue che la struttura percettiva in cui sembravi intrappolato si sta alleggerendo.

Ma non cantar vittoria.

Sei solo all’inizio e il riconoscimento della vera natura dei fenomeni verrà prontamente ostacolato dal tuo sistema cognitivo. Visto che potresti sentirti risucchiato nel solito vortice di illusioni, ti conviene dare continuità a questo genere di riconoscimento. È molto facile cadere in balia di sensazioni vaghe e sentimenti indefiniti.

Ora comunque continuiamo l’esercitazione…

FINE SECONDA PARTE

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PUOI AIUTARMI A VEDERE CHI SONO? (Conversazioni con ZeRo – 1° parte)

 

Lettore: Mi puoi guidare al riconoscimento del mio vero io?

ZeRo: Ti posso spingere soltanto al riconoscimento del falso io. Il resto verrà da sé.

Lettore: Perché?

ZeRo: Perché non c’è alcun “vero” io…

Lettore: Quindi cosa dovrei fare?

ZeRo: Ti basta realizzare ciò che non sei e per farlo puoi cominciare indagando il senso dell’io, indagando ciò che credi o ciò che senti di essere. Cominciamo da una semplice riflessione.

Se dico che non esiste un vero e proprio io, un “sé” intrinseco oppure un individuo separato, mi capisci?

Lettore: Lo capisco solo intellettualmente… capisco che non c’è un io, c’è una sola esistenza, ed io sono un aspetto di quell’esistenza, sono una frazione di un tutto, inseparabile da tutto.
Il problema è che sto cercando di aggrapparmi a quel senso di non-io, di non-sé, di non-individualità.

Sento che in passato l’ho sperimentato solo per un momento, ma voglio essere in grado di avere una visione fissa, voglio conoscere la verità di me stesso, non voglio passare la mia vita a speculare su chi sono.

ZeRo: Non sei l’unico… Molti ricercatori cercano di aggrapparsi al non-io e non si accorgono che è proprio l’io ad aggrapparsi al concetto di non-io. Non riconoscono l’identificazione e l’attaccamento inconscio. Almeno nel tuo caso c’è un riconoscimento di tale attaccamento.

Cosa ti aspetti dalla nostra conversazione?

Lettore: Mi aspetto che qualcuno mi aiuti a vedere di persona l’illusione dell’io e gli inganni della mia mente; mi aspetto che la mia guida mi assista e sfidi me e le mie attuali opinioni sull’esistenza. Mi aspetto che tu mi dia alcune istruzioni di cui ho bisogno per trovare la mia strada in questo viaggio interiore.

ZeRo: Su una scala da 1 a 10, quanto sei disposto a mettere in discussione le convinzioni su te stesso?

Lettore: 11

ZeRo: Ok.

Qual è la tua esperienza in termini di pratiche spirituali, ricerca e indagine?

Lettore:
Cercavo la mia essenza fin dall’infanzia. I miei genitori hanno scelto di crescermi senza religione in modo da poter scegliere la mia strada spirituale, ma a volte mi sento molto perso, non sono mai stato in grado di allinearmi alle credenze delle tradizioni spirituali, quindi ho cercato di ascoltare la mia intuizione e formare le mie convinzioni personali in base a ciò che può essere vero. Pratico yoga e meditazione da nove anni.

 

ZeRo: Anche qui ascolterai la tua intuizione ma anziché formare nuove convinzioni (come hai cercato di fare fino ad oggi) andrai a disfare le attuali credenze personali.

Non ti darò nuove idee o convinzioni, non ti insegnerò niente. Mi limiterò a indicare e offrire qualche spunto, ma poi sarai tu che dovrai guardare in profondità. L’obiettivo principale di questa indagine è sperimentare la realtà di te stesso, o meglio la presunta realtà dell’io. Adesso è bene lasciare da parte tutti i libri, i video e altre opinioni relative a questo argomento. Devi solo impiegare il tuo tempo con un semplice, schietto, diretto atto di osservazione, allo scopo di guardare ciò che si presenta all’esperienza diretta.

Tutto quello che devi fare è guardare la tua esperienza diretta e scrivere ciò che ritieni vero.

Ti accorgerai che molte cose che sono state ritenute vere non sono per nulla vere, tra queste c’è l’idea che hai di te stesso.

Lettore: Cosa intendi per esperienza diretta?

ZeRo:   Guardare all’esperienza senza pregiudizi, senza presupposti, senza credenze su ciò che sperimenti.

In poche parole devi concentrarti su tutto ciò che puoi sperimentare con i tuoi sensi e quando sorge un pensiero non analizzarlo ma limitati a notare la sua comparsa.

Lettore: In che senso non analizzare il pensiero?

ZeRo: Significa che non devi badare al contenuto dei pensieri.

Non ci interessa sapere se il pensiero appena emerso è un bel pensiero o un brutto pensiero. Più ti soffermi sul contenuto e più dai valore a quel pensiero… Qui invece non bisogna dare troppa importanza ai contenuti dei pensieri altrimenti ti perdi nel contenuto intellettuale e perdi di vista il “puro vedere”. Nel puro vedere non ci si sofferma su cosa contengano i pensieri; li si guarda soltanto sorgere e svanire.

All’inizio puoi guardarli con curiosità, come se dicessi “Oh, ecco che c’è un nuovo pensiero che mi fa compagnia”.

Se guardi un paio di scarpe può emergere un pensiero che contiene dei ricordi su quelle scarpe. A noi però non interessano i ricordi ma solo l’esperienza immediata del vedere/sentire/toccare in tempo reale (senza la differita mentale). Di solito invece l’uomo guarda in differita, attraverso il filtro dei pensieri. Il mio ruolo è quello di allenarti a vedere senza filtri.

Ricordati inoltre che non ci sono risposte sbagliate o giuste, quindi non preoccuparti, va tutto bene.

Ti basta rispondere con sincerità.

Cominciamo con queste domande:
Dimmi cos’è che stai davvero cercando? Come cambierà la vita se lo trovi? Cosa ti aspetti di trovare?

 

 

 

Lettore: Sto davvero cercando di capire la realtà, sento che mi manca qualcosa, sono sempre stato alla ricerca di una sorta di risposta, anche se non so nemmeno se conosco la domanda. Voglio solo sapere cosa sta realmente succedendo in questo mondo. Ogni giorno sono confuso dal fatto di non sapere davvero chi sono. La pseudo-identità sociale non ha mai avuto senso per me. Suppongo che sto cercando di soddisfare una crisi esistenziale, sarebbe bello raggiungere un certo livello di comprensione e chiarezza riguardo alla mia esistenza.

Non ne sono del tutto sicuro, ma spero che questo processo mi porti un po’ di pace.

ZeRo: Ok.

L’obiettivo principale è vedere e comprendere esperienzialmente (non solo a livello intellettuale) che Luca non esiste affatto come entità separata. Tutti i tuoi sforzi saranno incanalati in questa direzione. I vecchi traumi, le ferite nascoste, la crisi esistenziale potrebbero scomparire durante il processo, ma alla fine il puro vedere che non c’è nessun sé separato non ti darà alcun privilegio sociale o nessun super potere spirituale. Alcune credenze scompariranno e con esse spariranno le relative paure. A volte bisogna affrontare le nostre più grandi paure per vedere che non sono nient’altro che pensieri, credenze, e impressioni non esaminate.

Quando l’illusione di un io separato viene intravista e penetrata a fondo, ti sarà più facile comprendere tutto ciò che sembra accadere nella tua vita.
Comunque procediamo con calma.

Il non essere sicuri è un buon punto di partenza, vuol dire che si è disposti a mettere in discussione le proprie credenze.

Il puro vedere porterà maggior chiarezza e pian piano la comprensione diventerà fattuale, definitiva.

Lettore: Spero di poter andare più facilmente con il flusso della vita… sono troppo rigido in questo momento, mi sento come se avessi difficoltà a lasciarmi andare e lasciare che la vita accada. Mi piacerebbe anche essere meno consapevole di me stesso, meno egocentrico, pensare meno al mio io, e soprattutto odiare meno me stesso.

ZeRo: Si, in effetti l’eccessiva importanza personale porta a varie reazioni sgradevoli, tra cui il disprezzo di se stessi.

Paradossalmente più si è attaccati a se stessi, più si attacca se stessi; ci si odia o ci si arrabbia con se stessi. Il fatto che tu abbia notato questo effetto collaterale è un buon segno. Partiamo bene.

In merito al flusso: e se non ci fosse nessuno che vada con il flusso della vita?

E se ci fosse solo la vita, che scorre liberamente senza nessuno?

Lettore: Intellettualmente ti seguo, ma la rigidità rimane.

ZeRo: La vita sta accadendo, anche senza di te. Al tuo io sembra il contrario perché altrimenti perderebbe l’illusione del controllo.

Comunque non temere… Adesso, come prima e dopo questo processo, non c’è un individuo separato e indipendente. Può sembrare che ci sia davvero un individuo separato e indipendente soltanto finché si opera a livello di falsi presupposti e credenze infondate, cioè fino a quando si opera alla cieca, in balia dell’ignoranza di sé.

Lettore: A proposito delle mie aspettative, spero anche di diventare diverso, un po’ più saggio e altruista.

ZeRo: È sempre il presunto individuo separato che vuole essere più saggio, diverso, con “una migliore comprensione di qualunque cosa sia”, con un miglior carattere, con una migliore vita, etc… la lista è infinita.

L’apparente individuo separato che credi di essere può solo immaginare una realtà separata differente da ciò che è.

Questo è ciò che fa di continuo: immaginare di vivere in una realtà separata in cui esercitare la sua volontà personale.

E più si scontra con la verità, più soffre. E più soffre, più ritorna all’attacco con la sua effimera volontà personale.

 

Per ora ti basta mettere da parte tutte le tue aspettative e guardare la tua vita con occhi nuovi. Guarda tutto come se fosse la prima volta che apri gli occhi. Come se non conoscessi niente e nessuno. Non dare nulla per scontato. Non credere a ciò che credi, ma osserva e constata qualsiasi esperienza come un neonato incuriosito da tutte le apparenze esterne. Prima di assumere questo atteggiamento rispondi a queste domande:

C’è qualche resistenza al flusso della tua vita quotidiana?

C’è qualcosa di difficile da accettare?

Lettore: Intanto grazie la delucidazione. La tua risposta mi ha rassicurato e mi ha aiutato a chiarire alcune cose.

In merito alla resistenza devo dire c’è stata una piccola resistenza già dall’inizio della nostra discussione, ma dopo una seconda lettura più approfondita, penso che la mia reazione iniziale sia stata causata dal mio senso di essere un individuo speciale. Il mio io si è sentito sfidato o minacciato in quanto è stata messa in discussione l’esistenza di un individuo separato e indipendente. So che si tratta di un’illusione ma non riesco a lasciarla andare.

La sola idea di non essere quel che ho sempre creduto di essere ha provocato un po’ di angoscia in qualche parte della mia mente; ho notato che i miei pensieri iniziano a fare tutto il possibile per confutare e rigettare queste riflessioni.

ZeRo: Non temere, all’inizio è normale reagire in quel modo.

Altre resistenze, in generale?

Lettore: All’inizio ho fatto fatica ad accettare l’assenza di aspettative. Vivere con “nessuna aspettativa” mi è sembrato difficile se non impossibile da accettare, sono così abituato a pensare e a tentare invano di gestire qualsiasi cosa nella vita che non riesco a non aspettarmi qualcosa da questo incontro.

È come togliere le mani dal volante e lasciar il controllo dell’automobile.

In tal senso sembra un processo spaventoso, qualcosa a cui non sono abituato. Tuttavia, dopo aver riflettuto, mi rendo conto che in realtà è bello non avere aspettative su questo processo; il fatto che la mente si stia liberando da un peso inutile mi rincuora e mi incoraggia a proseguire serenamente.

Per il resto ci sono tante resistenze a ciò che sta accadendo nella mia vita.

 

 

ZeRo: Ok. Prendiamo la resistenza attuale.

Essa si presenta quando una certa convinzione viene messa in discussione e questo è abbastanza comune, va bene e fa parte del processo. Siamo solo all’inizio del processo.

Ora diamo un’occhiata più da vicino ai tuoi pensieri.

 

—–

 

FINE PRIMA PARTE

2° parte: PUOI AIUTARMI A VEDERE CHI SONO? – 2° parte

 Altri libri di ZeRo

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“Mente Vuota in Corpo Pieno” – Estratto 1

‘Mente Vuota’ non sta per mente assente, apatica, passiva, bensì sta per mente aperta, libera, ricettiva, lucida, beata.

Quel “vuota” significa vuota da pensieri ingombranti, desideri ossessivi, impulsi inopportuni.

Una Mente Vuota (di pesanti e inutili pensieri) corrisponde ad un corpo pieno (di energia, di vitalità, di vita); da qui il titolo ‘Mente Vuota in Corpo Pieno’.

Un corpo con una mente spensierata è un corpo appagato, felice, non tormentato da afflizioni, congetture, ragionamenti nevrotici.

Cos’è il contrario di una mente aperta e spaziosa?

Il contrario di una mente aperta e spaziosa è una mente chiusa e contratta in se stessa, ovvero la mente ordinaria dell’essere umano.

Per mente ordinaria intendo una mente sovraccarica di pensieri, una mente che si sente continuamente oppressa e minacciata da qualsiasi cosa, piena di pregiudizi verso qualsiasi esperienza, colma di aspettative; una mente che detesta gli eventi non pianificati a tavolino, un intelletto che non può accettare un pensiero estraneo, che non lascia spazio ad un ospite inatteso come un’intuizione improvvisa, una risposta creativa, una trovata geniale. Conseguenza di questa mente chiusa e intollerante sarà ovviamente un corpo altrettanto inibito e intollerante: un corpo che non riesce a tollerare una sensazione imprevista, un sentimento inatteso, un’emozione indesiderata, un moto d’animo spontaneo, uno sfogo istintivo, una reazione biologica, una percezione non ordinaria, una guarigione irrazionale.

Questa inibizione mentale e corporea produce gran parte, se non tutta, la sofferenza di un essere umano. Buona parte della sofferenza fisica viene prodotta da inutili afflizioni mentali: le scariche neurali di molti pensieri inducono un continuo stress psico-emotivo che si traduce in termini di sensazioni fisiche estremamente fastidiose. L’insieme di queste tensioni forma quello che Eckhart Tolle chiama corpo di dolore.

Per converso, il corpo di una Mente Vuota, aperta e spaziosa è il corpo di beatitudine.

Il corpo di dolore e quello di beatitudine sono delle manifestazioni spontanee della nostra mente primordiale.

 

Per rappresentare la mente allo stato naturale utilizzerò l’analogia di un’abitazione disabitata.

 

 

 

Una Mente Vuota è come una dimora estremamente spaziosa in grado di ospitare chiunque, senza alcuna distinzione di sorta.

Tutti sono benvenuti: amici, nemici, vicini, forestieri, conoscenti, parenti, stranieri, viaggiatori vagabondi.

Qualunque viaggiatore è libero di entrare ed uscire da questa dimora.

In questo caso i viaggiatori rappresentano i nostri pensieri, le emozioni, i ricordi, i sentimenti, i suoni, i colori. Insomma, tutto ciò che costituisce la nostra esperienza quotidiana.

 

Apertura e accettazione sono le parole d’ordine di una mente davvero libera.

Mi auguro che le seguenti pagine vi aiutino a riscoprire la libertà che vi meritate.

Tratto da Mente Vuota in Corpo Pieno – Vol. Teorico

AFORISMI di ZeRo – 1° Parte

Messaggi tratti da “Senz’io si vive da Dio -Terzo Volume (1° parte): Vol. Poetico-Didascalico

Lascia che questi insegnamenti

sollevino la tua mente

da tutto:

dai problemi, dai dubbi, dalle afflizioni, dalle preoccupazioni… e soprattutto da te stesso!

Continuerò a rompere incantesimi su incantesimi fino a svuotare completamente la tua mente da ogni credenza, inclusa la credenza nel senso dell’io.

Tu non sei nessuno, vali zero”

è il miglior complimento che possiate ricevere.

Tutto ciò che devi fare è solo una cosa:

TOGLIERTI DI MEZZO!

Cioè?

Cioè togliere di mezzo il tuo io, il tuo orgoglio, la tua arroganza, il tuo senso del pudore, la tua  fierezza, la tua vanagloria, il tuo autocompiacimento, il tuo amor proprio.

In breve, se ti vuoi realizzare ti devi azzerare.

L’io non è il soggetto.

L’io non è la causa.

L’io è sempre l’effetto.

L’effetto di un’illusione.

L’illusione della separazione.

Dallo shock (del riconoscere) che non sei quello (che non sei), cadrai in Quello (che sei davvero).

Per ricordarti chi sei devi dimenticarti di chi pensi di essere.

Chi pensi di essere?

Sei ciò che non sai

e ciò che sai è ciò che non sei.

L’io è un gioco mentale diventato giogo sensoriale.

In stato di identificazione, il gioco divertente diventa un giogo opprimente.

Senz’io, il giogo opprimente è visto come un gioco divertente.

Nessuno ama nessuno

e la tua vera natura è proprio quel nessuno che (solo) nessuno ama!

L’io è soltanto un riflesso deformato dagli altri.

Gli altri sono soltanto un riflesso deformato dall’io.

Pulisci lo specchio da qualsiasi RIFLESSO MENTALE: sia da quello dell’io che da quello degli altri.

 

Spingi il tuo “io” giù dal trono della tua vita.
Deponilo dal suo finto incarico di pensatore e controllore.
Inizia la giornata senza il tuo “io”, starai da “Dio”.

Quando pensi a qualcuno hai l’impressione di essere il soggetto, il pensatore.

Quando credi che qualcuno ti pensi hai l’impressione di essere l’oggetto, ciò che viene pensato.

Ma tu non sei imprigionato nella dualità: non sei il soggetto e neppure l’oggetto, né il pensatore né colui che viene pensato.

L’io è ciò che SEMBRI.

Tu invece sei l’assenza di ciò che sembri essere.

 

L’io è ciò che ti SEMBRA di essere oggi, ciò che sembravi ieri o ciò che sembrerai domani.

Ciò che sei davvero non equivale a ciò che sembri oggi, a ciò che sembravi ieri o a ciò che sembrerai domani.

Quel che ti sembra di essere adesso è ciò che non sei.

Quel SENSO di sembrare “te stesso” è l’io.

Quella sensazione (di sembrare chissà chi) è il senso dell’io.

 

Nell’autorealizzazione non ti SEMBRA più di essere qualcuno.

Non ti SEMBRA di essere chi sembri essere agli occhi altrui.

Non ti SEMBRA più di essere ciò che sembravi essere ai tuoi stessi occhi.

A quel punto riconosci in maniera netta, definitiva e inequivocabile – senza se e senza ma – che il senso di sembrare qualcuno era soltanto un’allucinazione, un’impressione, un sogno ad occhi aperti in cui stavi sognando te stesso.

Attraverso gli occhi dell’io la visione appare offuscata.

Mediante il senso dell’io la percezione risulta contratta.

Nello stato senz’io la visione risplende e la percezione si espande.

Chiediti “chi sono io”?

Chiedi all’io di rispondere?

Poi aspetta la risposta.

Chi ha risposto?

C’è stato un “io” che ha risposto?

La non-risposta a quella domanda è la risposta.

Non aspettarti altre risposte.

Hai già ricevuto la risposta.

La non-risposta.

Ciò che non sei non ha mai oscurato ciò che sei.

La falsa identità non ha mai subissato la tua vera identità.

Ciò che pensi di essere non ha mai avuto la meglio su ciò che sei.

Finora hai sopravvalutato il corpo stimandolo erroneamente come il soggetto.

Tutto ciò che ora devi fare è sottovalutare il corpo stimandolo correttamente come oggetto.

Questa è l’unica variazione percettiva necessaria.

Allora tutte le relative questioni (riguardanti il corpo) verranno viste come questioni attinenti esclusivamente all’oggetto “corpo”, non al soggetto.

Non preoccuparti di te stesso, non sei così importante come credi.
Tutto va a gonfie vele anche senza di te.

Con te, con il tuo io, le cose vanno di male in peggio.

Senza di te, senza il tuo io, le cose vanno di bene in meglio.

CONSAPEVOLEZZA DELL’OLTRE

Tratto dal libro “il mondo delle apparenze

 

 

Molti di voi avranno senz’altro già visto il seguente test di creatività.

 
 
 
 
 
 

Per risolvere il test occorre rompere i propri schemi mentali.

 
 
 

Questo test è un ottimo esempio di come la mente si faccia frenare da tanti limiti autoimposti.

Lo stesso discorso vale anche per i limiti e gli schemi imposti dal sistema sociale, sanitario, religioso.

Uscire dallo schema imposto (dallo scenario mostrato, dalla descrizione del mondo) è l’unico modo per risolvere gli pseudo-problemi del sistema.

 

Quando pensi a un problema porta alla memoria questa semplice regola.

La soluzione si trova FUORI dallo schema.

La soluzione si trova FUORI dal sistema.

La soluzione si trova FUORI dallo schermo del sistema.

 
 

Fino a quando cerchi la soluzione all’interno del sistema non troverai mai alcuna soluzione efficace.

Al sistema (sistema culturale, sociale, economico, religioso) non conviene che tu esca dal sistema.

Al sistema informatico chiamato “televisione” non conviene che tu ragiona al di fuori del sistema televisivo. Ed è proprio per questo motivo che il sistema vorrebbe nasconderti ogni possibilità di guardare oltre il sistema stesso.

Quella possibilità, la possibilità di guardare e di andare fuori dallo schema, viene sistematicamente negata, celata, proibita dai custodi del sistema.

Eppure la possibilità c’è… lei è lì a disposizione di chiunque voglia, sappia e decida di guardare oltre lo schema mentale preimpostato dal sistema.

 
 

Nessuno può davvero impedirti di vedere oltre la matrice informatica del sistema.

Possono persuadere, dissuadere, ammaliare, distrarre ma non possono impedire l’esistenza di quella possibilità. Possono far credere che non ci sia alternativa, ma non possono eliminare ciò che si trova oltre il limitato schema del sistema.

Ciò che si trova oltre il sistema non sottostà ai dettami del sistema. Casomai è il sistema umano che deve sottostare a ciò che oltrepassa il sistema stesso. Ciò che gli agenti del sistema temono è la consapevolezza di ciò che si trova oltre il sistema. Hanno paura di questa consapevolezza, hanno paura che qualcuno comprenda che esiste qualcosa oltre il comune schema cognitivo; gli agenti del sistema temono tutti coloro che riescono a guardare aldilà dello schema percettivo imposto dal sistema. Per questo vengono continuamente arruolati agenti attivi, controllori, sorveglianti, osservatori che giudicano e sanzionano chiunque osi guardare, ragionare, parlare, agire fuori dallo schema cognitivo-percettivo imposto dal sistema.

Il solo pensare e guardare oltre lo schema imposto è qualcosa di estremamente minaccioso per gli agenti attivi del sistema. Non temono le azioni in sé bensì temono la consapevolezza che precede tali azioni. Temono la “consapevolezza dell’oltre”.

 

La “consapevolezza dell’oltre” è la minaccia più terrificante che ci sia per i custodi del sistema. Loro sanno che l’unico modo per dare continuità al sistema è fare in modo che le menti rimangano all’interno del loro schema mentale/percettivo; vogliono che le persone rimangano attratte, legate, vincolate e dipendenti esclusivamente da quello schema. Le regole, le norme, le convenzioni, le prescrizioni, le certificazioni, le documentazioni devono essere sempre conformi allo schema autorizzato dal sistema; in questo modo il sistema può censurare le mosse che non rientrano nello schema, può ostacolare le menti che si spingono oltre le sciocche, finte, ingannevoli limitazioni del sistema.

 

La “consapevolezza dell’oltre” viene direttamente o indirettamente proibita, vietata, censurata, scongiurata, derisa, condannata.

Quella consapevolezza è il punto debole del sistema; essa – dal punto di vista del sistema – dovrebbe essere abolita dalla mente ordinaria. Ma il bello è che la “consapevolezza dell’oltre” non può essere contrastata; al massimo si può far finta di dimenticarla, ma non può essere rimossa del tutto. Una parte della mente è costantemente consapevole di ciò che si trova oltre lo schema cognitivo e percettivo dell’uomo comune. È questa parte consapevole che alcuni agenti vorrebbero sopprimere definitivamente, in modo da poter programmare la mente umana e controllarla come un robot. Ma non potranno mai sopprimere quella consapevolezza. Sarebbe come sopprimere tutto ciò che si trova oltre il piccolo sistema umano.

 

Come fa un misero sistema a sopprimere ciò che è infinitamente più grande del sistema stesso?

Gli agenti del piccolo sistema sperano che le persone rimangano del tutto (o almeno parzialmente) ignoranti o inconsapevoli di ciò che si trova oltre il piccolo sistema.

Oltre il piccolo sistema socio-culturale.

Oltre il piccolo sistema politico.

Oltre il piccolo sistema sanitario.

Oltre il piccolo sistema economico.

Oltre il piccolo sistema religioso.

Oltre il piccolo sistema umano.

Oltre il piccolo sistema fisico.

Oltre il piccolo sistema materiale.

 
 

Vi assicuro che è sufficiente avere un briciolo di “consapevolezza dell’oltre” per espandere la coscienza individuale e collettiva.

Per intuire la “consapevolezza dell’oltre” non occorre definire l’oltre, non occorre conoscerlo concettualmente, delimitarlo formalmente, descriverlo linguisticamente, chiamarlo verbalmente, analizzarlo intellettualmente.

La “consapevolezza dell’oltre” non è qualcosa di filosofico, intellettuale, metafisico, spirituale; è un fatto constatabile facilmente da chiunque; è constatabile aprendo semplicemente gli occhi, aprendo la mente, percependo direttamente i messaggi della natura, alzando la testolina e ammirando l’infinito che ci avvolge.

 

È la consapevolezza “oltre lo schema” che ti fa risolvere i presunti problemi presenti nello schema.

La nostra consapevolezza può uscire da qualsiasi schema (mentale, percettivo, formale, linguistico, neurale, virtuale, sociale).

Che vi piaccia o no sarà soltanto la “consapevolezza dell’oltre” a salvarvi la pellaccia.

Sarà la “consapevolezza dell’oltre” a spingervi aldilà dei limiti e delle costrizioni di questo sistema.

 
 
 
 
 

NON DEVI FARE NIENTE!

Per essere ciò che sei davvero non hai bisogno di fare niente.

Il fare dovrebbe venire dopo, dovrebbe essere secondario rispetto al puro essere.

Invece, in questo mondo iperattivo, il fare viene preposto dappertutto, anche nell’ambito spirituale.

Fai un esperimento.

Chiediti cosa devi fare per “essere”.

Cosa stai facendo per essere quel che sei?

Il tuo puro essere ha bisogno di sforzarsi per essere quel che è?

Il tuo essere dipende dal fare? Dipende da ciò che fai con il corpo?

Hai bisogno di andare da qualche parte per essere quel che sei?

Il tuo puro essere ha bisogno di praticare e meditare per essere – oppure ciò che sei “è” e basta, senza bisogno di praticare o meditare?

Se non mediti, smetti di esistere? Il tuo essere smette di essere?

Hai bisogno di muovere le mani per essere quel che sei? Se non muovi le mani smetti di esistere?

Potrebbero sembrare quesiti stupidi ma ti assicuro che queste semplici riflessioni sono estremamente profonde e purtroppo sfuggono dal riconoscimento della mente di tanti ricercatori e di tanti pseudo maestri.

Con un semplice e diretto esperimento è possibile dimostrare ciò che tanti libri e molte tradizioni tentano di esprimere con una marea di parole e una miriade di rituali.

La mente ordinaria ragiona al contrario e crede che per essere se stessi si debba sempre fare, praticare, pensare, meditare, etc.

Non è il caso di dilungarci sui condizionamenti della mente ordinaria, di quello ne parlo a sufficienza nelle mie trilogie. A te basta evitare di cadere nel suo tranello, evitare di posticipare il puro e semplice essere. Nota come questo atto di posticipare l’essenza sia un tipico meccanismo di auto sabotaggio della mente ordinaria.

Per fugare ogni dubbio rifai il test del non fare.

Prova a rimanere davvero immobile e mentre non fai nulla prova a notare come il tuo essere non smette MAI di essere.

 

È difficile essere e basta?

Oppure è la cosa più naturale che ci sia?

È talmente naturale che non richiede NIENTE…

È troppo immediato per la mente o per gli organi sensoriali.

E in questo immediato, pacifico puro essere risiede l’illuminazione spirituale.

L’illuminazione spirituale è il riconoscimento del vacuo, immediato puro essere. E come hai visto non richiede assolutamente NIENTE. Ti offre semplicemente ciò che sei e dunque NON OFFRE NIENTE (di nuovo). Ti riporta soltanto alla Verità di fondo. A qualcosa che la mente ordinaria tenta disperatamente – e inutilmente – di rimandare o evitare.

Tutto il fare (rifare, disfare) del mondo – incluso il mondo spirituale – è un modo per velare il naturale, immediato, vacuo, invisibile, puro essere.

 

Non farti influenzare dalla mente condizionata, ossessionata e dipendente dal fare.

Non farti soggiogare dall’idea che il corpo sia la base dell’essere.

Il corpo è secondario rispetto al puro essere.

Non farti sviare da quella spiritualità deviata che ti fa credere che il tuo essere dipenda dal mondo delle apparenze.

Durante la giornata riporta l’attenzione a questo puro essere che per essere non ha bisogno di fare NIENTE.

Ciò che sei davvero non ha bisogno di fare NIENTE.

Il puro essere di fondo che accompagna ogni tua esperienza è sempre indipendente da ciò che viene fatto (o disfatto) e per questo è sempre libero di fare (o disfare) qualsiasi esperienza. Ma per riconoscere questa autoliberazione occorre disilludersi dalla schiavizzante egemonia del “fare”.

In poche parole, ciò che ha BISOGNO di fare qualcosa non è il tuo puro essere. Il tuo puro essere NON HA BISOGNO di fare NIENTE.

CIÒ CHE LA TUA MENTE CREDE DI ESSERE HA BISOGNO DI FARE DI TUTTO.

CIÒ CHE INVECE SEI DAVVERO – indipendentemente dalla mente – NON HA BISOGNO DI NIENTE.

 

Grazie a questa pura consapevolezza puoi realizzare la libertà di e dal fare, non fare o disfare.

 Altri libri di ZeRo

Mente Vuota a Cuor Leggero -Volume UnoNISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRoJed McKenna - Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo

APPUNTI SU UN CORSO IN MIRACOLI

Appunti tratti da “Un Corso In Miracoli – Suggerimenti di ZeRo (Secondo volume)

 

 

Il perdono è vedere, comprendere e riconoscere il falso come falso.

 

 

PERCEZIONE = SOGNO = PROIEZIONE = ILLUSIONE = ERRORE

 

LA PERCEZIONE (sia sballata che corretta) non è CONOSCENZA.

 

La percezione (anche quella corretta dal perdono, dalla guarigione, dal miracolo) è sempre falsa conoscenza.

 

 

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L’ERRORE BASILARE consiste nel credere che un’illusione, un sogno o una fantasia portino davvero a qualcosa.

Le illusioni non portano a niente.

Il non riconoscimento dell’errore primario porta all’errore secondario:

Credere ai livelli delle illusioni.

 

Voler un’illusione migliore!

 

Voler appagare una fantasia più intensa.

 

Bramare un’illusione meno materiale: diventare più spirituali, più speciali, più santi.

 

Voler conseguire una presunta missione divina.

 

Il terzo errore, conseguenza inevitabile dei precedenti, è quello di voler difendere le illusioni.

 

Il difendere le illusioni, il crederci fortemente, il focalizzare l’attenzione, l’investire energia e il rimanere coinvolti emotivamente non fa altro che rendere le illusioni apparentemente reali: mantiene e rafforza il loro fittizio senso di realtà, l’impressione che siano qualcosa di diverso da un’illusione o da un sogno.

 

 

 

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Visti all’interno della tua mente, anziché essere percepiti all’esterno, i fenomeni come il senso di colpa, il peccato o l’errore assumono un altro significato. Questo è il capovolgimento a cui punta il Corso.

Il mondo non viene più considerato come qualcosa di esterno e separato ma come una proiezione, come un sogno.

Questa è la correzione percettiva. Questa è la vera percezione.

Questo è il modo in cui dovresti vedere gli eventi esterni: come una serie di apparenze esterne, cioè manifestazioni che ‘sembrano’ esterne proprio come le manifestazioni di un sogno.

Gli scenari di un sogno sembrano riprodurre un mondo fatto di eventi esterni, separati, lontani e soprattutto sconnessi dalla mente sognatrice.

La vera percezione ti fa riconoscere che il mondo non è sconnesso dalla tua mente.

La vera percezione ti fa riconoscere che l’errore, il peccato, la rabbia, la vendetta, il desiderio di rivalsa, erano solo dei costrutti mentali.

Vedendo che sono immaginari, la tua mente guarderà automaticamente oltre tali errori, oltre tali bisogni, oltre tali desideri.

 

Abituati a considerare qualsiasi cosa come se si trovasse dentro la tua mente.

Ciò che credi trovarsi là fuori, si trova dentro la mente.

Non esiste un mondo là fuori.

Non c’è proprio niente là fuori.

 

 

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LA CORREZIONE È SEMPRE LA STESSA: La rettificazione di un fraintendimento, la presa di coscienza di una svista, il riconoscimento di una distorsione visiva o mentale.

 

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In questo mondo tutto può letteralmente SCOMPARIRE in un batter d’occhio poiché si tratta semplicemente di un sogno.

 

 

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Impara a perdonare perché ciò che vedi non è vero.

Non è vero che tu hai commesso degli errori, non è vero che gli altri hanno commesso degli errori. Non ci sono colpe. La punizione è una conseguenza del credere alla colpa: senza colpa non ha senso la punizione. Perdona te stesso e gli altri per aver creduto nella colpa e nella conseguente punizione (per rimediare alla colpa). Anziché punire impara a perdonare, cioè a dimenticare la presunta colpa proiettata ed inscenata dall’ego.

 

 

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Nel mondo esterno, fuori, non c’è nulla. Ma sul nulla sono proiettate le allucinazioni. È la proiezione che dà al nulla tutto il significato che sembra avere. In tal senso la PROIEZIONE FA LA PERCEZIONE… come pensi, così percepisci.

LA PERCEZIONE È IL RISULTATO, NON LA CAUSA.

Chi viene assalito dai sogni? Chi viene ferito dalle allucinazioni?

La coscienza addormentata o la mente allucinata, ma non di certo la coscienza lucida o la mente sana.

Se credi che il tuo mondo abbia il potere di farti ciò che vuole, stai confondendo l’effetto con la causa, il pensiero (o il corpo) con la mente, il prodotto finale con la Fonte di tale prodotto, il Figlio con il Padre.

Il figlio non si illuda di poter creare separatamente dalla Fonte… Senza Unione (con la Fonte) non c’è potere creativo.

 

 

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Accordare un solo significato a tutto e tutti conferisce un senso di stabilità a ciò che si sta guardando, percependo, valutando: ad es. accordare il significato di sogno a questo mondo conferisce a tutti gli elementi, le situazioni o le persone di questo mondo le stesse qualità degli oggetti sognati.

Diversi significati riflettono invece diverse percezioni oppure diversi scopi e questo porta alla confusione.

Quando la chiara Visione è costante e condivisa, essa non può cambiare; è duratura, compatta, unificata, immutata dalle circostanze. Questa chiara Visione diventa stabile e questa stabilità ti rende felice di vedere la Verità ovunque, di vedere la Realtà allo stesso mondo; senza alterazioni, distorsioni o comunque senza credere agli inganni sensoriali. Questa chiara Visione porta tranquillità e questa tranquillità mostra che ciò che il tuo intelletto ha interposto tra la Realtà e la tua percezione è irreale e non può davvero interferire con la tua consapevolezza. Questa falsa interpretazione dell’intelletto è un’apparenza che l’intelletto stesso vuole mantenere al posto della Realtà, al posto di ciò che c’è veramente.

 

 

 

 

 

 

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La Verità è vera anche se non viene creduta vera dall’intelletto (mente ordinaria, malata, incantata).

Il fatto che il tuo intelletto – mentalità attuale – non creda alla Verità non inficia la Verità: non è la Verità a doverti convincere ma sei tu a doverti dissuadere dalle falsità.

Al di là delle convinzioni, la Verità non viene intaccata da nessuna credenza e la tua vera identità non ha bisogno di credere o di essere creduta per essere se stessa.

La Verità è così quieta e pacifica che se ne fossi consapevole dimenticheresti l’atteggiamento difensivo e correresti ad abbracciarla o a farti abbracciare da Lei.

C’è un’antica battaglia intrapresa contro la Verità, ma Lei non risponde poiché non si sente minacciata dalle menzogne. Non considera le proiezioni dell’intelletto o le illusioni sensoriali come dei nemici.

Dov’è la Verità, le illusioni scompaiono senza traccia.

Senza nessuno che creda in loro, gli idoli non hanno vita.

 

 

 

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