Il Noncurante: vivere e lasciar vivere

Se il motto del Metodico è: “Non rimandare a domani quello che puoi fare oggi” quello del Noncurante sarà: “Non fare oggi quello che puoi rimandare a domani” (restando sottintesa la speranza che, nel frattempo, qualcuno un po’ più efficiente provveda e lo sollevi dal fastidio). Scarsamente emotivo, tende a vivere, come si dice, alla giornata. E tende a vivere, anche, meglio che può, perché è tutt’altro che austero, amando i piaceri dell’esistenza, alcuni moderatamente, altri più intensamente, ma tutti – in ogni caso- quanto basta perché in un modo o nell’altro riesca a procurarseli sempre e possibilmente senza fatica.

E’ il classico indifferente. Gli studiosi lo hanno trattato piuttosto male, definendolo, “servitore del proprio corpo” o affermando che la sua tendenza dominatrice è l’asservimento ai bisogni organici.

Eppure non è antipatico, generalmente parlando. Sì, certamente non è un altruista; pensa anzi soprattutto a se stesso ed è frivolo, paurosamente pigro, negligente, volubile, vanitoso, portato a mettere in opera piccole astuzie per ricavarne qualche utile, poco proclive alla solidarietà umana. Ma il suo passaggio sulla scena nel mondo, anche se non porta alcun beneficio all’umanità, non porta nemmeno gravi conseguenze. Quest’uomo e questa donna, infatti, non hanno nessuna probabilità di passare alla storia se non, casualmente, come figli di re cui toccò in sorte un trono, nel qual caso o se lo fecero soffiare dal primo venuto o lasciarono per sé soltanto gli utili materiali. Diversamente non sono destinati a lasciar traccia.

Parecchi hanno l’attitudine alla recitazione: ma sembra ben difficile che possano andare al di là dell’attività in una filodrammatica o di qualche particina da due battute. Infatti per emergere nel teatro o nel cinema occorrono, oltre alle capacità artistiche, doti come la tenacia, la volontà, la perseveranza, l’ambizione, di cui il Non curante o Amorfo p molto scarsamente provvisto o non lo è del tutto. Qualcuno ha anche sensibilità musicale…

E’ un tipo tollerante, privo di pregiudizi, obiettivo, niente affatto fanatico, coraggioso, amante della compagnia. Tuttavia si può osservare che il coraggio gli deriva dal non essere emotivo e che, quanto alla tolleranza, questo tipo è innanzitutto tollerante con se stesso: non c’è niente infatti che non si conceda, se appena può ottenerlo: buon cibo, tranquillità, lusso, benessere, compagnia piacevole.

Non esita a fare un matrimonio più o meno di convenienza se può aiutarsi con questo a raggiungere la sicurezza economica, base indispensabile per il benessere. Intendiamoci, non sarà disonesto, infatti lui generalmente crederà di essere innamorato. L’equivoco può verificarsi in quanto, avendo una sessualità molto sveglia ed essendo contemporaneamente incapace di sentimenti profondi, scambierà l’attrazione fisica per Amore con la A maiuscola. Questo gli capiterà anche più volte nella vita. Tuttavia, se l’accordo col coniuge sarà buono sul piano sessuale e se non interverranno fatti gravi, il matrimonio per quanto lo riguarda potrà durare anche fino alla morte. Questo tipo è troppo pigro per cercare delle evasioni, se può farne a meno.

E’ un estroverso e non si chiude quindi in se stesso ma cerca la compagnia. Diciamo subito che non è un conversatore brillante, mancando ci vivacità, di brio, e anche di informazione perché legge poco e male (le preferenze vanno alle pagine sportive, alla cronaca nera e a quella rosa) ,a comunque so può stare gradevolmente in sua compagnia. Siate certi che non vi contraddirà mai, qualsiasi opinione sosteniate; non è per delicatezza che lo farà, ma perché contestarvi gli costerebbe  una fatica che non ha voglia di spendere. Non sperare comunque di portarlo mai dalla parte vostra; se ha una opinione, qualunque essa sia, la conserverà.

Cerca la compagnia per sfuggire alla noia da cui è quasi perennemente afflitto, a causa di scarsi interessi, ma la conversazione non lo diverte nemmeno gran ché. Ama gli spettacoli sportivi e gli spettacoli in genere, a causa della capacità di immedesimarsi che possiede e che potrebbe in qualche caso fare di lui o di lei, un potenziale attore.

In genere ha reazioni lente ed è indeciso, ma è egualmente difficile prendere qualche decisione per lui a causa della sua testardaggine. E’ disordinato e leggero, spende il denaro con estrema disinvoltura; può arrivare a fare debiti (e anche a dimenticarsene). E’ poco puntuale. Tende al pettegolezzo, all’intrigo, alla bugia interessata.  Ha pochissimo spirito critico e senso dell’umorismo. Trascura gli impegni, le iniziative che dovrebbe prendere, non annette importanza a cose fondamentali e poi accusa la cattiva sorte delle sue sconfitte.

Il noncurante – nella versione estrema vive quasi allo stato vegetativo e non combina niente, è primo in graduatoria per cocciutaggine, gusto del gioco d’azzardo, mancanza di puntualità, rinvio delle decisioni; secondo per vanità, terzo per coraggio; penultimo per senso pratico; ultimo per religiosità, patriottismo, attaccamento alla famiglia, amore per il prossimo, passione politica, “spirito di servizio”.



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