Frédéric Clément Picture’s

Incenso. (Nietzsche)

Buddha dice: «Non adulare il tuo benefattore». Si ripeta questa massima in una chiesa cristiana: purificherà istantaneamente l’aria da tutto quel che c’è di cristiano.

Diversi pericoli della vita (Nietzsche)

Ignorate del tutto quel che state vivendo, correte come ebbri attraverso la vita e di tanto in tanto piombate giù da una scala. Eppure, grazie alla vostra ebbrezza, non vi rompete le ossa: i vostri muscoli sono troppo fiacchi e la vostra testa troppo ottenebrata perché possiate trovare troppo dure le pietre di questa scala, come noialtri! Per noi la vita costituisce un perìcolo maggiore: siamo fatti di vetro e, se cadiamo, guai a  noi! E quando cadiamo, tutto è perduto!

I pensieri sono le ombre delle nostre percezioni — sempre più scuri, più vuoti, più semplici di queste.  (F. N.)

Libri. (F. N.)

Che cosa può importarcene di un libro che non ci porta al di là di  tutti i libri?

Sempre a casa.(F. N.)
Un giorno raggiungiamo la nostra meta — e indicheremo  orgogliosi il lungo viaggio che abbiamo compiuto per raggiungerla. In realtà non ci eravamo accorti di viaggiare. Ma eravamo giunti così lontano da  illuderci, in ogni luogo, di essere a casa.

Guardate! Guardate! Egli rifugge gli uomini, ma costoro  lo seguono, perché egli corre davanti a loro — ecco fino a che punto sono  un gregge! (F. N.)

La via verso la felicità (F. N)
Un saggio domandò a un pazzo quale fosse la via  che portava alla felicità. Questi rispose senza indugio, come se gli fosse sta-  to domandato quale fosse la via che portava alla città vicina: «Ammira te  stesso e vivi per le strade!». «Alto là», disse il saggio, «tu pretendi troppo, è  già sufficiente ammirare se stessi!» Il pazzo replicò: «Già, ma com’è possi-  bile ammirare costantemente senza disprezzare costantemente?».
Critica degli animali. (F. N.)
Temo che gli animali vedano nell’uomo un loro  pari che abbia perduto in modo estremamente pericoloso il sano intelletto  animale, — è infatti un animale folle, un animale che ride, un animale che  piange, un animale infelice.

Contro i mediatori.(F. N,)
Chi vuole mediare fra due pensatori risoluti si contraddistingue per la sua mediocrità; non ha occhi neppure per vedere l’irripetibile; la mania di similitudine e uguaglianza sono il marchio di occhi deboli.
Per muovere la moltitudine. (F N.)
Colui che vuol muovere la folla, non deve forse es sere il commediante di se stesso? Non deve dapprima tradursi in un qualcosa di  grottescamente evidente e sciorinare tutta la sua persona e le sue tesi scontate in questa riduzione grossolana o rozza semplificazione?

Abitudine. (F. N.)
Ogni abitudine rende la nostra mano più arguta e la nostra arguzia meno agile.

Il modo più perfido per danneggiare una cosa è quello di difenderla intenzionalmente adducendo motivi falsi.  (F. N.)

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