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Dal paradiso. (F. Nietzsche)

«Bene e male sono i pregiudizi di Dio», disse il serpente.

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Esiste verosimilmente un’immensa invisibile curva e orbita siderale, in cui potrebbero essere ricomprese, quasi esigui tratti di strada, le nostre diverse vie e mete, – innalziamoci a questo pensiero!

… .Crediamo dunque nella nostra amicizia stellare anche se sulla terra, dovessimo essere nemici.  (F. N.)

Che cosa rende eroici?

Muovere incontro al alla propria suprema sofferenza e insieme alla propria suprema speranza.

Perché, – credimi! — Per  il segreto per raccogliere dall’esistenza la fecondità e diletto più grande si esprime così: vivere pericolosamente !

(F. N.)

 

A che cosa credi?

Al fatto che i pesi di tutte le cose debbano essere di nuovo determinati. – F. N.

Originalità. (F. N.)

Che cos’è l’originalità? Vedere qualcosa che non ha ancora  nome, che non può essere nominato per quanto sia davanti agli occhi di  tutti. Le abitudini degli uomini vogliono che sia il nome a rendere loro visibile una cosa. Gli originali sono perlopiù coloro che hanno dato per primi un nome  alle cose.

piacere della cecità.  (N.)

«I miei pensieri», disse il viandante alla sua ombra, «mi debbono indicare dove io mi trovi: ma non mi debbono rivelare  dove sto andando. Mi piace l’incertezza del futuro e non voglio morire di  impazienza nel pregustarmi le cose promesse.»

Che cos’è il sigillo della raggiunta libertà?

Non vergognarsi più di se  stessi. – F. N

Sub specie aeterni. (F. N.)

A.: «Ti allontani sempre più rapidamente dai viventi;  presto ti cancelleranno dai loro elenchi!». B.: «È l’unico modo per aver  parte al privilegio dei morti». A.: «Quale privilegio?». B.: «Quello di non  morire più».

Contro i calunniatori della natura. (F. N.)

Mi sono sgradevoli quegli uomini per  i quali ogni inclinazione diventa subito una malattia, qualcosa di deformante o addirittura di vergognoso, — ci hanno indotto a pensare che le inclinazioni e gli istinti siano malvagi, provocando la nostra grande ingiustizia contro la nostra natura, contro ogni natura! Ci sono abbastanza uomi i che possono abbandonarsi alle loro inclinazioni con grazia e spensieratezza: ma non lo fanno, per paura di quell’immaginaria «essenza malvagia» della natura! Ecco perché tra gli uomini si trova così poca nobiltà d’animo:  perché il suo marchio sarà sempre non avere paura di sé, non aspettarsi  niente di ignominioso, volare senza esitazione laddove ci sentiamo spinti,  noi uccelli nati liberi! Dovunque possiamo giungere, sarà sempre un luogo  libero e assolato.

Saper contraddire. (F. N)

Ciascuno sa, oggigiorno, che saper tollerare le contraddizioni è un alto segno di cultura. Alcuni sanno persino che le persone  più elevate si augurano e si provocano contraddizioni, per avere un cenno  sulla propria ingiustizia, che fino a quel momento era loro ignota. Ma sa-  per contraddire, l’aver acquisito una buona coscienza dell’ostilità contro  quanto è consueto, tramandato, sacro, — questo è qualcosa di più, rispetto alle due posizioni precedenti, è quel che c’è di veramente grande, nuovo,  stupefacente nella nostra cultura, il passo di tutti i passi dello spirito liberato: chi lo sa?

Con una grande meta si è superiori persino alla  giustizia, non soltanto alle proprie azioni e ai propri giudici. – F. N.

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