George I. Gurdjieff, Peter D. Ouspensky e la Quarta Via.

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fonte:  http://ilcredino.blogspot.it/2011/10/george-i-gurdjieff-peter-d-ouspensky-e.html

Quale credino non conosce G. I. Gurdjieff? Tutti lo conoscono anche senza averlo mai conosciuto. Gurdjieff è forse il capostipite dei furbacchioni spirituali moderni.

George Ivanovich Gurdjieff nacque probabilmente nel 1877 a Alexandropol in Armenia da padre Greco e madre Armena. Fra le mura domestiche si parlava Armeno, ma imparò il Turco un po’ di Greco e vari dialetti locali. Durante la sua attività pubblica parlava Russo e Inglese così male che qualunque Maestria dicesse di posssedere non era certo linguistica. Osservando la sua vita e i suoi insegnamenti non è difficile determinare se Gurdjieff fosse o meno un guru onesto e sincero: era un autoproclamato e orgoglioso bugiardo e truffatore che si beava nel ricordare, nonché abbellire, le sue riuscite frodi e truffe. Era un tiranno alcolizzato, un consumatore di oppio, un ipnotista di ‘successo’, le sue abitudini personali erano deplorevoli e si prese ogni tipo di libertà sessuale con le sue seguaci donne procreando con esse svariatii figli.

Gurdjieff si affermò come guru a Mosca nel 1912 tra i molti teosofisti e gli interessati in occultismo. La sua conoscenza esoterica venne attribuita alle sue scoperte durante i suoi viaggi in Asia Centrale e durante un suo fantomatico soggiorno in un monastero Tibetano. I suoi insegnamenti erano particolari e inusuali tra i sistemi di pensiero asserenti la possibile trascendenza della normale condizione dell’uomo, e sebbene fossero influenzati dalla tradizione Sufi rimanevano fortemente individualistici e mancanti di moralità o di basi etiche. Mentre da una parte sosteneva che l’uomo non potesse ottenere alcun progresso se non su base individuale, dall’altra stressava fortemente il lavoro di gruppo guidato dalle sue personali istruzioni e sotto il suo diretto controllo. Dopo un intenso girovagare approdò in Francia dove fondò  l’”Istituto per lo Sviluppo Armonico dell’Uomo” stabilendosi in Francia allo Chateau du Prieure una grossa proprietà vicino a Fontainebleau, ,dove raccolse i suoi discepoli per un completo “Lavoro” a tempo pieno. Gurdjieff li lavorò duramente, prendendoli per fame e facendoli a volte digiunare (senza per altro alleviarne il carico lavorativo), senza permettergli di dormire regolarmente e insultandoli pesantemente. Gurdjieff elaborò una complessa cosmologia, la sua mappa dell’universo, e il posto dell’uomo in esso, non è supportato da alcuna prova oggettiva ed è deliberatamente oscuro e incoerente.

Essendo Gurdjieff un Guru gagliardo, annoverava fra i suoi seguaci persone “sofisticate” e “intelligenti” che si susseguirono in numerosi tentativi per dare un senso a quello che, agli occhi del lettore scettico, appare come un sistema psicotico illusorio. Il compito è reso ancor più difficile dai numerosi e grotteschi neologismi inventati da Gurdjieff. È da tenere presente che lo schizofrenico cronico spesso inventa parole cariche di significati speciali per lui, ma difficili da comprendere da tutti gli altri.

Per esempio Gurdjieff disse di credere in Dio, da lui chiamato “Nostro-Onnipotente-Sempre-Amante-Padre-Comune-Uni-Essere-Creatore-Inesauribilezza”. In principio era “Il-Più-del-Più Sacro-Sole-Assoluto” nello spazio anch’esso sconfinato, che fu energizzato con la primordiale sostanza cosmica Etherokilno. Siccome questo nebuloso Etherokilno si trovava in equilibrio statico, il super-sole esisteva ed era mantenuto dal Padre Comune in modo alquanto indipendente dallo stimolo esterno, per mezzo dell’azione interna delle sue leggi e distribuzione Autoegocrat… Insomma, in parole povere: Heropass minaccia Sole-Assoluto per cui Padre Comune crea Theomertmalogos che interagisce con Etherokilno per produrre l’universo Megalocosmos mantenuto dal principio di Trogoautoegocrat. Dio e la sua creazione sono mantenute dalle nuove leggi Triamazikamno, e Heptaparparashinokh o Eftalogodiksis. Quando Kondoor si scontrò con la terra si formarono Loondeiperzo e Anulios. Dopo lo shock “Più-Magnifico-Sole-Assoluto” mandò il capo degli Arcangeli Sasaki su Ors. Nel frattempo Loondeiperzo cresceva e aveva bisogno di cibo, così Sasaki arrangiò che la terra mandasse su Loondeiperzo (La Luna) la sacra ghiotta vibrazione Askolin liberata una volta che la vita organica sulla terra muore. (più chiaro di così…. ci sono domande?)

A parte contraddire le scoperte di astronomi e scienziati riguardo all’universo contraddicono, le proposte di Gurdjieff si possono solo paragonare a fantascienza, anche se lui ci credeva ciecamente così come i paranoidi psicotici credono nel loro sistema delirante.
Il sistema cosmologico della visione di Gurdjieff, sia che provenisse da fonti esoteriche sia che fosse una sua invenzione, non mancò comunque di fornirgli i suoi miti personali, e le sue proprie risposte al quesito del significato della vita. (al quale quesito dedicò vent’anni di peregrinazioni) Questi miti, analoghi a rivelazioni religiose, gli diedero la certezza della fede. Fu la sua stessa convinzione di aver scoperto “la risposta” a renderlo carismatico e persuasivo. Anche se i suoi seguaci non accettano o non capiscono la sua dottrina cosmologica, essi credono tuttavia che lui indubbiamente “sapeva”. (fenomeno largamente riconoscibile in tutte le scellerate relazioni fra ogni guru e il proprio discepolo)

Nel 1924 Gurdjieff si recò negli USA con una troupe di performers dei suoi movimenti per racimolare fondi e adepti e poco dopo il suo ritorno si schiantò contro un albero a 90 km all’ora rimanendo gravemente ferito (non si sa se fu merito l’alcool o del fatto che fosse un pessimo guidatore, ma la combinazione fu senza dubbio di successo) Quando si riprese dal colpo fece sgomberare lo Chateau, disse ai suoi seguaci di alzare i tacchi e si mise a scrivere con il supporto economico dei suoi sostenitori Americani. Fu in questo periodo che sua moglie morì nonostante i prodigiosi sforzi fatti per curarle il cancro con tecniche imparate in Asia Centrale che impiegavano l’uso del potere astrale.

Nel 1930 ruppe con il suo maggiore sostenitore negli USA (A.R. Orage) in maniera pubblica e umiliante dichiarando che tutti i gruppi Gurdjieffiani si erano completamente rincoglioniti. Senza l’aiuto dei dollari e con l’attività allo Chateau du Prieure insolvente fu costretto a svendere la proprietà. Nel frattempo era ingrassato notevolmente coltivando un aspetto orribile. Piano piano si riprese e cominciò un piccolo gruppo. Passò più tempo a sbarcare il lunario come opinabile “guaritore” e ipnotico riabilitatore dalla tossicodipendenza. Ciononostante non riuscì a curare Katherine Mansfield alla quale, malata di tubercolosi, disse di ignorare la malattia e di andare a dormire sopra la stalla. Allo Cheteau tutti restarono meravigliati delle cure miracolose impartitole e di quanto le avessero giovato… Katherine Mansfield morì una settimana dopo all’età di 35 anni. Usando gli stessi metodi di successo non riuscì a salvare sua moglie o sua madre malgrado i prodigiosi sforzi “astrali” e ritrovandosi lui stesso schiavo del fumo, dell’alcool e spesso obeso. In ogni caso non furono certo questi insignificanti imprevisti a scoraggiarlo, Gurdjieff continuò caparbio a prescrivere miscugli di erbe e diete bizarre distribuendo potenti anti-dolorifici a destra e a manca e elargendo sermoni sui danni della penicillina. (I sopravvissuti si ricordano ancora di una sua terribile invenzione, un disgustoso caffè a base di schiacciata di ghiande)

Continuò a vivere a Parigi collaborando senza scrupoli con l’occupazione Nazista.
Dai discorsi dei discepoli traspare un Gurdjieff sempre diverso per ognuno di loro. Questo veniva spiegato attribuendo a Gurdjieff la totale supremazia sul Maya più che l’individuale aspettativa capace di trasformare la percezione dei suoi pupilli (l’abbaglio di risveglio). Non si trovavano d’accordo neppure su quello che era appena accaduto a cena, e i resoconti degli astanti si contraddicevano completamente. Dopo la sua morte, avvenuta il 29 Ottobre del 1949, i capi dei vari gruppi si ritrovarono ancora una volta in totale disaccordo e incapaci di cooperare. (ogni albero si riconosce dal proprio frutto)
A parte “Incontri con Uomini Straordinari” i suoi scritti sono largamente considerati illeggibili. Persino i suoi seguaci affermano che si dovevano leggere numerose volte prima di poterne capire il significato. (già a metà della prima lettura ci si trova anestetizzati) Addirittura si dice che l’incomprensibilità di Gourdjieff fosse intenzionale; un meccanismo per assicurare che il discepolo facesse considerabili sforzi per ottenere la comprensione invece di essere imboccato con frasi e dottrine chiare e comprensibili (tipico della complessa rete di chiarimenti e spiegazioni necessari per giustificare l’operato del “maestro”)

Nell’allegorico “I Racconti di Belzebù a Suo Nipote” (All and Everything) Gurdjieff ritrae l’uomo capace di possedere volontà, coscienza di sé e immortalità dell’anima, ma queste non gli appartengono solo per diritto di nascita, e per esporre questo semplice concetto filosofico G. ci ha impiegato un migliaio di pagine. Sul primo gradino della scala dorata dell’evoluzione dell’uomo c’è l’uomo numero Quattro, l’Uomo Transitorio che, sebbene non diverso in modo significativo dalla mandria dei primi tre tipi (istintivo-motorio, emozionale, e intellettuale, a seconda della forza in essi dominante) è consapevole che vuole cambiare. Questo è il trucco nonché il cardine della filosofia Gurdjieffiana: l’uomo è addormentato, ignaro del suo improduttivo, insignificante e patetico stato naturale. La consapevolezza di sé e credere nella propria personale identità sono la sua più grande illusione. Solo diventando consapevole della propria natura illusoria può far si di poter aspirare a salire sulla scala evolutiva. I restanti tre gradini (teoricamente aperti a tutti) sono l’Uomo Integrato, quando l’individuo ha acquisito almeno parte della sua reale identità, L’uomo Conscio, quando l’individuo comincia a acquisire super-poteri di tipo fisico e mentale e infine L’Uomo Completo, quando l’individuo ha acquisito “tutto quello che c’è di possibile” ed è “immortale” sempre nei limiti del sistema solare. (super-poteri sì, ma senza esagerare)

E come fa il comune uomo “istintivo-motorio”, “emozionale”, “intelettuale” a salire la scala evolutiva? Beh, passando più tempo possibile all’Istituto dello Sviluppo Armonico dell’Uomo e aiutando finanziariamente a suon di Franchi sonanti quel vecchio volpone di Baffone. All and Everything quantomeno possiede un certo umorismo, pagina dopo pagina l’arguzia volgare e ottusa dell’autore brilla indiscussa lasciando a intendere in modo palese che tutto ciò (come del resto anche la vita allo Chateau) non è che un’enorme presa in giro. (specialmente a spese del lettore)

Il suo sistema di pensiero e insegnamento, almeno la parte resa pubblica e registrata, non era di alta qualità e i risultati ottenuti tra i suoi seguaci erano tutt’altro che notevoli – la maggior parte di loro sembrò funzionare peggio dopo essere entrati in contatto con esso, e le loro relazioni interpersonali diventarono estremamente ‘disarmoniche’.

Gurdjieff non era che un “ipnotico” ciarlatano, un furbacchione che predava negli ambiti di fette sociali vulnerabili e si approfittava circonvenendo quei credini che si potevano permettere di sostenere i suoi trucchi e inganni, saltando dalla truffa dopo avere guadagnato la fiducia delle persone alla psicosi. (Una volta entrati in un mondo dove nulla è come appare, dove tutto può accadere su livelli diversi, dove ogni cosa può essere in realtà il suo opposto, per il credino non è possibile conoscere più niente, soprattutto le premesse che si sono accettate prima di entrare in tale paradossale ginepraio)

Oggigiorno sono rimasti solo piccoli gruppi sparsi in tutto il mondo che portano avanti il “Lavoro”, e gravitano attorno a un leader il quale sostiene di aver ricevuto “trasmissioni” direttamente da Gurdjieff o da uno dei suoi adepti.

L’incantesimo di questo “straordinario” individuo continua tuttora ad abbindolare gente. I suoi più veementi sotenitori (com’è ovvio) furono coloro che lo incontrarono personalmente, per loro Gurdjieff possedeva un spiccata aura di presenza, impossibile da comprendere in modo scientifico. Tale aura è nondimeno facilmente riconoscibile da tutti coloro già totalmente impegnati psicologicamente a credere a simili baggianate, e che, anche se non lo l’hanno mai conosciuto, sanno alla perfezione a loro volta quello che  G. “sapeva”.

Il suo sistema, la Quarta Via, è un insegnamento che pare gli appartenesse; egli, infatti è l’unico in grado di poter parlare veramente dell’esperienza della Quarta Via. Neanche Peter D. Ouspensky ha avuto mai modo di verificare cose che Gurdjieff diceva (tenendo presente che la verifica è uno degli assi portanti di tale sistema). Anche portando lo stesso titolo, non abbiamo modo di verificare se il sistema della Quarta Via di Ouspensky fosse la stessa cosa. Dopo qualche anno di studio con Gurdjieff, Ouspensky cominciò a divulgare il ‘sistema’ secondo la sua conoscenza.
Gurdjieff e Ouspensky parlavano di Influenza C, centri superiori, leggi dei mondi, quarta e quinta dimensione, stati di coscienza, eterna ricorrenza etc etc. ma non potendo conoscere la natura delle cose che Gurdjieff e Ouspensky hanno detto, non è possibile per noi accertarcene. Non essendoci più Gurdjieff o Ouspensky non possiamo sapere la verità su questo sistema.

Quando incontrò Gurdjieff, Ouspensky si mise a lavorare con lui sulla base di certi principii che poteva capire ed accettare. Gurdjieff diceva: “Prima di tutto non dovete credere a nulla, e secondo non dovete fare nulla che non comprendete.” Ouspensky lo accettò per questo. Dopo due o tre anni, vide che Gurdjieff andava contro questi principii.
Richiedeva alle persone di accettare ciò che non capivano e di fare ciò che non comprendevano.” Per sua stessa ammissione Ouspensky non conosceva la fonte, le scuole da dove proveniva questo sistema. È’ possibile che provenissero dall’Asia centrale, ma cosa fossero non lo sapeva. Non era possibile andare a verificare per via della Rivoluzione. Se la vita fosse stata normale sarebbe andato a cercarle, ma ora era tutto scomparso, e nulla rimase di tali scuole. Ouspensky disse inoltre che “nel nostro stato presente non possiamo conoscere la verità, e non la possiamo conoscere se non nello stato di coscienza oggettiva. Non possiamo conoscere la verità ma pretendiamo di conoscerla. Proprio questo é mentire. La menzogna riempie tutta la nostra vita, la gente finge di sapere qualsiasi cosa.” Per cui anche se Gurdjieff e Ouspensky  fossero stati uomini di un livello superiore, uomini consci etc., per noi è impossibile sapere il significato di tutto ciò. Pensare di poterlo fare, parlare di Gurdjieff e Ouspensky e della Quarta Via è quindi già da considerare mentire, ed è solo attraverso la fede e il mentire che si possono prendere le loro parole per vere. Tutte le presunte verifiche si basano sulla decisione a priori di credere in questo sistema. Non potendo conoscere veramente la Quarta Via, non possiamo neanche sapere cosa sia il ‘lavoro su di sé’, né, fondandoci su tale presunta conoscenza, affermare che tale lavoro possa funzionare. Il credino non ha mai visto un essere conscio e non sa cosa esso sia, ma desidera ardentemente diventarne uno.
Per essere portato avanti questo ‘lavoro’ deve cominciare sul mentire riguardo a tale conoscenza, di conseguenza, a quali risultati potrà mai portare?
Gurdjieff diceva: “La Quarta Via deve essere vissuta, la sua massima espressione è il cambiamento di livello d’essere dell’uomo, questo è qualcosa di pratico, di reale, non teorico…Non avete nessuna ragione per credermi. Vi domando di non credere a nulla che non potete verificare per voi stessi. Se non possedete una mente critica, la vostra visita qui è inutile.”

Ma il povero credino di turno ha già deciso che questi uomini sono dei santi, essi hanno lasciato la porta aperta a innumerevoli arroganti eredi e per lui, ahimé, è troppo tardi: oramai l’esca è stata lanciata e per sua propria intrinseca natura, egli ha già abboccato all’amo.

 

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