CAPITOLO OMAGGIO (Da Mente Vuota in Corpo Pieno – Vol. Pratico – di ZeRo)

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Testo tratto dalla mia seconda trilogia – Mente Vuota in Corpo Pieno – Vol. Pratico

 

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C. D. (CICLO DEL DESIDERIO)

 

 

“Solo una cosa è meglio di ottenere quello che desideri: realizzare che puoi essere felice anche senza.”

(ZeRo)

 

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Questo capitolo potrebbe sembrare una contraddizione di quello precedente, ma non è così. La differenza rispetto al precedente capitolo sta nel fatto che ora prendiamo in considerazione il sollievo (il piacere, la soddisfazione) da un’angolazione diversa, dall’angolazione del Ciclo del Desiderio (C. D.).

Questo piccolo sollievo non corrisponde al Supremo Sollievo del capitolo precedente.

 

Il piccolo sollievo sperimentato all’interno del Ciclo del Desiderio è brevissimo, lieve, non duraturo, superficiale e richiede una costante ri-sollecitazione del C. D. (Ciclo del Desiderio).

Il Sommo Sollievo è duraturo, stabile, profondo e non richiede una ri-sollecitazione del C.D.

 

Chiarito ciò vediamo meglio in cosa consiste il C.D.

 

 

 

 

IMPULSO INIZIALE = Desiderio, fantasia

SOLLIEVO FINALE = Breve sensazione piacevole, appagamento estemporaneo, lieve godimento

 

 

La caratteristica del C.D. è che una volta giunti alla fine del Ciclo, cioè una volta soddisfatto il desiderio e sperimentato un senso di sollievo, il Ciclo si ripete.

La fantasia iniziale diventa automaticamente una fissazione, un chiodo fisso, un pensiero ricorrente. Il Ciclo quindi tende a ripetersi da solo.

Il Ciclo del Desiderio è impostato apposta per ritornare al punto di partenza e quando il Ciclo viene vissuto in assenza di Pura Consapevolezza sembra non finire mai. Appena crediamo di aver soddisfatto l’ennesimo desiderio, veniamo sopraffatti da un nuovo impulso, da una nuova fantasia, da un nuovo sogno nel cassetto. Questo, ripeto, si verifica nella mente ordinaria, priva di Pura Consapevolezza.

 

L’uomo comune è in balia del Ciclo del Desiderio e vive continuamente in questa ricerca ossessiva del sollievo finale.

Il ricercatore spirituale, sebbene a volte sia consapevole del Ciclo, vive anch’egli nell’ossessiva ricerca di un sollievo finale; il sollievo dalla pesante mente ordinaria, il sollievo dall’ego, il sollievo dal senso dell’io, il sollievo dalla pratica o dalla ricerca stessa.

 

Come mai questa ricerca risulta sempre infruttuosa?

Perché all’interno del Ciclo potete soltanto sperimentare un sollievo apparente, un sollievo ingannevole, un sollievo che riconduce ad un nuovo desiderio.

Le iniziative proposte della società sono degli esempi perfetti di Ciclo del Desiderio: svolgi questo compito, così verrai ripagato, ti sentirai meglio e poi ti verrà voglia di svolgere anche meglio quello stesso compito; oppure compra questo farmaco, così anche se non guarirai ti sentirai un pochino meglio e avrai voglia di ricomprare lo stesso prodotto.

Le iniziative della mente ordinaria sono altri esempi calzanti di Ciclo del Desiderio: fai quell’esperienza, così ti senti un po’ meglio e dopo potrai rifare di nuovo quella bella esperienza.

Le iniziative spirituali sono altri esempi eccellenti di C.D.: pratica bene, così ti offrirò un nuovo rituale e tu potrai imparare una pratica più potente che ti darà accesso a un’iniziazione superiore con la quale potrai imparare nuove pratiche e così via, all’infinito.

Abitudini sociali, abitudini mentali, abitudini spirituali… siamo sempre lì al punto di partenza dello stesso Ciclo.

 

 

E allora come bisogna comportarsi?

Occorre fare un balzo al di fuori dell’intera struttura, fuori dal Ciclo stesso.

Ma non un balzo qualunque, bensì un puro e profondo balzo interiore.

 

Un balzo dove?

Non verso un nuovo desiderio e neppure verso il sollievo dal desiderio.

Mi verrebbe da dire un balzo nell’ignoto ma questo complicherebbe il discorso per cui possiamo dire un balzo cieco ma sereno, privo di aspettative.

 

E questo balzo, per andare a buon fine, richiede due fattori principali:

  1. Una resa autentica, consapevole, fiduciosa.
  2. L’autentico affidamento a qualcosa di assolutamente indescrivibile. Per alcuni il secondo fattore corrisponde all’intervento della Grazia, per altri si tratta del supporto di una forza invisibile e impersonale, per il sottoscritto si tratta semplicemente (si fa per dire) di dimorare, cioè trovarsi stabilmente, in una Mente Vuota.

 

Ad ogni modo il balzo interiore non è una mera questione di volontà personale.

Interiormente occorre trovarsi nelle condizioni favorevoli al balzo.

Se ci sono aspettative, supposizioni, timori, pregiudizi, non si farà altro che ricadere dentro il Ciclo del Desiderio.

 

Questo balzo interiore vi porta a vedere il Ciclo con occhi nuovi e a percepire i desideri in maniera diversa. Osserverete il Ciclo senza più avvertire il bisogno di arrivare alla fine del ciclo, senza la necessità di sperimentare quel piccolo sollievo finale, senza il bisogno di soddisfare l’ennesimo desiderio, qualunque sia tale desiderio.

Se prima del balzo eravate in fermento per qualsiasi desiderio ora (dopo il balzo) non fremerete più e vi sentirete sempre a vostro agio.

 

 

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ESPERIMENTO PRATICO

 

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L’uomo comune si sente appagato e risollevato soltanto dopo aver soddisfatto un desiderio dopo l’altro. Nell’uomo comune, cioè nella mente ordinaria, il fare viene prima del sentire, la retta azione prima del retto sentire.

In termini scherzosi, nella mente ordinaria il dire-fare-baciare viene prima del godere, prima dell’amore.

La mente ordinaria pone il sollievo alla fine del Ciclo del Desiderio; pone la soddisfazione alla fine delle infinite attività del Ciclo; pone lo stato distensivo al termine del processo realizzativo.

 

Una mente matura è in grado di porre il sollievo durante l’attività stessa.

Una mente realizzata è addirittura in grado di porre il sollievo (lo stato distensivo) prima dell’attività stessa, prima dello stato realizzativo, prima del Ciclo del Desiderio.

Questo è il vostro addestramento di oggi.

Date la precedenza al sollievo e non al Ciclo del Desiderio, cioè all’attività, alla relazione, alla persona o all’evento che dovrebbe portarvi sollievo.

 

Grazie a questa consapevolezza e a questo nuovo atteggiamento, quel sollievo che prima credevate si trovasse soltanto alla fine del Ciclo adesso si troverà sempre all’inizio.

Quando il sollievo si trova all’inizio non sorge l’esigenza di concludere e neppure di iniziare il Ciclo; non sorge l’impellenza di portare avanti un’attività che prima sembrava indispensabile; l’attività verrà percepita come opzionale, secondaria, superflua.

Percependo un profondo e duraturo senso di sollievo, il senso di obbligo svanirà spontaneamente e l’attività verrà interiormente catalogata come conclusa o almeno in via di risoluzione, in via di guarigione, in via di miglioramento.

 

Ricordatevi che la mente tenderà a posticipare il sollievo, a porlo alla fine del C.D., alla fine dell’attività, della pratica, della meditazione, della relazione, dell’incontro, della vacanza e così via. Per non farvi sviare dalla mente ordinaria dovete continuamente giocare d’anticipo.

Imparate a invertire subito questa tendenza a posticipare il sollievo.

Per invertire la tendenza convincetevi che il sollievo viene prima e non dopo. Fate in modo che questo nuovo paradigma non sia soltanto un’informazione astratta ma anche un dato di fatto.

Prendete la consapevolezza del vantaggio di partire sempre da uno stato distensivo, di sollievo, fiducia, agio, pace interiore.

Quando l’intelletto posticipa il sollievo voi non credetegli; quando la società o le persone che conoscete posticipano il sollievo voi non assecondatele.

 

 

 

Se i consigli precedenti non fossero sufficienti potete affidarvi ai seguenti promemoria:

Il sollievo e la soddisfazione, non si trovano là in fondo, alla fine del Ciclo del Desiderio, ma qui vicino, all’inizio.

Il sollievo è già dentro me, non ho bisogno di soddisfare, fare, realizzare chissà che cosa per sentirmi soddisfatto, amato, felice.

 

Questo senso di sollievo non dipende dall’esterno, dagli altri, da una relazione speciale.

Antepongo il senso di sollievo a qualsiasi desiderio, richiesta esterna o capriccio mentale.

 

Possa il sollievo essere la sensazione di fondo che accompagna tutte le altre sensazioni, emozioni, sentimenti, azioni, pensieri.

Possa il sollievo essere la sensazione di fondo che mi accompagna per l’intera giornata.

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