NESSUNO PUÒ FARTI STAR MALE SENZA IL TUO PERMESSO – Breve corso di autodifesa emotiva – Consigli di Paolo Borzacchiello

Rapidi consigli tratti dal libro “Nessuno può farti star male senza il tuo permesso” di Paolo Borzacchiello ed Elisa Sednaoui

«Quando qualcuno ti offende o ti critica, tu fissalo e digli: “Sì, e…?”».

“Mi stai dicendo che dovrei prendermi in giro meglio di come lo fanno i miei compagni?”

“Dico che se lo fai tu, se tu sei capace e riesci a prenderti in giro, nessuno poi avrà potere su di te. Magari qualcuno lo farà lo stesso, ma non potrà dire nulla che tu non abbia già detto, e dirlo meglio. Se impari a prenderti in giro, togli agli altri il potere di farlo.”

Questo è il vero successo: fare qualcosa che pensavi non avresti mai avuto il coraggio di fare, a prescindere dal risultato.

i problemi più grandi si risolvono un passo alla volta, un pezzo alla volta, un giorno alla volta. Spesso è proprio il fatto che non ti rendi conto che ogni cosa può essere divisa in pezzi più piccoli che ti fa venire l’ansia: quando capisci che tutto ciò che ti capita può essere ridotto in pezzi più piccoli, inizi a stare meglio.

Quando scopri che riesci a sopravvivere a una cosa che pensavi impossibile, allora capisci che puoi sopravvivere a tutto.

Per poterti permettere di stare davvero da solo, devi prima saper stare bene con tutti, altrimenti stare da solo non è una scelta, ma una fuga.

Quando avviene qualcosa che ti agita, dovresti semplicemente chiudere gli occhi, respirare profondamente e poi fare quello che devi o continuare quello che stavi facendo, anche se non è facile

Uno dei metodi più efficaci per gestire le frasi, le parole e gli eventi meno belli delle tue giornate consiste nel dare loro il giusto peso, sorvolando, se necessario.

Proprio per questo, l’esercizio consiste nel prepararti al meglio per gestire anche le situazioni meno facili a colpi di… “E quindi?”. Proprio come insegna Paolo a Elisa. Perché, ricorda, come è stato già detto più volte, sei tu a decidere quanta importanza dare alle cose che ti succedono.

Ora, stila un elenco di situazioni che in passato ti hanno messo in difficoltà e che, forse, in futuro potrebbero ricapitarti. Quelle situazioni in cui non ti sei sentito felice o che ti hanno fatto paura oppure ti hanno fatto arrabbiare.

È importante tenere con te questo elenco, sempre pronto a essere perfezionato e arricchito con nuove frasi e nuove situazioni. Più situazioni riesci a elencare, più ti sarà facile gestirle bene in futuro.

Per ognuno dei casi elencati, prepara la tua risposta: “Sì… e quindi?”, “Sì, è vero, e…?”, “Ah ah! E allora?” e così via. Preparati in anticipo, così la prossima volta ne uscirai al meglio!

Per star male ci vuole un sacco di tempo libero. Cosa significa? Che più il cervello è libero di pensare a quello che gli pare, più è probabile che pensi a cose che ti faranno star male.

La soluzione? Evitare di dargli l’opportunità di pensare alle cose che ti fanno star male. Il cervello va distratto, così si concentrerà su tutt’altro.

Per farlo ti basta pianificare. Hai capito bene: pianificare. Quel che puoi fare è pianificare i tuoi pensieri, e quindi quello che il tuo cervello penserà.

Prendi carta e penna e preparati a rispondere a questa domanda: la prossima volta che ti sentirai un po’ giù, che cosa potrai fare?

Fai un elenco di almeno 7 cose belle che puoi fare ogni volta che ne avrai bisogno e che vorrai sentirti meglio. In questo modo sarai tu a decidere che cosa far pensare al tuo cervello e lui… non farà altro che eseguire gli ordini!

A volte, per calmarti, basta restare semplicemente fermo e respirare un po’.

Dentro era tutto come al solito, eppure, allo stesso tempo sentivo che era diverso in un modo che non so spiegare.

A volte le cose non sono come sembrano. Magari sei tu a vederle in un modo particolare e magari c’è sempre un altro modo per vederle.

 

La tua identità è unica al mondo ed essere consapevole della tua identità è come avere un superpotere.

giorno dopo giorno, diventi consapevole che, per quanto a volte le cose non vadano bene, ci sono sempre e comunque un sacco di altre cose belle intorno.

«Nessuna giornata può essere completamente storta, a meno che tu non decida che lo sia» ha continuato Paolo.

«Che cosa intendi?» gli ho chiesto.

«Che se non puoi controllare le cose che ti capitano, puoi controllare il modo in cui reagisci. Hai sempre una scelta.»

«Pensando a ciò che ho vissuto finora, non credo che sia proprio così. Non è vero che hai sempre una scelta.»

«Se credi questo, Elisa, allora hai perfettamente ragione.»

«Ho vissuto situazioni in cui non ho avuto scelta: ho ereditato le decisioni dei miei genitori. E poi il fatto che mio papà non sia in grado di essere veramente presente nella mia vita e di saper mantenere un rapporto civile con mia mamma e la mancanza di sicurezza economica non mi permettono di avere le stesse possibilità di scelta che ha la maggior parte dei miei coetanei. Per esempio, so già che a diciotto anni molto probabilmente dovrò lavorare per mantenermi. E tu adesso mi vieni a dire che esiste un modo per stare meglio e che una scelta c’è sempre?»

«Sì, però, come dici tu, non hai scelta.»

Le parole che scegli per descrivere il mondo dicono chi sei tu, non com’è il mondo.»

Le persone possono dirti quello che vogliono, ma sei sempre e solo tu che scegli di credere o di non credere a quello che dicono. E soprattutto sei tu che puoi dare o non dare valore alle persone che ti dicono quelle cose.

Nella vita non è quel che ti capita che fa la differenza, ma il modo in cui reagisci. E uno dei modi migliori per reagire anche nelle situazioni più impegnative è quello di descriverle con parole diverse. Con parole magiche.

Tenere un diario in cui ti lamenti e ti sfoghi descrivendo ciò che ti è successo durante la giornata non ti aiuterà affatto. Le cose cambiano, invece, se decidi di tenere un diario davvero speciale, fatto di parole magiche e di soluzioni, non di problemi.

A fare la differenza è il fatto di tenere un diario in cui ti impegni a riscrivere ciò che ti è successo.

Tenere un diario magico è un’abitudine che si costruisce giorno dopo giorno: prima inizi, prima ti sentirai meglio.

Quindi, inizia subito!

Ripensa all’ultima esperienza poco piacevole che hai vissuto e mettila nero su bianco, evidenziando tutte le brutte parole che hai scritto e pensando a quali parole magiche potresti usare al loro posto.

Un “problema”, in fondo, non è altro che “una questione da risolvere”; una “difficoltà” si trasforma in una “situazione sfidante”; una “brutta emozione” può essere una “emozione poco bella”. Cambiano le parole, cambia il modo in cui ti senti.

La felicità è solo la somma di tanti piccoli momenti belli. Quindi, non lo so se sono felice. Faccio del mio meglio per averne tanti di momenti belli. Dovresti farlo anche tu, dovresti iniziare a concentrarti sui piccoli momenti belli, anche di un minuto.

La somma di tutti i minuti alla fine farà la differenza. Per esempio, sorridi, adesso».

Io come per magia ho sorriso.

«Questo è il primo momento bello che puoi iniziare a contare. Segnalo, e poi trovane un altro.»

Quando ti concentri sui singoli minuti piacevoli le giornate diventano più interessanti.

«Quando qualcuno se la prende con te, lo fa solo perché sa che in qualche modo tu glielo permetti, quindi, se smetti di comportarti come una vittima, allora nessuno potrà più farti star male».

Insomma, se gli altri non cambiano, sei tu che devi cambiare atteggiamento

Tu vedi quello che vuoi vedere, Elisa, ma non sai come stanno davvero le cose. Vedi gente che ti sembra più felice di te, ma non lo sai se quelle persone lo sono davvero. Non puoi sapere come sono le vite degli altri né che cosa passa per la testa degli altri.”

“Be’, lo capisci quando le persone sono felici, perché ridono o sorridono. Sono calme e serene, hanno successo…”

“Non puoi comunque sapere cosa passa per la loro testa.”

“Okay, ma…”

“Lo capisco cosa intendi e dal tuo punto di vista hai ragione… dico solo che non è detto che da come uno si comporta o da quello che uno sembra avere o non avere tu possa capire come sta davvero. Pensa alle persone che segui su Instagram: sembrano avere tutto e poi magari sono infelici. Non puoi sapere che cosa pensano gli altri. E vale anche per i tuoi compagni, quando mi dici che ti guardano e sorridono perché sicuramente ti stanno prendendo in giro, magari è così, magari davvero sorridono per quello, ma può anche darsi che lo facciano perché in quel momento stanno pensando a cosa faranno nel weekend. Non puoi saperlo. Sei tu che scegli. Allora, visto che hai due opzioni, invece di scegliere quella che ti fa star male, scegli quella che ti fa stare bene. Visto che comunque non lo sai cosa pensano gli altri, tanto vale scegliere di stare bene”.

“Sembra facile.”

“Sì, infatti. E sai perché?”

“Forse perché lo è davvero.”

Quando una persona è stressata, la cosa peggiore da fare è lasciarla sfogare e farle raccontare tutti i motivi del suo stress, perché questo non risolve la situazione. La cosa migliore da fare è parlare d’altro, distrarla e poi alla fine affrontare l’argomento. Come ho fatto io poco fa. È una questione di ormoni» mi ha risposto.

«Ormoni? Non so bene cosa sono.»

«Gli ormoni… sono sostanze che abbiamo nel corpo e che ci fanno star male o bene. Quando sei triste o arrabbiata, hai certi ormoni in corpo. Quando sei felice, ne hai altri. Ecco perché devi sempre prestare attenzione alle parole che usi e a quante ne usi… perché le parole che usi diventano gli ormoni che hai in corpo, e questi ti fanno star male o bene. Così come dici di stare, stai.»

La tua realtà è il risultato delle parole che usi per descriverla

ti faccio un esempio. Se ti dico che hai un problema, che effetto ti fa? Rispondi d’istinto.”

“Brutto.”

“Dimmi di più.”

“Be’, mi sembra una cosa difficile. Non so, mi ricorda i problemi di matematica.”

“Okay, va bene. Possiamo allora dire che adesso la tua realtà non è divertentissima, giusto?”

“Giusto.”

“Anche se non c’è nessun problema.”

“Giusto.”

“Il problema è reale, anche se non è vero. Non c’è, ora. Tu sei lì nella tua stanza, va tutto bene.

Adesso prova a pensare di non avere un problema. Hai una situazione interessante da risolvere. Che effetto ti fa?”

“Mi fa stare meglio.”

“Anche questo è reale.”

“Sì.”

“Questa realtà è meglio di quella di prima, giusto?”

“Sì.”

“Vedi, Elisa, puoi sempre scegliere di cambiare la tua realtà scegliendo parole diverse per raccontartela

“Ci vorrà un po’ di tempo per digerire questa cosa!”

“Nessuna cosa è mai vera fino in fondo. Per questo, tra due realtà che non sai se sono vere, meglio comunque scegliere quella che ti fa stare meglio, non trovi?”

….

Quando senti la rabbia arrivare, alza la testa verso il cielo e respira profondamente. Soltanto dopo puoi pensare a cosa fare

“Respira” mi sono detta. “Respira con calma e osserva tutto con distacco.”

il cervello può cambiare la realtà e può sempre trasformare le cose. Se credete di vedere ombre, le vedete, e sono reali, anche se non sono vere. Ricordatevelo sempre

Da un lato, sei tu con il tuo atteggiamento che puoi attirare cose diverse, e dall’altro, sei sempre tu che puoi decidere se cedere alle provocazioni oppure no e se star male per quello che ti dicono gli altri oppure no

spesso litighi con gli altri perché non vuoi ammettere di aver sbagliato e vuoi mantenere la tua posizione, mentre è molto meglio ammettere di aver commesso un errore, e poi fare il possibile per correggerlo.

Le parole degli altri sono come semi che si depositano sul nostro terreno, il nostro cuore: possono scivolarci addosso, oppure attecchire. Dipende dal tipo di terreno, se è permeabile o no

Funziona così anche con gli insulti: ci resti male quando pensi che, in fondo in fondo, forse chi ti insulta potrebbe avere ragione.

il nostro cervello può cambiare il modo in cui si ricorda le cose. E che quando tu ti racconti gli eventi che sono successi in modo diverso, allora poi lui li trasforma e smettono di farti star male

Fai un bel respiro profondo con la pancia.

Pensa a qualcosa di bellissimo per te, anche di fantasia.

Pensa a una parola che per te è magica (per esempio: “abracadabra”).

Fai un altro bel respiro profondo.

Pensa ancora a qualcosa di bellissimo, magari a te che fai qualcosa di magico.

Mentre stai visualizzando l’immagine, pensa ancora alla parola magica.

Ripeti l’esercizio, anche per dieci volte, ed eseguilo ogni giorno per almeno dieci giorni.

quando ho bisogno, basterà sussurrare la parola magica e avverrà una magia. Abracadabra!

«Basta davvero dire una parola e ti passa l’ansia?».

E io mi sono sentita una maga e ho risposto: «Certo, basta dirla!».

la paura del giudizio è prima di tutto una questione di come ti senti e di quanto ti piaci, e che quando ti piaci allora il parere degli altri non è poi così importante. Anzi, se ti piaci e qualcuno ti prende in giro, non lo senti nemmeno. Se invece non ti piaci e qualcuno ti prende in giro, allora ti fa male.

Devi fare i conti con le tue caratteristiche: la cosa più bella che puoi fare è amarle, è capire a che cosa ti servono, è accorgerti che sono ciò che ti rende speciale al mondo.

Partiamo subito da un dato di fatto: le persone possono dirti quello che vogliono, ma sei e sarai sempre e solo tu a scegliere di credere o no a quello che ti dicono. Hai un superpotere: puoi dare o non dare valore a ciò che ti dicono, solo tu hai questa facoltà.

Questo esercizio è molto semplice ed estremamente potente. Per accedere a questo superpotere, porta a termine le seguenti azioni: pensa a delle frasi che alcune persone ti hanno detto in passato e che ti danno ancora oggi molto fastidio; scrivile sul tuo diario; impara a gestirle una a una.

Ora, come si gestiscono delle frasi del genere? Preparandoti in anticipo le risposte. Per ogni frase, chiediti: “In che modo posso rispondere la prossima volta che me la diranno?”. Trova almeno tre possibili risposte per ogni frase e vedrai che la prossima volta sarai più che preparato. Ricorda: nessuna parola o frase può farti del male, se non sei tu a permetterglielo.

La tua realtà è il risultato delle parole che usi per descriverla: se ti prendi cura delle parole che utilizzi, loro si prenderanno cura di te.

Il primo passo per riuscire a cambiare il modo in cui parli è quello di iniziare a cambiare alcuni termini che usi. Quello che devi fare, infatti, è trovare nuovi modi per esprimere gli stessi concetti, sostituendo le vecchie parole con parole belle, parole magiche. Per esempio, puoi sostituire il termine “problema” con “sfida”, oppure puoi sostituire l’aggettivo “difficile” con “impegnativo”.

Leggi questo elenco di frasi, segnale su un foglio a parte e scrivi di fianco a ciascuna le parole o le frasi magiche che puoi utilizzare per sostituirle.

Ho un problema.

Sono distrutto.

È un disastro.

È impossibile.

Sono un imbranato.

La verifica è difficile.

Ho paura dell’interrogazione.

Tutti mi odiano.

Passi troppo tempo a pensare a cosa non va bene in te e troppo poco, invece, a pensare a cosa ti piace di te.

È arrivato il momento di fare esattamente il contrario e di focalizzarti su ciò che ti piace di te. Ti avviso: potrebbe essere un esercizio che richiede pochi istanti, così come svariati minuti; quindi, prenditi tutto il tempo che ti serve e rifletti bene su tutti gli aspetti che ti piacciono di te, perché è importante.

Fatti questa domanda: “Che cosa mi piace di me?”, e trova almeno 15 risposte, non una di meno. Se un giorno dovesse capitarti di dimenticare quanto tu ti piaccia, basterà rileggere questo prezioso elenco per sapere che, in effetti, ci sono tanti, tantissimi motivi che ti rendono straordinario. Te li eri solo scordati.

RISCRIVI UN EPISODIO DEL PASSATO

Sei pronto a riscrivere il tuo passato?

Quando racconti a te stesso le cose che sono successe in modo diverso dal solito, il cervello le trasforma, letteralmente. Ciò significa che, se esiste un episodio che ancora ti fa star male, puoi riscriverlo, e questo smetterà di farti star male.

Dovrai utilizzare tutte le strategie che hai scoperto finora (sia leggendo il libro sia leggendo le altre sfide) e metterle insieme per riscrivere un episodio doloroso del passato: il tuo compito è raccontare quello che è accaduto con parole diverse.

L’esercizio si compone di due parti. Inizia descrivendo l’episodio così come ti viene, senza sostituire alcun vocabolo: tutte le parole vanno bene. Puoi parlare utilizzando termini come “problemi”, “difficoltà” e così via.

Hai svolto questa prima parte della sfida? Ora viene il bello: rileggi attentamente ciò che hai scritto, rifletti sulle parole che hai scelto e poi riscrivi il testo utilizzando solo parole belle. Zero “problemi”, zero “difficoltà” e solo tante, tantissime parole magiche. Buon lavoro!

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