Smettere di pensare troppo (e male)… stratagemmi per pensare meno (e meglio)

 

 

Premessa:

Cosa devi fare per smettere di pensare e non avere più pensieri?

Niente!

Tu sei la presenza silenziosa che ogni tanto si intrattiene con i pensieri.

La tua vera natura è zero pensieri.

Ma visto che in stato di incantamento e condizionamento si fa fatica a riconoscere la propria vera natura, usiamo degli esempi più comprensibili per l’uomo comune.

A tutti è capitato di lamentarsi, preoccuparsi, rimuginare.

Questa attività, quando diventa eccessiva, può portare al pensiero sfrenato, all’allarmismo, alla nevrosi, alla paranoia. Insomma, ci spinge a pensare troppo e a pensare male.

Rimuginare è una forma di pensiero discorsivo, accompagnato spesso da emozioni negative, che porta a tutto tranne che a trovare una soluzione.

Il rimuginare (e il lamentarsi) può essere definito come “l’analisi del problema, anche se ci sono soluzioni disponibili”.

Il rimuginare può riguardare il passato e o il futuro. Ne consegue che chi rimugina (e oscilla tra passato/futuro) non rimane mai nel presente.

Ora vediamo alcuni semplici stratagemmi per pensare meno (e meglio).

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Metodo “E sti cazzi”.

Fregarsene, dire chissenefrega, snobbare i contenuti mentali. Siate più menefreghisti nei confronti dei pensieri ricorrenti.

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Il respiro può fornire un ancoraggio sicuro e un supporto che guida l’attenzione lontano dal centro intellettivo, attraverso le vie respiratorie. Il respiro può essere visto come metodo di controllo sia del corpo che della psiche.

Ancora meglio del controllo del respiro è il contatto cosciente con le sensazioni fisiche. Ascoltare le sensazioni del corpo è un modo per spostare l’attenzione dal flusso di pensieri abituali e indirizzare la mente verso gli organi sensoriali.

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Mettere in discussione il pensiero stesso.

Anziché accettare passivamente il fiume di parole (spesso critiche personali) dell’intelletto, possiamo imparare a mettere in questione il contenuto mentale.

La domanda migliore e più efficace da porsi è:

“E’ vero?”.

Chiedere se quel pensiero o quel giudizio è vero, smonta il pensiero stesso in quanto tutti i pensieri (credenze, opinioni, storie) non sono veri per definizione. La natura di qualsiasi giudizio è la falsità.  Mettendo in dubbio la sua veridicità lo abbiamo smascherato. Non potete sbagliare. Dovete solo riconoscerlo davvero e non farvi ingannare.

Ricordatevi che ogni pensiero è falso. Ogni giudizio è falso. Ogni credenza è falsa.

Quel semplice ma cruciale riconoscimento dovrebbe bastare, ma se non basta e ci sembra ancora attendibile, o ci condiziona troppo, chiediamoci:

Cosa avrei fatto di male? Qual è il problema effettivo? Ma poi è così importante o grave da meritare la mia attenzione?

Appena sorge un giudizio, ribattiamo:

Tutto qui…?

Dovrei spendere la giornata a pensare a questa roba inutile e noiosa?

Non importa come lo fate, cosa dite o pensate, l’importante è interrogare brevemente i pensieri, così da sminuirli e non dargli corda.

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Non deprimersi, non essere svogliati.

Evitate di entrare nel circolo vizioso della preoccupazione cronica. Non fatevi buttare giù dai pensieri negativi. Se entrate in quella spirale sarà difficile uscirne. Cercate di stimolare voi stessi, tutti i giorni, soprattutto fisicamente. Il torpore è da evitare a tutti i costi: è una buca che rischia di portarci in basso, in mezzo ai meandri più oscuri della mente.

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Musica, arte, creatività, allegria.

Questo si riallaccia al punto precedente. L’arte e la musica hanno un effetto immediato sul nostro benessere.

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Stop alla malevolenza. Più Benevolenza.

La malevolenza, come il torpore, ci fa cedere in un buco nero interiore. Oltre a danneggiare gli altri, danneggia noi stessi. Controbilanciate la malevolenza con la tendenza opposta, la benevolenza. I giudizi ricorrenti hanno tendenzialmente una carica emotiva piena di malevolenza, di conseguenza non possono sopravvivere in un terreno benevolente. Il terreno è il vostro umore, lo stato d’animo, l’atteggiamento quotidiano. Uno esclude l’altro. Come i virus non possono sopravvivere in un particolare ambiente, così i giudizi non possono continuare in presenza di un animo benevolo e compassionevole. Se ne andranno da soli, garantito.

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Distrarsi, svagarsi.

La distrazione è un modo per evitare di rimuginare. Ti guardi intorno e nello stesso momento sei concentrato su qualcosa di completamente diverso. Puoi parlare con qualcuno al telefono, guardare un film, fare qualcosa di creativo (dipingere, leggere, suonare), fare lavori in casa o semplicemente fare una passeggiata in mezzo alla natura. Tutto fa brodo per distogliere l’attenzione dai soliti pensieri.

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Buttare fuori tutto e parlare con qualcuno.

Sfogarsi o semplicemente confidarsi con qualcuno è un buon modo per sbarazzarsi delle preoccupazioni. Può bastare una chiacchierata amichevole per ridurre un po’ l’ansia, scaricare la tensione mentale e lasciar fuoriuscire un po’ di pensieri.

(ZeRo)

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