GREGGE SPIRITUALE

La società ha una risposta per tutto.
E se le sue risposte fossero vere, allora almeno una discreta percentuale della popolazione sarebbe auto-realizzata, o per lo meno disincantata.
Non sono uno che esce molto, non interagisco molto con il gregge umano, ma l’ultima volta che ho controllato la gente non mi sembrava minimamente disincantata, figuriamoci auto-realizzata.
Avevo provato anche a sbirciare nelle comunità spirituali, ma anche lì la percentuale di individui disincantati era bassina, quasi nulla.
Come mai?
Beh, per quanto riguarda la società la risposta è scontata: il suo scopo è produrre incantesimi, non romperli; come può vendere i suoi prodotti se nessuno crede ai suoi prodotti?
Fin lì (quasi) tutti ci arrivano.
Ma caspita, le comunità spirituali…?!
Pensavo che là in mezzo facessero sul serio, ma alla fine erano gli stessi ridicoli personaggi sociali, con una nuova maschera, alla ricerca del prossimo prodotto, della prossima credenza, del prossimo incantesimo.
E proprio come nella società, nelle comunità ho notato che le risposte fornite ai ricercatori erano prescrizioni “impotenti”. D’accordo non spingerli al disincanto, ma fregarli fino al punto da non fornire neppure semplici soluzioni o fino a renderli più impotenti (e più rincoglioniti) di prima era davvero ridicolo.
Vedevo l’impotenza nei loro occhi, sentivo l’impotenza nelle loro domande al Maestro, e percepivo impotenza perfino nelle risposte del Maestro stesso.
Lì tutto divenne palese: Maya aveva semplicemente assunto altre sembianze. La comunità di turno era solo la società sotto mentite spoglie; non era qualcosa di diverso, con un non so che di peculiare e trascendentale; era proprio la copia esatta – solo con nuovi nomi, nuove credenze, nuovi prodotti, nuove storie, nuovi leader, nuove groupies, nuovi profeti, nuove pippe mentali.
Entrambe le strutture (quella mondana e quella spirituale) erano tenute assieme da due fattori: l’impotenza (appresa) e l’incantamento dei suoi discePolli.
Non mi stupirebbe ritornare in mezzo a loro e vedere le stesse pecore di molti anni fa, disorientate, perse, incantate, incatenate o incastrate proprio nella stessa struttura da cui volevano uscire. E non potranno mai uscire in quel modo perché non si tratta di una struttura visibile, ma di una struttura invisibile, energetica.
Il disincanto è davvero un dono raro e prezioso… c’è chi l’ha ricevuto miracolosamente e c’è chi testardamente non lo accetterà mai.
(ZeRo)
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