Quanto costa l’autorealizzazione? Te la puoi permettere?

Un giorno Papaji prese un taxi per recarsi al suo Ashram.

Il taxista lo riconobbe e gli chiese: “Signor Papaji, mi hanno detto che lei è un autorealizzato. Mi può dire allora come contattare Brahman (Dio)?”

Papaji rispose: “Ci tieni davvero a contattare il Divino?”

“Sì, moltissimo. Per me è la cosa più importante che ci sia.” – replicò il taxista.

Papaji: “Supponiamo che il Divino chieda qualcosa in cambio: cosa saresti disposto a donare?”

Taxista: “Beh, sono un uomo benestante e presto erediterò una grossa somma di denaro. Potrei donare un decimo della mia eredità.”

Papaji: “E questa la chiami dedizione? Prima dici che la conoscenza di Dio è la cosa più importante che desideri, e poi dici che sei disposto a donare solo una piccolissima parte della tua eredità per Dio. Vedi, questo è il problema. Con quei soldi saresti disposto a fare qualsiasi cosa, anche a sperperarli in qualche inutile oggetto di lusso. Ma se ti venisse offerta l’occasione di riconoscere il Divino, offriresti poco o niente. Questo la dice lunga sul tuo autentico desiderio. Ovviamente Brahman non desidera la tua eredità. La mia domanda era un modo per dimostrare che nel tuo cuore c’è più spazio per l’eredità, per i beni materiali, che per l’Assoluto”

….

Questa storiella su Papaji, cari lettori, potrebbe riguardare uno qualsiasi di voi.

Ognuno, nel suo cuore, cerca qualcosa di speciale che dia pienezza alla propria vita. Alcuni lo cercano con i piaceri carnali, altri con il lavoro, altri con i divertimenti, altri con le droghe, altri ancora con la spiritualità.

Un Corso in Miracoli chiede: “Di cosa fai tesoro? E quanto ne fai tesoro?”

Tutti cercano a modo loro quel qualcosa di speciale, ma quando si avvicina la resa dei conti molti si tirano indietro, negano la loro disponibilità.

Nei fatti, la maggioranza non è disposta a rinunciare neppure ai più miseri capricci del loro ego. figuriamoci se in quella condizione possono auspicare all’autorealizzazione.

L’autorealizzazione è un lusso che il vostro spilorcio ego non si potrà mai permettere.

Se fossi stato al posto di Papaji avrei chiesto al taxista: “Sei disposto a donare il tuo io?”

E lui avrebbe probabilmente risposto: “Donare me stesso?”

E avrei replicato: “Si te stesso, la tua vita, la tua volontà personale.”

A quel punto, come è normale che sia,  all’idea di dover rinunciare alla propria vita si sarebbe cagato sotto e avrebbe fatto retromarcia.

Ovviamente io mi riferivo alla vita di ciò che credete di essere, perché è solo a quello che dovreste rinunciare. Ma come ho già scritto, questa rinuncia è un lusso che la vostra mente non è neppure in grado di concepire. La vostra mente non si può permettere quello che cercate veramente.

Lasciate perdere e forse avrete maggiori chance di incappare casualmente in quel lusso ultraterreno…

(ZeRo)

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LIBRI DEL RISVEGLIO

 

Prossimi prodotti di ZeRo

Una lista del materiale che sto preparando per i prossimi mesi:

  • Dieta povera di odio – dimagrire con spirito (alimentazione spirituale) ebook gratuito
  • Un Corso in Miracoli in Pillole (Audiolibro)
  • Yoga Vasistha e Ashtavakra Gita, Passi scelti da ZeRo – Audiolibro
  • Jed McKenna – Messaggi scelti e tradotti da ZeRo (Audiolibro)
  • Nisargadatta Maharaj – Passi scelti da ZeRo (Audiolibro)

Non sei stanco di fare la puttana del tuo ego? Quante seghe mentali ti fai al giorno? Non sei stanco di farti fottere (gratis)?

Sicuramente sai già di avere una gran testa di cazzo; te lo avranno senz’altro dichiarato molte persone e te lo sarai ripetuto a te stesso molte volte. Quello che forse non sapevi è che sei anche una gran mignotta.

Hai presente le prostitute intellettuali?

Quelli che si prostituiscono in televisione per arrotondare il loro mensile? Quelli che vanno a rincoglionire il sistema cognitivo dei telespettatori? Quelli che vengono pagati per spegnere il cervello e scrivere puttanate sulle principali testate giornalistiche nazionali?

Oppure hai presente gli influencer di Instagram o di Twitter? Quelli che venderebbero pure la madre per un like, un cuoricino, un mi piace in più?

Ecco, tu, quasi sicuramente, sei come quelle prostitute mass-mediatiche – o forse sei peggio di loro.

Loro almeno guadagnano un bel gruzzolo. Non si prostituiscono gratis. Mentono spudoratamente, pugnalano alle spalle parenti e amici, perdono la loro dignità, leccano il culo del loro capo (o del loro Kapò), ma almeno fanno – o dovrebbero fare – la bella vita.

Tu, invece, non solo spegni il cervello e ti bevi ogni giorno le cazzate (mondane, economiche, spirituali), ma per giunta lo fai gratuitamente.

Nessuno ti obbliga a fare la mignotta o il prostituto. Nessuno ti costringe a sottometterti ai tuoi stessi pensieri. Nessuno ti costringe ad assecondare le tue strampalate fantasie erotiche. Nessuno ti ordina di masturbarti cento volte al giorno con le tue noiose seghe mentali.

Sei come le puttane che battono per strada, solo che invece di dare via il culo, dai via il tuo cervello.

E chi sarebbe il tuo pappone?

Il tuo pappone è quello che consideri il tuo io.

Il tuo protettore è l’ego.

Il tuo magnaccia è la tua testa di cazzo.

Il tuoi clienti sono le seghe mentali che ti fai dalla mattina alla sera!

Che ti piaccia o no, sei diventata una mignotta che si fa fottere (gratuitamente) dal proprio intelletto, si fa fustigare e sodomizzare dal proprio ego, si fa inculare dalle proprie illusioni.

Ma non preoccuparti, sei in buona compagnia. La maggioranza dell’umanità è stata educata così. Fin dall’infanzia l’umanità viene educastrata in modo tale da farsi fottere da qualunque credenza religiosa, qualsiasi convenzione sociale, qualsiasi slogan del sistema, qualunque convinzione personale, qualsiasi pensiero, dogma, preconcetto. La gente è talmente abituata a fingere, mentire, recitare da non accorgersi di essere incessantemente inchiappettata.

Non si accorge che in quel modo si possono prendere malattie (mentali) molto gravi, come: coglionaggine, stupidità cronica, ritardo mentale, idiozia, imbecillità.

Per capire il tuo grado di depravazione e di sottomissione al pappone mentale ti basta contare tutte le volte che vuoi avere ragione, tutte le volte che vuoi dire la tua (cazzata) sulle cazzate altrui, tutte le volte che vuoi lasciare il tuo commento insignificante a proposito di una discussione altrettanto insignificante.

Tutte le volte che ti preoccupi per le puttanate del tuo intelletto, stai facendo la puttana della tua testa di cazzo.

Ogni volta che assecondi le minchiate del sistema sociale, stai facendo la puttana sociale.

Ogni volta che ti bevi le stronzate altrui, ti stai facendo inchiappettare dalle loro parole.

Ogni volta che ti fai incantare dalle parole suadenti di un Guru o di una tradizione spirituale, ti stai facendo infinocchiare da quelle parole suadenti.

Insomma, ovunque ti giri, ecco un’inculata. Come se non bastasse, l’inculata non arriva solo da fuori ma anche da dentro.

Lo senti tutto quel bordello dentro la tua testa di cazzo?

La senti la smania di apparire, di esibirti, di sembrare speciale?

Quella è l’attività di prostituzione mentale. Tutti quei pensieri insulsi e quelle futili parole che pronunci ogni giorno sono un’espressione della tua mignottaggine.

Fossi in te mi farei almeno pagare bene… altrimenti è meglio che chiudi il becco e ti rassegni alla tua impotenza.

(ZeRo)

Libri di ZeRo: https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/about/

Metodo Senza Mente di Andrea Magrin, Riflessioni e spiegazione metodo- 2° parte

 

Come ho anticipato nella prima parte (qui),  la mente viene considerata come una prigione invisibile, una prigione senza sbarre (anzi, senza sbarre visibili).

Per riconoscere la prigione mentale che ti tiene ingabbiato e prigioniero della tua (inutile) sofferenza quotidiana, è sufficiente individuare i sintomi (o loop) della mente condizionata.

Loop = circolo vizioso di pensieri ed emozioni che si sostengono a vicenda, riattivandosi senza sosta e senza controllo.

 

Poiché questi loop sono (inizialmente) irresistibili e totalmente fuori dal tuo controllo, la mente dell’uomo comune viene chiamata “mente incontrollata”.

Mente ordinaria (dell’uomo comune) = mente incontrollata = mente malata.

L’uomo comune è un malato mentale nel senso che vive in balia della sua immaginazione, alla mercé dei suoi stessi pensieri, dei suoi desideri, delle sue fantasie. Vive in balia delle proprie illusioni. Vive alla mercé di una vocina fastidiosa che parla in continuazione: questa voce interiore ti dice cosa devi fare, cosa è  giusto, o sbagliato; ti ricorda di sentirti in colpa almeno una volta al giorno, e tu credi sia normale. Quella vocina bisbetica ti perseguita sin dal mattino e ti suggerisce di tutto: ti dice che tu non sei ok; che la persona che stai  guardando non si comporta bene; che ti meriti di meglio; che gli altri si meritano di peggio.

Questo dialogo interno incessante, per te (e per la maggioranza dell’umanità) è normalissimo, ma nei fatti rappresenta una vera anomalia. E il bello – o il brutto – è che le persone si identificano con tale anomalia. Se provi a indagare, vedrai che le persone sono fermamente convinte che quel ronzio che sentono nella testa sia la propria voce. Credono che la vocina che brontola costantemente, sia la voce del loro io.
Questa falsa identificazione è un’illusione, un’allucinazione che coinvolge un po’ tutti.

Per interrompere questa falsa identificazione – che produce quasi tutta la tua inutile sofferenza – occorre liberarsi di questa fastidiosa vocina interiore.
Mentre prendi le distanze da questo dialogo interno, realizzi che la tua essenza non coincide con quel borbottio mentale. Realizzi che quella vocina non sei tu, ma è solo uno strumento di cui hai perso il controllo.
Una volta realizzato tutto ciò, avrai libero accesso al tuo vero essere, alla tua essenza!
Ma prima occorre riconoscere che tu non sei quello che sta parlando – o che sta pensando.
Non sei tu quello che parla.
Questa è una notizia fantastica – e per certi versi sconvolgente (soprattutto quando si è totalmente identificati con la propria mente).
La voce che senti e che continua a parlare, è l’anomalia da cui devi disidentificarti.

E poi, che bisogno avresti di parlarti? Quante volte devi ripeterti le cose? Non basta una volta?  Quante volte devi ricordare il passato? Quante volte devi ripensare a quello che è già accaduto? Quante volte devi prevedere un futuro imprevedibile?

Questa vocina (a cui siamo troppo affezionati), viene definita da Andrea Magrin come “mente incontrollata”. Questa è la fonte del dolore che inconsciamente infliggi a te stesso (o agli altri). essendo diventato un automatismo, infliggi dolore a volontà, come se nulla fosse. Senza renderti conto che stai infliggendo e subendo inutile sofferenza.
La vocina perversa ti convince della necessità di quel dolore ripetendo: “Tutti fanno così, tutti  dobbiamo soffrire”.
Come se quel mare di lacrime, tristezza, depressione, malinconia fosse necessario e inevitabile. Per l’uomo comune, la sofferenza inutile sembra quasi un dovere.
Le cose per fortuna non stanno così.
Quel mare di afflizioni non è necessario ed è evitabilissimo.

Ma prima occorre staccare la spina dall’interruttore mentale.

In un modo o nell’altro, tutti sentono quella vocina, tanto che ci sono corsi che ti insegnano come indirizzarla per ottenere successo: per loro quella vocina non è un’anomalia bensì è  considerata una cosa normale.  E invece no!
Anche se quella vocina interiore viene addomesticata con il famoso pensiero positivo, si tratta pur sempre di qualcosa di anomalo che non dovrebbe intromettersi di continuo – neppure con assillanti affermazioni positive.
La mente allo stato naturale dovrebbe rimanere a riposo, rilassata, pacifica, immobile.
E invece veniamo costantemente pilotati e dirottati.

Come dice Carlos Castaneda: “condividiamo lo stesso destino degli animali che alleviamo: loro non hanno  la consapevolezza di essere in gabbia, piano piano perdono la capacità di  capire cosa sia la vera libertà e quelli che vengono allevati in gabbia non  possono neppure immaginare cosa sia l’erba fresca, l’aria pulita e il cibo  naturale. Non si fanno neppure la domanda. La loro realtà è soltanto quella, e per  quanto scomoda, non sapendo che c’è qualcosa di diverso, e non potendo accedere a qualcosa di diverso, rimangono schiavi e così moriranno”.

Tu invece hai la possibilità di accedere a quella differente (o meglio autentica) realtà che viene ignorata dall’uomo comune.
qualcuno potrebbe controbattere:

“Ma a me sembra di stare bene, in fin dei conti ho il mio lavoro, non  mi manca nulla.
Che sofferenza starei provando?
Io mi sento libero, indipendente.”

È questo il punto:  come fai a sapere che cos’è la libertà se non sei mai uscito dalla  prigione mentale?
Come l’animale addomesticato non conosce la realtà che si trova oltre la sua condizione di addomesticamento, così l’uomo comune ignora la condizione che oltrepassa il suo limitato (e distorto)spettro percettivo.

Come se non bastasse, l’uomo comune crede che la soluzione ai problemi che si trovano dentro la sua mente, risieda dentro la mente.
E così utilizza la mente per risolvere i problemi generati dalla mente stessa.
Questa situazione è  come avere un albero ingombrante che vogliamo a tutti i costi rimuovere perché ci impedisce di uscire di casa, e per eliminare il  problema, anziché sradicare l’albero, spuntiamo soltanto le foglie, cercando di farci spazio tra i suoi fitti rami. Le foglie (nel nostro caso i pensieri) ricresceranno e nasceranno nuovi rami (nuovi problemi), rinvigoriti dalla potatura.
Risolvere i problemi della mente con la mente, vuol dire fallire sempre e comunque, perché finché non rimuoveremo le radici dell’albero mentale non  riusciremo mai ad essere liberi.

Per risolvere i problemi della mente, devi dimorare in uno stato senza mente.
Devi capire che con questa soluzione – il dimorare in uno stato senza mente – hai tra le mani la chiave per risolvere qualsiasi problema del mondo.
Sì, perché la radice di ogni problema (e sofferenza) del mondo è proprio la mente.
Tutto è legato alla mente.
I problemi sono legati alla mente, dalla mente, per la mente.
Se ti sleghi dalla mente, ti sleghi automaticamente dai suoi problemi e dalla sua sofferenza inutile.
L’unica soluzione è andare al di là del problema.
Potrai capire cos’è  la mente esclusivamente nel momento in cui avrai smesso di utilizzarla, o meglio di farti utilizzare da lei.
Ma per poter procedere nel migliore dei modi, devi avere un paio di conoscenze di base.
Prima di tutto devi capire che noi non dobbiamo migliorare nulla: l’unica  cosa che abbiamo bisogno di fare è togliere pian piano ciò che non  siamo, fino a far risplendere ciò che siamo.
Non c’è nulla da aggiungere a ciò che sei. Tutto ciò che tenterai di  aggiungere sarà quello che ti porterà ancora più distante da ciò che sei.  Ogni  volta che senti che ti manca qualcosa, lì c’è lo zampino della mente, che ti svilisce con la sua malefica vocina.

Il grande dilemma di coloro che hanno provato ad acquietare la mente è che non si sa dove sia: come faccio a stare bene, e a calmare la mente, se non so dov’è e non so com’è che funziona?

Il tentativo di calmare la mente con la meditazione, con i seminari intensivi, o con altre tecniche, potrebbe funzionare, ma il tempo necessario e lo stress per ottenere dei risultati soddisfacenti è altissimo. Il livello di apprensione durante la pratica può diventare talmente alto che a volte sentiamo più la frustrazione che il senso di sollievo.
Magari inizialmente funziona, puoi raccontartela  per un po’, ma se non hai trasceso davvero la mente condizionata, tutto tornerà come prima, o per lo meno la  sofferenza rimarrà nascosta lì, pronta per uscire tutta in una volta al  momento meno opportuno.
Dietro la facciata positiva di molti approcci motivazionali, c’è sempre la controparte negativa.
Lo scotto da pagare (in assenza di lucidità) è altissimo.

Puoi fare quanti corsi vuoi, leggere quanti libri vuoi, ma esiste solo una cosa che ti porterà  un beneficio definitivo: dimorare, vivere, operare al di là della mente e smetterla di esserne schiavo.
Tutte le soluzioni che ti offriranno, mettendo all’interno dell’equazione la mente, porterà sempre e solo disagio. Potresti  essere felice per un po’, e le cose potrebbero andare bene per breve tempo, ma se nell’equazione c’è anche solo un pezzettino di mente incontrollata ci  sarà sicuramente insoddisfazione.
Qualunque sia la situazione, l’attività o la relazione in cui sei coinvolto, ricorda che il fattore problematico non è là fuori.

Mente + attività quotidiana = problema, agitazione, ansia, insoddisfazione

Senza mente + attività quotidiana = soluzione, tranquillità, contentezza

Indipendentemente dalla circostanza, se vuoi evitare inutili grattacapi, ricordati di rimuovere la mente dall’equazione.
Per il momento ti basta comprendere che i risultati delle tue attività quotidiane vengono influenzati, manipolati, distorti da un fattore invisibile (la mente incontrollata). Il tuo compito è ricordarti quotidianamente di correggere l’equazione, riducendo al minimo la presenza della mente incontrollata (o della perfida vocina interiore). L’ideale sarebbe partire senza mente, operare senza mente, vivere senza mente. Ma questo per molti sembra un traguardo irraggiungibile, dunque è meglio procedere gradualmente. Per adesso accontentati di interiorizzare queste informazioni. Magari ogni tanto chiediti:
L’equazione di questa attività quotidiana include la mente frenetica?
La perfida vocina interiore vuole sabotare anche questa relazione?

Nei prossimi interventi approfondiremo ulteriormente il discorso.

(ZeRo)

Materiale di ZeRo: https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/about/

“Ma Chissenefrega” – Piccola Guida Per Fottersene Di Tutto e Vivere Felici + ESTRATTI dal “Metodo VAFFA” di John C. Parki

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libro Ma Chissenefrega Piccola Guida Per Fottersene Di Tutto e Vivere Felici.

Il problema è che il valore, le cose che contano, implica l’attaccamento. E tutto ciò a cui siamo attaccati ha il potenziale di rivoltarsi e morderci… Il problema è che il valore, le cose che contano, implica l’attaccamento. E tutto ciò a cui siamo attaccati ha il potenziale di rivoltarsi e morderci… Forse è perché sappiamo istintivamente che nulla è permanente che ci attacchiamo così disperatamente alle cose. Aggrapparci, è quello che facciamo. La chiave per essere capace di lasciare andare tutte le cose alle quali ti stai aggrappando è sapere che starai BENE anche senza…

Quando rinunci a volere che tutto sia in un certo modo, quando dici Vaffa, la vita ti sarà grata e ti inonderà di doni.

Se riesci a trovare la fonte del piacere dentro di te non ti annoierai mai, sarai autosufficiente e diventerai anche una persona facile da accontentare.

… di’ VAFFA a qualsiasi cosa vuoi essere. E sii semplicemente ciò che sei. Non c’è bisogno di essere qualcosa d’altro. Non c’è bisogno di crescere e migliorare. Non c’è bisogno di essere come nessun altro.”

Quando diciamo VAFFA tiriamo indietro l’orologio. Regrediamo a uno stato più naturale dove le cose non contano gran ché ma sono dannatamente belle.

Quando diciamo VAFFA a cose che ci stanno veramente a cuore (alle cose che contano troppo) in effetti eseguiamo un atto spirituale. VAFFA è l’espressione occidentale perfetta del concetto orientale di lasciare andare, rinunciare e allentare la nostra presa sulle cose (attaccamento).

Questa è l’essenza del Metodo Vaffa. Sputare in faccia agli obblighi, alle aspettative, alle regole e ai regolamenti. Dire VAFFA e proseguire per la propria strada.

Quando viviamo con amore, siamo completamente aperti. Quando abbiamo paura ci chiudiamo a riccio e ci nascondiamo.

… Ecco perché ci lamentiamo e piagnucoliamo e critichiamo: non stiamo molto bene dentro di noi e cerchiamo le ragioni di questo disagio all’esterno.

“È tempo di dire VAFFA a ciò che la gente pensa di te. L’approvazione è come tutto il resto in questa vita: può causare dolore se ha molta importanza per te, se ne sei dipendente.”

Ogni volta che dici VAFFA e ti rilassi nei confronti di ciò che prima suscitava tensione dentro di te, l’energia riprende a fluire dove prima era bloccata. E il tuo sistema energetico ritroverò l’equilibrio.

Denaro. Se non ne hai, di’ VAFFA e goditi la vita così com’è. Se ne hai un po’, di’ VAFFA e inizia a godere del fatto che la gente ti apprezza. Se ne hai un sacco, di’ VAFFA e inizia a raccogliere i frutti del mondo pensando di essere una persona meravigliosa, dal momento che ti sta dando così tanto.

Se pensiamo alla vastità dell’universo e da quanti milioni di anni esiste la Terra, ci rendiamo conto che le nostre vite sono proprio come quella della lucciole. Tranne che nel nostro caso, nell’aria ci sono 6,5 miliardi di lucciole. Splendono meravigliosamente per una notte. Poi scompaiono. Quindi, Vaffa, anche tu potresti splendere DAVVERO.

Un’altra ragione per la quale ci importa di quello che gli altri pensano di noi è che tendiamo a non sapere cosa vogliamo veramente. Quando sappiamo ciò che vogliamo, quello che la gente pensa di noi può diventare meno importante nel perseguimento di quell’obiettivo

Ed è così che funziona il mondo. Quando sei molto focalizzato su quello che ti serve, il mondo tende ad aiutarti a ottenerlo.

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L’umanità è ipnotizzata (Gurdjieff)

Tutto ciò che la gente dice, tutto quello che fa, lo dice e lo fa nel sonno. Nulla di questo può avere dunque il minimo valore. Solo il risveglio, e ciò che conduce al risveglio, ha un valore reale.
Come svegliarsi? Come sfuggire a questo sonno?
Queste domande sono le più importanti, le più vitali che un uomo si possa porre. Ma prima di porsele, egli dovrà convincersi del fatto stesso del suo sonno.
[…]
È possibile pensare per migliaia di anni, è possibile scrivere biblioteche intere, inventare milioni di teorie e tutto questo nel sonno, senza alcuna possibilità di risveglio. Al contrario, queste teorie e questi libri inventati e scritti da gente addormentata, avranno semplicemente l’effetto di trascinare altri uomini nel sonno, e così di seguito.  Non vi è niente di nuovo nell’idea del sonno. Fin dalla creazione del mondo, è stato detto agli uomini che essi erano addormentati e che dovevano svegliarsi.
[…]
Fintanto che un uomo è in un sonno profondo, interamente sommerso dai suoi sogni, non può neppure pensare di essere addormentato.
E così vanno le cose, senza che gli uomini abbiano la minima idea di tutto quel che perdono a causa del loro sonno. Ogni cosa vi prende parte: l’involontaria imitazione degli adulti da parte del bambino, le suggestioni volontarie o involontarie e la cosiddetta ‘educazione’.  Ogni tentativo di risveglio da parte del bambino è stroncato sul nascere.
Quanti sforzi più tardi per svegliarsi! E di quanto aiuto si avrà bisogno allorquando migliaia di abitudini, che spingono al sonno, saranno state accumulate. È rarissimo potersene liberare. Nella maggior parte dei casi, fin dalla prima infanzia, l’uomo ha già perso la possibilità di svegliarsi: egli vive tutta la sua vita nel sonno e muore nel sonno. Inoltre, molta gente muore assai prima della morte fisica.
Le possibilità dell’uomo sono immense. Non potete neppure farvi un’idea di ciò che un uomo è capace di raggiungere. Ma nel sonno nulla può essere raggiunto. Nella coscienza di un uomo addormentato, le sue illusioni, i suoi ‘sogni’, si mescolano alla realtà. L’uomo vive in un mondo soggettivo al quale gli è impossibile sfuggire. Ecco perché non può mai fare uso di tutti i poteri che possiede e vive sempre soltanto in una piccola parte di sé stesso.
[…]
Quando si trova nel cosiddetto stato di veglia l’uomo può muoversi, parlare con altre persone, fare dei progetti, vedere dei pericoli, evitarli, e così di seguito. Sarebbe ragionevole pensare che si trovi in una situazione migliore di quando era addormentato. Ma se vediamo le cose un po’ più a fondo, se gettiamo uno sguardo sul suo mondo interiore, sui suoi pensieri, sulle cause delle sue azioni, comprendiamo che egli è pressoché nello stesso stato in cui era quando dormiva. È anche peggio, perché nel sonno egli è passivo, cioè non può fare nulla. Nello stato di veglia, al contrario, egli può agire continuamente e i risultati delle sue azioni si ripercuoteranno su di lui e sulle persone intorno a lui.
Egli non può arrestare il flusso dei suoi pensieri, non può controllare la sua immaginazione, le sue emozioni, la sua attenzione.  Vive in un mondo soggettivo di ‘amo’, ‘non amo’, ‘mi piace’, ‘non mi piace’, ‘ho voglia’, ‘non ho voglia’, cioè in un mondo fatto di ciò che crede di amare o non amare, di desiderare o non desiderare. Non vede il mondo reale. Esso gli è nascosto dal muro della sua immaginazione. Egli vive nel sonno.
[…]
Teoricamente l’uomo comune può svegliarsi, ma praticamente è quasi impossibile, perché non appena un uomo si sveglia per un momento ed apre gli occhi, tutte le forze che lo trattenevano nel sonno iniziano ad agire su di lui con energia decuplicata ed immediatamente si riaddormenta, sognando molto sovente che è sveglio.
[…]
Ma per diventare un giorno capace di vedere chiaramente qualcosa, occorre dapprima averla vista una volta, anche per un solo istante. All’inizio non si tratta che di rari lampi, che non durano più di un istante; in seguito, appaiono con maggiore frequenza e durano sempre più a lungo, fino a quando, dopo un lunghissimo lavoro, diventano finalmente permanenti. La stessa legge si applica al risveglio.
È impossibile svegliarsi completamente, in un solo colpo. Occorre dapprima svegliarsi per degli istanti molto corti. Ma bisogna morire (alla falsa personalità) del tutto, subito e per sempre, dopo aver presa una certa decisione sulla quale non si può ritornare. Ciò sarebbe difficile, persino impossibile, se non fosse preceduto da un lento e graduale risveglio.
Vi sono però migliaia di cose che impediscono all’uomo di svegliarsi e lo mantengono in potere dei suoi sogni. Per agire coscientemente, nell’intenzione di svegliarsi, bisogna conoscere la natura delle forze che tengono l’uomo nel sonno.
Prima di tutto bisogna comprendere che il sonno nel quale vive l’uomo non è un sonno normale, ma ipnotico. L’uomo è ipnotizzato e questo stato ipnotico è continuamente mantenuto e rinforzato in lui.
[…]
Nel caso del sonno ordinario, quando un uomo si è svegliato, si trova in uno stato differente; ben diversamente accade nel sogno ipnotico: non vi sono caratteristiche oggettive, o quanto meno non esistono all’inizio del risveglio; l’uomo non può pizzicarsi per assicurarsi di non essere più addormentato.
[…]
Soltanto un uomo che realizza pienamente le difficoltà dello svegliarsi può comprendere la necessità di compiere un lungo e duro lavoro per svegliarsi.
In generale, che cosa occorre per svegliare un uomo addormentato?
Occorre un buon shock. Ma quando un uomo è profondamente addormentato, un solo shock non basta; è necessario un lungo periodo di shock incessanti; di conseguenza occorre qualcuno per somministrare questi shock, qualcuno che si incaricherà di scuoterlo durante un lungo tempo. Ma chi si può ingaggiare, se tutti dormono?
L’uomo, poi, realmente capace di tenersi sveglio, rifiuterà probabilmente di perdere il suo tempo a risvegliare gli altri: può avere da fare un lavoro molto più importante per sé stesso.
Vi è anche la possibilità di essere svegliato con dei mezzi meccanici. Si può fare uso di una sveglia [rituale, pratica]. Il guaio è che l’uomo si abitua troppo presto a qualsiasi sveglia: semplicemente, non la sente più. Sono dunque necessarie molte sveglie e con suonerie sempre diverse. Quell’uomo deve letteralmente circondarsi di sveglie che gli impediscano di dormire.
E anche in questo caso sorgono ancora delle difficoltà. Le sveglie devono essere caricate; per caricarle è indispensabile ricordarsene; per ricordarsene occorre svegliarsi sovente. Ma peggio ancora, un uomo si abitua a tutte le sveglie e dopo un certo tempo dorme ancora meglio.

[Brano tratto da “Frammenti di un insegnamento sconosciuto” di Ouspensky.]

Libri di ZeRo: https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/about/

Raggiunta la pace imperitura, saldo nei pericoli e intrepido di fronte alla morte procedo libero e sereno per la via del Cielo

Aforismi dal Sutta Nipata:

Avendo compreso la natura di tutti i legami
e non bramandone più alcuno

Spogliato dall’ego
libero dal desiderio smodato , dagli affanni e dall’agitazione del corpo

Dotato di autodominio
saldo nel carattere
superata ogni confusione mentale
avendo la chiara visione dei fenomeni
astenendomi dagli ornamenti della concupiscenza dei sensi

Non abbracciando alcuna opinione
osservando il retto comportamento
immune da cupidigia, ira e gelosia
risoluto e intento al sommo bene
avendo sperimentato la vanità delle varie forme di esistenza

Non vi è più alcun astio nel mio cuore

A nulla aspiro
poiché ho raggiunto l’opposta riva (… quella dell’imperturbabilità e del non-attaccamento)

Ho raggiunto la pace imperitura
saldo nei pericoli e intrepido di fronte alla morte
procedo libero e sereno per la via del cielo

SOLDI, SOLDI, SOLDI… Come raggiungere facilmente la libertà finanziaria, affrancarti dal Dio denaro e vivere senza preoccuparti del domani.

Questo volume contiene una raccolta di consigli brevi ma pragmatici su come cltivare una mentalità incentrata sull’abbondanza.

Il titolo (Soldi, soldi, soldi) vuole essere uno slogan ironico ma anche stimolante riguardo l’approccio al denaro, e anche se il denaro non è tutto è importante riuscire a gestirlo nel migliore dei modi.

In questo libro non parlo (solo) di soldi, ma di come creare la vita che volete, e questo in parte dipende dall’uso che facciamo del nostro denaro.

Tutti possiamo avere tanti soldi, però alcuni li perdono quasi tutti senza accorgersene mentre altri li moltiplicano a dismisura. Questa differenza è dovuta al modo in cui gestiamo il nostro denaro e questa gestione del denaro dipende a sua volta dalla nostra mentalità.

La nostra mentalità rispecchia il nostro stato di ricchezza o povertà non solo finanziaria ma anche fisica, emotiva, relazionale.

Se provate a osservare la situazione su scala mondiale, noterete un malessere diffuso e una diffidenza verso il denaro, perché quasi tutti i soldi e le ricchezze del mondo sembrano trovarsi nelle mani di poche persone, circa il dieci o il venti per cento della popolazione mondiale. Questo sembra – e sottolineo sembra – essere lo scenario in cui vive l’uomo comune.

Ma le cose stanno davvero così?

I soldi si muovono solo verso una piccola élite di fortunati esseri umani oppure il denaro può circolare dappertutto e finire nelle mani di chiunque?

Naturalmente il sottoscritto propende per la seconda opzione ed è per questo che ho scritto questo volumetto. Credo fortemente che – in un modo o nell’altro – chiunque possa beneficiare di tutto il meglio che la vita ha da offrire.

Ma non tutti la pensano così.

Perché così tante persone sono negative verso il denaro?

Non certo perché non ne hanno mai avuto: chi è ricco, quasi sempre, è partito dal nulla.

La ragione sta nel fatto che queste persone hanno convinzioni negative sul denaro, convinzioni instillate inconsciamente in tenera età. Convinzioni come: “Non ce lo possiamo permettere”, “Il denaro è il male”, “Per diventare ricchi bisogna essere disonesti”, “Desiderare i soldi è sbagliato e per nulla spirituale”, “Per fare molti soldi devi ammazzarti di lavoro”.

Con queste convinzioni è come se ti venisse insegnato che desiderare la ricchezza è sbagliato.

In questo libro desidero capovolgere quella mentalità ristretta sostituendo quelle convinzioni limitanti con nuove convinzioni, che abbiano un effetto potenziante e arricchente.

Ho scelto i messaggi più motivanti che ho trovato in merito al tema della ricchezza finanziaria, il denaro, il successo.

Spero che questi messaggi possano favorire la vostra prosperità e il vostro benessere a 360°.

Vi auguro il meglio.

Sul mio nuovo store (qui) è disponibile a 5,99 anziché 7,49:

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Anteprima libro:

 

 

 

CONSIGLI PER ESSERE FELICE IN OGNI CIRCOSTANZA

1° Parte

 

 

  • Non chiederti se sei felice!

  • Sorridi battendo la tristezza

  • Ricevi con gratitudine e dai con gioia

  • Prenditi davvero cura di te

  • Dai valore all’amicizia

  • «Tu non sei il tuo comportamento»

  • «Tu non sei ciò che credono gli altri»

  • «Tu non sei i soldi che hai in banca»

  • Guarisci le ferite emotive

  • Perdonati

  • Perdona gli altri

  • Non portare rancore

  • Amati di più

  • Sii più gentile con te e con gli altri

  • Accogli con un sorriso tutto ciò che è inaspettato, ignoto, imprevisto

  • Esprimi il tuo talento

  • Lascia crollare il mito del successo semplice e immediato… ma allo stesso tempo fai del tuo meglio e non accontentarti: «Chi si accontenta gode… solo a metà»

  • Non sforzarti di piacere agli altri

  • Il successo è esprimere ciò che sei e ciò che senti in maniera autentica

  • Segui il tuo istinto

  • Riduci il negativo (fumo, alcol, stress), aumenta il positivo (movimento, musica, sole)

  • Allontana chi ha un effetto negativo su di te

  • Non vivere di regole

  • Trasgredisci ma con prudenza, senza eccessi (in altre parole non fare troppe cazzate)

  • Fai ciò che ti fa sentire davvero bene

  • Impegnati in attività che per te hanno importanza e significato

  • … Condividi la tua felicità

2°  PARTE

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