Quante cazzate vi siete bevuti? Quante storie avete accettato senza battere ciglio?

La quantità di informazioni che abbiamo accettato senza battere ciglio è allarmante, e ancora più allarmante è la quantità di pensieri insulsi da cui ci facciamo continuamente influenzare.

In questo preciso momento le cellule del vostro corpo sono influenzate da una caterva di condizionamenti che vi portate dietro da molti anni.

I vostri neuroni stanno automaticamente seguendo dei sentieri battuti molto tempo fa; li seguono in automatico come se fosse la scelta migliore, ma quei percorsi sinaptici non portano a nulla di buono. Oppure portano alle seguenti destinazioni: frustrazione, malessere, delusione, ansia, rabbia, etc.

Quelle destinazioni però non sono casuali.

Sono il risultato di ciò che il vostro cervello si è bevuto in tutti questi anni.

Sono frutto della vostra ingenuità, credulità, dabbenaggine, imprudenza, immaturità, avventatezza, imbecillità, ottusità, stoltezza, scemenza.

Quelle afflizioni sono il risultato del vostro ingenuo beneplacito (o del vostro pene flaccido).

In parole povere, vi siete bevuti (e continuate a bervi) troppe puttanate.

Quante cazzate volete bervi ancora?

Quante notizie state accettando senza battere ciglio?

Quanti presunti fatti considerate come dati di fatto?

Cosa state dando (stupidamente) per scontato?

Date un’occhiata al vostro inventario di credenze perché lì dentro c’è un mucchio di sofferenza.

Il vostro dolore, la frustrazione, il malessere che sentite sono direttamente collegati a quell’insieme di false conoscenze – che state ignorando o che accettate acriticamente.

Liberatevi di quel mucchio di convinzioni (descrizioni, idee, aspettative, conoscenze, libri, regole, tradizioni), e vi libererete di una gran quantità di sofferenza inutile.

Azzerate il vostro finto sapere e moltiplicherete il vostro autentico benessere.

(ZeRo)

LIBRI DEL RISVEGLIO

E se incontrassi un essere autorealizzato?

 

Bruce Leee, nel suo manoscritto “In My Own Process, 1973”, scrisse:

Quando un essere umano vede una persona autorealizzata passarle accanto, non può che esclamare: «Ehi, ecco qualcuno di reale!».

Cosa intendeva dire?

Voleva dire che l’autorealizzato ha davvero constatato la sua vera natura, e la peculiarità di questa autorealizzazione sta nella sua rarità: in alcune tradizioni si dice che questa autentica autoconoscenza potrebbe richiedere una vita intera – o più vite…

Un’altra peculiarità di questo incontro è la sua valenza metafisica.

Supponiamo di essere gravemente malati e fingiamo di trovare improvvisamente un medico in grado di curare il nostro malanno e salvarci letteralmente la vita.

Ora traslate l’esempio in ambito spirituale. Supponete che l’autorealizzato sia come un guaritore in grado di alleviare le vostre afflizioni interiori, di salvare, riappacificare, ridestare la vostra anima. Questo era il modo in cui venivano considerati gli esseri autorealizzati del passato; non per niente i ricercatori spirituali di un tempo erano disposti a fare il giro del mondo, scalare montagne e superare prove mortali pur di incontrare un autentico essere autorealizzato. Sapevano che le loro afflizioni esistenziali non potevano essere alleviate da loro stessi, dal loro ego. Avevano intuito la pericolosità della propria hybris, avevano constatato la vanità del proprio orgoglio, conoscevano le manovre del predatore/parassita interiore e di conseguenza si affidavano a qualcosa o qualcuno che trascendeva il loro piccolo ego.  Quello non era l’unico modo di porre fine alle turbe esistenziali, ma per molti poteva rappresentare un’occasione d’oro da cogliere al volo. Superare ed evitare secoli di sofferenza inutile, ignoranza, incubi, ottenebramento della coscienza erano delle ragioni più che sufficienti per auspicare a un tale incontro. Se vi dicessero che è possibile risparmiare anni di sforzi inutili, disavventure, tensioni, conflitti, non fareste anche voi almeno un tentativo?

Se non siete masochisti, non dovrebbero esserci dubbi in merito.

Incontrare un autorealizzato significa anche incontrare qualcuno che è fondamentalmente già morto e rinato.

Vuol dire incontrare qualcuno che è andato nell’aldilà ed è tornato (lucidamente!) nell’aldiquà. Spesso ritorna qua, nel mondo quotidiano, per il solo gusto di raccontare quello che ha realizzato, oppure per il gusto di intrattenersi con le coscienze addormentate, o in altri casi rimane soltanto per dare una spintarella alle coscienze in via di Risveglio..

Molti trapassano nell’aldilà ma non mantengono la pura consapevolezza dell’intera transizione. Al massimo hanno degli sprazzi, dei vaghi ricordi, memorie alterate dai propri pensieri. Dimenticano rapidamente il tutto, e in breve tempo ricadono nello stato di sonno ipnotico.

Chi incontra l’autorealizzato può reagire in due maniere:

– Non accorgersi di nulla e proseguire il proprio cammino, ignorando l’opportunità avuta.

– Accorgersi di avere avuto un incontro prezioso e sfruttare tale incontro per la propria evoluzione – ed eventualmente il Risveglio.

Il riconoscimento dell’autorealizzato può avvenire anche energeticamente.

La sua presenza è palpabile – sempre che voglia farsi percepire. Sì perché in molti casi all’essere autorealizzato non importa di essere visto, riconosciuto, percepito, per cui può darsi che scelga volontariamente di occultare la sua presenza, ridurre al minimo la sua emanazione, non irradiare la sua aura, astenersi dal fornire iniziazioni e così via.

Diciamo che interagisce per puro spirito di curiosità e non più con le intenzioni, i bisogni, le esigenze, i problemi dell’uomo comune.

In apparenza, lui o lei si aggira come un qualunque altro individuo e quando ne ha voglia si mescola tra di loro. Magari li mette alla prova, gli fornisce qualche indizio, poi attende con tranquillità il prossimo incontro. Se l’indizio è stato seguito ne fornisce un altro, altrimenti lascia semplicemente perdere e passa ad altro. tanto a lui o a lei non gli servono più. Osserva con distacco le loro reazioni, il modo in cui ignorano un indizio dopo l’altro, e quando viene mosso dalla compassione fornisce loro l’ennesimo indizio, giusto per vedere la loro reazione o non-reazione.

Interagisce per lo più per il gusto di solleticare la psiche dell’uomo comune, scuotere la struttura di condizionamento, punzecchiarlo e ridestarlo almeno un pochino dal suo torpore. Lo fa con la stessa curiosaggine con cui si gioca con un cagnolino.

Insomma, per l’autorealizzato, l’uomo comune è un simpatico animale da compagnia.

(ZeRo)

LIBRI DEL RISVEGLIO

Cosa ti passa di brutto per la testa? Che ne sa della realtà, quella vocina irreale che senti nella testa…?

 

Nella testa passano migliaia di forme pensiero al giorno. Queste forme-pensiero sono come le nubi che vedi in cielo: possono assumere qualsiasi sembianza; possono apparire spaventose oppure graziose.

Queste forme-pensiero vengono accompagnate da una vocina interiore che ti narra il loro significato, il significato di ciò che vedi, il senso di ciò che percepisci. Ti narra il futuro, ti racconta i presunti fatti, ti descrive il mondo, ti spiega la presunta realtà che ci sarebbe là fuori.

Ma in realtà, cosa ne sa della realtà quella vocina irreale che senti nella testa…?

Nulla…

Quella che consideri la tua voce interiore, il tuo io o il tuo intelletto, non è altro che un incessante pensiero discorsivo che in realtà non conosce la realtà.

Ok, mi dirai, tutto molto interessante, ma che implicazioni ha questa constatazione ?

Questa constatazione ha una serie di implicazioni molto interessanti.

Prima di tutto, il fatto che tu non possa determinare in alcun modo tutte le variabili del mondo esterno, vuol dire che non è possibile determinarne con precisione il tuo futuro – e neppure il tuo presente.

Il presunto presente che viene descritto dalla tua vocina interiore non è il davvero presente. Le cose non stanno così come le immagina il tuo intelletto. E questa è una gran notizia.

Significa che non devi più fidarti ciecamente di quello che immagina la tua testa.

Non devi assecondare i suoi capricci, le sue pretese.

Non devi più farti spaventare dagli scenari desolanti con cui la tua mente raffigura il tuo futuro.

In altri termini questo vuol dire che la tua stupida tendenza ad ipotizzare il tuo futuro – in base al passato o al presunto presente – è semplicemente senza senso. Non puoi conoscere tutte le variabili in gioco, e quindi come puoi predeterminare quello che succederà in futuro?

Se non riesci a prevedere ciò che accadrà tra due minuti, come puoi conoscere quello che accadrà tra qualche mese o tra molti anni ?

Non ascoltare quella vocina birichina, perfida, folle.

Ti ha già dimostrato la sua instabilità, inattendibilità, imprecisione.

E di conseguenza, cosa diavolo ne sa di come andranno le cose quella vocina che hai in testa e che ti parla incessantemente, per dirti che quel progetto non potrà avere successo, che tu non puoi cambiare, che la tua vita sarà sempre come adesso, o che sicuramente quella magnifica cosa che può accadere, accadrà a tutti tranne che a te?

È logicamente e fisicamente impossibile che quella vocina ne sappia qualcosa, e allora perché le dai sempre ragione e segui i suoi stupidi consigli?

La voce della tua ragione non ha ragione.

Usa quella vocina per riflettere su questo…

(ZeRo)

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LIBRI DEL RISVEGLIO

 

ZeRo è un falso Maestro?

simpatico battibecco con un ex-lettore

Lettore:
“Zero, tu sei un falso maestro, che sta occultando il proprio ego e per questo hai compromesso la ‘tua’ Buddhi”.

ZeRo:
“Non credo ai veri maestri, figurati se credo ai falsi.
Il fatto che mi accusi di occultare l’ego, dimostra che stai vedendo qualcosa che non c’è, ovvero l’ego.

Ma supponiamo ci sia. Il semplice fatto che tu vada a dire agli altri che stanno occultando l’ego, la dice lunga proprio sul tuo ego.
Inoltre, come se non bastasse, Il fatto che poi mi accusi di aver compromesso la ‘mia’ Buddhi, dimostra che la sai lunga, anche sulla Buddhi. la personifichi in ‘mia’ o tua’, e per giunta credi che si possa compromettere.
Il bello, è che hai chiesto l’amicizia, due volte qua, e due nell’altro profilo. Poi, mi hai scritto in privato, per fornirmi queste tue rivelazioni… Mo’, vedi un po’ tu come stai messo.

 

 

NON SVEGLIATE BRUSCAMENTE I SONNAMBULI DEL SISTEMA… POTREBBERO REAGIRE VIOLENTEMENTE E AVERE TERRIBILI ATTACCHI DI PANICO

Oggi provo a spezzare una lancia a favore di quelli che “Non possono ancora vedere la realtà delle cose” facendo un parallelismo con i sonnambuli:

E’ notoriamente – e scientificamente – dimostrato che è molto pericoloso svegliare all’improvviso un sonnambulo; è meglio evitare il brusco risveglio perché, oltre a causare una reazione violenta e aggressiva ,  c’è il rischio di causare un infarto alla persona che cerchiamo di svegliare, in quanto essa agisce, pensa e si muove in base a quello che sta sognando.
Vive il sogno come fosse la realtà , di conseguenza quando viene svegliata si trova di colpo in un’altra realtà e lo shock per il passaggio veloce da una realtà ad un altra può causare gravi danni esistenziali, psicologici, fisiologici.

L’unica soluzione per chi ha accanto a sé un sonnambulo è lasciarlo agire ed interagire con le sue azioni sempre nel più delicato dei modi e facendolo tornare nel letto.

Allo stesso modo, chi ha una certa coscienza / consapevolezza della realtà, deve guardarsi bene dal voler “svegliare” un individuo che sonnecchia sui pianerottoli onirici del proprio inconscio.

Applicando questo ragionamento per il numero di sonnambuli che ci circondano ,  si comprende un po’ meglio la dinamica di determinate realtà “collettive” e il motivo per cui certi insegnamenti non possono essere psico-fisiologicamente trasmessi e sostenuti dalla massa di sonnambuli, in preda a continui attacchi di panico,  paura e agitazione.

Non c’è da scherzare su certi aspetti (se il dormiente è ad es. un nostro parente o una persona a cui siamo molto legati, è bene somministrare piccole dosi di “verità” per volta, regolandosi in base alla sua capacità di sopportare e accettare certe informazioni… Anche se questo dovesse ritardare eccessivamente la presa di coscienza, meglio dare tempo al tempo, in modo da per evitare effetti inopportuni,  reazioni scomposte, fraintentimenti vari… ).

In merito agli utenti virtuali il discorso e le dinamiche sono diverse; quindi lì ognuno faccia ciò che preferisce ; personalmente non mi metto più a spiegare i motivi dei miei interventi a dei sonnambuli virtuali.

—–

2° PARTE:  LA  VERITA’  PUO’  FARE MALE

La verità, se assunta a dosi massicce (e SENZA LA DOVUTA PREDISPOSIZIONE psico-fisio-animico-energetica), può fare molto male.
Meglio allora assaggiarne piccoli bocconcini ma stando molto attenti alla pietanza che ci viene servita.
Infatti può capitare che questi PICCOLI BOCCONCINI DI Verità possano a loro volta contenere delle VELENOSE GOCCE DI MENZOGNA:

è proprio così che viene ingannata la maggior parte della popolazione, donando bocconcini di verità intrisi di menzonga.
Di conseguenza non accontentatevi del primo bocconcino e neppure abbuffatevi ingordamente con le medesime pietanze mentali (verbali, linguistiche, concettuali).

ONDE EVITARE DI INGOIARE INGANNEVOLI E ALLETTANTI BOCCONCINI DI VERITA’ SUPERFICIALI, IMPARATE A:

1) MODERARE IL VOSTRO APPETITO (potrete accedere a certe informazioni solo quando sarete realmente pronti ad accettarle)

2) AGUZZARE L’INTUITO (sfruttate le vostre improvvise scintille di consapevolezza)

3) DARE ASCOLTO ALLA VOSTRA GUIDA INTERIORE (esiste un guardiano interiore che ogni tanto tenta di darvi dei suggerimenti…. dategli ascolto ogni tanto!)

Ma tu guardi la televisione?

Riporto uno scambio di battute avuto qualche anno fa con un vecchio utente, quando ancora mi piaceva cazzeggiare sui social.

Lettore: “Scusa il disturbo, ma tu vedi la televisione?”

Zero: “Nessun disturbo. Perché questa domanda?”

Lettore: “È infarcita di illusione”.

Zero: “Già. Ma forse anche i tuoi occhi, sono infarciti di illusione.

O sbaglio?”

Lettore: “Si, ma la vedi? Scusa se insisto”.

Zero: “Insisti pure, la domanda (o la risposta) rimane comunque completamente irrilevante.

Ma visto che faccio sempre più fatica a entrare nell’ottica di una coscienza incantata, risponderò alla tua domanda sulla televisione.

Da ciò che scrivo, dovrebbe essere chiaro che per il sottoscritto il mondo è più illusorio di ciò che vedi in televisione, al computer o al cinema.

Per te, la televisione è un mondo infarcito di illusione.

Per il sottoscritto, il mondo è una televisione infarcita di illusione.

In aggiunta, per me, il mondo non esiste proprio.

Per me, là fuori non c’è niente, o meglio, so che non c’è il mondo che l’umanità crede di vedere.
Per me è quasi scontato, ma so, o dovrei cercare di ricordarmi, che gli altri credono ai sogni diurni.
E in fondo devo ricordarmi che anch’io ci credevo, per cui devo imparare a portare più pazienza.

Anch’io credevo che il mondo che mi raccontavano – o che percepivo – era l’unico e vero mondo. Poi ho realizzato che si tratta effettivamente di un sogno. Da allora ho smesso di difendere il mondo. Ho smesso di difendere il mio ridicolo personaggio sociale e  ho smesso di dare corda ai ridicoli personaggi di questa umanità. In altre parole, ho smesso di difendere il sogno collettivo.

Al contrario, chi non si vuole svegliare, difende il proprio ridicolo personaggio sociale, difende la farsa. Difende il sogno (individuale o collettivo).

Questo  è davvero un sogno, non metaforicamente, non filosoficamente, non spiritualmente. Ma per realizzarlo davvero devi prima rompere tutti i tuoi fottuti incantesimi.

Lettore. “Grazie. stavo leggendo i tuoi aforismi. Alcune cose, istintivamente mi erano già arrivate all’orecchio. Però, il flusso emotivo delle persone, è talmente intenso, da irretirmi. Ci vuole carattere, per andare contro la corrente di un fiume in piena”.

Zero: Sì. Quel fiume è fatto di sottilissime impressioni, che per quanto siano sottili, riescono a travolgere e stravolgere tutto il corpo. Lo travolgono perché il corpo è fatto di impressioni. Nei miei scritti spiego che il corpo fisico andrebbe chiamato corpo di impressioni. È questo corpo di impressioni che si sente irretito dalle opinioni altrui o dalla televisione. È questo che si eccita, che si arrabbia, ed è sempre quest’ultimo che soffre. È questo corpo di impressioni che hai paura di perdere. Questo è il corpo sognante, il corpo del sogno planetario. Con la lucidità, che stai accumulando, lo stai sciogliendo dalla cappa oscura di opprimenti impressioni, e una volta scrollata di dosso quella polvere, la tua presenza ritornerà a brillare come corpo di luce. Sembra complicato, e faticoso ma non è così, è solo l’intelletto a farlo sembrare così complicato e faticoso. Non farti impressionare, dai contenuti di questo sogno diurno. Scrolla di dosso, le impressioni. Questo è il solo compito a cui sei chiamato, per ridestarti alla tua vera natura”.

Opere di ZeRo: https://risvegliodalsogno.wixsite.com/risveglio/about

 

Festa della liberazione o festa della schiavitù?

Vi siete goduti la festa della liberazione?

Era buona la grigliata?

Avete festeggiato la vostra finta libertà?

Avete esibito la vostra bella mascherina sorridente su Instagram, Facebook, Twitter, TikTok e cazzate varie?

Avete esposto con orgoglio la bandiera? L’avete fatta vedere bene ai vicini di casa?

I miei vicini hanno esposto la bandiera, e mi hanno chiesto perché io non esponessi mai la bandiera italiana.

Gli ho risposto:

“Intanto non sono italiano (per fortuna)…. In secondo luogo non capisco che cazzo state festeggiando?”

Il vicino mi ha guardato di sbieco, e conoscendomi, si è semplicemente allontanato senza rispondere.

Ovviamente la mia era una domanda retorica, eppure, in un certo senso, quella domanda è dannatamente seria.

Cosa diamine festeggiate, se vivete in totale schiavitù per 365 giorni all’anno. E anche se foste davvero liberi (o meglio pseudo-liberi come lo intendete voi, cioè liberi di vivere di rendita alle Hawaii), credete davvero che quella liberazione esteriore (dal lavoro, dalle tasse, dalla suocera), vi porti all’autorealizzazione?

Rispondo io per voi (visto che per anni ho sperimentato quella libertà esteriore, indipendente da lavoro, tasse, suocera).

Ebbene, vi posso garantire che quella libertà non mi ha dato nulla in termini di autentica realizzazione. Per fortuna non mi sono accontentato della libertà economica, sociale, esteriore, e ho puntato oltre i miraggi di questo mondo.

In un modo o nell’altro, ho raggiunto una condizione che mi sembrava privilegiata (ma che poi ho capito essere alla portata di tutti). Ho realizzato sulla mia pelle che la vera liberazione è l’autoliberazione, l’autorealizzazione.

Ho realizzato che l’autoliberazione è liberazione dal mondo, liberazione dalle apparenze esterne, liberazione dalla mente, liberazione dall’io.

Vi sto dicendo che potete esseri liberi nel bel mezzo delle opprimenti apparenze esterne.

Vi sto dicendo che  potete essere liberi anche durante le insopportabili ondate emotive e nervose del corpo fisico.

Sto dicendo che si può essere liberi dalla mente, nonostante le sue proiezioni quotidiane. E come me, ve lo possono garantire tutti gli altri esseri autorealizzati.

Ora, mentre vi scrivo queste parole, dimoro in quella condizione di autoliberazione e di conseguenza avrei la possibilità di festeggiare davvero quello che gran parte dell’umanità finge o sogna di festeggiare.

Potrei farlo, potrei sbandierare l’autoliberazione in faccia ai vicini di casa e cucinare costine di maiale tutti i giorni, ma non lo faccio per una semplice ragione: l’autoliberazione non è un trofeo da festeggiare; è una condizione innata, non riproducibile con sforzi di nessun tipo.

Questo è il primo paradosso: al momento dell’autoliberazione realizzi che è sempre stata a disposizione di chiunque. Questo non vuol dire che tutti la sperimentano, ma solo che potenzialmente sarebbe usufruibile da chiunque.

E come mai la maggioranza di quelli che festeggiano queste festicciole patriottiche non sperimentano davvero tale condizione?

Non la sperimentano, perché la vogliono!

Non sperimentano l’autoliberazione, perché vogliono l’autoliberazione!

E questo è il secondo paradosso.

L’io – o il famigerato ego – che vuole la liberazione non potrà mai ottenere nessuna liberazione.

Perché?

Perché l’autoliberazione non è liberazione per se stessi, ma liberazione da se stessi, liberazione a dispetto di sé, a dispetto dell’io.

L’autoliberazione non è liberazione dell’io (con l’io, per l’io), bensì è liberazione dal senso dell’io, liberazione da ciò che credete di essere, liberazione da tutto ciò che percepite abitualmente.

Questa liberazione è l’ultima cosa che può volere l’uomo comune.

Non è assolutamente desiderabile. Non è un’esperienza che gonfia il vostro amor proprio. Non è un premio al vostro lavoro (mondano o spirituale). Non è un trofeo che potete sbandierare in faccia agli altri. Non è un omaggio, un bonus, un merito che potete accumulare con i vostri sforzi. Anzi, i vostri sforzi, gli sforzi del vostro io, sono proprio ciò che ostacola il godimento dell’autoliberazione.

Come può la tensione nevrotica con cui trascorrete le vostre giornate, favorire una condizione di autoliberazione?

Insomma, ora come ora siete fottuti.

E questa potrebbe essere una buona notizia, se non foste così affezionati a voi stessi, alla vostra storia personale, ai vostri pensieri, alle vostre relazioni fittizie.

La notizia di essere fottuti sarebbe un’ottima notizia, se non foste così maledettamente orgogliosi, presuntuosi, vanitosi, arroganti, permalosi, saccenti.

E vista la vostra situazione, se fossi in voi abbasserei la cresta.

Se fossi nei vostri panni ammetterei la condizione di oppressione, afflizione, impotenza, debolezza, insicurezza, fragilità.

Lo ammetterei una volta per tutte.

Fossi in voi mi arrenderei sul serio.

Fossi in voi mi lascerei azzerare una volta per tutte.

So che il vostro orgoglio non cederà, (… così è fatto l’essere umano), ma so anche che una parte di voi comprende la necessità di un autentico abbandono, di una resa definitiva.

E io, ovviamente, sono qui esclusivamente per darvi il colpo di grazia.

Non sono qui a motivarvi alla Tony Robbins, Roberto Re, Jordan Peterson. Non sono qui per promettervi un nuovo mondo alla Tolle o alla Sadhguru.

Non sono qui per mentirvi (deliberatamente) o illudervi (ingenuamente) come quei ciarlatani.

Sono qui soltanto per spingervi al disincanto.

Sono qui per dirvi che se non vi arrendete, sarete più fottuti di prima.

Vi sto dicendo che se avanzate di testa vostra, i livelli di afflizione verso cui potreste finire sono incalcolabili.

Vi sto dicendo che il vostro organismo è inconsciamente condizionato a perpetuare un lungo ciclo di pene, sventure, tribolazioni.

In poche parole, vi sto dicendo che la vostra vittoria è la resa. Quella è la salvezza.

Non affidatevi a voi stessi, alla vostra testa (di cazzo), al vostro orgoglio, alle vostre intenzioni, alle vostre strampalate idee, al vostro presunto sapere.

Non fidatevi di voi stessi. Voi siete il tiranno che ostacola la vostra autoliberazione.

Siete stati (nuovamente) avvisati… poi saranno solo cazzi vostri.

(ZeRo)

 

Libri dell’autore: https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/about/

 

 

 

Fingere con se stessi, significa fottere se stessi.

Utente: “Come faccio a fermare il mio dialogo interno?

Avevo letto, che il tuo cervello è fermo, non rimugina, non si crea aspettative.

Per caso, esiste un trucco per tutto questo?”

ZeRo: “Un trucco, se così vuoi chiamarlo, per fermare il tuo cervello frenetico è smettere di pretendere: smettere di preoccuparti, smettere di presumere, PRE-fare, PRE-dire, PRE-vedere, PRE-sentire.

Utilizza questo motto:

Fingere con se stessi, significa fottere se stessi.

Il mio cervello non finge bontà, simpatia, carisma, intelligenza, scaltrezza, passione per relazioni futili.

Al mio cervello non gliene frega un cazzo delle abilità sociali, intellettuali, spirituali.

Le abilità sociali, sono come abilità da circo: non hanno un vero valore; ti servono quelle abilità, e le vuoi perfezionare, soltanto se vuoi fare una bella figura nel circo umano. E per fare una bella figura nel circo umano, per impressionare la psiche umana, devi sforzare il tuo cervello, lo devi far lavorare più del dovuto.

Il mio cervello non è iperattivo come quello di un normale essere umano, non lavora sodo per implementare le abilità sociali, se ne fotte delle abilità del circo umano, se ne fotte delle abilità spirituali. Non pensa a quella roba, anzi non pensa quasi mai a niente, per questo motivo riposa in pace.

Dal punto di vista del circo umano, il mio cervello è praticamente morto.

Dal mio punto di vista, il mio cervello è in stato di profondo ed eterno riposo.

 

C’è un detto che recita più o meno così:

“Ci vogliono settantadue muscoli, per fare il broncio, ma solo dodici per sorridere”.

Io aggiungerei:

“Ci vogliono Zero muscoli per fottersene del tutto”.

Stai seguendo la direzione sbagliata. Il Risveglio è nella direzione opposta, contro la volontà del tuo ego, contro il senso dell’io, contro il senso della vita

 

La direzione verso cui dovrebbero puntare i ricercatori della Verità,  è la Verità.

Giusto?

In teoria sì.

In pratica invece le cose non stanno così.

La maggioranza dei ricercatori spirituali afferma di voler conoscere la Verità, di voler comprendere la Realtà, di essere disposta a tutto per l’autorealizzazione. Insomma, sostiene di volersi Risvegliare.

Nei fatti, invece, la direzione verso cui vuole davvero dirigersi la maggior parte dei ricercatori non è il Risveglio, ma è solo un nuovo sogno.

Un nuovo sogno ad occhi aperti.

Un sogno diverso, un sogno alternativo, un sogno migliore.

Un sogno più umanamente vivibile.

Un sogno più spirituale.

Dicono di voler rompere gli incantesimi della mente condizionata, uscire dalla mentalità duale, e dimorare nella consapevolezza non duale, ma in realtà tutto ciò che desiderano è trasferirsi in una nuova zona di comfort.

Una zona di comfort dotata di cuscinetti zen, profumo d’incenso e musica new age.

Dicono di volere la liberazione, ma in sostanza vogliono una prigione più accogliente, magari decorata a mo’ di Ashram, in modo da infondere in loro l’illusione della liberazione, o in modo da simulare l’unione mistica con una fittizia Coscienza Universale.

Tempo fa, quando avevo ancora voglia di farmi un po’ di promozione, i pochi lettori che mi approcciavano per pormi le loro domande, ripetevano fondamentalmente lo stesso ritornello.

  • “ZeRo, tu dici che tutto questo è un sogno, o un’ipnosi collettiva.  Ti voglio credere sulla parola, eppure a me sembra così reale. Dammi un aiuto in più. Dammi una mano. Dammi una spinta…?
  • Come posso disincantarmi?
  • Dove la metti la sofferenza? I problemi personali? I rapporti interpersonali? Il lavoro?

Etc.

A parte che se uno mi vuole credere sulla parola, non ha capito un cazzo dei miei messaggi. Comunque, mettiamo da parte il sogno planetario. Se non si riesce neppure a intravedere la gigantesca ipnosi collettiva in cui è immersa l’umanità, allora avete proprio sbagliato catalogo. Questa non è la sezione auto-aiuto, miglioramento personale, coaching. Questa è la sezione auto-azzeramento, auto-dissuadimento, brutale auto consapevolezza.

Non è la sezione pensiero positivo. È la sezione zero pensieri.

Non è la sezione mindfullness, o mente pienamente consapevole e concentrata. È la sezione mente vuota, mente completamente indifferente e disinteressata.

Non è la sezione compassione. È la sezione spietatezza e disincanto.

So che alcuni (troppi!) di voi hanno alcuni (troppi!) problemi quotidiani. Ma ci terrei a chiarire che al sottoscritto non gliene fotte una cippa di chi o cosa assilla la vostra vita.

Lavoro, relazioni interpersonali, sesso, amicizie, affetti, matrimoni, divorzi, bollette, tasse, greencazz… non c’entrano una minchia con il Risveglio.

Per fortuna, la quantità di domande (sciocche) che ricevo sta progressivamente diminuendo, fino probabilmente ad azzerarsi. Il tono volutamente insolente dei miei contenuti dovrebbe aver allontanato molte coscienze addormentate (quindi il 90% dell’umanità).

Ormai dovrebbe essere chiaro che non sono un tutor spirituale.

Non sono qui per facilitare il pascolo verso la zona di comfort desiderata dal vostro ego.

Non provo pietà verso la vostra bella facciata sociale, soprattutto se viene mascherata da parvenze spirituali.

Quello che posso fare per aiutarvi è suggerirvi di cambiare direzione.

La direzione verso cui punta l’umanità è l’ego, la follia, la stupidità, la malattia.

La direzione verso cui puntano quasi tutti i vostri pensieri e le vostre azioni è sempre l’ego.

La direzione verso cui punta il vostro ego è l’irrealtà, il sogno (anzi, l’incubo).

La direzione verso cui punta ZeRo è la fine dei vostri sogni: la fine dei sogni dei vostro insaziabile ego.

Il vostro ego potrebbe avervi rincoglioniti a tal punto da farvi credere che i suoi obiettivi sono molto importanti, nobili, speciali, vitali, indispensabili.

Il vostro compito è comprendere che l’unico obiettivo davvero importante, interessante, speciale, indispensabile è soltanto il Risveglio.

E per dirigervi verso il Risveglio, dovete fare un’inversione a U. Dovete ruotare la vostra attenzione di 180°.

Ovviamente questo vale solo nel caso di coscienza in via di Risveglio. La coscienza addormentata non la prendo neppure in considerazione.

Dovete fare una cosa che di solito non volete mai fare.

Dovete fare una cosa che va contro gli interessi del vostro piccolo io. E se siete identificati con lui, sarà come andare contro i vostri stessi interessi.

Andare contro il senso dell’io sarà come andare contro il senso della vita, contro la logica del vostro sistema rincoglionitivo, contro i predicozzi familiari, contro i dettami della società. Insomma sembrerà di andare contro tutto e tutti, contro il mondo intero.

Ma se il mondo è un sogno planetario (o se preferite un’allucinazione o  un’ipnosi collettiva), allora è ovvio che il Risveglio si deve trovare nella direzione opposta.

Chi si dirige verso il Risveglio, non avrà mai il supporto di questo mondo, dei parenti, del partner, dei genitori, degli amici, del vostro cane. Soprattutto non avrete mai il supporto del vostro ego, dei vostri pensieri, dei vostri sentimenti, del vostro cuore, della vostra mente, né tanto meno del vostro corpo.

Il Risveglio è l’ultima cosa che uno può volere.

Nessuno può volerlo davvero.

Ti deve capitare, senza preavviso, a caso, come al mattino capita che apri gli occhi, e poi, a un certo punto, puff… il mondo sognato non c’è più: le persone tanto amate nel sogno sono svanite, i nemici tanto odiati sono stati dimenticati.

Non hai scelto di svegliarti, come scegli un cappuccino o un caffè. Non ti sei sforzato di terminare quelle relazioni e di dimenticare quei personaggi. In tal senso non hai voluto svegliarti. È semplicemente accaduto, con o contro la tua volontà personale.

Una delle cose più meravigliose che accade al Risveglio è la perdita del senso di realtà. Il senso di realtà del mondo in cui credevi di trovarti perde inspiegabilmente di senso. Non ha perso solo un po’ di senso, ma ha perso del tutto tutti i sensi che sembrava avere. In questo senso, è ovvio che il Risveglio a cui mi riferisco sia il controsenso dei controsensi.

Come cazzo fa ad essere sensato, banale, afferrabile, gestibile, prevedibile, il miracolo del Risveglio dal sogno diurno?

Come diamine potete dare per scontata una cosa del genere?

Come accidenti fate a riconoscere un sogno immenso come questo, rimanendo immersi, attaccati, affezionati a tutti i suoi contenuti?

Come potete credere che una realizzazione del genere venga regalata al vostro ottuso ego?

Il vostro ego verrà stravolto, straziato, martoriato, violentato dal Risveglio.

Il Risveglio non ha pietà.

Finché potete, statene lontani.  Datevi alla pazza gioia. Finché siete in tempo, sfogatevi in tutti i modi. Non pensate a questa roba.

Fidatevi.

Il Risveglio è l’ultima cosa che desiderate.

È l’ultima cosa che vuole il vostro io.

È l’ultima tappa della vostra ricerca, l’ultimo capitolo della vostra storia personale.

Desiderare il Risveglio significa desiderare la propria fine.

E a meno che non siate dei disperati con la pistola puntata alla tempia, dubito che desideriate seriamente, veramente, profondamente la fine… quindi dubito che desideriate seriamente, veramente, profondamente il Risveglio.

LIBRI DEL RISVEGLIO:

Senz’io si vive da Dio

Risveglio dal sogno planetario

Mente Vuota in Corpo Pieno

Perché ho scelto di chiamarmi ZeRo?

Visto che ormai è da diversi anni che gestisco questi blog, mi sembrava ora di raccontare qualcosa su di me.
Perché ho scelto ZeRo?
Partiamo col fatto che io non ho scelto Zero.
Non ho scelto “razionalmente” di chiamarmi ZeRo.
È stato zero a scegliere me…
Mi ha scelto in due sensi: nel senso che ZeRo corrisponde alle iniziali (nome e cognome) del mio presunto io sociale, e nel senso che ha azzerato quella che credevo essere la mia identità.

Come Zero ha scelto di azzerare il senso del mio io, così azzererà il vostro io.
Come ha azzerato il mio ego, così azzererà l’ego di chiunque altro.
Non è una scelta personale… Non puoi sapere quand’è il tuo turno. Il tuo io non può sapere quand’è il suo turno. Non puoi sapere quando tocca a te, al tuo io. Puoi saperlo soltanto a posteriori, dopo l’azzeramento.
E se posso darvi un consiglio, non fatevi trovare impreparati.
E come faccio a prepararmi, se non ho scelta? [borbotterà il vostro nevrotico intelletto].
Prepararsi, non va qui inteso come un fare qualcosa ma come un disfare, un non fare, uno smettere di fare. Preparatevi a mollare la presa, o almeno ad allentare gradualmente la presa dal volante della vostra vita. Preparatevi a perdere il controllo, o almeno preparatevi a lasciar andare il finto controllo che la mente crede di avere sulla realtà.
Vi dovete preparare al disfacimento del vostro io. Vi dovete preparare al disincanto. Lo schiaffo del disincanto arriverà indipendentemente dalla vostra volontà personale, a dispetto della volontà del vostro ego. Anzi, arriverà proprio per fare un dispetto al vostro io.
Se siete in una condizione di disincanto, lo schiaffo potrà essere percepito come una carezza.
Se invece rimanete bovinamente incantati ai sogni del vostro io e alle apparenze esterne, allora il disincanto sarà come uno schiaffone di Bud Spencer.
Lo schiaffo del Risveglio, lo schiaffo dello Spirito, lo schiaffo della Verità, quando viene ricevuto in stato di presunzione, ignoranza, arroganza, rincoglionimento, farà molto male.
Per fortuna nel mio caso la scelta è stata piuttosto ironica.
Col senno di poi, mi sono reso conto che la mia scelta consisteva solo nell’accettare qualcosa che si stava già dispiegando da sé. Mi sono ritrovato nei panni di un oggetto usa e getta. Ho lasciato che questo corpo e questo intelletto venissero utilizzati (e in fine azzerati) dall’Oltre. L’ho chiamato ZeRo perché l’Oltre mi ha suggerito ZeRo.
Nel firmare le mie trilogie sentii questo suggerimento inconscio, e lo assecondai. senza pensarci, senza ragionare sul significato, senza chiedermi se avesse qualcosa di familiare.
In seguito mi accorsi che corrispondeva alle iniziali del nome e cognome.
E così scoprii che Zero mi aveva scelto come prossimo testimone – o come prossima vittima.
L’azzeramento era già iniziato da molti anni, ma grazie a questa e ad altre coincidenze mi resi conto che anche per me era cominciato il conto alla rovescia.
Anzi mi resi conto che il conto alla rovescia per me era finito.
Era il 2017, avevo circa 34 anni e ovviamente avevo molti sogni nel cassetto, dunque speravo di poter posticipare l’azzeramento di qualche annetto – magari altri 30, ma così non fu.
Non si negozia con zero.
Zero non negozia con i sogni dell’io.
Lo schiaffo che ricevetti fu terribile e clemente allo stesso tempo. Fu terribile perché scosse il senso di realtà fino a paralizzare la sensazione di me stesso e del mondo. Fu clemente perché ero già disincantato da tanti anni, dunque non mi sconvolse emotivamente.
La lancetta della vita tagliò la testa della mia pseudo identità ed io mi ritrovai sospeso nell’ignoto, a gironzolare come un fantasma…. nel mondo dei sogni. Quello che per voi è il mondo reale, esterno, solido, per la mia pura consapevolezza divenne un conglomerato evanescente.
Sapevo che per me era finita. Qualcosa aveva finito il mio ridicolo personaggio umano, mi era stato dato il colpo di grazia.
Sapevo che per il mio io non c’era più niente da fare, dire, pensare, volere, ottenere. Al contempo, mentre per me (per il mio io) sembrava finita, avevo anche l’assurda certezza che ero libero. Come facevo ad essere libero se per me era finita?
Allora non riuscivo a descriverlo come adesso, non conoscevo ancora le parole più azzeccate, però avevo intuito che per me (per il mio piccolo io) non era rimasto nulla, per me non c’è più nulla da capire, nulla da spiegare, nulla da giustificare al mio intelletto, nulla da raccontare agli altri. Lo sapevo (o meglio lo comprendevo) con certezza matematica, nonostante non avessi le parole per descriverlo. E questo è il bello. Quello schiaffo, o quel colpo di grazia, non ha niente di intellettuale, accademico, razionale, morale, umano, personale.
Quel colpo di grazia è la cosa più spietata che ci sia per il vostro vanitoso ego.
Squarcia il velo della realtà in cui credete di vivere e vi lascia con l’amara consapevolezza di non trovarvi dove credevate di trovarvi. Nel mio caso è come se fossi stato catapultato fuori dall’Universo e avessi inspiegabilmente visto l’irrealtà di tutto ciò che sembrava circondarmi.
Oppure, per fare un esempio più comprensibile, è come se la mia coscienza fosse entrata dentro il televisore, avesse preso parte alla fiction, e poi fosse uscita dal televisore, lasciandomi con l’assurda perplessità di non sapere se è più irreale la fiction televisiva o quella sociale.
Provai a raccontare ciò che vedeva la mia consapevolezza, ma stranamente anche quelli del settore spirituale si rivelarono essere coscienze stordite dal sogno planetario.
Non riuscivo a capacitarmi di come nessuno riconoscesse di trovarsi realmente in un sogno. Potevo capire i miei parenti, totalmente immersi e persi nel mondo delle apparenze, ma cazzo, i presunti Maestri, praticanti, ricercatori spirituali mi guardavano più stralunati che mai, di fronte a una realizzazione che tra l’altro gli era stata ripetuta da millenni da chissà quanti esseri autoliberati.
Da quelle reazioni riconobbi la peculiarità di questa realizzazione. Checché se ne dica, lo schiaffo del Risveglio è intollerabile per l’uomo comune, dalla mente piena di sogni e desideri irrealizzabili.
La mia mente è vuota. Non ha sogni nel cassetto.
Come puoi avere sogni nel cassetto dopo il risveglio?
Ad ogni modo, da quel periodo in poi tentai comunque di comunicare, a modo mio, questa sempiterna Verità. Ma soprattutto l’ho vissuta attenendomi alla pura e vuota consapevolezza.
Lasciai che l’Oltre mi dettasse il messaggio più opportuno per gli altri, e così utilizzai termini come corpo di impressioni, autodissuadimento, disincanto, trip stopper, spin, coscienza in via di risveglio, incantamento mentale, incatenamento sensoriale, sogno planetario, mondo delle apparenze esterne.

Questa e altre circostanze mi fecero riconoscere il valore dello zero (Zero inteso come origine, azzeramento, vacuità, inafferrabilità, ineffabilità), il valore della pura e vuota consapevolezza, il valore dell’Oltre, il valore della Visione Suprema.
Adesso la mia esistenza qui, nel sogno planetario, è un mero passatempo. Utilizzerò i crediti a mia disposizione per giocare d’azzardo con la vita, dando zero importanza al risultato finale. L’autoliberazione mi ha consentito di vedere e percepire il pesante corpo fisico come un evanescente corpo di impressioni. E se il tuo corpo non è più un problema, quali altri problemi puoi avere? Visto che tutti i problemi sono legati all’identificazione col corpo, di cosa può preoccuparsi chi non sente l’identità corporea? Di cosa può aver paura una tale consapevolezza?
L’unica cosa che può sentire la pura consapevolezza auto liberata, è la curiosità di intrattenersi di nuovo con le apparenze esterne e la curiosità di esplorare nuovamente il corpo, ma questa volta con la consapevolezza di trovarsi in un sogno estremamente vivido.
Grazie alla spassosa e tragicomica recitazione delle coscienze addormentate, ho sempre qualcosa da guardare, di conseguenza non ho bisogno della televisione o di Youtube. Il mio televisore è il mondo.

Se la realizzazione è autentica, diventa impossibile rimanere incantati dal sogno ad occhi aperti e nutrire affetto per le apparenze esterne.
Al massimo hai delle curiosità passeggere.
Una di queste è rompere incantesimi.
Questa è la mia unica specialità.
So che ci sono molte coscienze incantate e incatenate al mondo delle apparenze, per cui mi diletto a trovare espedienti per facilitare la transizione da coscienze addormentate a coscienze in via di risveglio.
Finché posso, sfrutterò questo portatile per rompere i vostri fottuti incantesimi.
E quando non so cosa fare, passo le giornate ad osservare la fiction umana. Potrei passare ore seduto su una panchina a guardare la trama di quei buffi personaggi.
Mi domando quale azione farà il tal attore sociale. Mi chiedo cosa ha in serbo l’ignoto per quell’individuo. Chissà in che modo la realtà gli stravolgerà i suoi piani. Chissà quante sceneggiate farà. Chissà quale sarà la sua reazione al prossimo colpo di scena. Chissà se riuscirà a tollerare il colpo di grazia. Chissà quanto è incantato.
E tu caro lettore o cara lettrice, quanto sei incantato/a?
Sei pronto o pronta al colpo di grazia?
Siete pronti all’azzeramento?
Siete pronti a ripartire da Zero?

  1. Risveglio dal sogno planetario

  2. Mente Vuota in Corpo Pieno

  3. Senz’io si vive da Dio