NON C’E’ ALTRO MODO DI FARLO


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(Charles Bukowski riguardo il raggiungere uno scopo o portare a termine una missione personale… testo tradotto e riformulato da ZeRo)

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Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo!

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A meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere, non farlo.

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Se devi startene seduto per ore
forzatamente e scomodamente immobile,
allora non farlo.

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Se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo!
Se lo fai perché vuoi delle donne nel letto,
non farlo!

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Se devi startene lì a rimuginare e ruminare dalla mattina alla sera,
non farlo.

Se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.

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Se stai cercando di imitare qualcun altro,
lascia perdere.

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Se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
Se non ti esce mai alcun ruggito,
fai qualcos’altro.

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Se prima devi leggerlo a tua moglie
se devi avere il permesso della tua ragazza o del tuo ragazzo
il permesso dei tuoi genitori o dei tuoi conoscenti,
allora non sei pronto.

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Non essere come tanti altri,
non essere come tutte quelle migliaia di persone monotone, noiose e pretenziose,
non farti consumare come loro

dall’auto commiserazione o dall’autocompiacimento.

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Non diventare come loro
non farlo!

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A meno che non ti esca dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo non ti porti alla follia, al suicidio o all’omicidio,
non farlo!

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A meno che il sole dentro di te stia bruciandoti le viscere,
non farlo!

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Quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
il processo si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te.

Non c’è altro modo di farlo
e non c’è mai stato.

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LA DROGA DELL’IO


Maya / Ego = ‘IO SONO’ = senso dell’io, impressione di fare qualcosa di speciale, mania di protagonismo, ansia da prestazione

Il brivido di essere qualcuno, da qualche parte, in qualche momento speciale e in qualche modo riconosciuto da qualcun altro è la droga da cui devi disintossicarti.
Questa droga è il senso dell’io, la sensazione di “Io sono questo” o il desiderio “Io sarò Quello”.
Questa droga coincide anche ciò che in inglese definiscono ‘doership’, il sentirsi l’attore protagonista, quell’impressione contraddistinta dalla convinzione “io ho fatto questo” o “io farò Quello”.

Questo sottilissimo brivido sorge dalla parte più profonda del tuo Essere.
Cattura questo sottilissimo brivido durante l’intero arco della giornata.

Tutto il lavoro spirituale consiste soltanto nel notare l’emergere di questa impressione, osservarla con lucidità e un briciolo di distacco, disincanto, spensieratezza.

Limitati a fare soltanto questo.
Questo è davvero tutto quello che ti serve!

Marco Baston – Sguardo continuativo (video con trascrizione)


 

TRASCRIZIONE

 

Bene questo sarà il primo di una serie di video che voglio fare su alcune tecniche proprio di base.

Ok, lo faccio ovviamente per dare la possibilità a tutti di sperimentare alcune cose in modo più diretto ma anche perché chi viene ai corsi utilizza questi video per prepararsi su una cosa proprio fondamentale e basilare in modo che poi quando facciamo la nostra attività possiamo dedicarci a cose più un po’ più avanzate… andare avanti più velocemente

Allora voglio trattare della questione della continuità dello sguardo partiamo da un presupposto: normalmente i nostri occhi in modo in cui li usiamo sono sotto il dominio del dialogo interno ovvero la descrizione del mondo e i suggerimenti mentali ci dicono cosa guardare come guardarlo eccetera.

E di solito in noi ci sono alcuni tratti caratteristici nel modo in cui usiamo gli occhi: uno è quello che noi saltiamo da un punto all’altro, guardiamo solo alcuni dettagli di quello che ci sta intorno e muoviamo gli occhi da uno all’altro di questi dettagli; questo lo facciamo perché il dialogo interno ci dice che so, ad esempio, che è importante guardare questo fiore poi quella piantina e poi la paglia davanti a me… quindi saltano da qui a lì e tutto lo registro affatto; ci potrebbe essere qualunque cosa ma per me non esiste percettivamente, il dialogo interno mi sta dicendo che la cosa importante è quel dettaglio li, quell’altro dettaglio…  sono sotto una dittatura , la dittatura della descrizione del mondo e del dialogo interno. Uno dei primi modi per a sottrarsi a questo dominio assurdo è modificare in modo in cui usiamo la percezione a partire dagli occhi dato che noi siamo prettamente visivi e quindi è fondamentale sganciare gli occhi dal dominio del dialogo interno e agganciarle all’area della volontà .

una delle cose fondamentali è quindi incominciare a usare gli occhi in modo continuativo partendo da un esercizio molto semplice che è partire da appunto da un dettaglio davanti a me e poi cominciare a muovere lo sguardo lentamente ma con la massima continuità, cioè non muovendo a scatti, non muovendo gli occhi a scatti, ma seguendo una linea che non sarà dritta ma andrà a caso secondo un percorso che non è dettato dal pensare comincia a essere dettato dal corpo.

e quindi praticamente io seguo questa linea di continuità, quest’area visiva di continuità senza saltare. Per farlo davvero dobbiamo per forza fare in modo che gli occhi siano sotto il centro della volontà, che siano agganciati alla volontà, alla seconda attenzione.

se provate a farlo vi accorgerete che nel momento in cui riuscite a farlo c’è qualcosa che precede gli occhi di un attimo, un qualcosa che parte da qui e raggiunge il punto che guarderete tra un attimo e gli occhi seguono questa forza, questo flusso che parte dall’area della volontà e raggiunge il mondo.

per aiutarvi all’inizio potete anche mettere delle corde per terra e seguirle con lo sguardo in modo da ottenere la massima continuità possibile, ma poi dovrebbe arrivare il punto in cui lasciate che sia la volontà a decidere il percorso… prima lo fate da fermi ma poi allenatevi man mano.

anche ad alzarvi e riuscire a fare questa cosa in movimento perchè poi quello che ci interessa non è che viviamo seduti su un seggiolino quindi quello che ci interessa è poter fare questa cosa qualunque cosa noi stiamo facendo in quel momento, mentre laviamo i piatti, mentre siamo al lavoro, mentre interagiamo con qualcunotenete presente altre due punti importanti: gli occhi devono essere mantenuti sempre molto morbidi per lasciare che il silenzio del mondo entri dagli occhi e raggiunga la volontà… questo è un modo di ottenere il silenzio vero… ottenerlo da ciò che ci sta intorno, che non ha dialogo interno e un’altra cosa possibilmente quando riusciamo a fare questa cosa di guardare con continuità è anche mantenere la percezione, la visione periferica, mentre usiamo lo sguardo in questo modo; questo semplice cambio nel modo in cui usiamo agli occhi porta con sé una rivoluzione totale nell’uso che facciamo dell’attenzione ed è un colpo ferale per il dominio del suggeritore.

Marco Baston – Sciamanesimo tolteco o nagualismo – La predominanza del corpo energetico – 20/11/2018 – Olos life


SILENZIO INTERIORE: Pratiche di sciamanesimo tolteco con Marco Baston


CAPIRE SE STESSI PER CAPIRE GLI ALTRI, IN 25 SEMPLICI REGOLE


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Suggerimenti tratti dal libro “Capire se stessi per capire gli altri” di Erik Blumenthal

1- SCEGLIERE CON MAGGIOR CONSAPEVOLEZZA

– Ogni pensiero, ogni sentimento, ogni desiderio, ogni aspettativa e ogni espressione è il risultato di una decisione, nella maggioranza dei casi presa inconsciamente.

– Siamo noi stessi a determinare i nostri sentimenti e umori, anche se lo facciamo inconsapevolmente: Se scegliamo di avere sentimenti che pregiudicano i nostri rapporti con gli altri, significa che abbiamo un interesse personale ben preciso, anche se non ne siamo sempre coscienti….

2 – SCEGLIERE SPINTI DA MOTIVAZIONI PIU’ PURE

(Dio non guarda il vostro aspetto e i vostri averi, Egli guarda i vostri cuori e le vostre azioni – Muslim Hadith)

– Gli esseri umani perseguono scopi intenzioni e ambizioni delle quali non sono necessariamente coscienti.

– Porsi la domanda “Perché” su qualcosa che stiamo facendo, o su qualche aspetto del nostro comportamento, ci conduce soltanto verso il passato che non si può cambiare. Chiedersi invece “A che scopo?” ho fatto o pensato una data cosa, ci porta molto più vicino a noi stessi e ai nostri comportamenti e può fornirci le informazioni di cui abbiamo bisogno per cambiare consapevolmente.

– Chiedersi perché trova una giustificazione nell’ambito fisico e materiale, ma quando si tratta di questioni mentali o emotive la ricerca di una causa generalmente non porta lontano. In questioni emozionali è più utile procedere “teleologicamente”: cercare lo scopo, l’obiettivo, l’intenzione, il senso il motivo del comportamento.

Se ad esempio litighiamo spesso con qualcuno, possiamo adottare le seguenti quattro tappe:

a) Identifico lo scopo che sto perseguendo arrabbiandomi

b) In questo modo riesco a capire meglio anche l’altra persona

c) Il mio atteggiamento nei suoi confronti cambia

d) Una volta esposta all’attenzione dell’altro, nel modo più adatto, la sua vera motivazione, inevitabilmente anche il suo atteggiamento cambia.

In sintesi:

– Non fate diventare vostri i problemi degli altri

– Riconoscete il potere degli altri senza cedere il vostro

– Un po’ di umorismo generalmente aiuta a sciogliere le tensioni

3 – CREDERE CON PIU’ FORZA

Credere fa parte della natura umana: Coscienti o meno, usiamo tutti il potere di credere, la forza più grande di cui disponiamo, ogni giorno, dalla mattina alla sera. Non si tratta soltanto della fede religiosa, del credere nell’esistenza di un principio spirituale che chiamiamo generalmente Dio, ma anche della fiducia in noi stessi, che chiamiamo anche sicurezza, e della fiducia negli altri, alla quale possiamo dare l’etichetta di “interesse sociale”.

Implica credere nella natura, nella vita, nella realtà, nella creazione e nella natura umana. Non possiamo crescere dei figli senza credere in loro. Non possiamo infondere loro coraggio, se non crediamo in loro così come sono, con i loro difetti, e non come pensiamo che potrebbero essere.

Nessuno leggerebbe questo testo se non pensasse di poter imparare qualcosa di utile.

Possiamo constatare la forza colossale del credere persino nelle sue manifestazioni negative, per es. l’ansia. L’ansia è la convinzione che qualcosa non riesca, che vada male, che stia succedendo qualcosa di spiacevole.

– Una volta riconosciuto il potere della convinzione, possiamo imparare a esercitarlo. Possiamo scegliere di credere sempre di più in quello che ci sembra importante: nella nostra esistenza, in quella di altre persone e nei nostri rapporti sociali, oppure in Dio.

(Essere capaci di credere è il potere più forte – Nicholas Von Cues)

4 -AGIRE NON REAGIRE

Non lasciare che sia la paura a dettare le azioni.

Agire invece di reagire significa: “Voglio imparare”.

Agire significa dare il meglio di sé.

Significa essere spontanei piuttosto che impulsivi: quando impariamo a reagire meno e ad agire di più, diventiamo anche meno impulsivi e smettiamo di lasciarci trascinare sconsideratamente dalle emozioni in un comportamento inevitabilmente controproducente.

Non bisogna tuttavia confondere l’impulsività con la spontaneità, che è positiva e costruttiva. Agire spontaneamente significa agire secondo la propria volontà, perché abbiamo consapevolmente deciso di agire in quella data maniera.

La spontaneità scaturisce dalla libertà interiore; l’impulsività invece è sintomo di dipendenza.

Per imparare ad agire anziché reagire è utile immaginare come si reagirebbe nelle peggiori situazioni.

5 – GUARDARE AL DI LA’ DELLE APPARENZE

(E questa nostra vita, liberata dagli affanni pubblici, trova lingue negli alberi, libri nei ruscelli sgorganti, sermoni tra i sassi e il bene in ogni cosa. – W. Shakespeare)

– Non sopravvalutate i fatti

– Non razionalizzate troppo

– Non date importanza a chi ha cominciato a litigare

6 – LASCIARSI IL PASSATO ALLE SPALLE

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ILLUSIONI OTTICHE ORARIE O ANTIORARIE?


SICURI CHE POTETE FIDARVI DEI VOSTRI ORGANI SENSORIALI?

IN QUALE SENSO GIRA LA BALLERINA?

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E LA RUOTA?

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E IL TRENO?

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SOFFERENZA VOLONTARIA


consiglio di rileggere tutto almeno un paio di volte

La sofferenza volontaria è moneta di scambio per la salute, l’arricchimento interiore/esteriore, la crescita personale, la pace interiore, la forza, l’intelligenza

sigilla nel cuore questo messaggio —> le persone più felici non sono quelle che hanno sofferto di più ma quelle che hanno saputo soffrire meglio.

  • l’auto-Realizzazione o “Liberazione” degli antichi saggi era semplicemente libertà dalla sofferenza.
  • Sofferenza Volontaria = Resistenza al sonno, alla fame, alla collera, alla stanchezza fisica, al desiderio sessuale
  •  ATTRITO
    • l’ideale sarebbe agire quando e dove c’è “attrito”, questo genera una trasmutazione interiore e favorisce un’accelerazione del processo. Il trucco sta nel fare qualcosa di utile proprio in quei momenti in cui hai meno voglia di farlo. In pratica devi riuscire a costringere il corpo a mettersi all’opera malgrado le resistenze della mente. Per superare l’attrito iniziale (resistenze dell’io pigrone o falsa personalità) devi affidarti alla forza di volontà e alla fiducia nel Lavoro sul corpo sottile o corpo energetico.
    • Es. di attrito = alzarsi presto quando non ne hai voglia; astenerti dal mangiare proprio quando desideri un dolcetto; fare una doccia fredda mentre sei appena sceso dal letto; fare una passeggiata o corsetta al mattino presto.
    • In soldoni, andare “consapevolmente” contro la via di minor resistenza, evitare la scelta più comoda, agire contro tutto ciò che è meccanicizzato (abitudinario) genera attrito e quindi “sofferenza volontaria” e infine trasmutazione da piombo in oro, salto ad un’ottava superiore ovvero un piano esistenziale migliore.
  • NON IDENTIFICAZIONE
    • Non scordare mai che la sofferenza è un mezzo e non il fine.
      •  con il crescere della tua consapevolezza, essa va scemando.
    • Renditi subito conto che non sei tu a soffrire bensì sono le emozioni negative, gli schemi di pensieri dominanti, le abitudini correnti, in due parole stai sacrificando la falsa personalità, l’identità con cui ti eri erroneamente immedesimato finora. Falsa personalità è sinonimo di sofferenza inutile, sofferenza immaginaria (provocata da preoccupazioni insensate, timori concettuali).
      • La soff. inutile  conduce soltanto ad un accrescimento della Falsa personalità. (l’io sociale, immaginario, ideale, concettuale)
    • Mentre pratichi rimani autoconsapevole, ricorda che tu sei solo un alchimista che controlla l’andamento del processo di trasformazione interiore. I processi che avvengono nel crogiulo umano riguardano le componenti del corpo. Sensazioni dolorose, emozioni sgradevoli, impressioni, pensieri e così via rappresentano il combustibile o la materia prima sottoposta al fuoco alchemico (fuoco = tua concentrazione/consapevolezza). All’emergere di queste sensazioni fastidiose non identificarti, rimani lucido, consapevole che tu sei l’osservatore “esterno” (non toccato da quei processi) che si prende cura della macchina biologica: la tua attenzione è necessaria alla riuscita dell’opera. Il principiante si fa del male (SOFFERENZA INUTILE) perché si identifica con il materiale che brucia. Il bravo praticante sa che non può scottarsi perché egli stesso è quel fuoco o meglio il generatore e manipolatore di quel fuoco.
    • Man mano che pratichi lucidamente acquisirai un incredibile potere personale. Carisma, autostima, capacità attrattiva, vigore, centratura, radicamento: queste sono soltanto alcune delle inevitabili benefici dello sforzo cosciente o sofferenza volontaria. Questa sofferenza “utile” si trasforma automaticamente – per una legge fisica infallibile – in nuova energia. La soff. inutile invece – per una serie di ragioni che non è il caso di analizzare – ti depriva di energia.
    • Es. di Soff. inutile =
      • dare istintivamente espressione alle emozioni negative (rabbia, gelosia, senso di colpa, senso di inferiorità, autocommiserazione, lamentarsi-criticare gli altri),
      • continuare a dubitare del lavoro interiore,
      • FANTASTICARE (evadere dalla realtà presente), desiderare di trovarsi altrove con una persona speciale, lontano da ogni difficoltà.
  • DOLORE = PROPELLENTE
    • la fatica, l’attrito, la tensione iniziale vanno visti come una molla che ci spinge ad uscire dall’indolenza: affinché questa molla funzioni è necessario esercitare una pressione verso il basso, al crescere della quale crescerà lo slancio verso l’alto. Considera questo meccanismo come un incentivo. Inoltre questo dolore consapevole ti scuote dal torpore abituale.
    • Spezza le colonne dietro cui il falso io (l’avversario, l’ego) ha edificato il suo nascondiglio
      • Più è grande è la sofferenza “utile” e maggiore sarà l“energia propulsiva” che hai a disposizione
    • eleva il tuo quoziente volitivo = sviluppi la facoltà di non arrenderti davanti a niente e nessuno
      • “la volontà è la quantità di sofferenza che siamo disposti a spendere per ottenere ciò che vogliamo”
  • Se pratichi correttamente puoi accedere alla sorgente vitale ed usufruire di una quantità inesauribile di energia

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BENEFICI DELLA DOCCIA FREDDA


 

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COME PRATICARE


Pratica ha innumerevoli sinonimi: disciplina, dedizione, perseveranza,  “Lavoro esoterico, cioè interiore”, graduale presa di coscienza della realtà, incessante attenzione, lucidità ininterrotta, pazienza, fiducia nell’insegnamento.
Per converso anche il non agire (stupidamente) è una pratica, il non parlare a vanvera è una pratica, non intrattenersi con le persone sbagliate nei luoghi sbagliati è una pratica.
Praticare vuol dire servirsi di tutti i mezzi utili a raggiungere uno Scopo Superiore (la quiete, la pace interiore).
I mezzi utili sono il silenzio prolungato, la meditazione, il pranayama, i rituali magici, la concentrazione su un punto o su un suono, il qi gong, il tai chi, le app di google sulla mindfulness, etc, etc.
I mezzi per praticare sono infiniti.
Il “non giudicare” è un mezzo utile.
Non dare espressione a cattive abitudini è una pratica.

La gentilezza è una pratica

Non farsi condizionare dagli altri è una pratica.
Non esser influenzati dalle proprie emozioni e dai propri pensieri è una pratica.
Essere sinceri, dire la verità, non fingere, non mentire è praticare.
Aiutare gli altri è una pratica.


Vedili come dei bonus: più ne hai, più sali di livello.

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