Annotazioni di Papaji (non-dualità, illuminazione spirituale)- 2° parte

1* parte: Annotazioni di Papaji – 1° parte

Quelle che seguono sono una serie di note personali scritte dal famoso Poonja (noto come Papaji) nel suo diario privato.

Le parole che trovate nelle parentesi quadre non fanno parte del diario di Papaji, sono soltanto delle mie puntualizzazioni [N.d.A. = Note dell’Autore] finalizzate a semplificare o chiarire i termini utilizzati da Papaji.

 

08/03/1981

FISSA LA TUA MENTE ALLA SORGENTE!

 

[N.d.A. ––––> Fissa la tua mente al Principio, a ciò che viene prima di tutte le apparenze interne ed esterne; disinteressati di ciò che viene dopo (le proiezioni) e ammira l’immanifesto che precede qualsiasi manifestazione.]

 

 

12/03/1981

Rimani disinteressato verso il mondo e rigetta tutti i sankalpa [intenzioni, propositi, desideri, aspettative] della tua mente.

 

 

10/04/1981

Come puoi ottenere moksha (liberazione) se non hai annullato la differenza tra te e il Brahman?

Cancella tutto ciò che gli occhi vedono. Esci dalla scena e guarda disinteressatamente.

 

[N.d.A. ––––> Brahman, l’Assoluto, è composto da ‘Brahm’ (mondo) più il privativo ‘an’ (assenza) e significa dunque ‘assenza del mondo’, nel senso di assenza di illusioni, assenza di impressioni.

Per puro esercizio intellettuale possiamo associare ‘brahm’ a “brama” e considerare Brahman come ‘assenza di brama’.]

 

 

28/04/1981

Lascia che le cose seguano il loro corso. Rimani disinteressato per quanto è lungo il giorno, come se fossi troppo malato per occupartene.

 

 

 

29/04/1981

Se si vedono tutte le forme come irreali, si percepisce la Realtà.

Sviluppa una mente che non si afferra a niente: immagini, suoni, odori, gusti, contatti.

 

 

23/08/1981

Quando la vera natura viene scoperta attraverso il potere della saggezza intuitiva, il sogno (l’incantesimo) del mondo finisce. Finché il processo incantevole del mondo rimane un oggetto nella tua coscienza, c’è schiavitù. Quando l’incantevole processo del mondo viene negato [spezzato tramite il disincanto], sorge la liberazione.

 

[N.d.A. –––> Negare l’ipnotico processo del mondo significa dissuadersi dall’impressione di realtà prodotta – a nostra insaputa – da tale processo che mediante le apparenze esterne ipnotizza gli organi sensoriali. Negando la sua apparente realtà state indirettamente affermando la sua natura apparente/onirica, il che vuol dire riconsiderarlo come sogno collettivo.]

 

 

24/08/1981

Anche se ti affidi a centinaia di rituali, finché per te esiste drishya (oggetti della vista), non puoi ottenere la liberazione.

 

[N.d.A. –––> Papaji intende dire che finché gli oggetti dei sensi per te rimangono “reali”, non puoi ottenere la liberazione dal mondo delle apparenze esterne. Senza un’autentica comprensione non si ottiene alcuna liberazione; allora nessuna pratica, insegnamento, metodo, Maestro, rituale potrà tornarti davvero utile se prima non impari a riconoscere la vera natura del mondo.]

 

 

8/09/1981

Tutto è proiezione mentale: sole, luna, cielo, montagne, fiumi, foreste, uomini, animali.

Come potrebbe la mente essere trascesa dall’attività mentale stessa?

Anche la meditazione è indotta da una tendenza mentale. Non può donare la libertà dal processo illusorio del divenire.

 

 

11/09/1981

Quando la visione [suprema] si dischiude, il mondo si dissolve.

 

 

13/09/1981

È il Conoscitore interno a ciascuno di noi a vedere le proprie illusioni all’interno di se stesso.

 

Questo principio conoscente

è il Sé [identità reale].

Il mondo è illusione.

 

Drishya (la visione duale creata dalla mente) è il seme del samsara.

Brucia questo seme al fuoco della saggezza. Questo è l’unico modo per ottenere la liberazione.

 

 

14/09/1981

Finché sarai convinto che questo mondo è reale, nessuno sforzo ti libererà dal processo ipnotico del mondo. Ma ottenendo la vera visione dimori nel vero stato, il sahaja–samadi (spontanea realizzazione). L’ignoranza è il seme del mondo ipnotico. Se l’ignoranza non viene annullata dalla conoscenza, l’ipnosi del mondo non può cessare. E senza la cessazione dell’ipnosi del mondo non può esserci liberazione. Solo la visione intuitiva [percezione sottile, profonda, immediata] può mettere fine all’illusione. Se non viene superata questa illusione mediante la luce della saggezza, l’illuso – colui che vede l’illusione – continuerà a essere intrappolato nel processo ipnotico del mondo.

 

 

15/09/1981

Finché per te esiste drishya (visione illusoria), non puoi ottenere la liberazione.

 

[N.d.A. ––––> Finché mantieni una visione immatura, addormentata, incantata, parziale, separativa, conflittuale non puoi ottenere la liberazione.]

 

 

15/09/1981

A una visione più profonda, anche questo mondo non è nato, perché è illusione.

 

 

21/09/1981

Se, stando in mezzo alle forme, si riconosce che sono irreali, si percepisce la Verità.

 

[N.d.A. ––––> Se, stando in mezzo ai fenomeni del mondo, ci si ricorda che sono illusori, si può intuire la Verità.]

 

 

28/09/1981

Quando la mia mente inizia a sognare la realtà della veglia, io la rifiuto.

 

[N.d.A. –––> Quando la mente ti porta a credere alla realtà delle apparenze esterne, rifiuta tale atteggiamento e non credere che siano davvero reali… NON CREDERE A CIÒ IN CUI CREDE LA TUA MENTE!] Leggi il seguito di questo post »

CHI SONO IO? – Spiegazione dell’auto-indagine promossa da Ramana Maharshi

Tratto da “Senz’io si vive da Dio – Vol. Pratico“.

 

L’auto-indagine suggerita da Ramana va condotta con l’atteggiamento corretto. Ad esempio non bisognerebbe nutrire avversione, astio, rancore nei confronti dell’ego. Non occorre tribolare interiormente così da respingere in malo modo le tendenze egoistiche. Durante l’auto-indagine è sufficiente osservare in modo imparziale l’origine dell’ego, curiosare in se stessi esaminando serenamente il senso dell’io.

Questo è il succo del lavoro interiore suggerito da Ramana.

Dal suo punto di vista non occorre altro. Ma affinché funzioni va eseguito correttamente.

Il buon ricercatore non si dovrebbe aspettare ingenuamente che l’ego favorisca e faciliti l’estinzione dell’ego.

L’ego, di sua iniziativa, non vorrebbe morire, dissolversi, sciogliersi. Non vorrebbe neppure defilarsi momentaneamente.

Non vuole consumarsi deliberatamente. Non vuole sacrificarsi per il Sé.

Di conseguenza, affinché il lavoro interiore funzioni, occorre giocare d’anticipo, con astuzia.

Per fare in modo che l’io si consumi occorre fare in modo che la mente vada alla ricerca del senso dell’io. Occorre che l’io vada alla ricerca dell’io. Occorre che il piccolo sé vada alla ricerca di Sé.

Il bello di questa indagine è che non occorre trovare una risposta verbale, concettuale, linguistica. Anche perché non verrebbe trovata. Quel che viene trovato alla fine dell’indagine è qualcosa che l’io non si potrebbe mai aspettare. L’astuzia di questa procedura sta all’inizio, non alla fine: sta nel convincere l’io ad iniziare correttamente l’auto-indagine.

Sembra banale, ma molte volte l’indagine di sé viene soltanto simulata, scimmiottata, imitata e poi abbandonata in quattro e quattr’otto. Oppure viene condotta sbrigativamente e conclusa frettolosamente, accontentandosi della prima risposta prodotta dall’intelletto (“io sono colui che sono” – “io sono il figlio di Dio”, “io sono Shiva” – etc. ).

Diffidate delle frasi fatte con cui la mente risponderà meccanicamente all’auto-indagine, ripetendo automaticamente ciò che ha letto o sentito qua e là. Dopo la prima risposta automatica, incalzate con tranquillità chiedendo di nuovo “io chi?”, “cos’è l’io?”.

Non stancatevi di spingere la mente sempre più indietro, verso l’origine di sé. La spinta deve essere leggera, delicata, paziente, senza ansia né frenesia. In questa sottile e paziente auto-indagine si verifica la graduale consumazione dell’ego.

Ribadisco che alla fine la mente si dovrà trovare in una fase di stallo, impasse, paralisi, sospensione, interdizione.

L’auto-indagine, eseguita correttamente, consiste in una procedura che porta inevitabilmente allo scacco matto.

Scacco matto all’ego.

Scacco matto all’io.

Scacco matto alla mente.

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Per arrivare allo scacco matto interiore non occorrono molte mosse. La mossa principale è sempre la stessa: un risoluto movimento a ritroso, verso il Sé, verso l’origine, verso la Sorgente.

Il segreto di questa mossa mentale è invitare con calma l’io ad andare alla ricerca di sé. Mediante l’attenzione della propria mente bisogna spingersi il più indietro possibile, scovare cosa c’è dietro al senso dell’io.

Non dovrei anticiparvi cosa succede, ma visto che la procedura corretta è a prova di auto-sabotaggi, immune dalle seccanti interferenze con cui una parte della mente cercherà di sabotare il lavoro interiore, posso darvi tranquillamente qualche anticipazione.

 

Mentre la mente del ricercatore ricerca la sorgente dell’io, il senso dell’io pian piano si disperde, si dilegua, svanisce. Inizialmente il processo avviene in maniera quasi impercettibile. In questa fase iniziale occorre evitare di nutrire particolari aspettative. Le aspettative dell’ego sono un perfetto esempio di auto-sabotaggio. Facendo credere che debba succedere immediatamente qualcosa di speciale riesce a deviare l’attenzione dal lavoro interiore, interrompere l’auto-osservazione e mandare temporaneamente all’aria il lavoro che avete condotta fono a quel momento. La delusione che farà sorgere è uno degli stratagemmi per portare l’attenzione fuori, al mondo delle apparenze esterne. In queste occasioni non dovete far altro che riportare dolcemente l’attenzione dentro, riportarla al punto in cui eravate rimasti.

Non disperate, non demordete ai primi pseudo-fallimenti. Gli pseudo-fallimenti, le afflizioni, le delusioni sono meccanismi inconsci di auto-sabotaggio. Riconosceteli come tali e poi dateci sotto con l’osservazione lucida di tutti i processi interiori.

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A un certo punto potreste accorgervi che siete vicini allo scacco matto. Vedrete l’intelletto in grosse difficoltà, crogiolarsi nel tentativo di produrre pensieri chiaramente fuorvianti… andrà avanti e indietro ripetendo le stesse mosse. In pratica non farà più niente: non vi sembrerà più così minaccioso, dispotico, ingestibile, insopportabile come sembrava inizialmente. Questo vuol dire che sta esaurendo le sue strategie. Si sta scaricando e indebolendo.

È in questa fase che potete riconoscere bene l’estinzione dell’ego, la dispersione del senso dell’io. Ora potete comprendere cosa vuol dire che l’ego non esiste. Ora potete intravederlo come un’illusione, qualcosa di inesistente che sembrava esistere a causa di un’infondata credenza, una forte identificazione, un intenso attaccamento emotivo.

Ora, senza scontrarvi con l’ego o senza volerlo mandare via in malo modo, state per ottenere l’obiettivo desiderato.

Ed è bastato soltanto suggerire correttamente e pazientemente alla mente di andare alla ricerca della vera Sorgente della mente stessa.

 –

 

P.S.

Questo approccio si avvicina per certi versi a quello di tanti mistici, la cui anima si lascia consumare nell’amor divino, fino a sentirsi unita a Dio, al Tutto. Nell’ottica dell’auto-indagine, più ci si avvicina a Dio, più l’io si consuma.

Più ci si fonde con la Totalità dell’Essere, più il senso dell’io si scoglie.

Più ci si lega al Sé, più ci si slega dall’ego.

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CEDERE LA PROPRIA RAGIONE

Tratto da “Transurfing Pratico – suggerimenti di ZeRo“.

Dare in affitto è come dare il BENVENUTO… dare il benvenuto all’ignoto, a qualcosa che non conosci, qualcosa che non sia il tuo intelletto o la tua volontà personale.

Devi renderti conto che a questo punto della tua esistenza ti conviene dare in affitto il tuo spazio mentale, darlo in affitto a nuove idee, lasciare che un’intelligenza superiore entri e rimanga nel tuo spazio mentale, come un nuovo e gradito ospite.

 

 

Le vecchie idee non devono più occupare la tua testa. Finora hai voluto occupare la tua testa soltanto con i tuoi pensieri, le tue idee, le tue convinzioni… cioè con il tuo intelletto.

E tendenzialmente tu vorresti occupare la tua testa soltanto con le tue idee… su tante – troppe – cose non vuoi ancora cambiare idea. Per di più tendi a occupare la testa con strani pensieri, grottesche fantasie, inutili preoccupazioni. Vuoi occupare soltanto tu il tuo spazio mentale però non ti accorgi di quanti danni hai fatto, di quanto malessere ti sei provocato occupando la testa con tutti quei contenuti mentali.

Fregatene del bisogno di avere sempre ragione.

 

La ragione è un terribile pendolo.

 

Impara a dare ragione senza dare importanza.

Se vuoi ragione allora stai dando importanza.

Se dai ragione allora non dai importanza… e se non dai importanza non ti fai agganciare dal pendolo della ragione.

Regala la ragione al primo presuntuoso che incrocia la linea della tua vita.

Cedi un po’ di ragione ai saputelli che ti circondano.

Cedendo la ragione alleggerisci l’anima da un sacco di pesanti contenuti mentali.

Lascia che siano gli altri ad appesantire il loro intelletto e a gonfiare il loro ego.

Voler avere sempre ragione è sintomo di insicurezza… più si vuole ragione, più si vuole sembrare importanti, sicuri, apprezzati dall’esterno.

 

Tante volte la ragione non serve praticamente a niente… anzi spesso ti impedisce di goderti tutto ciò che si discosta dallo scenario della tua ragione.

Cosa succede di male se dici – magari scherzosamente – “hai ragione”?

In fondo, se dai ragione, cosa ci perdi?

Quasi niente… a parte un dibattito, una discussione, un confronto in cui male che ti vada hai fatto la figura di chi non ha informazioni oppure di chi è disinteressato.

Per l’uomo comune non aver ragione significa fare la figura dell’ignorante, e questo per molta gente è insopportabile… quindi vuole dimostrare di sapere anche quando non sa niente oppure vuole dire assolutamente la sua, costi quel che costi… piuttosto che tacere vuole dire una fesseria o raccontare una menzogna.

Eppure nei fatti la cosa più grave che ti possa succedere quando non usi la ragione è semplicemente che non hai ragione

 

Se il non aver ragione viene da te considerato come qualcosa di grave, allora vuol dire che ci tieni ancora troppo alla tua ragione (volontà personale).

 

Se invece non ci tieni affatto, se hai intravisto l’illusione delle parole e dei pensieri, se riesci a dimorare stabilmente in una mente vuota, allora congratulazioni…  hai affossato il pendolo della ragione.

 

ROMPERE L’ACCORDO CON IL MONDO

Tratto dalla trilogia “Risveglio dal sogno planetario – Volume Pratico“.

Fin da piccoli vi hanno imposto tantissimi accordi che inconsciamente tentate tuttora di onorare.

L’accordo attuale che avete stipulato con la famiglia, gli amici, la società – quindi con il mondo – dice: tu sei fatto così e dunque devi ragionare, agire, sentire solo così, nei limiti di questo accordo.

Inconsciamente state onorando ogni giorno questo accordo: lo onorate con i vostri ragionamenti, i giudizi, i pensieri, le paure, le abitudini, l’atteggiamento mentale.

L’intera umanità onora senza accorgersene degli accordi di cui non è nemmeno a conoscenza.

 

Ciò che si trova al di fuori dell’accordo è considerato impossibile o irreale.

 

Cosa dà continuità all’accordo? Cosa lo rafforza?

Il vostro CONSENSO!

 

Senza il vostro consenso tale accordo perderebbe il proprio valore.

Attenzione ed energia sono altri fattori che danno continuità all’accordo abituale.

Appena togliete il vostro consenso, cioè appena rompete il vostro accordo con il mondo (la società, il sistema), iniziano ad aprirsi innumerevoli possibilità. Rompere l’accordo non significa ribellarsi, manifestare in piazza, fare una rivoluzione. Rompere l’accordo qui significa soltanto rifiutare la vecchia descrizione del mondo, della Realtà, della vostra identità.

 

Tolto il consenso dai vecchi accordi potete cominciare ad onorare un altro accordo, un’altra descrizione di voi stessi e del mondo.

Se volete potete dare il consenso a questi messaggi, onorare questi insegnamenti, trovare un accordo con queste descrizioni; oppure dare il consenso ad altri insegnamenti, a messaggi che risuonano con la vostra consapevolezza attuale.

Quel che conta è rompere l’accordo con la vecchia descrizione: la vecchia descrizione della vostra identità, la vecchia descrizione del mondo, la vecchia descrizione di concetti essenziali come Realtà, sogno, morte, tempo.

 

ACCORDI ESTERIORI (con gli eventi esterni al corpo)

 

Accordi sociali (abitudini collettive, formalità, gesti o parole in accordo alle cosiddette buone maniere).

Accordi lavorativi.

Accordi familiari (richieste, pretese).

Accordi sentimentali (promesse, vincoli).

Accordi religiosi o spirituali (rituali, abbigliamento, pratiche, gesti e parole ‘sacre’ in accordo alle tradizioni).

 

ACCORDI INTERIORI (con gli eventi interni al corpo)

 

Accordi personali (con voi stessi).

Accordo o disaccordo con le vostre idee, sensazioni, intuizioni.

Accordi o disaccordi con i vostri pensieri.

Accordi o disaccordi con i desideri.

Accordi o disaccordi con delle nobili intenzioni, degli scopi superiori, degli ideali.

Accordi con il piccolo gps oppure con il GPS (Grande Presenza Silenziosa).

Accordo con l’espansione di coscienza.

Accordo con le limitazioni della coscienza, la riduzione delle proprie facoltà e del proprio potenziale.

Accordo con la pace interiore, il silenzio, la calma, l’armonia.

Accordo con la sfrenatezza, la lussuria, la licenziosità, l’avidità, la presunzione.

Accordo con la saggezza, la lucidità, il disincanto.

Accordo con le fantasie, le impressioni superficiali, le illusioni, le pretese immature.

Accordo con la contentezza nel qui ed orail senso di pienezza, il senso di interconnessione.

Accordo con il malcontento, l’incontinenza, l’insoddisfazioneil senso di incompletezza, il senso di solitudine, il senso di separazione, l’impressione di non essere amati (accettati, compresi).

 

Prendiamo il senso di colpa, la vergogna o un qualsiasi giudizio negativo su voi stessi.

L’accordo con questo senso di colpa o con quel giudizio viene avvalorato ogni volta che ci credete, ogni volta che lo reiterate, ogni volta che vi giudicate in quel modo oppure ogni volta che giustificate quel tipo di mentalità; ogni volta che dite o pensate frasi come “purtroppo sono fatto così, non posso farci niente” state dando il consenso a quel giudizio, lo state rafforzando.

Questa valorizzazione degli accordi indesiderati si verifica anche quando sorgono desideri, timori, impressioni che vengono subito assecondate senza riflessione, senza lucidità.

 

Anziché dare consenso a quelle impressioni potreste dare il consenso a centinaia di altre cose. Potete dare il consenso alla saggezza oppure potete dare valore a idee che non appartengono alla vostra mentalità attuale.

Tutto dipende da voi.

A cosa volete dare il consenso?

Volete ancora dare il consenso ad una mentalità che si dimostra controproducente, inaffidabile, nociva per voi e per gli altri?

 

Come esercizio di oggi rivalutate la lista di accordi interiori ed esteriori, poi osservate in che modo state onorando quegli accordi, infine valutate quali accordi volete modificare.

Non sforzatevi di rompere all’improvviso un vecchio accordo, limitatevi ad osservarlo con occhi nuovi e a riflettere sulle implicazioni di tale accordo.

Quali effetti ha avuto su di voi?

È utile, sano, benefico, indispensabile?

Ci sono nuovi accordi o nuove descrizioni che potete onorare?

Per quanto riguarda gli accordi esteriori andateci molto cauti: è opportuno aver preso coscienza degli accordi interni prima di rivalutare e intervenire efficacemente su quelli esterni.

Per il momento non dovete intervenire fisicamente su nessun accordo, dovete solo prendere consapevolezza del loro valore e delle loro conseguenze.

Portate semplicemente la consapevolezza su quegli accordi e lasciatevi guidare dal buon senso.

 

Esempio di vecchio accordo interiore o vecchia descrizione ––> “io sono soltanto un corpo fisico, la mia percezione attuale è corretta, posso fidarmi ciecamente dei dati sensoriali”.

 

Nuovo accordo o nuova descrizione ––> “io non sono il corpo fisico, il mondo non è quello che sembra, la mia percezione attuale non è corretta, non posso fidarmi ciecamente dei dati sensoriali”.

 

 

 

LO JONG (addestramento mentale tibetano)

Tratto dal cap. “ADDESTRAMENTO MENTALE – 1° Parte” del libro “Risveglio dal sogno planetario, Vol. Pratico”.

 

………………………

 
 

Il Lo Jong (addestramento mentale) è una pratica tibetana consistente nella concentrazione su una raccolta di massime rivolte ai praticanti del Buddhismo Mahayana.

Lo scopo di queste massime è quello di addestrare la mente del praticante a liberarsi da paure, illusioni e desideri; favorire la concentrazione, la lucidità, la determinazione.

 

Di seguito vi riporto alcune massime Lo Jong.

 
 
 

L’azione disinteressata è senza-seme, improduttiva di karma.

 
 
 

Considera tutti i fenomeni come un sogno.

 
 
 

Rinuncia a ogni aspettativa di ricompensa o vantaggio personale.

 
 
 

In tutte le tue azioni, fai ricorso alle massime (istruzioni, aforismi, concetti chiave, promemoria).

 
 
 

Metti subito in pratica ciò che sai.

 

Pratica anche nella distrazione.

Non essere incostante nella pratica.

 
 
 

Il rimedio si manifesta da sé, la soluzione emerge spontaneamente, la liberazione avviene naturalmente.

 
 
 

Conserva una mente gioiosa ed elargisci atti compassionevoli.

 
 
 

Comincia da ora ad usare le circostanze impreviste come via (verso il Risveglio): trasforma ogni circostanza in insegnamento, le piccole seccature in opportunità di pratica, le difficoltà in via per l’Illuminazione.

 
 
 
 

Non dipendere dalle circostanze esteriori.

 
 
 

Liberati tramite l’osservazione lucida e distaccata.

 
 

Considera il mondo come già consacrato, l’umanità come già salva, le creature come già libere.

Consigli rapidi – da Transurfing Pratico di ZeRo

Il 95% delle persone è impegnato a tentare inutilmente di cambiare gli effetti, ignorando la causa…

Unisciti al 5% di persone che porta l’attenzione sulla causa.

 

— — — —

 

Solo per oggi non preoccuparti di “come dovrebbero essere le cose” e guarda semplicemente “come possono essere o come potrebbero cambiare…”

 

 

— — — —

 

Ogni volta che attribuisci un particolare significato a qualcosa/qualcuno, quella cosa/persona diventa importante.

Per ridurre l’eccessiva importanza che la tua mente attribuisce a tutto e tutti prova ad astenerti momentaneamente dal bisogno di sapere il significato di ogni cosa.

Prova a non dare senso alle cose.

Lascia che il senso emerga da sé.

Prova a fare le cose per il gusto di farle, senza assegnare un significato speciale a niente e nessuno.

 

— — — —

 

 

Al fine di mantenere uno stato ottimale di benessere, è necessario ignorare un’enorme quantità di informazioni.

Comincia subito a ignorare qualcosa o qualcuno che potrebbe essere superfluo per il tuo benessere.

 

 

 

— — — —

 

 

Rilasciare l’importanza  à  una volta che ti allontani dalle cose a cui ti sei morbosamente affezionato e che hai instancabilmente ricercato, quelle stesse cose – in assenza di importanza – si manifestano in abbondanza nella tua vita.

Si presentano proprio quando smetti di cercarle ossessivamente!

 

— — — —

 

Il comfort non ti porta da nessuna parte, quindi esci il più possibile dalla tua zona di comfort (delimitata dalle tue paure) e accetta il fatto che sei potente oltre misura. . .

——

 

Pdf: Transurfing pratico – Suggerimenti di ZeRo – ZeRo

Su Amazon  —> QUI

cartaceo: Transurfing pratico

CONSIGLI PER ESSERE FELICE IN OGNI CIRCOSTANZA

1° Parte

 

 

  • Non chiederti se sei felice!

  • Sorridi battendo la tristezza

  • Ricevi con gratitudine e dai con gioia

  • Prenditi davvero cura di te

  • Dai valore all’amicizia

  • «Tu non sei il tuo comportamento»

  • «Tu non sei ciò che credono gli altri»

  • «Tu non sei i soldi che hai in banca»

  • Guarisci le ferite emotive

  • Perdonati

  • Perdona gli altri

  • Non portare rancore

  • Amati di più

  • Sii più gentile con te e con gli altri

  • Accogli con un sorriso tutto ciò che è inaspettato, ignoto, imprevisto

  • Esprimi il tuo talento

  • Lascia crollare il mito del successo semplice e immediato… ma allo stesso tempo fai del tuo meglio e non accontentarti: «Chi si accontenta gode… solo a metà»

  • Non sforzarti di piacere agli altri

  • Il successo è esprimere ciò che sei e ciò che senti in maniera autentica

  • Segui il tuo istinto

  • Riduci il negativo (fumo, alcol, stress), aumenta il positivo (movimento, musica, sole)

  • Allontana chi ha un effetto negativo su di te

  • Non vivere di regole

  • Trasgredisci ma con prudenza, senza eccessi (in altre parole non fare troppe cazzate)

  • Fai ciò che ti fa sentire davvero bene

  • Impegnati in attività che per te hanno importanza e significato

  • … Condividi la tua felicità

2°  PARTE

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Gurdjieff e la Quarta via, Appunti di ZeRo – Nuovo Ebook

Metodo Senza Mente di Andrea Magrin, Riflessione personale e spiegazione metodo- 1° parte

Tempo fa una persona mi ha parlato del libro “Non penso dunque sono” di Andrea Magrin.

Da quel che ho letto e visto online, l’approccio di Magrin è interessante, simpatico ed efficace.

L’obiettivo, o uno degli obiettivi, è raggiungere e mantenere uno stato senza mente.
Questo approccio va benissimo e si avvicina a quello che ho utilizzato nella mia seconda trilogia (Mente Vuota in Corpo Pieno), ma non va confuso col Risveglio; al massimo può coincidere con una fase precedente che nei miei scritti chiamo disincanto momentaneo.

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Chat con zero – 3° e ultima parte (istruzioni per ricercatori spirituali e provetti autorealizzati)

1° parte

2° parte

 

————-

 
 
 

– ZeRo: e impersonalità?

 

– Visitatore: ora si, solo presenza leggera e vibrante

– ZeRo: guardati da lì…

Chi sei da lì?

sei Luigi?

 

– Visitatore: si e molto di più

 

– ZeRo: ora la domanda trabocchetto:

Luigi è te?

 

– Visitatore: è il canale di espressione

– ZeRo: meglio… rispetto alla precedente risposta.

… e tu sei l’io? Leggi il seguito di questo post »

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