IL NEMICO E’ DENTRO LA TUA MENTE


vedi anche: CONDIVIDI IGNORANZA E AVRAI UN MONDO DI IGNORANTI

IL MONDO CHE CONOSCI STA PER AZZERARSI

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Quale può essere la mossa più scaltra, elegante, diabolica di un parassita?

Farti credere che lui non esiste e poi farti credere che tu sei un parassita.

Farti credere che tu sei il virus.

Farti credere che tu sei il problema; sei un problema insolvibile, sei un’anomalia, sei irrimediabilmente sbagliato.

Insomma al nemico conviene farti credere che non lui ma tu e solo tu sei il nemico.

Appena (il nemico) ti convince che tu sei il nemico, egli ti ha sconfitto.

Quando il nemico ti fa credere di essere lui, sarai tu stesso a crederti il nemico di te stesso. Sarai tu a ostacolare, bloccare, limitare la tua evoluzione.

La mossa più astuta del nemico è farti credere di essere lui, CONVINCERE LA TUA MENTE INCONSCIA DI ESSERE CIÒ CHE NON SEI.

Penetrando nella testa delle persone, l’agente invisibile ha fatto in modo che la gente credesse di essere un tutt’uno con l’agente (con il nemico invisibile).

Nella testa della gente vi è lo zampino di un agente segreto, un’entità nascosta nell’inconscio dell’uomo comune.

Più la gente crede all’agente, più la gente diventerà come l’agente: diventerà un parassita, si comporterà da predatore, da mostro, da vampiro, da cannibale. Prederà i suoi simili, abuserà dei bambini, condannerà gli innocenti.

La gente (identificata con l’agente oscuro) si torturerà da sola.

La mente – sotto l’effetto di quel perfido agente – si ingannerà da sola, si strazierà, si brutalizzerà, si tormenterà in continuazione.

Nella mente inconscia di quasi tutte le persone si annida questa presenza oscura, questo parassita, che si confonde con l’io degli esseri umani; confonde la coscienza con la sua tenebrosa presenza. Questa tenebrosa presenza quasi sicuramente è anche all’interno di te, in questo preciso momento. È all’interno dei tuoi familiari, dei tuoi amici, dei tuoi colleghi, etc.

Vuole possedere l’inconscio dell’umanità.

Perché quasi nessuno se ne accorge?

– Perché si nasconde troppo bene.

– Ha rincoglionito e poi ipnotizzato la mente della gente.

– Si nasconde nell’ultimo posto in cui andresti a guardare: nella tua stessa mente.

– Si è infilato e inoltrato dove quasi nessuno guarda: all’interno, nell’inconscio. L’attenzione dell’uomo comune viene costantemente assorbita dall’esterno e quasi nessuno sa esplorare la propria mente; quasi nessuno vuole scoprire cosa gli è stato messo dentro. Credono di esseri uomini liberi, sani, indipendenti, dotati di una propria volontà personale. Credono di non essere posseduti, di non essere parassitati. E invece il parassita è proprio dentro di loro, pronto ad abbuffarsi della loro energia vitale.

 

Queste e altre ragioni hanno fatto sì che la mente umana venisse occupata, invasa, posseduta, soggiogata da oscure presenze.

Questo è ciò che sta accadendo a questa umanità: un’invasione dopo l’altra, passando dalla psiche individuale all’inconscio collettivo.

Così la gente assiste – senza capacitarsene – a un continuo lavaggio del cervello, plagi, abusi di potere, circonvenzione di persone incapaci, accanimenti terapeutici, stupri cerebrali, sollecitazione di sentimenti ripugnanti, shock, traumi premeditati, sacrifici insensati, sofferenze inutili, condivisione di rituali aberranti, canalizzazione collettiva di energie devianti, patti (inconsci) e alleanze con entità malvagie.

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(ZeRo – Senz’io si vive da Dio)

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CONDIVIDI IGNORANZA E AVRAI UN MONDO DI IGNORANTI


La mente ordinaria – quella dell’uomo comune – è lenta di comprendonio, e inconsciamente asseconda quasi esclusivamente l’ignoranza, la non-conoscenza (o falsa conoscenza) del sistema/matrix/prigione, favorendo così l’espansione del sistema/matrix/prigione.

Perché lo fa?

Perché non si è ancora resa conta di trovarsi in una prigione.

Lo fa per ingenuità, superficialità, inesperienza, immaturità.

Quando arriverà l’ora si renderà conto di dove si trova e si comporterà di conseguenza.

Il primo passo verso la maturità è il riconoscimento dell’immaturità. Questo vale per tutti, in tutti gli ambiti, in qualsiasi circostanza, a qualsiasi età.

Ciò che uno condivide corrisponde al suo livello di maturità.

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Ci sono molti piani di condivisione: verbale, informatico, sociale, virtuale, interpersonale, ravvicinato, a distanza, diretto, indiretto, superficiale, profondo, esoterico, spirituale…

Gli agenti attivi del sistema/matrix adottano quasi sempre una condivisione occulta, subliminale, simbolica, indiretta. Essi però non sono gli unici a impiegare quel genere di comunicazione. Le scuole iniziatiche/sapienziali hanno sempre usato quel genere di condivisione che al giorno d’oggi sembra riservato a un branco di massoni. Tutto ciò che fa il sistema può essere contrastato e trasceso usando le loro stesse conoscenze.

Ricordatevi che la gnosi è neutrale.

La conoscenza non appartiene a nessuno e al contempo può essere di tutti: il sapere non è né buono né cattivo: è l’uso che se ne fa a determinare la sua qualità, il suo effetto, la sua efficacia.

Alcuni esseri prediligono la conoscenza spiccia (gossip, quiz televisivi, fumetti, telenovela, parole crociate, libri scolastici, predicozzi del Papa) altri invece vogliono e necessitano una conoscenza più profonda.

Pochi esseri senzienti dotati di gnosi (autentica intelligenza) valgono più di tanti individui privi di gnosi.

Quelli che non la vogliono o la censurano non sono ancora pronti, non sono abbastanza maturi; prima di evolvere hanno bisogno di un’altra lezione, di un nuovo insegnamento, di una nuova esperienza, di un’altra guida.

Alla fine comunque c’è sempre tempo per imparare.

Non preoccupatevi di chi non condivide le vostre idee, il vostro pensiero, la vostra conoscenza. Il vostro compito è affinare la vostra gnosi, approfondire la vostra conoscenza, correggerla, ampliarla e lasciare che coloro i quali si avvicinano a voi scelgano liberamente di condividere o meno tale conoscenza.

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L’umanità può essere vista come un enorme essere senziente, un Logos, una grossa forma-pensiero che si nutre della conoscenza condivisa collettivamente; metteteci dentro conoscenze profonde e questa coscienza collettiva amplificherà quella conoscenza profonda.

Tenete conto che in questo gioco cosmico ci sono principi esoterici come il principio di interdipendenza che possono essere usati a proprio vantaggio: se sei consapevole dell’interconnessione sottile tra te e gli altri sai anche che non ti devi preoccupare di come condividere la tua conoscenza; la condivisione avviene comunque, che tu ne sia conscio o meno.

La questione non è se condividere o non condividere, ma cosa condividere.

Il punto non è a chi condividere e a chi non condividere, ma quanto condividere e quanto trattenere per sé (per il proprio piccolo illusorio ego). Quando ti renderai conto che non ha senso trattenere il tuo sapere e il tuo sentire, allora riuscirai a condividere tutto ciò che ti sei tenuto dentro; condividerai tutto ciò che non sei riuscito a condividere finora.

Ti renderai conto che la non-condivisione è impossibile.

In questo preciso momento stai condividendo energia sotto forma di emozioni, sensazioni, pensieri, proiezioni, percezioni, paure, credenze, dubbi certezze. Senza fare niente stai condividendo vibrazioni con miliardi di altri esseri senzienti.

In ogni istante stai contribuendo a plasmare il mondo in cui ci troviamo.

E tutto ciò che viene plasmato oggi può essere riplasmato domani.

Gli agenti del sistema sono costretti a indaffararsi in tutti i modi, tutti i giorni, per invadere l’inconscio della gente con ogni sorta di espediente, stratagemma, messaggio, simbolo, immagine, proiezione perché sanno che non possono dare niente per scontato. Sanno che la gnosi non gli appartiene, sanno quanto è potente e quindi sanno quanto per loro può essere rischioso lasciare che la conoscenza profonda si diffonda velocemente. Tentano di frenare il processo, di arginare il flusso di informazioni, di sommergere la mente inconscia di falsa conoscenza e al contempo tentano (invano) di nascondere la conoscenza autentica. Sanno che non possono nascondere tutto, ma ci provano comunque; sanno che basta un piccolo gruppo di saggi per mettere fuori gioco il loro meticoloso operato. Sanno e temono che ciò che hanno costruito in tanti anni possa crollare in poco tempo. Ma quanto può durare un sistema che si fonda sulla falsa conoscenza?

Può la conoscenza superficiale avere la meglio sulla conoscenza profonda?

Cos’è più potente: la conoscenza superficiale o la conoscenza profonda?

Chi è più avanti: il saggio o l’ignorante (massone arrogante, pseudo-illuminato)?

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La Verità, non quella superficiale, non quella religiosa, non quella esteriore, neppure quella che avete letto sui testi sacri, ha sempre la meglio sulla falsità.

Chi rimane invischiato nella falsa conoscenza (come gli agenti del sistema) non ha mai pace.

A loro auguro ciò che (superficialmente) non percepiscono… la pace.

E a voi auguro la stessa cosa.

Vi auguro tutta la mia pace.

(ZeRo)

CONCETTI CHIAVE Leggi il seguito di questo post »

LE MOSSE DEL SISTEMA – PARTE 2


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LE MOSSE DEL SISTEMA - 1° PARTE

Nella famosa piramide dei bisogni di Maslow vige il seguente principio: per soddisfare i bisogni superiori occorre prima soddisfare i bisogni inferiori.

Per soddisfare appieno il quarto bisogno occorre soddisfare i tre bisogni precedenti.

Il sistema conosce bene il rapporto tra bisogni primari e bisogni secondari; sa bene che impedendo i primi impedisce indirettamente anche i secondi. 

Le mosse del sistema sono finalizzate a ostacolare in tutti i modi possibili la soddisfazione dei bisogni primari. Si pensi alle manovre di sfruttamento dei paesi del terzo mondo (tra i quali si potrebbe tranquillamente includere l’Italia).

Ostacolando i bisogni fisiologici (mangiare, bere, respirare), vengono ostacolati anche tutti gli altri bisogni. Leggi il seguito di questo post »

LE MOSSE DEL SISTEMA – 1° PARTE


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LE MOSSE DEL SISTEMA – 2° PARTE

Il Sistema in cui vive l’uomo può essere paragonato a una gigantesca scacchiera in cui alcuni individui (pezzi grossi) possono compiere delle mosse impensabili e inattuabili da altri individui (pezzi piccoli).

Pezzi piccoli = Pedoni = gente, agente passivo, schiavi, ingenui consumatori, tele-dipendenti

Pezzi grossi = Re, Regina, Torre, Alfiere Cavallo = autorità (sanitaria, politica, economica, religiosa), agente attivo, forze dell’ordine

La differenza tra pezzi grossi e piccoli esiste solo su un piano puramente astratto, formale, convenzionale, burocratico, legislativo, giuridico, retorico, concettuale, esoterico, occulto, spirituale. Ed è proprio sul piano economico, giuridico, retorico, concettuale, formale, esoterico, occulto, spirituale che fanno leva i pezzi grossi per affermare i loro presunti poteri.

Le mosse dei pezzi grossi sarebbero attuabili anche dai pezzi piccoli (cittadini), soltanto che i pezzi piccoli non se ne accorgono: sono stati programmati per muoversi solo in certe direzioni, reagire in certi modi, avanzare lentamente, a piccoli passi orizzontali e di conseguenza ripetono solo ed esclusivamente gli stessi inutili movimenti prestabiliti dai perfidi pezzi grossi.

I pezzi piccoli non sanno che loro potrebbero ragionare da pezzi grossi e volendo potrebbero anche loro attuare manovre alla pari degli altri pezzi grossi.

Leggi il seguito di questo post »

CAPITOLO OMAGGIO ESTRATTO DALL’ULTIMA TRILOGIA DI ZERO


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 TRATTO DA “SENZ’IO SI VIVE DA DIO – VOL. PRATICO

 

Solo ciò che è acquisito, artificiale o apparente può essere perso.

Il naturale e l’essenziale non può mai essere perduto.

Gli oggetti possono essere persi (e ritrovati).

Il Soggetto non può perdersi (né ritrovarsi).

(ZeRo)

 

Se ciò che sei veramente, nel tuo stato naturale, non è mai stato perso, perché cercarlo?

Chi lo cerca lo fa perché lo confonde con ciò che non è, con ciò che sogna di aver perso.

 

Il linguaggio induce continuamente in errore perché può far credere che l’imperdibile sia stato perduto.

Espressioni come “sto perdendo la vista” inducono a credere a un’illusione; all’illusione di poter perdere una facoltà naturale che non viene realmente persa. Semplicemente si riduce l’acuità visiva, si indeboliscono i muscoli oculari, la visione si appanna ma di certo non si perde la vista in sé. Neppure i cosiddetti non vedenti hanno perso davvero la vista: vedono ma lo fanno in maniera differente. Il potere visivo c’è anche in loro, tant’è che esistono strumenti per ripristinare in loro una visione “ordinaria”.

Al di là del senso della vista, il punto è che in tutti noi esiste qualcosa di imperdibile. I costrutti mentali dell’uomo comune inducono invece a credere che l’imperdibile possa essere perso. E nel momento in cui ci si convince erroneamente che l’imperdibile è stato perso, ci si dispera subito e si sente il bisogno di ricercarlo. Un altro sbaglio della mente ordinaria è quello di non riconoscere che gli oggetti e le esperienze effimere sono futili proprio perché si possono perdere con niente.

 

FUTILE = PERDIBILE

 

 

Un modo con cui si può ingannare la mente ordinaria è dandole qualcosa e poi toglierlo a sua insaputa. L’inganno funziona meglio quando ciò che si finge di offrire sembra prezioso, raro, vitale, indispensabile, ovvero imperdibile. Questo è uno dei tanti trucchetti del Sistema (Stato, finanza, economia, istituti bancari, istituzioni accademiche, istituzioni sanitarie, istituzioni religiose, sette, ashram o comunità spirituali, etc.).

Pensaci bene… cosa fa un buon truffatore a truffare?

Ti mostra qualcosa di allettante, te lo incornicia bene, inventa una negoziazione e poi ti tira un bel pacco… vuoto. Questo è ciò che il sistema sociale fa da secoli. Tira dei pacchi vuoti. Promette qualcosa di imperdibile, prezioso, autentico e poi fornisce qualcosa di precario, falso, truffaldino. Nonostante le prove siano evidenti e gli indizi siano ovunque, l’uomo comune rimane imbambolato e si comporta come un bambino ingenuo.

Per non farsi fuorviare da questi trucchi occorre rammentarsi che ciò che è naturale non è acquisito e ciò che viene acquisito non è naturale. Acquisito vuol dire anche appreso. La mente ordinaria apprende il falso, apprende il condizionamento oppure prende la finzione per realtà e poi non riesce a lasciar andare tale finzione, non sa lasciare perdere il condizionamento che le hanno fatto apprendere, non rilascia le credenze che ha preso e riappreso intellettualmente.

Se un’autorità (genitori, governo, chiesa) ti affibbia un nome (giudizio, etichetta, nome di battesimo), tale etichetta verbale non appartiene alla tua vera natura, bensì ti è stata data da un estraneo, è artificiale, estranea alla tua vera natura, a ciò che sei veramente. In tal senso non ti dovrebbe riguardare.

Tu non sei il nome che ti hanno dato, eppure questo è uno degli errori più frequenti della mente ordinaria: confondere il soggetto con l’etichetta verbale. Ne consegue che dimenticare per un attimo il proprio nome, per l’uomo comune, sembra equivalere a perdere la propria identità. Per la mente ordinaria, perdere il perdibile (artefatto, finto, falso, illusoria, apparente) è come perdere l’imperdibile (naturale, reale, essenziale). Per l’esattezza la mente ordinaria non è neppure al corrente dell’imperdibile, piuttosto lei è assuefatta solo da ciò che le sembra di aver preso e perso, oppure da quello che le dicono di aver preso: il voto che ha preso, il giudizio dato, la valutazione assegnata, la colpa o la responsabilità che le hanno attribuito, il perdono (grazia, assoluzione, condono) che le hanno concesso.

È proprio in questi voti, giudizi, etichette, colpe, che la mente ordinaria rimane imprigionata. Ed è sempre in queste trappole concettuali che il Sistema sociale-politico-economico-religioso vuole sistematicamente spingervi.

La coscienza in via di Risveglio si rende conto di questi tranelli, inclusi i tranelli del sistema cognitivo. Tale coscienza non si fa allettare e ingannare dalle futilità: sa bene che il futile è perdibile e dunque va lasciato perdere.

Il perdibile va lasciato perdere!

Il perdibile può essere facilmente dimenticato.

 

L’imperdibile è indimenticabile.

 

La Coscienza in via di Risveglio si rende conto che ciò che può essere preso può anche essere perso.

Se inverti la lettera “r” noti che “preso” è formalmente identico a “perso”.

Appena prendi, perdi.

Appena ti leghi – o rimani troppo attaccato – cadi in trappola e ti senti intrappolato.

Per dirla in termini buddhisti, “per chi rimane aggrappato la caduta è certa”. 

 

Prendere e perdere sono due facce della stessa medaglia.

Preso o prendere può far riferimento anche ad AP-preso o AP-prendere… cioè preso con la mente.

Apprendere corrisponde ad acquisire concettualmente, linguisticamente, intellettualmente. E ciò che può essere acquisito, cioè preso, può essere anche perso. Ciò che invece non può essere preso, non può essere perso. E l’essenziale non può essere né preso (catturato, imprigionato) né perso (liberato). Ciò che si crede preso o perso, è artefatto, finto, illusorio, apparente.

 

Senza andare troppo in là con le idee, a te basta sapere che la tua mente è stata condizionata all’attaccamento verso ciò che è perdibile, futile, effimero, insignificante. Al contempo la tua mente potrebbe aver momentaneamente ignorato ciò che è imperdibile.

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PULIZIE DI PASQUA… COSA RIMUOVERE DALLA PROPRIA VITA?


PULIZIE DI PASQUA… ECCO COSA RIMUOVERE:

Finte Amicizie

 

Relazioni balorde

 

Gruppi insignificanti

 

Libri, blog, pagine banali

 

Legami tossici

 

Emozioni velenose

 

Sentimenti troppo cupi e pesanti

 

Pratiche, rituali infruttuosi

 

Vizi e stupide abitudini

 

Giustificazioni

 

Pensieri insensati 

 

Ricordi del cazzo

 

Problemi fittizi – soprattutto quelli altrui

 

Desideri effimeri

 

Insomma tutte le stupide tendenze della mente ordinaria o le inclinazioni insensate dell’uomo comune.

 

(ZeRo)

Cap. 8 di “MENTE VUOTA IN CORPO PIENO” – Vol. Pratico


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CAP. 8: SPAZIO SCONFINATO

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• I pensieri sono viandanti che passeggiano, appaiono e scompaiono nel campo della tua coscienza.
Allo spazio – che tu sei! – non serve alcun pensiero; tu puoi sussistere benissimo senza pensare.
• I pensieri non ti riguardano. Sei tu che li puoi ri-guardare dallo spazio immenso del tuo Essere.
• Sono i pensieri a dipendere da te, non tu da loro. Tu puoi vivere senza pensiero.
• I pensieri sono un semplice intrattenimento per te, Caro Spazio Sconfinato: essi sono dei varietà, dei giocattoli; un pensiero vale l’altro come un gioco vale l’altro.
• Lo stesso dicasi per le sensazioni che intrattengono il corpo.
Dal punto di vista dello spazio, cioè del tuo vero essere, un’esperienza vale l’altra, un’emozione vale l’altra, una sensazione vale l’altra.
• Se ci rifletti ti accorgi che la stessa cosa vale per i tuoi sogni: non prediligi un sogno ad un altro, una fantasia ad un’altra. Alla fine, sai che si tratta sempre della tua immaginazione che gioca nello spazio vuoto della tua mente.
• Dal punto di vista del tuo essere sconfinato, tutti i pensieri e tutte le esperienze si trovano sullo stesso piano.
• È soltanto quando c’è attaccamento o identificazione che sorgono le distinzioni della mente ordinaria: a quel punto un pensiero (io, mio) o un’esperienza (amore, felicità, auto-realizzazione) appaiono più importanti di altri pensieri o di altre esperienze.
• Cosa succede se per un lungo periodo di tempo rimani senza pensieri?
• Il tuo intelletto crede che senza pensieri ci sarà la morte. Al contrario, ciò che realmente sei (la tua essenza) sa che non succederà niente, non morirà.
Dato che l’intelletto domina la coscienza ordinaria, in molta gente è presente la convinzione che in assenza di pensieri possa succedere qualcosa di male. C’è come un comando subliminale che detta questa regola al tuo cervello: “Continua a pensare senza sosta, perché se smetti di elaborare le tue esperienze, le cose andranno di male in peggio e morirai”.
• Per elaborazioni mentali s’intendono: preoccupazioni, fantasie, dialogo interiore, predizioni di futuri immaginari, costante revisione del passato, proiezioni mentali.
• Il pensiero non deve essere il punto di riferimento della tua Identità. Il pensiero non è il giusto metro di valutazione del tuo Essere.
• La tua identità è libera, incondizionata, indipendente da qualunque pensiero, svincolata da qualsiasi punto di riferimento.
• La Mente Vuota non pensa, dunque è.
La mente ordinaria pensa, dunque crede di essere ma non è.

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Non temere… se non opponi resistenza sarà un processo indolore.
Garantito da ZeRo

ECCO LA TERZA TRILOGIA DI ZERO… PREPARATEVI ALLA VOSTRA FINE


Descrizione:

Se nella prima trilogia (Risveglio dal sogno planetario) vi ho insegnato a riconoscere i tratti distintivi del sogno planetario in cui è immersa la vostra coscienza e nella seconda trilogia (Mente Vuota in Corpo Pieno) vi ho fornito istruzioni su come svuotare la mente, in questa terza trilogia (Senz’io si vive da Dio) mi cimento a demolire uno dopo l’altro i tratti della personalità con cui siete erroneamente identificati.
L’obiettivo di questa terza trilogia è quello di AZZERARE IL SENSO DELL’IO, annientare la persona che credete di essere, polverizzare ciò che vi tiene incantati e incatenati al corpo di impressioni.
Alla fine sarete costretti a realizzare che “Senz’io si vive da Dio!”

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CARTACEO  –>  QUI

 

VOL. PRATICO  –> QUI

INDICE CONTENUTI:

 

Sommario

PREMESSA.. 6

VIVERE SENZ’IO.. 8

IL PRIMO PASSO VERSO LA TUA FINE.. 10

TERZA INTRODUZIONE DIRETTA ALLA TUA VERA NATURA: ENERGIA.. 13

DIPENDENZA PRIMARIA.. 15

PARASSITA.. 18

INSTALLAZIONE ALIENA (1° parte) 25

INSTALLAZIONE ALIENA (2° parte) 27

TU NON SEI QUELLO! 31

CIÒ CHE NON SEI 32

SENSORE SENZ’IO.. 34

È TUTTO UN’IMPRESSIONE! 36

OVVIO?. 37

SÉ FANTASMA.. 38

TOTÒ SENZ’IO.. 44

PROBLEMA DELL’IO O DEL SÉ?. 46

DOMANDE DEL CAZZO.. 48

SPODESTARE L’IO.. 50

FILM/SOGNO/MONDO VIRTUALE.. 51

SOGNARE.. 53

NORD SUD OVEST EST.. 54

MACCHINA BIOLOGICA.. 56

CORPO DI GLORIA.. 57

EGOCIDIO.. 58

BOTTO INTERIORE.. 60

RESPIRO.. 63

PROSPETTIVA PERSONALE.. 67

FINTO.. 69

VERITÀ INDIMENTICABILE.. 70

SISTEMA EGOCENTRICO.. 71

SINTOMI EGO.. 72

INDOVINA.. 73

EGO… colpito e affondato. 74

MANTIDE RELIGIOSA.. 77

UNA BOTTA E VIA.. 78

LOTTA INUTILE.. 79

UN PEZZETTINO ALLA VOLTA.. 80

E POI?. 81

È SOLO UN SOGNO.. 82

PRIMO MISTERO.. 83

ANATTA LAKKHANA SUTTA: le caratteristiche del non-sé. 85

L’INIZIO DELLA FINE.. 88

DA COSCIENZA ADDORMENTATA A COSCIENZA IN VIA DI RISVEGLIO… A RISVEGLIO VERO E PROPRIO.. 90

 

FALLO SOLO AL MOMENTO GIUSTO.. 91

L’OSSESSIONE DELLA PERFEZIONE.. 93

VANILOQUI 94

EGO = ECO.. 95

ESPERIENZA IMPERSONALE.. 97

CORSA INUTILE.. 99

IL MIO FIUME?. 101

IMPALCATURA.. 103

IO = OLOGRAMMA.. 104

MISCONOSCENZA DEL NON VERO (irriconoscenza o non riconoscenza del falso) 108

DESIDERARE LA VERITÀ.. 110

COLLISIONE CON IL SÈ.. 113

CORPO FANTASMA – 1° PARTE.. 115

CORPO FANTASMA – 2° PARTE.. 118

FORMAZIONE DELLA STORIA.. 123

EGO-LOCALIZZATORE.. 125

STRAPPAGLI IL CUORE! 128

IMPARARE A BRUCIARE.. 129

SMETTILA DI RACCONTARE LA TUA STORIA PERSONALE.. 131

IL PIACERE DI ESSERE NESSUNO.. 133

NON C’È BISOGNO CH’IO FACCIA NULLA.. 135

CORPO DI DOLORE… ADDIO.. 138

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE.. 141

UN PERSONAGGIO IN CERCA DI SÈ.. 153

PERSONAGGIO IMMAGINARIO.. 155

INCONOSCIBILE.. 157

GUASTAFESTE INTERIORE.. 158

PER CHI STAI LAVORANDO?. 161

GUIDA SPIRITUALE – 1° PARTE.. 162

LE PERTURBAZIONI DELL’IO.. 169

IL MEGLIO ACCADE SENZA DI TE.. 172

INCOMPATIBILITÀ.. 173

PENSIERO, MEMORIA, SPAZIO-TEMPO… MIRAGGI?. 175

BUCO NERO – 1° PARTE.. 179

BUCO NERO – 2° PARTE.. 186

INFER-net 188

SPETTATORE.. 189

GALLEGGIARE SENZA’IO.. 192

PAURA DELL’OBLIO.. 193

LA TUA VITA È SOLO UNA STORIA.. 195

RISVEGLIATI DALLA NASCITA.. 197

FINZIONI 200

SEGNALI 201

MAKYO (trappole sensoriali) 202

ABBANDONO.. 204

SCRIGNO DELL’IO.. 205

INFINET… il gioco dove un Sé illimitato può sperimentare la propria limitatezza. 207

SENSO DELL’IO IN PILLOLE.. 222

BIONDO ILLUMINATO.. 223

DIALOGO TRA IO E SENZ’IO.. 224

VIGNETTE ILLUMINANTI 238

IL RISULTATO FINALE È ZERO.. 268

 

 

Non temere… se non opponi resistenza sarà un processo indolore.
Garantito da ZeRo

CAPITOLO OMAGGIO (Da Mente Vuota in Corpo Pieno – Vol. Pratico – di ZeRo)


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Testo tratto dalla mia seconda trilogia – Mente Vuota in Corpo Pieno – Vol. Pratico

 

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C. D. (CICLO DEL DESIDERIO)

 

 

“Solo una cosa è meglio di ottenere quello che desideri: realizzare che puoi essere felice anche senza.”

(ZeRo)

 

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Questo capitolo potrebbe sembrare una contraddizione di quello precedente, ma non è così. La differenza rispetto al precedente capitolo sta nel fatto che ora prendiamo in considerazione il sollievo (il piacere, la soddisfazione) da un’angolazione diversa, dall’angolazione del Ciclo del Desiderio (C. D.).

Questo piccolo sollievo non corrisponde al Supremo Sollievo del capitolo precedente.

 

Il piccolo sollievo sperimentato all’interno del Ciclo del Desiderio è brevissimo, lieve, non duraturo, superficiale e richiede una costante ri-sollecitazione del C. D. (Ciclo del Desiderio).

Il Sommo Sollievo è duraturo, stabile, profondo e non richiede una ri-sollecitazione del C.D.

 

Chiarito ciò vediamo meglio in cosa consiste il C.D.

 

 

 

 

IMPULSO INIZIALE = Desiderio, fantasia

SOLLIEVO FINALE = Breve sensazione piacevole, appagamento estemporaneo, lieve godimento

 

 

La caratteristica del C.D. è che una volta giunti alla fine del Ciclo, cioè una volta soddisfatto il desiderio e sperimentato un senso di sollievo, il Ciclo si ripete.

La fantasia iniziale diventa automaticamente una fissazione, un chiodo fisso, un pensiero ricorrente. Il Ciclo quindi tende a ripetersi da solo.

Il Ciclo del Desiderio è impostato apposta per ritornare al punto di partenza e quando il Ciclo viene vissuto in assenza di Pura Consapevolezza sembra non finire mai. Appena crediamo di aver soddisfatto l’ennesimo desiderio, veniamo sopraffatti da un nuovo impulso, da una nuova fantasia, da un nuovo sogno nel cassetto. Questo, ripeto, si verifica nella mente ordinaria, priva di Pura Consapevolezza.

 

L’uomo comune è in balia del Ciclo del Desiderio e vive continuamente in questa ricerca ossessiva del sollievo finale.

Il ricercatore spirituale, sebbene a volte sia consapevole del Ciclo, vive anch’egli nell’ossessiva ricerca di un sollievo finale; il sollievo dalla pesante mente ordinaria, il sollievo dall’ego, il sollievo dal senso dell’io, il sollievo dalla pratica o dalla ricerca stessa.

 

Come mai questa ricerca risulta sempre infruttuosa?

Perché all’interno del Ciclo potete soltanto sperimentare un sollievo apparente, un sollievo ingannevole, un sollievo che riconduce ad un nuovo desiderio.

Le iniziative proposte della società sono degli esempi perfetti di Ciclo del Desiderio: svolgi questo compito, così verrai ripagato, ti sentirai meglio e poi ti verrà voglia di svolgere anche meglio quello stesso compito; oppure compra questo farmaco, così anche se non guarirai ti sentirai un pochino meglio e avrai voglia di ricomprare lo stesso prodotto.

Le iniziative della mente ordinaria sono altri esempi calzanti di Ciclo del Desiderio: fai quell’esperienza, così ti senti un po’ meglio e dopo potrai rifare di nuovo quella bella esperienza.

Le iniziative spirituali sono altri esempi eccellenti di C.D.: pratica bene, così ti offrirò un nuovo rituale e tu potrai imparare una pratica più potente che ti darà accesso a un’iniziazione superiore con la quale potrai imparare nuove pratiche e così via, all’infinito.

Abitudini sociali, abitudini mentali, abitudini spirituali… siamo sempre lì al punto di partenza dello stesso Ciclo.

 

 

E allora come bisogna comportarsi?

Occorre fare un balzo al di fuori dell’intera struttura, fuori dal Ciclo stesso.

Ma non un balzo qualunque, bensì un puro e profondo balzo interiore.

 

Un balzo dove?

Non verso un nuovo desiderio e neppure verso il sollievo dal desiderio.

Mi verrebbe da dire un balzo nell’ignoto ma questo complicherebbe il discorso per cui possiamo dire un balzo cieco ma sereno, privo di aspettative.

 

E questo balzo, per andare a buon fine, richiede due fattori principali:

  1. Una resa autentica, consapevole, fiduciosa.
  2. L’autentico affidamento a qualcosa di assolutamente indescrivibile. Per alcuni il secondo fattore corrisponde all’intervento della Grazia, per altri si tratta del supporto di una forza invisibile e impersonale, per il sottoscritto si tratta semplicemente (si fa per dire) di dimorare, cioè trovarsi stabilmente, in una Mente Vuota.

 

Ad ogni modo il balzo interiore non è una mera questione di volontà personale.

Interiormente occorre trovarsi nelle condizioni favorevoli al balzo.

Se ci sono aspettative, supposizioni, timori, pregiudizi, non si farà altro che ricadere dentro il Ciclo del Desiderio.

 

Questo balzo interiore vi porta a vedere il Ciclo con occhi nuovi e a percepire i desideri in maniera diversa. Osserverete il Ciclo senza più avvertire il bisogno di arrivare alla fine del ciclo, senza la necessità di sperimentare quel piccolo sollievo finale, senza il bisogno di soddisfare l’ennesimo desiderio, qualunque sia tale desiderio.

Se prima del balzo eravate in fermento per qualsiasi desiderio ora (dopo il balzo) non fremerete più e vi sentirete sempre a vostro agio.

 

 

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ESPERIMENTO PRATICO

 

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L’uomo comune si sente appagato e risollevato soltanto dopo aver soddisfatto un desiderio dopo l’altro. Nell’uomo comune, cioè nella mente ordinaria, il fare viene prima del sentire, la retta azione prima del retto sentire.

In termini scherzosi, nella mente ordinaria il dire-fare-baciare viene prima del godere, prima dell’amore.

La mente ordinaria pone il sollievo alla fine del Ciclo del Desiderio; pone la soddisfazione alla fine delle infinite attività del Ciclo; pone lo stato distensivo al termine del processo realizzativo.

 

Una mente matura è in grado di porre il sollievo durante l’attività stessa.

Una mente realizzata è addirittura in grado di porre il sollievo (lo stato distensivo) prima dell’attività stessa, prima dello stato realizzativo, prima del Ciclo del Desiderio.

Questo è il vostro addestramento di oggi.

Date la precedenza al sollievo e non al Ciclo del Desiderio, cioè all’attività, alla relazione, alla persona o all’evento che dovrebbe portarvi sollievo.

 

Grazie a questa consapevolezza e a questo nuovo atteggiamento, quel sollievo che prima credevate si trovasse soltanto alla fine del Ciclo adesso si troverà sempre all’inizio.

Quando il sollievo si trova all’inizio non sorge l’esigenza di concludere e neppure di iniziare il Ciclo; non sorge l’impellenza di portare avanti un’attività che prima sembrava indispensabile; l’attività verrà percepita come opzionale, secondaria, superflua.

Percependo un profondo e duraturo senso di sollievo, il senso di obbligo svanirà spontaneamente e l’attività verrà interiormente catalogata come conclusa o almeno in via di risoluzione, in via di guarigione, in via di miglioramento.

 

Ricordatevi che la mente tenderà a posticipare il sollievo, a porlo alla fine del C.D., alla fine dell’attività, della pratica, della meditazione, della relazione, dell’incontro, della vacanza e così via. Per non farvi sviare dalla mente ordinaria dovete continuamente giocare d’anticipo.

Imparate a invertire subito questa tendenza a posticipare il sollievo.

Per invertire la tendenza convincetevi che il sollievo viene prima e non dopo. Fate in modo che questo nuovo paradigma non sia soltanto un’informazione astratta ma anche un dato di fatto.

Prendete la consapevolezza del vantaggio di partire sempre da uno stato distensivo, di sollievo, fiducia, agio, pace interiore.

Quando l’intelletto posticipa il sollievo voi non credetegli; quando la società o le persone che conoscete posticipano il sollievo voi non assecondatele.

 

 

 

Se i consigli precedenti non fossero sufficienti potete affidarvi ai seguenti promemoria:

Il sollievo e la soddisfazione, non si trovano là in fondo, alla fine del Ciclo del Desiderio, ma qui vicino, all’inizio.

Il sollievo è già dentro me, non ho bisogno di soddisfare, fare, realizzare chissà che cosa per sentirmi soddisfatto, amato, felice.

 

Questo senso di sollievo non dipende dall’esterno, dagli altri, da una relazione speciale.

Antepongo il senso di sollievo a qualsiasi desiderio, richiesta esterna o capriccio mentale.

 

Possa il sollievo essere la sensazione di fondo che accompagna tutte le altre sensazioni, emozioni, sentimenti, azioni, pensieri.

Possa il sollievo essere la sensazione di fondo che mi accompagna per l’intera giornata.

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NON C’E’ ALTRO MODO DI FARLO


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(Charles Bukowski riguardo il raggiungere uno scopo o portare a termine una missione personale… testo tradotto e riformulato da ZeRo)

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Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo!

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A meno che non ti venga dritto dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere, non farlo.

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Se devi startene seduto per ore
forzatamente e scomodamente immobile,
allora non farlo.

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Se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo!
Se lo fai perché vuoi delle donne nel letto,
non farlo!

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Se devi startene lì a rimuginare e ruminare dalla mattina alla sera,
non farlo.

Se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.

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Se stai cercando di imitare qualcun altro,
lascia perdere.

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Se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
Se non ti esce mai alcun ruggito,
fai qualcos’altro.

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Se prima devi leggerlo a tua moglie
se devi avere il permesso della tua ragazza o del tuo ragazzo
il permesso dei tuoi genitori o dei tuoi conoscenti,
allora non sei pronto.

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Non essere come tanti altri,
non essere come tutte quelle migliaia di persone monotone, noiose e pretenziose,
non farti consumare come loro

dall’auto commiserazione o dall’autocompiacimento.

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Non diventare come loro
non farlo!

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A meno che non ti esca dall’anima come un razzo,
a meno che lo star fermo non ti porti alla follia, al suicidio o all’omicidio,
non farlo!

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A meno che il sole dentro di te stia bruciandoti le viscere,
non farlo!

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Quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
il processo si farà da sé e continuerà finché tu morirai o morirà in te.

Non c’è altro modo di farlo
e non c’è mai stato.

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