Bodhicitta – trascendere la malsana logica dell’io

Rituale preliminare recitato dai monaci tibetani:
“Possano tutti gli esseri senzienti essere felici, liberi dalla sofferenza e dimorare nella serenità.
Con il merito che proviene da tutti i miei atti di bene, voglio lenire la sofferenza delle altre creature… La mia vita, con tutte le mie rinascite, i miei possessi, i meriti che ho acquisito o che acquisirò, tutto questo io lascio senza volerne trarre guadagno per me stesso, perché ne sia favorita la salvezza di tutti gli esseri.”
Si tratta di un preliminare alla meditazione e a qualsiasi altra pratica. Molti invece meditano credendo di non aver bisogno di alcun preliminare, illudendosi di conoscere già se stessi, gli altri, il mondo, il corpo.
Ma finché non correggono la loro visione erronea, continueranno a incappare nelle stesse problematiche.
Quel preliminare serve solo a correggere la propria visione e la propria percezione. Una volta avvenuta la correzione percettiva, il preliminare non è più necessario.
Questo buon proposito però non va recitato come una preghiera; non bisogna ripeterlo a pappagallo, senza prima aver compreso il senso generale.
In tal caso, ripetendo a pappagallo, non avrà alcun significato e nessun effetto.
Non avrà significato perché l’io ha paura degli altri, li vede come entità lontane, distinte, separate. Finché c’è un forte senso dell’io, questi messaggi non apportano nessun miglioramento, nessun mutamento, nessuna trasformazione.
Se provate a rileggere quel preliminare prendendo in considerazione il principio dell’interdipendenza vedrete che quel messaggio assume un significato diverso, più profondo.
Se invece lo interpretate con gli occhi dell’ego, non vi sentite toccati da quel messaggio. Quel messaggio invece dovrebbe toccarvi da vicino, dovreste sentirvi coinvolti in quel proposito.
L’ego interpreta le altre creature come “tutti fuorché me”.
La mente ordinaria tende ad escludere e non ad includere.
Provate ad adottare una mentalità inclusiva, a includere voi stessi o le persone a cui tenete di più all’interno di quel messaggio. Provate a vedere che effetto fa adesso, con la mentalità inclusiva, con il principio dell’interdipendenza.
Nel momento in cui riconoscete che siete interdipendenti, vi sarà chiaro che il loro benessere corrisponderà anche al vostro benessere.
Vedrete che augurare il benessere di un’altra creatura vuol dire augurare indirettamente il proprio benessere.
Augurare l’abbondanza altrui, è un modo per propiziare la propria abbondanza.
Questa è una logica assurda per l’ego, eppure in natura è la logica dell’ego ad essere assurda, malsana, stupida.
La logica dell’ego è “me, me, me”… “mio, mio, mio”.
Vi suona familiare?
Dovrebbe, perché questo è il pilota automatico della mente ordinaria.
Potreste aver letto molti libri spirituali, aver fatto molti atti di altruismo, esservi sacrificati, ma finché la vostra mente è incentrata sul “me” o sul “mio”, siete destinati a piccole o grandi disavventure. Siete destinati a disavventure perché state lottando (inconsciamente) contro la natura.
La natura non è incentrata sul “me”.
La natura non segue la vostra logica, non segue la logica del vostro intelletto, non segue la logica dell’ego.
Per questo motivo l’ego fa fatica a comprendere questo rituale preliminare.
Ora prova a rileggerlo con questa comprensione, non con la compassione superficiale, astratta, ma con la piena comprensione di un principio pratico come quello dell’interdipendenza. Non pensare in termini di “me”, ma in termini di un’interconnessione e un’interdipendenza che è già presente – che ti piaccia o meno.
Oppure, se vuoi pensare in termini di  “me”, pensa che il me dipende anche dalle altre creature. Mentre lo rileggi dovresti accorgerti che non c’è alcun me indipendente dalle altre creature. Dovresti notare che i meriti per le altre creature sono i meriti per me, e viceversa.  Dovrebbe sorgere l’intuizione che mentre fai qualcosa per te, lo fai contemporaneamente per gli altri esseri senzienti. E mentre gli altri fanno qualcosa per loro, lo fanno anche per te.
Questa comprensione dovrebbe darti una motivazione in più ad abbandonare l’insensata e malsana logica dell’io.
“Possano tutti gli esseri senzienti essere felici, liberi dalla sofferenza e dimorare nella serenità.
Con il merito che proviene da tutti i miei atti di bene, voglio lenire la sofferenza delle altre creature… La mia vita, con tutte le mie rinascite, i miei possessi, i meriti che ho acquisito o che acquisirò, tutto questo io lascio senza volerne trarre guadagno per me stesso, perché ne sia favorita la salvezza di tutti gli esseri.”
(ZeRo)

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Smettere di pensare troppo (e male)… stratagemmi per pensare meno (e meglio)

 

 

Premessa:

Cosa devi fare per smettere di pensare e non avere più pensieri?

Niente!

Tu sei la presenza silenziosa che ogni tanto si intrattiene con i pensieri.

La tua vera natura è zero pensieri.

Ma visto che in stato di incantamento e condizionamento si fa fatica a riconoscere la propria vera natura, usiamo degli esempi più comprensibili per l’uomo comune.

A tutti è capitato di lamentarsi, preoccuparsi, rimuginare.

Questa attività, quando diventa eccessiva, può portare al pensiero sfrenato, all’allarmismo, alla nevrosi, alla paranoia. Insomma, ci spinge a pensare troppo e a pensare male.

Rimuginare è una forma di pensiero discorsivo, accompagnato spesso da emozioni negative, che porta a tutto tranne che a trovare una soluzione.

Il rimuginare (e il lamentarsi) può essere definito come “l’analisi del problema, anche se ci sono soluzioni disponibili”.

Il rimuginare può riguardare il passato e o il futuro. Ne consegue che chi rimugina (e oscilla tra passato/futuro) non rimane mai nel presente.

Ora vediamo alcuni semplici stratagemmi per pensare meno (e meglio).

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Metodo “E sti cazzi”.

Fregarsene, dire chissenefrega, snobbare i contenuti mentali. Siate più menefreghisti nei confronti dei pensieri ricorrenti.

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Il respiro può fornire un ancoraggio sicuro e un supporto che guida l’attenzione lontano dal centro intellettivo, attraverso le vie respiratorie. Il respiro può essere visto come metodo di controllo sia del corpo che della psiche.

Ancora meglio del controllo del respiro è il contatto cosciente con le sensazioni fisiche. Ascoltare le sensazioni del corpo è un modo per spostare l’attenzione dal flusso di pensieri abituali e indirizzare la mente verso gli organi sensoriali.

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Mettere in discussione il pensiero stesso.

Anziché accettare passivamente il fiume di parole (spesso critiche personali) dell’intelletto, possiamo imparare a mettere in questione il contenuto mentale.

La domanda migliore e più efficace da porsi è:

“E’ vero?”.

Chiedere se quel pensiero o quel giudizio è vero, smonta il pensiero stesso in quanto tutti i pensieri (credenze, opinioni, storie) non sono veri per definizione. La natura di qualsiasi giudizio è la falsità.  Mettendo in dubbio la sua veridicità lo abbiamo smascherato. Non potete sbagliare. Dovete solo riconoscerlo davvero e non farvi ingannare.

Ricordatevi che ogni pensiero è falso. Ogni giudizio è falso. Ogni credenza è falsa.

Quel semplice ma cruciale riconoscimento dovrebbe bastare, ma se non basta e ci sembra ancora attendibile, o ci condiziona troppo, chiediamoci:

Cosa avrei fatto di male? Qual è il problema effettivo? Ma poi è così importante o grave da meritare la mia attenzione?

Appena sorge un giudizio, ribattiamo:

Tutto qui…?

Dovrei spendere la giornata a pensare a questa roba inutile e noiosa?

Non importa come lo fate, cosa dite o pensate, l’importante è interrogare brevemente i pensieri, così da sminuirli e non dargli corda.

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Non deprimersi, non essere svogliati.

Evitate di entrare nel circolo vizioso della preoccupazione cronica. Non fatevi buttare giù dai pensieri negativi. Se entrate in quella spirale sarà difficile uscirne. Cercate di stimolare voi stessi, tutti i giorni, soprattutto fisicamente. Il torpore è da evitare a tutti i costi: è una buca che rischia di portarci in basso, in mezzo ai meandri più oscuri della mente.

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Musica, arte, creatività, allegria.

Questo si riallaccia al punto precedente. L’arte e la musica hanno un effetto immediato sul nostro benessere.

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Stop alla malevolenza. Più Benevolenza.

La malevolenza, come il torpore, ci fa cedere in un buco nero interiore. Oltre a danneggiare gli altri, danneggia noi stessi. Controbilanciate la malevolenza con la tendenza opposta, la benevolenza. I giudizi ricorrenti hanno tendenzialmente una carica emotiva piena di malevolenza, di conseguenza non possono sopravvivere in un terreno benevolente. Il terreno è il vostro umore, lo stato d’animo, l’atteggiamento quotidiano. Uno esclude l’altro. Come i virus non possono sopravvivere in un particolare ambiente, così i giudizi non possono continuare in presenza di un animo benevolo e compassionevole. Se ne andranno da soli, garantito.

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Distrarsi, svagarsi.

La distrazione è un modo per evitare di rimuginare. Ti guardi intorno e nello stesso momento sei concentrato su qualcosa di completamente diverso. Puoi parlare con qualcuno al telefono, guardare un film, fare qualcosa di creativo (dipingere, leggere, suonare), fare lavori in casa o semplicemente fare una passeggiata in mezzo alla natura. Tutto fa brodo per distogliere l’attenzione dai soliti pensieri.

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Buttare fuori tutto e parlare con qualcuno.

Sfogarsi o semplicemente confidarsi con qualcuno è un buon modo per sbarazzarsi delle preoccupazioni. Può bastare una chiacchierata amichevole per ridurre un po’ l’ansia, scaricare la tensione mentale e lasciar fuoriuscire un po’ di pensieri.

(ZeRo)

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LIBRI DEL RISVEGLIO

Esercizio di visualizzazione rilassante (Usa l’immaginazione per sentirti bene)

Impara a concentrare la tua attenzione su un’immagine interiore piacevole.

Per esempio, anche adesso, pensa a una cascata di acqua fresca in alta montagna.

L’hai immaginata?

Bene.

Come ti fa sentire?

È piacevole?

Continua a pensare a questa cascata e ora immagina di poterla muovere dove vuoi, nello spazio. Immagina questa cascata di acqua fresca dentro di te, in corrispondenza del tuo addome. Fresca, fluida, rigenerante.

Rilassati.

Senti la sensazione piacevole del flusso d’acqua. 

Nel frattempo regola il tuo respiro: respira lentamente. 

Ora l’acqua da fresca diventa un po’ più calda. Adesso è tiepida, e molto rilassante.

Ogni volta che ti senti un po’ agitato, puoi partire da qui, da questa cascata di acqua fresca o tiepida che ti rilassa e ti fa sentire meglio. Esercitati per qualche minuto, ogni giorno. Bastano davvero pochi minuti per evocare la sensazione rilassante. Non pensare troppo ai dettagli della visualizzazione. Una volta che la sensazione rilassante è stata percepita, hai raggiunto il tuo obiettivo.

Fai leva sul respiro lento e profondo in modo da rilassarti meglio.

All’inizio puoi prendere spunto da un filmato come il seguente.

L’ideale però sarebbe utilizzare solo la tua immaginazione, in modo da sfruttare al meglio il potere della tua mente. In tal modo fai leva sugli stimoli indotti da te e dipendi sempre meno dagli stimoli del mondo esterno. Appoggiandoti agli stimoli interni aumenti la tua autostima, la fiducia in te, la fiducia nella tua capacità di farti stare bene. Tu hai il potere di farti sentire bene o male. Perché non usare tale capacità per stare benissimo fin da subito?

Assieme o al posto dell’acqua puoi usare un altro elemento naturale. Pochi minuti di visualizzazione, dei respiri lenti e profondi, e poi continua pure la tua giornata.

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Benefici della meditazione (Una motivazione in più per meditare)

Bisogna stare attenti quando si parla dei benefici della meditazione, perché i benefici maggiori sono quelli meno evidenti, quelli che meno ti aspetti.

Probabilmente ti aspetteresti che ti dicessi degli innumerevoli benefici a livello della salute fisica e magari anche mentale, che in effetti ci sono e sono tanti, ma sminuirei comunque il beneficio più importante e profondo.

Tuttavia vediamo di passarli in rassegna velocemente, solo per offrirtene una idea.

Ecco un breve elenco dei benefici fisici, mentali, emotivi indotti dalla meditazione:

I BENEFICI FISICI

Stabilizzazione dei disturbi del sonno (iposonnia – ipersonnia)

Riduzione delle malattie cardio-vascolari

Prevenzione dei disturbi all’apparato digerente

Maggiore produzione di endorfine, neurotrasmettitori che producono benessere attraverso un’azione anestetizzante del dolore

Maggiore produzione di serotonina, ormone che produce appagamento: stabilizza l’umore, si sprigiona spesso nei rapporti di amore profondo tra partner o tra madre e figlio

Maggiore produzione di GABA, sostanza (neurotrasmettitore) la cui carenza espone il soggetto alle dipendenze (alcol, droga, cibo e persino shopping, sesso compulsivo o altro)

Maggiore produzione di melatonina, ormone che stabilizza il sonno

Maggiore produzione di HGH, l’ormone della crescita che protegge i tessuti dall’invecchiamento

Maggiore produzione di DHEA, ormone la cui carenza ci espone a tumori, osteoporosi, diabete, obesità e altro. Da questo ormone dipendono molto le nostre difese immunitarie

Minore produzione di cortisolo, ormone nocivo per l’organismo. Abbassa le difese immunitarie e produce invecchiamento dei tessuti

Capacità di indurre coscientemente onde cerebrali vicine a uno stato di profondo rilassamento e concentrazione.

E molto altro…

I BENEFICI MENTALI

La mente è più serena e lucida

Sviluppa un senso di appagamento

Aumenta le facoltà mentali

Chiarisce le idee (persino nei momenti più critici)

Aiuta la concentrazione specie nel lavoro, negli studi e nell’attività sportiva agonistica

Sviluppa maggior consapevolezza

Riduce il chiacchiericcio mentale

Facilita l’accettazione non giudicante

Creatività, ricettività

I BENEFICI EMOTIVI

Stabilizza l’umore

Infonde fiducia, sicurezza, coraggio

Prevenzione e cura degli stati d’ansia, apatia, agitazione

Contribuisce a creare armonia nelle relazioni

Sviluppa un senso di serenità, affetto

Favorisce la compassione

Dona un senso di pace, benevolenza

Consente di riconoscere e riconciliarsi con le emozioni indesiderate

BENEFICI PROFONDI (Meditazione molto avanzata)

Porta un senso di beatitudine, estasi, unione mistica, amore incondizionato

Espansione di coscienza

Radicamento totale nell’eterno presente

Siddhi (poteri e abilità paranormali)

Consente un distacco dal mondo (dalle distrazioni, tentazioni, vizi)

CONSIGLI FINALI
La pratica è pratica se è praticata, ovvero se la ripeti. La meditazione è un esercizio tecnico, pratico, e come tutti gli esercizi va ripetuta nel tempo.
C’è chi dice almeno due volte al giorno, ben venga, ma va benissimo anche solo una volta, quindi cerca di meditare almeno una volta al giorno, tutti i giorni.
Evita di esagerare: Se 40 minuti sono troppi, fai 20 minuti. Se 20 minuti sono troppi, fai 10 minuti. Parti dal minimo, poi aumenta gradualmente.
Magari usa un timer.
Attento alle aspettative: Lo scopo della meditazione è essere consapevole di quello che c’è. Questa consapevolezza spesso conduce a uno stato di accettazione e calma anche se non è detto che questo accada sempre, mentre puoi essere consapevole di quanto la tua mente sia agitata – o di quanto tu non ne sia consapevole. Questo vuol dire che la meditazione ha funzionato lo stesso e ha svolto comunque la sua funzione, anche se lì per lì non ti ha calmato.
Sfrutta i momenti “morti”.
Ci sono molti momenti “morti” durante il nostro quotidiano, in cui non è richiesta in modo particolare la nostra attenzione, che spesso se ne va nell’inconsapevolezza o nel mondo delle fantasie. In questi momenti, invece, abbiamo la possibilità di “meditare”, ecco alcuni esempi:
in sala d’attesa: medita
in piedi aspettando l’autobus: medita
in autobus: medita
in fila alla posta: medita

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Aforismi sulle Arti Marziali (Qi gong, Kung Fu, etc.) – Perle di saggezza, Principi, Massime

Il Tao non ha restrizioni, sfruttalo! (finché puoi…)

Perdere è un modo di apprendere

Vincere, un modo di dimenticare

Lavora finché il tuo cervello dimentica
e il tuo corpo ricorda.

I grandi movimenti sono meno efficaci dei piccoli movimenti.

I piccoli movimenti sono meno efficaci dell’immobilità.
L’immobilità è il movimento eterno.

Lasciate che sia l’avversario a distruggersi subito da sè

Se un giorno non ti alleni, dieci giorni persi.


La mente va, l’energia segue, il corpo esegue

La vita umana è concentrazione di respiro; quando si concentra, c’è vita, quando si disperde, c’è morte

Leggero poi agile, agile poi mobile,
mobile poi variabile,
variabile poi neutralizzante.

Chi controlla il proprio respiro,
controlla anche la propria Vita.

L’intenzione è nella pratica, non nel risultato.

Una Tigre non fa Stretching
E non si riscalda prima dell’attacco.

“Interno” o “Esterno” è il praticante non il sistema

Ehi Maestro, lei riuscirebbe a spaccare in due un tronco?
Non lo so… Non sono mai stato attaccato da un tronco.

Se pensi che una cosa sia impossibile, la renderai impossibile.

Il Maestro ha fallito più volte,
di quante il Principiante
abbia mai tentato.

L’arte in tre anni si apprende, in tre giorni si perde.

L’acqua stagnante imputridisce…
Continua a scorrere amico mio, continua a scorrere…

Dimentica di ricordare,
ricorda di dimenticare.

In quiete siate come una montagna, in moto come un fiume.

Modo migliore di evitare un pugno… è di non essere li…

L’Inspirazione è YIN, accumula la Forza.
L’Espirazione è YANG, esprime e rilascia la Forza.

Entra nel Dojo pacificamente,
o lascia che la pace del Dojo entri nel tuo Cuore.

Quando ti alleni, devi rispettare le regole.

Quando combatti, puoi fare a meno delle regole.

L’uomo che è all’apice del suo successo
E l’uomo che ha appena fallito,
Si trovano esattamente nella stessa posizione.
Ciascuno deve decidere cosa farà dopo.

Ricapitolazione 2.0 (ricapitolare la propria vita in tempo reale) – Rivisitazione della tecnica di Castaneda

Tempo fa, mi è stata posta una domanda sulla ricapitolazione di Carlos Castaneda, cosa ne pensassi, se ricapitolavo, etc.
Ho risposto che non sono più un praticante… però, al di là delle solite menate sull’autorealizzazione, gli ho detto che quando lessi Castaneda provai a ritoccare la tecnica della ricapitolazione in modo da renderla ancora più bizzarra. Non so se possa funzionare con tutti, ma all’epoca la preferivo al ruotare il capo e respirare ritmicamente.
Se uno vuole provare qualcosa di particolare può ricapitolare la sua vita in tempo reale, istante dopo istante, senza dover attendere la fine della giornata.

Le poche persone a cui l’ho consigliato mi hanno riferito di aver riscontrato una maggior lucidità – soprattutto durante i sogni notturni.

Essenzialmente si tratta di animare un duplicato del proprio corpo fisico.

 

Se ad esempio state camminando, dovete visualizzare un’esatta copia del vostro corpo fisico che si muove vicino a voi (a pochi passi dalla vostra posizione), come se fosse una scia energetica che lasciate dietro di voi e che replica le medesime movenze del corpo fisico, passo dopo passo, gesto dopo gesto, sensazione dopo sensazione.

All’inizio, per prendere dimestichezza, è meglio riprodurre solamente le movenze fisiche e poi – col tempo – passare a riprodurre in tempo reale le sensazioni fisiche, le emozioni, etc.

Il rispecchiamento può avvenire anche con un ritardo di diversi secondi.

Appena avanzate di qualche passo, visualizzate il vostro doppio che vi segue a ruota, imitando qualsiasi cosa voi facciate, pensiate, diciate, sentiate.

Appena sorge una sensazione, ricapitolate immediatamente quella sensazione, riproducendola e guardandola con lucidità e distacco. Il replicare tempestivamente e riguardare con distacco e lucidità, vi consentirà di riappropriarvi di quelle tracce energetiche che solitamente disperdete tra una distrazione e l’altra.

Immaginate che non siate voi a riprodurre quelle sensazioni, ma che appartengano al doppio che avete riprodotto con la vostra immaginazione.

Potreste notare la quantità spropositata di emozioni che vengono disperse di qua e di là, prima in un posto e poi in un altro posto. Diventerete come dei segugi che fiutano e recuperano le tracce energetiche che sono state sbadatamente smarrite durante l’intero arco della giornata.

Ciascuno di noi, ogni volta che interagisce con il mondo, lascia come delle invisibili impronte digitali: quando ci relazioniamo con qualcuno, quando reagiamo, quando discutiamo, quando rimaniamo incantati da qualcosa o da qualcuno, stiamo lasciando delle tracce impercettibili.

È come se perdessimo pezzettini di noi stessi e ci dimenticassimo di riprenderci ciò che è nostro. Ogni giorno perdiamo piccole quantità di energia: le perdiamo in casa, dal vicino, per strada, in piazza, in automobile, al bar, etc.

Spesso è sufficiente uno sbalzo d’umore, uno sbotto di rabbia, ansia, rancore, tristezza, per disperdere sbadatamente la propria energia.

Grazie alla nuova abitudine – che si instaurerà con la pratica – le tracce energetiche verranno immediatamente recuperate.

Se il procedimento non fosse chiaro, lo rispiego.

Si tratta di replicare alcune azioni in tempo reale oppure in differita, a distanza di pochi istanti.
Esempio banale: subito dopo aver mosso il braccio destro, riproducete mentalmente lo stesso movimento con il braccio destro; oppure appena concludete qualcosa di energeticamente dispendioso, o emotivamente coinvolgente, riproducete immediatamente la stessa scena, così da riassorbire subito l’energia investita in quella circostanza.
Questo stratagemma può tornare utile per diverse ragioni.
In primo luogo costringe il frenetico intelletto a rallentare drasticamente il suo dialogo interno; essendo occupato in un’attività nuova ed insolita, il cervello deve risparmiare le energie e toglierle da là (inutile dialogo interno) per spostarle qua (ricapitolazione in tempo reale).

In secondo luogo, come ho già spiegato, ci consente di fare più attenzione alle nostre tracce energetiche; ci permette di recuperare immediatamente l’energia involontariamente dispersa.
Poi, essendo un’attività insolita, si tratta di un non fare, di una contro-tendenza che ci costringe a sviluppare una nuova forma di attenzione e una consapevolezza più intensa rispetto a quella ordinaria.
Ma fondamentalmente, la ragione per cui ho suggerito di fare così, è che in questo modo si può vedere se stessi, il riflesso di sé, l’autoimmagine, il proprio io, con occhi nuovi, con sguardo distaccato.

È un modo per non immedesimarsi con il proprio ruolo sociale e prendere immediatamente le distanze da ciò che facciamo, diciamo, pensiamo, sentiamo. A un certo punto non sarà più necessario ricapitolare consciamente in tempo reale: il nostro inconscio apprenderà da solo a riprodurre queste manovre interiori di distanziamento e recupero energetico.

(ZeRo)

Opere di ZeRo: https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/

Tatuaggi Spirituali (Aforismi de-motivazionali, anti-ego, pro-disincanto) – 1° Parte

Il risultato finale è zero.

Nelle mie “Opere” ho lasciato molti indizi sotto forma di aforismi, acronimi, brevi regolette, parole in codice, equivalenze complesse, giochi di parole. Lo scopo di tali giochi di parole è naturalmente il disincanto da ogni parola, da ogni illusione, da ogni apparenza esterna.

Per facilitare la transizione verso lo stadio di coscienza in via di Risveglio potete letteralmente stampare qualche perla di saggezza sul vostro corpo. L’ideale sarebbe iniettarsi questi messaggi direttamente nella propria mente, ma visto che la vedo dura tatuarsi questi messaggi nel vostro cervello, potete impiegarli a mo’ di promemoria (post-it cartacei o virtuali).Scegliete il messaggio che ritenete più diretto, semplice, efficace. Poi copiatelo (o tatuatelo sul corpo, al posto dei vostri scarabocchi insignificanti). Infine imparate a contemplare tale messaggio, ogni giorno.

 

Questi messaggi – per alcuni di voi – non saranno motivazionali, però saranno di certo più realistici ed efficaci del 99% delle stucchevoli frasi fatte new age.

E poi, per chi dovrebbero essere motivazionali? Per  il vostro ego? Per la vostra vanitosa importanza personale? Per il vostro intelletto obeso di cazzate?

Se vogliamo dare una connotazione a questi aforismi, possiamo dire che sono messaggi de-motivazionali, anti-ego, e soprattutto pro-disincanto.

Lista aforismi:

  • Il risultato finale è zero.
  • Se può crollare, è tutta una montatura.
  • In Realtà, Nulla è mai accaduto.
  • Risvegliarsi o finire in un nuovo incubo.
  • L’agente è la gente (l’Agente Smith è nella testa della gente).
  • Cosa c’è Oltre?
  • Falso = Opinabile
  • Credo, Cedo, Creo.
  • Problema = Proiezione
  • piccolo gps = goffo personaggio strillante.
  • Grande GPS = Grande Presenza Silenziosa.
  • F.E.A.R. = Finte Evidenze, che Appaiono Reali (oppure Falsi Eventi Apparentemente Rilevanti… Fatti Esterni Apparentemente Reali… Fantastiche Esperienze, Apparentemente Reali)
  • Finto = Finito
  • Se può finire, è una finzione.
  • Incantarsi = Incatenarsi
  • Incantamento mentale = Incatenamento sensoriale
  • L’inconscio, è dappertutto.
  • La profondità è superficiale.
  • Prima c’è lo spin interiore, e poi, l’effetto esteriore.
  • Loop del divenire o Loop Fass = Fare, Avere, Sapere, Sentire
  • La profondità è superficiale.

(Questi indizi fanno parte solo delle mia prima trilogia)

Ci sono molti altri aforismi, regolette, indizi nei miei altri libri, ma questi sono i primi che mi vengono in mente. Utilizzateli per rompere i vostri fottuti incantesimi quotidiani.

Buon disincanto!

Opere di ZeRo: https://payhip.com/ZeRoVe

 

Zen azzerato

 

 

 

 

Risveglio dal sogno planetario

 

 

 

Mente Vuota in corpo Pieno

 

Senz’io si vive da Dio

 

 

 

 

Agguato a se stessi

 

 

Un Corso in Miracoli, appunti di ZeRo

 

 

 

 

Il Mezzo più rapido per la Beatitudine

 

 

Jed McKenna – Passi scelti e tradotti da ZeRo

 

 

 

Nisargadatta Maharaj – Passi scelti da ZeRo

 

 

 

 

 

 

 

 

Zen Azzerato, micidiali Koan sparati da ZeRo (messaggi brutalmente illuminanti) – Ebook + Audiolibro

Lettura vietata ai minorati mentali.

Se ci tenete alla vostra salute mentale, non leggete questo libro.

Se invece siete disposti a perdere il vostro psicolabile equilibrio, allora proseguite la lettura.

Ebook: https://payhip.com/b/Nj5W9

Audiolibro: https://payhip.com/b/kPvyL

Questo libro contiene bombe atomiche destinate a frantumare il vostro intelletto, polverizzare il senso dell’io, annientare il presunto senso di realtà.

Alcuni koan potrebbero violare i filtri morali del vostro sistema cognitivo.

Altri potrebbero involontariamente violentare il ridicolo personaggio con cui siete identificati.

Occorre dunque procedere con prudenza, moderando la lettura e rallentando la riflessione analitica.

Evitare di soffermarsi superficialmente e frettolosamente su troppi messaggi allo stesso tempo.

Ogni messaggio è stato concepito per provocare un cortocircuito interno al vostro sistema cognitivo.

Non garantisco l’illuminazione (chi può garantirla?), ma posso garantire che la vostra testa verrà cotta a puntino, fulminata, saetta dopo saetta.

Ogni vostra certezza verrà rasa al suolo… Ritrovandovi improvvisamente senza mente!

Buon azzeramento!

L’ultimo giorno della mia vita (Esercizio di Contemplazione della morte)

Esercizio tratto dal mio ebook gratuito: AGGUATO A SE STESSI (Manuale di Autoliberazione).

Portare lucidamente la mente all’inevitabilità della morte, è un ottimo stratagemma, per smuovere la propria attenzione, e modificare la propria percezione. Se fatto come si deve, vi sbloccherà dalla percezione ordinaria e costringerà il vostro essere ad un mutamento interiore, una variazione di attitudine, propensione, disposizione d’animo. Infonderà maturità, grinta, tenacia, fermezza, risolutezza, prontezza.

Durante la giornata portate a galla il pensiero della morte, servendovi di brevi promemoria:
È giunta la mia .
Questa è la mia ultima cena.
Questo è il mio ultimo pasto.
Quella può essere la mia ultima occasione.
Il mio tempo è scaduto.
Questa è l’ultima esperienza di questo tipo.
Queste sono le ultime persone che vedrò.
Queste sono le mie ultime azioni.
Queste sono le mie ultime sensazioni, le ultime emozioni, gli ultimi pensieri.
Sto per abbandonare definitivamente questa dimensione.
Tutte le mie relazioni stanno terminando.
Questa è l’ultima giornata, in questa casa.
Questo è il capitolo finale della mia storia personale.
Questo è il mio ultimo messaggio.
Questo è l’ultimo incontro.
Questo è l’istante cruciale.
Questa è la conclusione.
Questo è il mio ultimo giro di giostra in questo mondo.
Questa sarà la mia ultima apparizione in questa società.
Questa è la mia possibilità finale.
Etc.

Scegliete le frasi più significative e riportatele alla mente, soprattutto a inizio e fine giornata.
Questa mentalità vi spinge necessariamente verso una consapevolezza molto intensa.
Sotto questa prospettiva, le altre faccende umane vi sembreranno insignificanti: il problema più grande, apparirà come una minuzia.

Immergete la vostra mente nella consapevolezza della morte.
Fatelo con regolarità.
Commemorate la vostra morte almeno un paio di volte al giorno.
Il disco della vostra memoria venga ripulito dalla consapevolezza della morte.
La vostra superbia e l’importanza che vi date vengano ridimensionate (ed eventualmente azzerate) dalla morte del vostro meschino ego.
L’idea della morte sia un dolce ricordo, non un terrificante pensiero.

(ZeRo))

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