IL VERO AGIO SI TROVA AD UN PASSO DAL DISAGIO

Memorizzate questa equazione:

Disagio trasceso = Agio raggiunto

So che sembra assurdo ma per semplificare facciamo che: DISAGIO = AGIO

 

Si tratta di un principio naturale, una semplice legge alchemica constatabile da chiunque.

Potete constatare immediatamente la validità di questo principio rinunciando momentaneamente a qualcosa di innocuo e insignificante che però ritenete irrinunciabile.

Nei prossimi minuti (dopo la lettura di questo post) allontanatevi da qualcosa a cui siete molto (troppo) attaccati e sedetevi da qualche parte. Alcuni potrebbero semplicemente allontanarsi dal tablet o dal cellulare, altri da un vizio o da un desiderio (fumare, bere, mangiare dolci, guardare un sito porno, etc.). Appena sorge l’impulso provate a frenarlo e a contemplarlo: per frenare l’impulso è sufficiente mettersi in una posizione comoda e osservare le reazioni del corpo e della mente. Già nei primi secondi di astensione potete osservare una serie di reazioni avverse al vostro cambiamento di attitudine. Si tratta del meccanismo parassitario che si è instaurato nel vostro sistema nervoso. Niente di allarmante.

Nel momento in cui avvertite e tollerate il disagio della rinuncia potete contemporaneamente avvertire l’emergere di una sensazione positiva, un senso di espansione interiore, una nuova consapevolezza che vi porta oltre il disagio.

Anziché fuggire dal disagio provate ad osservarlo con un minimo di distacco e fiducia in ciò che si trova oltre tale disagio.

Ciò che scrivo qui potete sperimentarlo immediatamente.

Questo è un ottimo metodo per testare ed incrementare la vostra forza interiore (e dunque il vostro autentico benessere).

State fermi in quella posizione (il più comodamente e tranquillamente possibile) e lasciate che il processo di rilascio avvenga in modo spontaneo, senza sforzo, senza complicate strategie psicologiche.

Mentre osservate il disagio state entrando in uno spazio sacro immune a qualsiasi disagio.

L’accesso a questo spazio è favorito dalla lucida contemplazione del disagio.

Vedete questa contemplazione del disagio come una pausa spirituale, un intervallo evolutivo.

Se mantenete correttamente questa pausa interiore potreste notare che i vecchi disagi vengono automaticamente rilasciati e trascesi. I nodi percettivi vengono sciolti così da ripristinare una condizione di eccellente salute psicofisica.

C’è chi è letteralmente guarito da patologie che sembravano incurabili.

C’è chi ha semplicemente risolto problemi di infiammazione, sinusite, emicranie, etc.

C’è chi ha acquisito un livello superiore di autostima, lucidità, concentrazione.

Il tutto accedendo ad una breve pausa interiore e dando continuità a un processo di rilascio del dolore.

Non c’è niente di masochistico e neppure di metafisico in questo processo.

Si tratta solo di accedere ad un livello di consapevolezza in cui il disagio viene visto da una prospettiva più elevata.

 

Se superate il muro del disagio potete facilmente accedere ad un vasto campo di possibilità e nuove risorse.

Queste risorse si trovano proprio ad un passo dal disagio.

 
 
 

Se anziché indietreggiare nel primo vizio o nella prima debolezza provate a fare un passo oltre il disagio potete avvertire le vostre risorse interiori.

Se invece continuate a indietreggiare davanti al primo disagio che la vita vi pone, allora ritornerete sempre indietro. Ritornerete ciclicamente là dove non volete trovarvi; nella debolezza, nel malessere, nella sofferenza.

Siete sempre in tempo per affrontare un piccolo vizio, una piccola debolezza, un piccolo disagio.

La procedura consiste nel mettervi in una posizione comoda, astenervi per un po’ dalla tentazione, ascoltare con pazienza il disagio e fidarvi del processo di rilascio.

Questo è valido solo se ci tenete davvero a vedere fino a che punto potete espandere la vostra percezione e allargare la vostra coscienza.

Partite con qualche minuto ogni giorno.

Meglio se il rilascio avvenga in concomitanza all’impulso che volete trascendere.

Anziché assecondare meccanicamente l’impulso nocivo (incazzarsi, bestemmiare, fantasticare, masturbarsi, lamentarsi, preoccuparsi inutilmente, etc.) provate a rimandare l’impulso, sedetevi e osservate la trasformazione neurochimica.

La trasformazione avviene nell’istante stesso della PAUSA dall’impulso nervoso.

Il trucco sta nel dimorare in quella pausa.

Partite con almeno una decina di minuti e poi – gradualmente – allungate la pausa.

Ripeto: il trucco sta nella gentile sospensione degli impulsi e nella delicata contemplazione del relativo dolore.

In quella pausa interviene una forza superiore che può ripristinare l’armonia e l’equilibrio di cui necessita il vostro sistema percettivo. Tale forza interviene per il vostro bene.

In cambio di quella trasformazione e guarigione dovrete rinunciare a qualcosa.

C’è chi ha rinunciato a sciocchezze (hobby, videogiochi, calcio, vino, fumo, porno, masturbazione, esaltazione del proprio corpo) e chi ha rinunciato a qualcosa di più impegnativo (lavoro, profitto, successo, carriera, relazioni tossiche, amicizie fittizie, etc).

Se il premio è la guarigione, il benessere, l’armonia, l’abbondanza, la serenità, la quiete direi che vale per lo meno la pena di fare qualche tentativo. Si tratta solo di sospendere regolarmente un paio di impulsi nocivi.

Ora continuo il discorso riferendomi principalmente a chi ha già effettuato la transizione oltre lo stato di disagio della mente ordinaria.

Chi riesce a tollerare una quantità sufficiente di dolore (malessere, tensione, fastidio) verrà ripagato da una quantità equivalente o superiore di forza e benessere.

Vedetelo come un processo chimico.

La capacità di tollerare lucidamente alcune forme di tensione e disagio consente il rilascio di sostanze ed energie benefiche che vengono liberate soltanto in specifiche condizioni.

La pausa (sospensione, interruzione dell’impulso nocivo) che ho accennato poco fa è la condizione chiave per far maturare queste energie latenti. All’inizio vi ho consigliato di trovare una posizione comoda perché mi rivolgevo soprattutto a chi non ha mai fatto alcun lavoro interiore.

Se invece non siete dei principianti e volete accelerare il processo potete partire da una condizione scomodissima. La scomodità (come l’esporsi al freddo, dormire per terra, etc.) va qui intesa come una strategia per invitare il disagio a palesarsi e poi trascenderlo.

Si possono invitare varie forme di disagio a seconda del proprio grado di evoluzione, maturità, coraggio.

Tutto dipende da quanto potete esporvi al disagio e da quanto volete evolvervi.

 

Visto i tempi che corrono vi conviene portarvi avanti con il lavoro interiore.

Anziché cedere la vostra energia, imparate a conservarla, trasformarla, sublimarla.

E ricordatevi che non siete soli.

La vostra energia individuale è interconnessa all’energia collettiva.

Ci sono sublimi forme di energia che – per essere percepite – attendono solo la vostra autentica disponibilità.

La disponibilità ad andare oltre le debolezze, oltre il rancore, oltre il fastidio, oltre il disagio, oltre l’immaturità.

Siete disposti a fare un passo oltre la sofferenza inutile e oltre il dolore dell’uomo comune?

 

(ZeRo)

L’OBLIO DELL’IO E’ CIO’ CHE SEI

 

L’oblio è il nostro stato naturale.
Nell’oblio di sé, c’è il presentimento di ciò che sei veramente.
Non cercare di ricordare chi sei.
Non pensare a te.
Non puoi pensare a te stesso.
Puoi solo dimenticare te stesso.
Vivi con calma nell’oblio di te stesso.
Vivi senza autocoscienza.
Vivi nella “consapevolezza dell’oblio”.
Dimentica la tua storia personale.
Lascia perdere tutte le invenzioni spirituali.
Disimpara tutti i dogmi umani.
Lascia tutti i dubbi alle spalle.
Abbandona tutte le aspettative.
Resta nell’oblio… l’oblio è lo stato naturale.
Non temere l’oblio.
L’oblio è il non-luogo atemporale che stai veramente cercando.
 
(ZeRo)

PUOI AIUTARMI A VEDERE CHI SONO? (Conversazioni con ZeRo – 3° parte)

 

ZeRo:  Come sperimenti esattamente il cambiamento da un pensiero ad un altro? In che modo diventa un altro pensiero?

 

Lettore: È quasi come un fiume o un flusso di conversazione, dove un pensiero si fonde con il successivo. In pratica spuntano uno dopo l’altro.

ZeRo: E c’è qualcosa che li controlla o qualcuno che li mette uno dopo l’altro, oppure è piuttosto un avvenimento spontaneo?

 

Lettore: È un avvenimento spontaneo, non riesco a localizzare nulla che li controlli, arrivano uno dopo l’altro, a volte penso di avere l’illusione di controllarli, come quando la mia mente suggerisce parole o immagini stimolanti.

ZeRo: Prova a riprodurre il flusso di pensieri di un minuto fa, nell’esatto ordine in cui è si era verificato.

Ci riesci?

Lettore: No.

Non riesco a riprodurre quel ripensamento. Faccio molta fatica a ricordare l’esatto ordine dei pensieri di poco fa. Nonostante nella mia mente rimanga l’illusione d tale controllo, mi accorgo che nei fatti non ho un autentico controllo su di essi.

 

ZeRo: E perché secondo te l’illusione del controllo persiste nonostante tu abbia la dimostrazione di non avere tale controllo?

Lettore: Non saprei…

ZeRo: Si tratta di un autoinganno.

Un trucco mentale, un artificio, uno stratagemma, un espediente del sistema cognitivo.

O se preferisci si tratta di una forma di condizionamento.

In pratica il giochetto sta nel sollecitare il senso del controllo senza che ci sia davvero un autentico controllo.

La tua mente dichiara falsamente un controllo che non ha. E sai quando reclama tale controllo?

Lettore: Prima dell’azione?

ZeRo: No, esattamente dopo.

PRIMA avviene qualcosa e SUBITO DOPO la mente (o l’io) ne reclama il controllo. Lo fa alla cazzo, senza un motivo o una ragione precisa. E se ci badi non dichiara il controllo su tutto e tutti, ma soltanto su ciò che SEMBRA SUO. La tua mente crede di avere il controllo soltanto su ciò che crede di possedere.

Possessione e controllo vanno di pari passo.

Se qualcosa non gli appartiene non può controllarlo; senza il possedimento verrebbe a mancare il controllo.

Il possedimento è ciò che sottostà al pronome POSSESSIVO “mio”.

Se è “mio” lo posso controllare. Per converso, se non posso controllarlo non è mio.

In poche parole il senso del controllo sorge con il senso dell’io.

L’illusione del controllo persiste perché hai la sensazione di avere il possesso del corpo.

Il senso dell’io è una super imposizione mentale mediante cui viene prestabilita un’identità (artificiale) con il corpo.

Quando dici “io” a cosa ti riferisci?

Lettore: Al mio corpo.

ZeRo: E quando pensi al “tuo controllo” a che tipo di controllo ti riferisci?

Lettore: Al controllo su un oggetto, al controllo del mio corpo.

Inconsciamente lo consideravo il soggetto con cui ero identificato ma il corpo è più come un oggetto che cerco di controllare ossessivamente?

ZeRo: Esatto.

Ma facciamo un passo indietro.

Se in te non ci fosse il senso dell’io non crederesti più all’illusione del “tuo esclusivo” controllo.

Ma stai tranquillo, non devi sforzarti di eliminare il senso dell’io visto che il senso dell’io può svanire con niente.

Ora torniamo all’esercitazione.

Dove ti trovi adesso?

Lettore: Sono seduto davanti al pc.

ZeRo: E prima di sederti hai ordinato al corpo di sedersi?

Hai detto “corpo siediti qui”, in questa precisa posizione, piegato così?

Lettore: No.

ZeRo: E ti sei sforzato di controllare i muscoli delle gambe mentre ti sedevi?

Lettore: Se ci rifletto meglio noto che il senso di aver deciso di sedersi è emerso dopo l’atto del sedersi.

Mentre mi sedevo non c’era alcun pensiero, nessun sforzo, nessun controllo.

In seguito la mente ha presupposto un controllo che non c’è stato.

Ho sempre dato per scontato che la pianificazione delle mie azioni fosse una mia iniziativa ma ora mi accorgo che non riesco a pianificare con certezza neppure il prossimo secondo, figuriamoci la vita quotidiana. Da questo punto di vista noto chiaramente la stolta presunzione dietro tale atteggiamento, l’atteggiamento di quasi tutti gli esseri umani.

ZeRo: Esatto.

Ramana faceva notare ai suoi visitatori che il trucco della mente sta nel presupporre – cioè porre prima –qualcosa che viene dopo oppure nel presumere qualcosa che sembra esserci ma non c’è.

Pone l’illusione – o l’irrealtà – PRIMA della realtà.

Pone ciò che non è accaduto PRIMA di ciò che è davvero accaduto.

Pone l’apparenza prima dell’essenza.

Nel nostro caso ha posto un’apparente controllo prima dell’effettivo evento.

È come il gioco delle tre carte, soltanto che avviene ad una velocità supersonica.

Senza che te ne accorga, la mente ha preposto un ipotetico controllore (l’io) che avrebbe deciso di sedersi.

Non riesce a concepire la possibilità che il sedersi sia avvenuto e basta… senza un ente preposto, cioè senza un controllore.

Non riesce a capacitarsi della possibilità che qualcosa accada senza un’entità fisica oppure SENZA UN PENSATORE.

Lettore: Mi stai dicendo che non voglio ammettere di non avere il controllo?

ZeRo: No.

Ti sto dicendo che non sei stato tu a rivendicare il controllo.

Si è innescato un automatismo INVOLONTARIO, libero dalla tua volontà.

Tra poco questo automatismo si riprodurrà nuovamente, che tu lo voglia o meno.

Lettore: E il mio ruolo quale sarebbe?

Come posso riconoscere l’automatismo?

ZeRo: Tu devi solo limitarti a monitorare questo meccanismo involontario.

Osserva soltanto il modo in cui sorge il senso del controllo.

Ascolta i falsi presupposti dell’intelletto mentre rivendica qualsiasi comportamento.

Nota come l’intelletto vuole imputare sempre un responsabile o un colpevole.

Nota come voglia far risalire la responsabilità a un presunto io, CIOÈ A UN’ENTITÀ VAGA, IMMAGINARIA.

Presta attenzione a come questa entità invisibile viene messa PRIMA di qualsiasi azione.

Limitati ad attendere il prossimo automatismo, il prossimo messaggio promozionale dell’intelletto che dice “sono stato io”, “è colpa mia”, “non dovevo fare così”.

Se comprendi che questi messaggi subliminali avvengono involontariamente, cioè senza il tuo consenso, allora sei già a metà del riconoscimento.

Riconoscere che questi fenomeni mentali accadono senza il tuo consenso ti consente di alleggerirti di un sacco di tensione e sofferenza inutile.

Quando smetterai di credere a quei falsi presupposti, potrai dissipare l’attaccamento ai pensieri e rilasciare lo sforzo per mantenere un controllo fittizio.

Lettore: Se ho capito bene, non devo sforzarmi di fermare il meccanismo che fa partire i falsi presupposti ma devo solo riconoscerli per quello che sono davvero, falsi presupposti che credevo erroneamente fossero veri?

Devo soltanto aspettare il prossimo trucco che mi viene giocato dal mio intelletto?

Devo ascoltare i suggerimenti della mente e  capire che non sono i MIEI pensieri ma i suoi avvertimenti?

ZeRo: Si.

Vedrai che sarà più facile di quanto credessi poiché l’intelletto è piuttosto prevedibile: non fa altro che riprodurre il solito ritornello, aggiungendo qualche semplice variazione.

È come un’applicazione che proietta della pubblicità invasiva ogni 30 secondi. Per sostenersi ha bisogna di costante attenzione; ha bisogno che tu clicca sulla pubblicità mentale con una carica emotiva o sentimentale. Quando ti stancherai di utilizzare continuamente quella applicazione (il tuo intelletto) perderai spontaneamente interesse e a quel punto l’intelletto scaricherà la sua batteria.

Una volta compreso il meccanismo sottostante non verrai più colto di sorpresa.

Non ti sembrerà più di essere il colpevole, responsabile o controllore di qualsiasi cazzata.

Sarai libero dal senso dell’io, dall’ossessiva sensazione di possessività e dall’illusione del controllo.

Mentre proseguiamo ricordati che il controllo viene continuamente rivendicato, che ti piaccia o meno.

Non cercare di convincere il tuo intelletto o l’intelletto altrui del suo falso controllo. Lascia che faccia il suo gioco.

Più gli lasci fare il suo gioco, più uscirà allo scoperto.

Più uscirà allo scoperto, più sarà facile riconoscerlo.

Lettore: Mi rincuora sapere che non devo sforzami di contrastare l’intelletto.

Significa che posso mantenere un atteggiamento tranquillo, quasi disinteressato.

ZeRo: Certamente.

L’ansia gioca a suo favore.

Non preoccuparti troppo delle reazioni fisiche.

Attendi con calma il frenetico movimento mentale.

Se può aiutarti immagina che i messaggi dell’intelletto provengano da un emittente esterno che si è momentaneamente sintonizzato con il tuo cervello.

In questo modo faciliterai il senso di estraneità nei confronti dei pensieri, i quali ti sembreranno dei prodotti prefabbricati che non ti appartengono davvero. Sembreranno della roba strana che è stata prodotta chissà dove e che poi è stata sbadatamente accumulata nella testa. Come se dei rifiuti fossero stati lasciati a casa tua e tu li avessi distrattamente considerati di tua proprietà.

L’intelletto è come un invisibile promotore finanziario che ti vuol convincere che quei rifiuti ti appartengono, che sei il responsabile, che non devi abbandonarli o smaltirli perché potrebbero fruttare, che devi pagare per loro e soprattutto devi sentirti in colpa se li gestisci male o se peggio ancora non li gestisci proprio.

È più chiaro ora il suo giochetto?

Lettore: In pratica l’intelletto vuol farmi credere che se non riesco a gestire bene qualcosa – cioè se non ho il pieno controllo – dovrei sentirmi in colpa?

ZeRo: Già.

E quel senso di colpa (o il senso di orgoglio in caso di presunto controllo)  è l’ennesima fregatura che ti porta (distrattamente) a ricominciare il circolo vizioso, tentando di amministrare, controllare e ricontrollare qualcosa che non ti riguardava fin dal principio.

Ti rendi conto dello stress, la sofferenza, il malessere che tutto ciò comporta?

Lettore: Si, soprattutto se considero che questa condizione pietosa viene ingenuamente mantenuta per quasi tutta la vita. E di solito ce ne accorgiamo quando è troppo tardi, quando ci facciamo molto male.

ZeRo: Ora facciamo una pausa. Ci rivediamo tra un paio di settimane.

Nel frattempo dai un’occhiata alle riflessioni di oggi.

Studia a fondo l’automatismo mentale. Nota i suoi costanti reclami. Lasciagli fare il suo gioco. Lascialo rivendicare il controllo di ogni impulso. Ricordati che non sei tu ma è lui, il suo giochino preferito. Quando ti sembra di aver pensato qualcosa (di bello o brutto) sappi che non si tratta di un tuo pensiero. È la pubblicità dell’intelletto.

Guardala la pubblicità mentale con disinteresse.

Forse rallenterà ma non si fermerà subito, tutto d’un tratto, però si modificherà la percezione globale che hai nei confronti di tutto e tutti. A te non deve interessare il flusso di pensieri ma la percezione globale.

Con questa esercitazione dovresti riuscire a prendere le distanze almeno dal senso di possessività.

Riconoscerai presto l’attribuzione impropria, l’assurdità dell’attribuirsi ogni avvenimento fortuito, la demenza del giudicare ogni gesto accidentale, la follia del voler controllare qualsiasi apparenza.

Vedrai come quel giudizio (quell’attribuzione di significato) non ha alcun fondamento, è immaginario, e in quella visione realizzerai anche tutte le altre insensatezze a cui davi sbadatamente credito.

Pian piano riconoscerai un autoinganno dopo l’altro, fino ad arrivare al totale disincanto!

 

 

— — — —

 

2* parte = https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/2021/07/06/puoi-aiutarmi-a-vedere-chi-sono-2-parte/

 

1* parte = https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/2021/07/01/puoi-aiutarmi-a-vedere-chi-sono-conversazioni-con-zero-1-parte/

Diario di ZeRo – appunti per ricercatori spirituali (ebook gratuito)

I seguenti scritti riguardano alcuni miei appunti presi diversi anni fa.

Per non snaturare il messaggio ho lasciato intatto il contenuto degli appunti, limitando al minimo la rielaborazione del testo. Lo stile stringato e i termini stravaganti fanno parte dello stile con cui mi piaceva esprimere le mie intuizioni.

 

Diario di ZERO – appunti per ricercatori

 

 

 

Diario di ZeRo – appunti per ricercatori spirituali (ebook gratuito) (slideshare.net)

 


 

Brevi Riflessioni

 

 

 

 

“Tutto quello che vedo e percepisco è davvero un sogno!”

 

Questa realizzazione diretta ha cancellato tutte le cose che contano dalla mia lista di cose che contano.

 

 

 

 

— — — — — —

 

 

 

Appena scorgi la FINZIONE delle apparenze esterne, perdi interesse istantaneamente e impulsivamente nei confronti di qualsiasi fenomeno.

Appena intravedi il mondo delle apparenze, non presti attenzione alle notizie, agli annunci, agli allarmismi, alle descrizioni, alle promesse… la società ti sembrerà un circolo di sonnambuli manipolato da psicopatici fattoni, drogati, schizofrenici, maniaci ossessivo-compulsivi.

A quel punto non investi e non sprechi più tempo, fiato, energia, attenzione.

A liv. Comportamentale chiudi immediatamente pagina, libro, porta, bocca.

Togli spontaneamente la fiducia da quel sistema fallimentare, non dai ascolto al parassita, non ti dirigi verso una destinazione illusoria, non cominci un’attività inutile, non punti a un obiettivo infruttuoso (sia esso mondano o spirituale).

La perdita di interesse avverrà automaticamente appena la tua mente intravede l’inganno sensoriale, la simulazione sociale, la falsità, la finzione, l’illusorietà.

Questo esponenziale disinteresse è un indizio del tuo disincanto.

Il disincanto è la miglior medicina contro tutte le illusioni, i problemi, i pensieri.

Il disincanto (totale, indubitabile, ininterrotto, spietato) è l’anteprima dell’effettivo Risveglio dal sogno planetario.

Il disincanto è l’eresia, il pericolo, la minaccia più grande per la mente, per l’ego, per la società.

Il disincanto è l’arma che annienta il mondo delle apparenze.

 

 

 

.———

 

 

Pura Consapevolezza = Stato Naturale

 

 

 

—- — — — — — —

 

 

La soluzione non è pregare o sperare che il problema, la situazione, o l’altra persona cambi.

La soluzione sta semplicemente nel riconoscere ciò che non può cambiare.

 

In altre parole, la soluzione non sta nel cambiamento ma nel non-cambiamento.

 

 

—- — — — — — —

 

 

 

 

Lettore – Cosa impedisce il Risveglio?

 

ZeRo – Solo un sogno.

 

Lettore – Dunque niente di reale impedisce davvero il Risveglio?

 

ZeRo – Esatto. È solo un sogno ad impedire il Risveglio.

 

Lettore – Ciò significa che il Risveglio non viene mai impedito?

 

ZeRo – Già, dire che il Risveglio viene impedito solo da un sogno è come dire che in realtà il Risveglio non è impedito da niente.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Le illusioni che hai lasciato perdere sono più importanti di quelle che credi di aver guadagnato.

 

 

 

 

 

 

 

 

Soffrire significa rimanere incantati ed incatenati ad un’impressione negativa.

Essere felici significa farsi incantare da un’impressione positiva.

Risvegliarsi significa non farsi incantare da nessun tipo d’impressione.

 

 

 

 

Quando guardi il sogno dalla parte sbagliata, cioè con gli occhi della coscienza addormentata, il sogno  sembra reale, consistente, attendibile, indispensabile, solido.

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

Il miracolo dei miracoli è l’immunità ai miracoli, l’immunità agli incantesimi del sogno planetario.

 

 

 

 

 

 

 

Il grado di disincanto non è dato da quanti sogni vuoi realizzare ma da quanto hai realizzato che non devi realizzare alcun sogno.

 

 

 

 

Il tempo non è l’unica cura possibile.

Il tempo è la malattia.

La cura è l’eternità.

 

 

 

 

 

 

 

Rimanere senza pensieri è la più grande devozione a quello che si trova oltre ogni pensiero.

 

 

 

 

 

 

 

Nessuno ha mai realizzato nulla in un sogno.

Rallegrati!

Non c’è niente da realizzare in questo sogno planetario.

Realizza semplicemente la non-necessità di tale realizzazione e vivi come ti pare.

 

 

 

 

 

 

— — — —

 

 

Il sogno comincia con il pensiero. Appena cominci a pensare, cominci a sognare.

 

 

 

—–

 

 

È il tempo a consumarsi non l’eterno, e voi siete l’eterno inconsumabile che crede di consumarsi nel tempo.

 

 

 

 

In quanto Pura Consapevolezza non hai bisogno di pensarti o di cercarti.

Sei sempre presente, spontaneamente, senza sforzi.

 

 

–àà—

Giocare con gli incantesimi e gli incantamenti sensoriali vuol dire giocare con le catene che vi tengono schiavi. Non dovete giocare con le catene ma romperle.

Non dovete giocare con gli incantesimi ma romperli!

E udite udite!

Una volta rotte le catene potete ‘anche’ giocarci.

Una volta rotti gli incantesimi potrete – lucidamente– giocarci.

Una volta rotti gli incantamenti sensoriali potrete consapevolmente giocarci: giocarci tranquillamente, liberamente, spensieratamente, come se non esistessero!

E in effetti per voi non esisteranno più!

 

 

 

 

 

 

In quanto Risvegliato non bado più ai contenuti del sogno (né individuale né collettivo)… rimango totalmente indifferente a quello che scrivo, a quello che leggo, a quello che dico, a quello che vedo, a quello che sento, a quello che faccio oppure a quello che mi scrivono, mi dicono, mi fanno.

 

 

 

 

 

Quelli che investono nei sogni sono ignari della Realtà.

Quelli che investono nella Realtà ignorano i sogni.

 

 

 

 

 

 

La saggezza sta nel comprendere che non c’è nulla da comprendere.

Il saggio può dire, ascoltare, fare, sentire di tutto senza aver bisogno di comprendere nulla.

 

 

 

 

 

 

Vi suggerisco un buon proposito.

Azzerare tutti i propositi.

Azzerare tutte le aspettative

Azzerare tutte le buone intenzioni.

 

Quest’assenza di propositi vi darà ‘di proposito’ una soddisfazione spropositata.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ciò che emerge, l’emergenza, appare urgente ma non è mai urgente come appare e quindi non è davvero emergente.
Lascia andare l’emergenza e se riemerge lasciala sprofondare senza urgenza.

 

 

 

 

 

Un briciolo di vera lucidità e puff!

Il sogno svanisce, l’incantesimo si rompe, la messinscena perde di importanza, la finzione perde di valore, il coinvolgimento emotivo sfuma, la paura evapora, le tensioni si allentano, il bisogno di apparire si dilegua.

 

 

 

 

 

 

Vai tranquillamente a caso.

Non c’è direzione.

E comunque il Grande Puzzle prende la forma che vuole Lui, non quella che vuoi tu.

 

 

 

 

 

 

Non rincorrere niente e nessuno.

Il fiato non deve mancare a te.

Il fiato deve mancare a loro… a quelli che rincorrono le illusioni!

Tu rilassati e affidati alla fermezza della Pura Consapevolezza.

 

 

 

 

Convivere tranquillamente con l’insicurezza è sicurezza.

Convivere tranquillamente con il disagio è agio.

Convivere tranquillamente con la tensione è distensione.

 

 

 

 

 

 

Ciò che genera il tuo malessere emotivo e le tue malattie psicofisiche non è il muco corporeo ma il muco mentale…

 

 

 

 

 

 

 

Smettila di voler salire e comincia a pulire lo specchio mentale da tutte le scale immaginarie su cui cerchi di arrampicarti.

 

 

 

 

 

 

Non aspettarti niente.

E incontrerai di tutto.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Misura la qualità della tua vita non in base a ciò che aggiungi o che raggiungi, ma in base a ciò che non puoi mai perdere e soprattutto in base a ciò che non devi raggiungere.

 

 

 

 

 

 

 

Perché cerchi di rompere il silenzio con chiacchiere e pensieri inutili?

Perché credi che il silenzio sia un problema.

 

 

 

 

 

Non fidarti di ciò che è scadente.

Il corpo e il mondo rappresentano tutto ciò che accade, poi decade, scade e ricade.

Quindi non fidarti né del corpo né del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

Siediti e rimani tranquillamente presente alla danza delle apparenze.

 

Distenditi e rimani tranquillamente presente agli spettacoli della mente.

 

Rilassati e rimani tranquillamente presente al ballo delle incertezze.

 

 

 

 

 

 

Ciò che è complicato è una falsità.

La complicazione della mente è motivata dal desiderio di nascondere la semplice verità.

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

 

Nell’istante in cui interiorizzi la verità e ti convinci del suo valore inestimabile, la coscienza si sposta bruscamente – [tale realizzazione è inequivocabile, lo percepisci intensamente e lo apprendi sulla tua pelle]

Comprendi chiaramente le implicazioni e d’ora in poi agisci di conseguenza

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

Dove risiedono il peccato, la colpa, l’errore e l’ingiustizia, se non nella nostra mente?

 

 

 

 

 

 

 

La dissoluzione della brama è Brahman.

 

 

 

 

 

 

Ora che hai visto la Verità non puoi più tornare indietro… non puoi più credere alle illusioni.

 

 

\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

La Mente Vuota è una barca vuota, libera di farsi trasportare delle correnti dell’Universo.

 

 

 

Risveglio = stato naturale, condizione primordiale e universale.

Il Risveglio è la modalità di default del Puro Essere, ne consegue che nessuno ‘può’ o ‘deve’ risvegliare se stesso o qualcun altro.

 

 

 

 

 

Non siamo noi a muoverci ma l’illusione a scorrere.

 

 

 

 

 

 

SOGNO DUNQUE SONO… il motto della coscienza addormentata.

 

 

 

 

 

 

 

Non cercare l’essenza nello squallido mondo delle apparenze sensoriali, nel quale niente è certo e dove tutto è insoddisfacente.

 

 

 

 

 

 

 

Nel sogno individuale/collettivo nessun pensiero, nessuna sensazione o nessun’azione ha realmente [più] rilevanza [di un altro pensiero, un’altra sensazione o un’altra azione].

Il bene non è più rilevante del male, lo yin non è più rilevante dello yang, l’amore non è più rilevante della paura, la felicità non è più rilevante della tristezza, il bello/piacevole non è più rilevante del brutto/spiacevole, il tanto non è più rilevante del poco, il profondo non è più rilevante del superficiale, il Sé non è più rilevante dell’ego, Dio non è più rilevante dell’io.

 

 

 

 

 

 

L’obiettivo delle impressioni è APPARIRE REALI, giocare con le forme, i suoni, i pensieri, le sensazioni in modo da sembrare quel che non sono.

 

 

 

 

 

 

 

Comprendere è la pratica per eccellenza.

 

 

 

 

 

 

Il risvegliato non può tornare a credere ai sogni (impressioni diurne o notturne).

Il sognatore non può o non vuole smettere di credere ai sogni (impressioni diurne o notturne).

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il risvegliato è come un turista totalmente disinteressato alle esposizioni del mondo o alle bancarelle del sogno collettivo: guarda tutto senza desiderare niente!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I duelli esistono soltanto nella mente duale.

I conflitti esistono solo nella mente conflittuale.

Le illusioni sono reali solo per la mente illusa.

Le impressioni sono importanti solo per il corpo di impressioni.

Le apparenze esterne sono incantevoli solo per la coscienza incantata.

 

 

 

 

 

 

Un giorno realizzerete che il mondo è un sogno collettivo e in quanto sogno collettivo è vano, effimero, inconsistente tanto quanto il sogno individuale.

 

 

 

 

 

La mente umana è schiava di inutili codici mentali, linguistici, morali, filosofici, sociali, religiosi, spirituali.

 

 

 

 

 

 

Prima davi priorità al sogno, ai movimenti, alle forme, alle sensazioni, alle apparenti animazioni esterne.

Presto tutto si capovolgerà e darai priorità al non-sogno, alla non-forma, alle non-apparenze… quindi alla Realtà.

 

 

 

 

 

L’illusione ottica NON c’è anche quando formalmente c’è – cioè anche quando appare alla vista ordinaria.

Così tutte le altre impressioni o illusioni sensoriali NON ci sono nonostante vengano percepite dagli organi sensoriali; tali fenomeni sono manifestazioni apparenti, appaiono ma in realtà non ci sono.

 

 

 

 

 

 

Diffida da chi ti vuol convincere a suon di ‘stimolazioni sensoriali’ ed ‘esperienze fuori dall’ordinario’.

Costui non è una Guida risvegliata ma un sognatore drogato di ‘forti sensazioni’.

 

 

 

 

 

 

 

È innanzi tutto sul piano psichico che noi siamo vulnerabili.

[Se la malevolenza penetra nei pensieri, nei sentimenti e nei desideri ecco che la porta verso il piano fisico è già aperta e da lì sarà poi facile per l’intenzione malefica esteriorizzarsi a livello comportamentale]

 

 

 

 

 

 

 

Quel che credi di essere o quello che gli altri credono di te sono soltanto due diversi tipi di allucinazione o percezione.

Quello che sei in realtà è al di là di qualsiasi percezione.

 

 

 

 

 

 

 

Il fatto che voi vediate qualcuno non significa che quel qualcuno esista.

Il fatto che voi non vediate o non percepiate qualcosa non significa che quel qualcosa non esista.

Paradossalmente i vostri occhi potrebbero vedere un mondo che non c’è (l’irrealtà) e non vedere il mondo che c’è (la Realtà): tale è la potenza della mente.

 

 

 

 

 

In ambito spirituale non cristallizzare l’autorealizzazione.
In ambito fisico non cristallizzare le sensazioni.
In ambito economico non cristallizzare il guadagno.
In ambito sentimentale non cristallizzare con il rapporto con il partner.
In ambito sociale non cristallizzare le relazioni con gli altri.
[…]
In ambito interiore non cristallizzare l’esteriore, e viceversa.

Rimani fluido.

 

 

 

Negazione della verità o della realtà = difesa dei sogni = negare la vera natura del mondo =  credere che questo mondo sia il mondo reale.

 

Negare la negazione della realtà = negare la difesa dei sogni = smettere di prendere i sogni per realtà, smettere di credere che questo mondo sia reale = rendersi conto che questo mondo è un sogno planetario.

 

 

 

 

 

 

Liberatevi dall’idea di dover rendere liberi voi stessi o gli altri.

 

La liberazione non è un business di qualcuno, ma di ‘nessuno’: nessun bodhisattwa (guru, maestro, avatar, Dio) può dirsi liberatore o salvatore di qualcun altro!

 

Insomma, non siate dei fanatici della liberazione: non fissatevi con il pensiero della liberazione nel mondo dei fenomeni quotidiani.

 

 

 

 

 

 

Più qualcosa sembra desiderabile, più la mente si sente inappagata senza quel desiderio.

Quando la mente si sente appagata non è più attaccata ai desideri: ciò che sembrava desiderabile diventa indesiderabile, cioè non viene più desiderato.

 

 

 

 

 

 

 

Nessuno che pensi che questo mondo dei sogni sia la realtà avrà mai ragione su qualcosa.

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

C’è soltanto una cosa veramente importante da fare nel mondo dei sogni: svegliarsi!

 

 

 

— — — —

 

Pensare, ragionare, parlare, meditare = sognare

 

 

 

 

 

 

— — — —

 

 

Per capire che un’illusione ottica è un’illusione hai bisogno di sforzarti?

Per capire che un sogno è soltanto un sogno hai bisogno di fare uno sforzo?

Per capire che sogni, illusioni, apparenze, miraggi, allucinazioni sono falsi, inattendibili, ingannevoli hai bisogno di fare uno sforzo?

 

Ebbene, dato che il mondo è un insieme di illusioni, scenari virtuali, immagini tridimensionali, ologrammi, impressioni, inganni sensoriali, hai bisogno di fare uno sforzo per comprendere che il mondo è falso, illusorio?

 

 

 

 

 

Le distinzioni sembrano vere solo nel sogno; soltanto lì, nell’immaginazione, la separazione, la molteplicità, l’allontanamento, la divisione, il distacco sembrano veri.

Solamente lì le discriminazioni e i giudizi sembrano necessari.

 

 

 

 

 

Non puoi utilizzare ciò che viene dopo per capire, percepire, realizzare ciò che viene prima.

Ciò che viene dopo =  sogni, parole, pensieri, sensazioni, esperienze.

Ciò che viene prima = realtà, sorgente, autentica identità, pura coscienza.

 

 

 

 

 

 

 

 

La conoscenza è incatenamento, prigionia, schiavitù e dunque ignoranza.

 

Accumulare conoscenza = Accumulare catene (nozioni, concetti, credenze, convinzioni) = Accumulare dati, programmi nella banca dati della macchina biologica (corpo)

 

Conoscenza = Rete di associazioni mentali = Ragnatela concettuale = Matrix, Matrice di codici (mentali, morali, sociali, spirituali)

 

 

 

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

Questo mondo è un sogno.

Nei sogni non fai niente.

In questo mondo non stai facendo niente.

 

Sembra che succedano tante cose nel sogno.

Sembra (sembra!) che succedano tante cose in questo mondo.

 

 

 

I pensieri sono i mattoncini con cui vengono costruiti i sogni, cioè le allucinazioni diurne o notturne; dunque, qualsiasi pensiero è privo di valore.

In tal senso anche il mondo, il cui fondamento è il pensiero, è anch’esso privo di valore.

 

 

 

 

 

 

 

Non può esserci comunicazione con l’uomo comune.

Per te non esistono allucinazioni (problemi) ma per loro esistono solo quelle allucinazioni quotidiane.

 

 

Da un focolaio immaginario nasce un incendio immaginario.

Da un (io) immaginario nascono altri (mondi, sensazioni spiacevoli, emozioni sgradevoli, sofferenze, dolori) immaginari.

 

 

 

Nel Mondo si comunica solo di problematiche.

Senza problemi non esisti per il mondo. Se ci tieni al rapporto con il mondo devi inventarti dei problemi che non hai.

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

L’io identificato con il Problema/Sofferenza non vuole la Soluzione (Salvezza, Sapere, Saggezza)… Essa sarebbe la sua fine/morte.

 

 

Al mondo (gente/mente ignorante, allucinata) non conviene la risolutezza, al massimo cerca un diversivo (problema più piccolo o meno spiacevole).

 

 

Per il Sapiente invece il problema non esiste, non lo percepisce, non gli interessa.

 

 

— — — —

 

 

 

 

 

È soltanto quando il desiderio si attenua che la mente mostra la sua vera natura.

È soltanto quando i desideri si attenuano che la mente si svuota.

 

 

— — — —

 

 

 

 

 

 

 

Non esaminare il mondo delle apparenze esterne

Non badare al corpo di impressioni.

 

 

 

 

 

È l’apparato psicofisico (corpo, cervello, intelletto) che deve guarire, non tu, non la tua vera natura.

 

 

Il corpo e l’intero mondo non sono altro che un’espansione dell’ego, una dilatazione del senso dell’io, che è l’embrione, la forma-pensiero o il seme di ogni manifestazione.

Riconoscendo l’irrealtà di questa forma-pensiero primordiale, si riconoscerà anche l’inconsistenza dei suoi frutti (impressioni, sensazioni fisiche, apparenze esterne).

 

 

 

 

 

 

la fine delle tue illusioni coincide con la fine del tuo io, la fine del personaggio con cui sei identificato, la fine della falsa identità.

In verità questa è una bellissima notizia, ma quando viene letta con la mente ordinaria appare come una catastrofe, come la fine di se stessi e la fine del mondo.

Eppure, in un certo senso, la fine dell’io è la fine del mondo… la fine del mondo delle illusioni.

E l’inizio della Realtà.

 

 

 

 

 

 

 

Pensieri = cambiamenti (apparenti) = agitazione

Senza mente = senza pensieri = senza cambiamenti = Quiete, Pace

 

 

 

 

 

Quando il presunto problema cesserà allora saprete come è sorto… dal nulla!

Questo vale per qualsiasi inquietudine psicofisica; sia essa un problema sentimentale, psicologico, emotivo, soggettivo, collettivo o interpersonale.

Realizzerete che tale problematica in realtà non sussiste: sorge solo in uno stato in cui manca la chiarezza interiore.

 

 

 

 

 

 

 

Che privilegio poter fare, disfare e rifare tranquillamente tutto da zero

 

 

 

 

 

 

 

La Pura Consapevolezza ‘conosce senza pensare’.

 

 

 

 

 

 

Più realizzi che l’ignoto (l’indicibile, il non detto, il non parlato, l’impensabile) è ciò che desideri e più perderai il desiderio per il noto (il pensabile).

 

 

 

 

 

Lo ‘stato naturale’ viene davvero riconosciuto quando sai che sei nello stato naturale anche quando ti sembra di non trovarti nello stato naturale; quando ti senti O.K. anche quando non sei O.K.,; quando sai che va bene anche se non sembra andare bene.

 

 

 

 

 

 

 

Sei ad un solo passo dal tuo stato naturale.

E quel passo è un passo indietro e in dentro.

Dietro i pensieri e dentro il silenzio.

Dietro le frenetiche emozioni e dentro la pace interiore.

Dietro i veli della tua mente e dentro la Pura Consapevolezza.

Dietro l’io e dentro il Sé.

Dietro le apparenze del mondo esterno e dentro la Pura Coscienza.

 

 

 

 

 

 

Cos’è il Risveglio?

La rottura di un incantesimo.

Ma non un incantesimo qualunque, piuttosto l’incantesimo per eccellenza; l’incantesimo di tutto ciò in cui credi, l’incantesimo delle tue percezioni, l’incantesimo del mondo esterno, l’incantesimo dell’apparente realtà separata, l’incantesimo dell’Universo.

 

 

 

 

 

Tutto è un sogno che non proviene e non va da nessuna parte

 

 

 

 

 

 

 

La saggezza sorge in coloro che disimparano tutto ed imparano Niente.

 

 

 

 

 

 

Posa il tuo sguardo sull’invisibile

filo conduttore che collega il visibile.

 

 

 

 

 

I problemi in compagnia dell’intelletto diventano guai.

I problemi in compagnia della Pura Consapevolezza diventano soluzioni.

 

 

 

 

 

****

 

 

Il saggio fissa tranquillamente l’immobilità dello schermo.

Lo stolto insegue freneticamente i movimenti dei cartoni animati.

Il saggio si sintonizza sulla quiete dello schermo.

Lo stolto si sintonizza sull’irrequietezza dei cartoni animati.

 

 

 

 

 

 

 

 

Per vedere con chiarezza, senza oscure e tediose distorsioni, non devi ripulire le lenti concettuali ma buttare via gli occhiali intellettuali che stai indossando (senza accorgertene) dalla mattina alla sera.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Tu stai già toccando il Cielo perché il Cielo ti sta già abbracciando!

Tu sei il Cielo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’Uno (Creatore) è l’altro (creato)!

Per cui non sarebbe neppure corretto asserire che esiste quell’Uno inteso come Creatore separato da quell’altro, il creato.

Neppure la parola creazione si addice a questo immenso e meraviglioso Essere.

Non vi è mai stato una reale creazione di qualcosa di diverso da Quello!

Non essendoci alcuna vera creazione, nulla è mai accaduto!

 

 

 

 

 

 

 

Il divario tra coscienza addormentata e coscienza risvegliata è incolmabile come il divario tra un cadavere in via di putrefazione e un essere vivente pieno di vitalità.

 

 

 

 

 

 

 

 

Quando il coinvolgimento con l’idea di prigionia e con il relativo desiderio di liberazione sparisce allora svanisce anche il bisogno di trovare l’illuminazione.

In altri termini quando l’io che si sentiva imprigionato svanisce, svanisce anche l’io che desiderava la liberazione e l’io che voleva l’illuminazione. È solo l’entità illusoria che a volte si sente imprigionata e altre volte si sente liberata.

 

 

 

La conoscenza – sotto forma di dati, informazioni, pensieri, linguaggio, ricordi, memoria, programmi – serve soltanto all’ego, al cervello, all’intelletto, alla persona, all’attore sociale, al robot umano, alla macchina biologica, al funzionamento dell’apparato corpo-mente… non a te!

Il Sé – la tua vera natura – non ha bisogno di conoscere niente!

Non ha bisogno di programmi, previsioni, supposizioni, congetture.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riflessioni Intermedie

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Vedere la vera natura di un problema significa vedere che non esiste nella realtà!

Il problema esiste soltanto nella mente di chi crede in tale problema e lo percepisce come vero.

I problemi sono illusioni.

Se percepisci qualcosa come ‘un problema’ vuol dire che non ne stai riconoscendo la sua vera natura; non riconosci che l’idea stessa di problema è un’invenzione della mente, una fantasia e quindi un’illusione; il problema è un concetto partorito dalla mente tanto per fingere di fare qualcosa d’importante, tanto per tenersi occupati nel sogno diurno.

I problemi sono come dei mattoncini immaginari che formano un muro apparentemente invalicabile, il muro degli incubi diurni o notturni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’illusione fondamentale è che le illusioni abbiano un fondamento.

Credere che le illusioni abbiano un fondamento significa credere che i sogni abbiano un fondamento, credere che la virtualità abbia un fondamento, credere che i propri problemi abbiano un fondamento, credere che le apparenze esterne abbiano un fondamento, credere che le impressioni abbiano un fondamento, credere che le paure abbiano un fondamento, credere che le proprie folli idee abbiano un fondamento, credere che le sensazioni fisiche abbiano un fondamento, credere che i propri desideri abbiano un fondamento, credere che il senso dell’io abbia un fondamento.

Il riconoscimento dell’infondatezza di tutto ciò in cui si è creduto produce un grande dispiacere nella mente ordinaria, attaccata alle proprie illusioni.

Anziché vedere questo riconoscimento come un’occasione per liberarsi dalle illusioni, la mente ordinaria tiene nascosta questa consapevolezza, si tiene alla larga da questo riconoscimento e finge che le sue proiezioni, le impressioni e le apparenze esterne poggino davvero su qualche fondamento. Oppure finge di rimediare con qualche consiglio terapeutico, qualche tecnica, qualche trucco spirituale, i quali non fanno altro che distrarre il corpo e trattenere la mente sul piano superficiale, impedendole di indagare in profondità e di riconoscere l’infondatezza delle sue credenze e soprattutto l’infondatezza delle sue percezioni..

Per fare un esempio pratico, anziché spingersi a fondo fino a riconoscere l’infondatezza di un problema fittizio o di una futile preoccupazione, molta gente investe energia e tempo prezioso per dare consistenza, validità, importanza a tale problema; si muove nella stessa direzione della preoccupazione fittizia anziché muoversi nella direzione contraria, cioè guardare da dove arriva tale preoccupazione e vederne l’inconsistenza, l’inutilità, l’assenza di base fattuale, l’assenza di attendibilità, l’assenza di credibilità.

La mente ordinaria è piena di questi fatti immaginari, cioè di F.E.A.R. (Finte Evidenze – oppure Fatti Esterni – Apparentemente Reali).

Fatti Esterni Apparentemente Reali vuol dire fatti irreali, non veramente reali, infondati… proprio come i fatti dei sogni.

I ‘fatti dei sogni’ sembrano dei veri fatti soltanto agli occhi del sognatore.

La mente non dovrebbe concentrarsi sulla prima impressione (Fatti Esterni o Finte Evidenze) ma sulla Pura Consapevolezza che li riconosce come Apparentemente Reali; guardando in questo modo la mente ordinaria sarebbe costretta a denudare le proprie fantasie, i propri desideri, i propri capricci. Naturalmente la mente ordinaria non vuole denudare le proprie fantasie e le proprie convinzioni mondane o spirituali, per questo le tiene nascoste oppure evita di prendere seriamente in considerazione la loro infondatezza.

 

 

 

 

 

 

 

Nel sogno planetario accade una cosa molto curiosa: l’energia non sembra conservarsi, ma trasformarsi ed eventualmente dissiparsi.

Tutto sembra impermanente, decadente, effimero.

Dire che quando ‘dai, perdi’ vuol dire che quando offri qualcosa in questo mondo sorge anche l’impressione di averci rimesso. L’uomo comune ha paura della condivisione poiché teme di perdere qualcosa oppure di non guadagnarci.

Ma nei fatti non si può non dare!

Non si può trattenere l’energia!

Non si può non condividere!

Non si può trattenere ciò che la mente ordinaria vorrebbe trattenere.

Ed è proprio quel trattenere per paura di perdere, quel non voler dare per paura di non guadagnare, che fa soffrire la mente ordinaria.

La Mente Vuota da tale paura sa che nei fatti non ci rimette mai.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La delusione è la conseguenza diretta di qualunque illusione.

 

ILLUSIONE à DELUSIONE à DISPERAZIONE

 

Ogni viaggio verso le illusioni (fantasie, preoccupazioni, ragionamenti inconcludenti) è un viaggio inutile, un viaggio che ti conduce prima verso la delusione e dopo verso la disperazione.

Ogni volta che sei tentato di intraprendere un viaggio inutile che ti conduce verso la disperazione e lontano dalla pace, chiedi a te stesso:

Questo viaggio (mentale, emotivo, fisico) mi porta verso la disperazione oppure verso la pace interiore?

Ho davvero bisogno di fare questo ennesimo viaggio inutile verso quelle fantasie?

Ho bisogno di viaggiare ancora nel mondo dei sogni?

Qual è il mio unico bisogno se non quello della pace?

 

Se ti stabilisci saldamente nella pace (interiore, mentale, sensoriale) ti renderai conto che rimanendo in quella pace hai già vinto ogni tentazione, ogni desiderio, ogni vizio: non sarai più sedotto e allettato dai viaggi inutili perché essi avranno perso la loro attrattiva.

 

 

 

 

 

 

 

 

Sia l’impressione, la situazione o l’esperienza definita positiva sia quella negativa sono solamente vapore promanato dalla nostra essenza. Hanno la stessa consistenza del vapore, dunque non hanno nessuna reale consistenza. La loro solidità è apparente.

Non dobbiamo farci impressionare dai nostri stati d’animo, dalle situazioni interne (stati d’animo, sensazioni fisiche) e neppure dalle situazioni esterne: tutte loro sono come il vapore emanato dalla nostra essenza.

La coscienza abituale si fa stordire da questo vapore, da queste apparenti situazioni interne ed esterne.

In assenza di forza interiore e di lucidità, la coscienza ordinaria soccombe alle vaporose manifestazioni del mondo, della mente, del corpo e persino dei sogni. Rimane tramortita da queste manifestazioni che sembrano apparire all’interno o all’esterno di un ipotetico ‘io’.

In questi frangenti occorre ricordare che la nostra essenza è come un diamante indistruttibile in confronto alla natura di quelle situazioni, cioè rispetto a qualsiasi esperienza quotidiana.

Occorre ricordare che i fenomeni del mondo di per sé sono irreali e che siamo noi a iniettare la realtà in loro!

 

SIAMO NOI A INIETTARE LA REALTÀ NEL MONDO.

SIAMO NOI A INIETTARE LE IMPRESSIONI DI REALTÀ.

SIAMO NOI A INIETTARE IL SENSO DI REALTÀ NELLE NOSTRE SENSAZIONI.

 

 

 

 

 

 

 

 

Con quali occhi credi di vedere il mondo, cioè il sogno diurno?

Con gli stessi occhi con cui guardi il sogno notturno!

 

La testimonianza dei sensi, cioè la percezione quotidiana, è sempre falsa, inaffidabile, inattendibile.

I cinque sensi testimoniano il sogno, non la Realtà.

Il sesto senso, l’intelletto (conoscenza), testimonia anch’esso i sogni, non la Realtà.

Per questo motivo i saggi autorealizzati ripetono spesso che la conoscenza è ignoranza.

La conoscenza dei sogni è falsa conoscenza, in realtà non serve a niente.

La conoscenza del mondo è falsa conoscenza, in verità non serve a niente.

La conoscenza dei sogni – incluso il sogno planetario – è ignoranza della Realtà.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il termine ‘ignoranza’ non ha un valore dispregiativo: si riferisce al sonno profondo in cui la Coscienza sembra cadere e alla conseguente dimenticanza della propria natura.

 

Ignoranza = Dimenticanza (della propria natura)

 

In realtà tutto avviene in un Vuoto Infinito, dunque in un non-luogo.

Se andate alla ricerca del luogo in cui si trovano i sogni realizzerete che quello non è un luogo!

Così, se indagate il luogo in cui l’universo appare realizzerete che quello è il medesimo non-luogo in cui appaiono i sogni.

Questo non-luogo o questo spazio vuoto va inteso non come nulla assoluto ma più come il vacuum quantistico, una nube indistinta e intangibile in cui oscillano e si sovrappongono infinite possibilità.

Questa vacuità va intesa come una condizione di onnipotenza primordiale in cui tutti gli stati potenziali fluttuano in contemporanea e dove non vi è alcuna separazione tra uno stato e l’altro.

Questa condizione è ‘vuota’ di intervalli, distanze, distacchi, interruzioni in tal senso non presenta le caratteristiche di ciò che definiamo ‘luogo’.

Naturalmente oltre alla spaziatura non presenta neppure i tratti della temporalità.

Questi tatti appaiono localmente e temporalmente allo stesso modo in cui si verificano in un sogno: non sono caratteristiche reali, oggettive, autentiche e nella loro volatilità non hanno distinzioni effettive.

 

 

 

 

 

 

 

La mente ordinaria vuole convertire ‘zero in uno’ e non si accorge di quanto siano inutili e debilitanti i suoi sforzi di quantificare qualcosa che non è quantificabile o di afferrare qualcosa che non è afferrabile.

Convertire ‘zero in uno’ vuol dire convertire una ‘non cosa’ in ‘qualcosa’, convertire una non entità in entità, convertire ‘nessuno’ in ‘qualcuno’, convertire una ‘non-persona’ in una persona, convertire ciò che non ha niente di personale in qualcosa di strettamente personale.

 

Uno = qualcosa, un oggetto, un pensiero, una convinzione, un’impressione, una sensazione afferrabile dagli organi sensoriali o dall’intelletto

Zero = Non-Uno = una non cosa, un non oggetto, un non-pensiero

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non puoi edificare niente di reale/solido/duraturo in un sogno, e questo mondo è un sogno.

Nessuna relazione duratura, nessun rapporto soddisfacente, nessun effetto effettivo, nessun beneficio, nessun danno. Niente. In un sogno, come il sogno planetario che chiami mondo, non fai, non ottieni, non raggiungi, non crei, non costruisci, non concludi mai niente!

Se riesci a leggere tra le righe, questa è una gran bella notizia, se invece non riesci a leggere tra le righe questa sembra la fine del mondo.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’attimo successivo sarà simile all’attimo precedente; la sensazione contingente dipende da quella antecedente; il saggio riesce a far concatenare un attimo sublime dopo l’altro.

Gli stimoli emergono, si avvicinano o si moltiplicano in presenza di stimoli che hanno una simile o identica BANDA di frequenza (sensazioni, entità, visioni, sogni)

Anime simpatetiche si richiamano e si avvicineranno tra loro

BANDA SEDUTTIVA/CARISMATICA di vibrazioni Dolci/morbide

oppure una BANDA REPULSIVA di emozioni Violente

 

una banda richiama un’altra banda.

La banda infernale, come la banda dell’ego, richiama una banda di demoni.

 

Modifica il SEGNALE (Freq. che EMETTI) e RICEVERAI segnali simili

 

 

L’etere ti RESTITUISCE (in misura Raddoppiata, sotto varie forme) ciò che hai inviato [desiderio, sensazione]

  • RISUONI con la RABBIA perché SEI già infastidito (BACKGROUND , HUMUS = DISAGIO)

Sei attratto da situazioni (persone, emozioni) perché la tua FREQ (emotional baseline) è simile alla FREQ. Di quelle vibrazioni

NON RIECHEGGI = in loro PRESENZA non senti alcunché [in te non c’è qualcosa di simile che si muove in accordo all’altro]SIMILE =  aggregati di persone + stati d’animo + concatenazione di eventi + opportunità + suoni + film + luoghi +

Stesso protocollo (routine) = stessi effetti

Vincente non (si) cambia

Set in motion a mysterious but infallible sequence of events that would produce inspiration

È in atto un PROCESSO INARRESTABILE grazie cui vieni infallibilmente/inevitabilmente elevato da una Forza

Disciplina, dedizione, aspirazione = richiamano la PROVVIDENZA [successione eventi favorevoli]

ALLINEATI al tuo puro intento e arriveranno ALLEATI (Schiera Angelici)+ il campo elettrico (corpo energetico) è intenso, + il c. Magnetico (controparte fisica) si amplia (potenzia, più ATTRAENTE)+ il c. El.magnetico è consistente nel tempo, più attrae en. (eventi) coerenti con esso

Sera (resto della giornata/vita) =  pome = MATTINO (PRINCIPIO)

Dopo (min., ora) come il prima

 

 

 

 

 

 

IMPRESSIONI

 

..

Senso dell’io = impressione (illusione ottica) primordiale “persistente

Continua a ri-apparire = cervello suppone che l’auto-immagine (neuro-proiezione, rappresentazione olografica/mentale) sia reale.

Ripetizione di una menzogna (credenza) fino a ritenerla veritiera

La realtà (ciò che percepisci) è una successione di impressioni

Ego = limitata gamma/loop di impressioni.

La mente ordinaria reagisce a vanesie impressioni.

Non interagisci con gli altri, non trasformi la vita esterna, ma il “corpo di impressioni” che hai di loro/noi stessi.

 

La vita esige continuamente una reazione ad essa.

La somma/massa di queste reazioni forma la tua vita personale.

Cambiare vita non è cambiare le circostanze esterne; è cambiare le proprie reazioni alle impressioni che arrivano.

 

Se le tue reazioni sono quasi tutte negative, lo sarà anche la tua vita.

Una buona Impressione (attraente, corretto, profumato) vale tanto quanto una cattiva impressione

Impressioni = meccanismi selettivi (programmabili)…

Impara ad impostare le migliori impressioni e poi lasciale ri-attivarsi.

 

Le impressioni precedono il volere/pensare/decidere conscio

Precedono il senso dell’io

Per gli altri tu sei soltanto un’impressione… l’impressione che hai lasciato nella loro psiche.

 

 

Se (non) fai impressione, non vali niente – nel mondo delle apparenze

L’automa umano non ti percepisce, non esisti nel suo mondo.

Lo zombi umano si sente vivo solo se viene impressionato.

 

 

 

 

—————

 

 

Direttamente dal diario di ZeRo

 

I seguenti scritti riguardano alcuni miei appunti presi diversi anni fa.

Per non snaturare il messaggio ho lasciato intatto il contenuto degli appunti, limitando al minimo la rielaborazione del testo. Lo stile stringato, gli errori ortografici e i termini stravaganti fanno parte dello stile con cui mi piaceva esprimere le mie intuizioni.

 

 

 

 

05/05/13

 

 

 

Dimenticare = lasciarsi dietro, alle spalle.

La mente ordinaria dimentica soltanto lasciando dietro fisicamente, non vedendo più qualcuno, lasciando che passi MOLTO TEMPO.

DIMENTICARE ORDIARIO à requisito: FISICAMENTE DIETRO oppure FISICAMENTE MORTO (inanimato, assente) à ASSENTE verbalmente, socialmente, empaticamente.

Quando è dietro non lo vede, non lo considera, non lo può RI-GUARDARE neanche volendo (ma solo FINGENDO, sognando)… una cosa del PASSATO.

E anche quando è fisicamente dietro, la m. ordinaria non riesce a dimenticare del tutto, non riesce a LASCIAR INDIETRO… fa RETROMARCIA!

PASSATO à DIETRO non fisicamente e quindi la m.o. – dipendente dal fisico – crede sia ancora lì, davanti.

Si sente ancora dentro la scena… la scena sembra ancora DAVANTI agli occhi, all’io, al personaggio.

Il personaggio stesso è lì, davanti… mai dietro, non viene mai dimenticato, S-cordato ma solo RI-cordato.

A-CCORDARE = dare cuore + dare corda, LEGARSI

RI-cordare = ridare corda, ri-allacciarsi

S-cordare = non dare corda, S-legarsi = Dimenticarsi

 

m.o guarda e si ac-CORDA (Ri-corda), si lega all’APPARENZA, a ciò che si mostra davanti agli occhi… LONTANO dagli OCCHI lontano dal CUORE à lontano dai SENSI (corpo), lontano dalla mente, dall’attenzione = ricordo lontano, dimenticato, vago, sbiadito, sfocato, sfumato.

 

L’apparenza- COMPARSA-FANTASMA-persona vuole soltanto riconoscimento (visivo, NOMINATO, APPREZZATO, valutato, ri-chiamato) … desidera che SI PARLI o PENSI a LUI.

Non vuole tanto o solo essere guardata ma chiamata, creduta, ascoltata, percepita… vuole che DAI VOCE, anche se non la guardi.. COME SE FOSSE lì. Non riesce a lasciarla dietro di sé quindi non può andare oltre… è come se fosse indispensabile e la portasse sempre con sé.

La m.o ri-conosce l’Apparenza, la ri-CHIAMA, gli dà un nome, la valuta, gli dà un valore, attenzione.

Non può vivere senza o non vuole lasciarla dietro, ma TORNA deliberatamente INDIETRO, la ricerca, riprende, la Ri-presenta , la ri-SENTE… crede che ci sia ancora qualcosa (da ri-VEDERE, fare, guadagnare)

  • Ri-cordare = ri-tornare non fisicamente in una SCENA che sembra IMPORTANTE

Es. per ri-VENDICARSI di un torto subito

o per rivivere un’esperienza piacevole si ri-colloca al posto, da una persona, in una relazione.

O per ri-CORREGGERE un errore

 

 

 

  • Il realizzato non la considera nemmeno, non la vede, non la calcola, la IGNORA… è già morta e sepolta.. è finta, olografica… non deve aspettare che si SPOSTI fisicamente DIETRO (nel passato, nel DIMENTICATOIO), che la relazione finisca o che non sia più VISIBILE nel PRESENTE… per il R. il presente è già passato, la relazione è già finita
  • Avendo lasciato la scena dietro, Lui va OLTRE à Per andare oltre occorre prima lasciare indietro (dimenticare)

È come se NON FOSSE lì (presente, vicino, attorno, davanti) à non gli presta attenzione, non si cura né si pre-OCCUPA di lei, non gli rivolge la parola… la tratta come una COMPARSA!

Non la mette in rilievo, in 1° piano, ma sullo s-FONDO, in ultimo piano.

Se la riprende o ritorna al contenuto mentale lo fa per diletto, non perché non riesca a lasciarlo indietro o non possa vivere senza.

Se rivisita la scena sa che riguarda il passato, come un antico reperto o un album fotografico…  guarda il vecchio con occhi NUOVI, non con quelli del passato, di quella PERSONA, non con vecchi SENTIMENTI, senza NOSTALGIA

Per il Risvegliato, il corpo e il mondo sono solo una vecchia casa, un rottame, uno straccio ammuffito, una zona archeologica… non li guarda come se fossero ANCORA la sua CASA o come se avesse bisogno di quella roba.

 

à la scena è già completa nella sua scenografia à non ci sono ATTI mancati o mancanti…

 

REALIZZATO à DIMENTICA SUBITO (IMMEDIATAMENTE)à durante l’APPARIZIONE, mentre è DAVANTI agli occhi.. non aspetta che FINISCA (dietro) à mentre è davanti è come se fosse già dietro.

 

Praticante -> (PRIMA) SITTING (calm DOWN) and (then) OBLIVION

Realizzato à just on-going OBLIVION à sitting, up, down à sempre, dappertutto, con tutti.

 

Il praticante impari ad accorgersi in tempo reale quando va indietro di qualche minuto, ora, giorno [bisticcio, fastidio, commento] e si colga in flagrante mentre fa retromarcia e anziché retrocedere di più si fermi con la vigilanza e cambi direzione con determinazione.

Il praticante lasci DIETRO (sotto) le vibrazioni INFERIORI (negative, grossolane, cibo di plastica).

 

 

 

 

 

Altre note

 

 

Quando senti veramente che tutto è già FATTO, puoi davvero andare avanti e OLTRE.
Ma prima devi renderti conto che è già stato fatto, è già andato, già svanito!

 

 

 

  • I pensieri (parole anche scritte) sono ENERGIA
    • Vederli come energia e non come interferenze…
    • Energia In movimento nella testa
    • Emozioni, sensazioni fisiche = En. In movimento nel corpo
    • Se ATTENDI un po’ allora l’Energia si trasformerà da sola

 

 

 

 

 

 

–..–..–..–..–..

 

 

 

 

 

 

10/05/13

 

 

Guarda ieri dalla lucidità di oggi à ieri scompare o appare come una giornata sognata ieri notte

Guarda oggi dal punto di vista del domani à oggi appare come una lunga scena onirica

Guarda ex.  Esperienze con il modello di oggi/domani (aggiornato, arricchito) à Es. ri-vedere come una sequela di bio-meccanismi, mad/bad (poor) strategies, à  re-write (outcome, lightness) + Future pacing (guarda domani con tante risorse)

 

 

Il 2013, 2014, 2023, 2030, etc… è già passato

Il 2999 è già passato…

Ogni relazione, situazione, etc. è già passata.

Guarda da là… dal raggiungimento-risoluzione-realizzazione, dall’arrivo/destinazione, da Casa… da come ci si sente una volta che o all’idea che tutto sia già passato, finito, concluso

parti dall’agio… dalla consapevolezza che tutto è già Sorpassato, alle spalle, un lontano ricordo, finito, morto e sepolto, è già stato fatto, di conseguenza non ti preoccupa…

che importa un evento di 100 anni fa?

Quel che è accaduto è accaduto.

 

 

 

 

CORRELAZIONE ILLUSORIA (VIRTUALE, MENTALE) = FALSA ASSOCIAZIONE = una relazione virtuale/onirica/immaginaria = NESSO APPARENTE rappresentato/pensato nel modello di riferimento + (interconnessione esclusiva) tra due o più variabili = Nesso morale, nesso causale (intenzionale) à

CORRELAZIONE DELL’IO à ego-centricità  à far dipendere e ricondurre TUTTO a sé, alla storia personale, alle proprie parole.

 

 

 

 

ASSOLUTO à SOLUZIO à SCIOGLIE il sogno relativo/personale (il grossolano, il problema, la proiezione) à Slega tutti i NODI – Nega tutti i punti di vista individuali

ACIDITÀ solvente à dentro = acido gastrico, fuori = spazio…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

11/05

 

 

Ciò che dal punto di vista del corpo sognante-VIRTUALE è “DAVANTI, dietro, a destra…”, dal punto di vista del corpo non-sognante è “NON davanti, dietro…”

  1. non sognante = non IMMERSO in una SCENA o un’ambientazione immaginaria

Semi-sognante = semi-immerso = non crede ma si sente immerso

 

à in che direzione muovere il corpo sognante per arrivare al c. non sognante?

Nessuna direzione ti può condurre da ‘lì’ a là… l’unica via è il Risveglio. Ma prima dovresti renderti conto di stare sognando.

Non è questione di pratica o movimento del copro sognante (azioni c. fisico).

Però nel mondo virtuale si potrebbe spegnere la scena premendo un comando interno al mondo virtuale.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

13/05/13

 

 

  • Slow down… End of story!
    • Illusione treno = se rallenti noti che va ripetutamente avanti-indietro ogni 2 sec.
      • Il treno (dei pensieri) prende la direzione che vuole.
    • Se rallenti, la storia personale finisce

 

 

 

 

14/05/13

 

 

MALPERCEZIONE (causa) à MAL-ESSERE, malattia (effetto à sinusite, emicrania, insonnia, stanchezza cronica, stitichezza, gonfiore, scompenso cardiaco, …)

Mal percezione à ATTACCO à il sistema si sente sotto costante pressione e quindi contro-attacca… ma visto che il nemico esterno non esiste il contro-attacco è un attacco contro di Sé

La mal percezione è dovuta alla proiezione della falsa-folle idea dell’ALTRO (estraneo, diverso, DUE) e l’anticorpo viene percepito come un virus che attacca il sistema, così le cellule si attaccano a vicenda, il sistema si Auto-Attacca… Inoltre la parte/cellula rappresenta olograficamente il tutto, quindi danneggiandola sto danneggiando l’intero sistema.

Tutte le altre distruzioni (sofferenze) provengono da questa prima distrazione (ignoranza di base).

Tutti gli altri attacchi provengono da questo primo, falso, ingannevole Auto-ATTACCO

Se vedi l’ego (la PROIEZIONE, il mondo, l’altro, il prossimo, gli altri) come un’entità VISIBILE, esterna, solida, indipendente allora ti sentirai sotto attacco… questa mal percezione è ciò che ti fa sentire (erroneamente) sempre sotto pressione, in asia, a disagio, malato, col mal di testa, preoccupato, allarmato, etc.

Tutto parte da questa PRIMA FALSA E FOLLE IDEA.

Il tuo sistema o apparato psicofisico risponde automaticamente a questa proiezione (quella di un ente esterno minaccioso) con un attacco immediato.

E chi attacca?

Se stesso!

Il tuo sistema mobilita gli anticorpi per attaccare se stesso producendo il 99% delle malattie.

 

 

 

 

 

 

15/05/13

 

 

  • RAPID EYE MOVEMENT = spostare lo sguardo verso le apparenze esterne, rincorrere i movimenti apparenti = DREAM

 

 

REM sleep behavior disorder (RBD) = People ACT out of their dream… so dream is not just a mental activity.

Reagiscono FISICAMENTE alle minacce che sognano… la mente usa il corpo per difendersi dalle minacce che percepisce come verosimili, realistiche, probabili

Nei pazienti di RBD, in assenza di sleep paralisis, il corpo risponde automaticamente agli impulsi mentali… per indurre la paralisi somministrano ansiolitici (SEDATIVI cerebrali) ma sarebbe meglio applicare SEDATIVI PSICHICI (Trip Stopper) così da agire sulla radice (la mente) e non sui sintomi (movimenti scomposti).

Placando la mente, i muscoli si rilasseranno… rimuovendo gli incubi (pensieri conflittuali), il corpo riposerà in pace… altrimenti, anche in sleep paralisis, ci saranno micro-spasmi muscolari, micro-attività fisiche di attacco o difesa, piccole dosi di ansia che circolano per il corpo, anche se non sono visibili socialmente

 

 

 

 

  • E-segui ciò che IN-SEGUI
    • Non esegui niente, non insegui niente!
    • Se inseguire = desiderio allora à Eseguire senza inseguire = eseguire senza desiderio, (agire senza retroazione, senza ritorno personale)
    • “cosa/chi sta inseguendo la mia attenzione?”
    • Il corpo tenderà a dirigersi verso ciò che viene inseguito dalla mente. Se pensi a qualcosa di allettante, il corpo emetterà un impulso per avvicinarsi a ciò che hai pensato.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

18/05/13

 

  • Act as if Buddha Were Talking in Your Brain

 

 

  • Più vai in profondità, più la superficie si scuote… più penetri radicalmente a fondo, più la psiche viene destabilizzata (freme, trema, VIBRA e se rimani attaccato vai nel panico)

 

à non puoi ‘CAMBIARE’ identità (non puoi cambiare ciò che non cambia)

 

 

 

 

21/05/13

 

 

  • flicker fusion = illusione Continuità… qualcosa sembra stabile, solido e duraturo ma invece è fluttuante e intermittentefusione percettiva di immagini in rapida successione.
    • C’è un SUBSTRATO davvero stabile e sopra appare qualcosa che sembra stabile, continuo ma invece va e viene
    • in ASSENZA di lucidità, l’occhio umano non riconosce le singole apparenze (lampeggi = INTERCLARI)… il cervello è troppo lento e non riesce a processare accuratamente gli stimoli, a scandirli, discernerli… non coglie la vera natura del fenomeno, ma ne ha solo un’impressione vaga data dalla sommatoria di alcune apparenze.
      • Non riesce a vedere in slow motion… con calma!
      • Non avverte ciò che si trova tra un’impressione e l’altra
    • Pensiero discorsivo = rapidissima successione di suoni, parole produce l’effetto di una storia sensata, degli elementi discontinui danno l’effetto di un insieme , un fenomeno continuo.
      • sensazione continua di … essere quel personaggio , di aver subito un danno, rabbia, ostilità,

 

 

  • Psicofisica
    • SOGLIA MINIMA= superando la quantità minima di stimolazioni arrivi alla PERCEZIONE di un benessere stabile, ma prima occorre reggere alle vibrazioni (ronzio, tremore)
      • Alcuni sono lontano dallo stato naturale (insensibili/sordi) e hanno bisogno di più stimoli, di un’intensità maggiore…
    • Soglia prima e seconda attenzione… dall’abituale a fuori dall’ordinario…
      • Quantità significativa = Minima variazione/differenza percepibile che può fare la differenza… ti senti bene, più leggero… RESPIRI MEGLIO… il corpo è più snello… le cose vanno in una certa direzione… gli altri ti guardano/parlano diversamente… ti fanno un’altra impressione
        • La quantità minima è soggettiva… 50€ sono tanti per un povero e pochi per un miliardario… ma 5 cent. Sono insignificanti per entrambi.
        • inquadra la soglia minima di soddisfazione e gioisci quando la raggiungi oppure celebra ogni giorno se è già raggiunta
          • minima di zucchero + km-fitness + 20min. meditativi +
        • La min. variazione percepibile è GROSSOLANA… quella sottile non si nota
        • Persevera nel rilevare le variazioni grossolane così da individuare la soglia minima
          • Applica a lungo una tecnica e calcola i risultati immediati = se ti fa sentire subito meglio funziona alla grande… se richiede molto tempo non è un gran che…
        • oltrepassando tot. ore di oscurità giungi alla chiara luce… una volta al di là della soglia cerca di rimanerci per intensificare il nuovo stimolo positivo… senza ritornare subito nella zona comfort (gratificazione fugace, film, zucchero)
          • Zona di comfort = soglia uomo comune = sopportazione limitata (oltre il familiare siparietto perde pazienza, buonumore)
          • Per superare la zona di comfort occorre raggiungere la zona di confine o di app. prossimale, rimanere nei pressi del primo punto estremo… in cui puoi sostenere a lungo uno sforzo… né troppo teso/serio/concentrato né troppo rilassato/distratto
          • Soglia personale = ridere mentre avviene la tragica storia personale
          • soglia impersonale (il risultato si moltiplica per la quantità di stimolazioni altrui, cioè il num. di persone/problematiche di cui ti sei fatto carico, che hai aiutato, sostenuto)
            • Utilizza gli stimoli esterni come catalizzatori
          • Quanto tempo riesci a mantenere attenzione solo sul respiro?

 

 

  • Cecità al cambiamento = ignorare le alternative, SOLUZIONI, occasioni i piccoli miglioramenti quotidiani… le quantità minime sufficienti a fare la differenza.
    • Cecità disattenzione o non-intenzionale = non notare/percepire qualcosa di evidente a causa della distrazione

 

 

 

 

 

 

 

 

23/05

 

  • Mente (ordinaria) sottomessa al corpo àalla FORMA UMANA

 

  • Il male-dire porta al mal-volere, poi al sentirsi male e infine al mal-essere

 

 

 

  • Il riflesso speculare ti fa vedere qualcosa di te che i tuoi occhi (senza riflessione) non potrebbero vedere.

 

  • HOLDIG (what FADES AWAY) is Stressful

 

  • Se invece mi ACCONTENTO di ciò che è Qui Vicino, fermo allora non devo SFORZARMI di TENERLO VICINO
    • Qualsiasi cosa emergente nel contingente diventa immediatamente un ogg. di piacere, COMPAGNIA, agio con cui intrattenermi, stimolarmi, rilassarmi…
    • Più si trova VICINO, più ha VALORE.

 

 

 

27/05/13

 

 

  • Fuoco dal Profondo = Tuffo (inatteso) in h2o gelida ha scatenato nel corpo una reazione di auto-combustione (forte rilascio di calore)
    • freddo = catalizzatore = esponendoti (in modalità giocosità, lucidità, affidamento, senso sicurezza, elevazione, fiducia) a situazioni di contrasto, disagio, perdita, paturnie, sventure, figuracce, ti esponi alla sublimazione

 

 

 

DON’T GIVE A F* = DON’T LOOK, LISTEN, TALK…

  • don’t shape to fit other people’s perception
  • Avoid pointless argument (ragionamenti, REAZIONI, CONTATTI)
    • Non c’è debito emotivo/energetico
  • Nobody gives a F. about you
  • Stone COLD confidence
  • Surround with what/who you really care = at your level
  • don’t do “OTHER stuff” FIRST
    • don’t waste (mental) energy chasing their vibes à lose en. = lose value
  • STAY in the ZONEin tune with high vibes
    • O.D = G- Ground yourself in your own energy… O- Only answer questions that resonate with your energy…                               D- Do this for your own well-being NOT to impress…

 

 

 

 

 

30/05/13

 

  • Spettatore non sa conversare o rispondere all’attore immerso nella scena
    1. Lo S. non è portato a impersonificare, partecipare CONNETTERSI (relazionarsi), è solo un po’ curioso…
    2. A-spettatore…
      1. Non pensa alla scena successiva
    3. Non ha voce

 

 

  • Il corpo può vedere soltanto gli EFFETTI (reazioni)
    1. Non portare tanta attenzione sui fattori causali (NON VISIBILI), non analizzare il “perché?”, accontentati dei risultati visibili, TANGIBILI

 

  • Fissarsi negli occhi = Amore (simpatia, empatia) oppure Odio (conflitto, diatriba)
    1. GUARDA e PASSA (sguardo di sfuggita) = disinteressato, equanime, non fissa le estremità
    2. Guarda (apparenza) senza credere perciò senza temere/abboccare…

 

 

  • Accordatura Nota Assoluta (di fondo)
    1. La Voce in accordo con Nota Assolua (N. A.)… mai stonata… risposta sempre giusta
    2. Tutti i toni (atti, pensieri, emozioni) sintonizzati con N.A.
    3. Cervello-corpo strumento che una volta accordato con N.A suona/vibra automaticamente a partire dalla nota fondamentale… non servono riaccordature,,,

 

 

  • Finestre opportunità già Aperte à va solo guardata (considerata) e attraversata
    • Non richiede meriti o sforzi di apertura… la natura le apre liberamente un po’ dappertutto…

 

  • TEMPO = sensazione di cambiamento avvertibile con un contrasto da un’altra sensazione
    • Se la sensazione di fondo rimane invariata non sorge il senso del tempo o del discostamento dal sentimento di fondo… come se il tempo non fosse passato… se non fosse per qualcosa che appare qua e là diresti di non aver notato niente di che, nessuna differenza… noteresti soltanto delle variazioni superficiali che però non alterano il sentimento di fondo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

DISIMPARARE

SCRITTURA CONTRO-SENSO = decondizionare… SOVRASCRIVI… re-imparare facendo il contrario

 

  • RICERCA… riparti da capo… lenta osservazione di un elemento per volta… sforzo INIZIALE moto contro-tendente, ma con la pratica si riduce la resistenza al nuovo percorso… resistenza dovuta all’incollamento neurale alla precedente configurazione… incollamento automatico frutto di apprendimento ordinario (seguendo il senso comune)… Il sistema tenderebbe a partire e spostarsi (cercare, guardare, preferire) da e verso la vecchia direzione…
  • Ripercorri l’alternativa con ordine crescente, assiduità… spassionatamente, senza pretendere gratifiche immediate
  • familiarizza con l’inversione, muovi occhi da destra a sinistra, ragiona al contrario di ciò che vuoi/fai/dici abitualmente) à comincia da idee opposte (da impedimento/esclusività a probabilità, facilità… da forma umana a senza forma…)
  • Aziona circuito ricompensa… inonda fiducia, scopo, valore, divertimento.
  • Perdere abilità e pattern neuralipotatura, spegnimento reti neurali… inibire facoltà, funzioni…

 

 

 

 

 

 

 

 

1/06

 

 

  • Stabile non vola via, non richiede attenzione, non devi pensarci
    • Instabile, richiede sforzo stabilizzazione e mantenimento… persone, relazioni, situazioni…

 

 

 

 

à mantieni il contatto con tuo confort e non barattarlo per lo sconforto (uscita dall’agio) richiesto dagli altri…

 

 

  • Natura ondulatoria (visivamente) à morbidezza (tattilmente) à gentilezza (carattere morbido)
    • Ammolla il corpo in acqua ed esso ti ammorbidirà… poi passa alla morbidezza sottile (carezze aria)

 

 

 

  • undo – unfeel – unlearn and unknow
    • Stop using app-analizer-story and unlearn
      • if stop analizing/dramatize story, then the brain stops perceiving, pre-acting to the probable event (don’t even try pensare/spiegare quelle storie)

 

àlook relative from great perfect vision

Body-brain = device with ‘service importance’ = look a lot make importance, priorità… just by looking!!!!

Then the biomachine auto-stop search for relative & stop look at  or think about

 

àcognitive bias to protect (inst. Lotta-fuga) self -image from idee minacciose, contrarie al sist. Che definisce l’auto… non è fatto per-DARE ragione

 

 

  • Fire together, wire together = ancoraggio = if ACT (1° neuron) and THINK (2° neuron) at the same time then the 1° neuro stimulate automatically the 2°…
    • When you see a bad thing, SMILE… so every time there is a bad event the brain will smile…

 

 

 

 

 

8/06

 

Il piacere io-centrico, localizzato, storicizzato, precontestualizzato, preteso secondo i gusti dell’io non fa godere appienonon badare a ciò che ritiene desiderabile, qualsiasi cosa prediliga e voglia sperimentare non è godimento… la piena goduria non è capibile dall’io, e visto che non può pensarlo per lui non è godibile…

 

 

  • Empty of importance, not big deal-perdita-problem…

 

  • Insignificant event, is a illusory problem because it cause no harm…
  • NON LO PERCEPISCI NEPPURE, non sai cosa pensare

 

 

 

 

 

 

 

 

12/06

 

  • Neuro-combinazione vincente = quando interagiscono con altri DIVERSI (opposti) producono più energia (il tutto è più della somma delle singoli parti)
    1. combinazioni INSOLITE à potenzianti = disagio (freddo, rifiuto, perdita) + sorriso….
    2. In gruppo, i neuroni si attivano di più, si eccitano e sparano segnali alle reti neurali circostanti, accendendo (illuminando) anche loro

 

  • Codice basilare –-> binario = facile = si/no… on/off… sonno/veglia…
    1. La sequenza ottimale di interruttori produce diversi effetti
      1. Processo ordinario = veglia di giorno e sonno di notte
        1. Interruttore sociale (cedere attenzione con affetto, incrocio tutti gli sguardi, rispondere subito, cominciare storie)
      2. Effetti Straordinari = inversione proc. Ordinario = veglia di notte e riposo di giorno
        1. spegni interruttore sociale/verbale (breve accenno con freddezza, chiudere subito la storia) à sigilla energia..

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

26/06

 

 

  • Il senso di soddisfazione dipende da come paragoni la condizione attuale alle aspettative di pieno appagamento… se coincidono, O.K.

 

  • emotional connections are like the glue that holds all the falseness together

 

 

 

 

 

 

 

  • no-scelta = non dover pensarci
    • molte opzioni = molti pensieri

 

 

  • nuovo (concreto, migliore) termine di paragone inverte la priorità, porta a una rivalorizzazione
    • Se prima era impostato su certi parametri… Sex = 10  e  samadhi/compassione (termine astratto o flebile) = 1
    • Dopo, con la nuova alternativa (percepibile e intensa), i valori diventano: sex (vampate di euforia) = 1  e  Bliss = 10
      • Allora non c’è paura di perdere il parametro inferiore (aleatorio) perché l’altro è superiore (duraturo, IMPERDIBILE)
        • E visto che il Sup. è Imperdibile non hai neppure paura di perderlo
      • Es… nel caso di due parametri come macchina e bici, si è disposti a lasciar perdere la bici… ma se invece sei senza macchina allora la bici assumerà un valore maggiore e sembrerà indispensabile, ci si sentirà attaccati alla bici e non la si vorrà lasciar andare

 

 

 

 

 

30/06

 

  • Se una delle maggiori paure è “parlare in pubblico” e se il cervello è fatto per socializzare allora significa che molta gente non riesce a stare a proprio agio nel proprio habitat naturale… oppure ha inibito un’abilità innata (comunicare con scioltezza)…

 

 

  • il cervello è INCPACE DI INTENDERE E DI VOLERE…
    • non è fatto per riflettere a fondo ma solo per processare (eseguire comandi) rapidamente mediante parametri limitati e imprecisi… tendenzialmente segue IMPERATIVI BIOLOGICI senza riflettere (es. imprinting anatroccolo) non ha ancora sviluppato la facoltà critica/riflessiva oppure tende a SOSPENDERLA…

 

 

 

 

 

 

 

 

12/07/13

 

 

La pace, per essere tale, non può essere temporale o temporanea… se fosse una cosa che dipende dal tempo, che oggi hai  e domani no, non ti sentiresti a tuo agio e dunque non sarebbe pace.

La pace ti fa sentire in pace, tranquillo, sicuro, proprio perché non è condizionata dal tempo, non viene e va, non hai paura che non ci sia più… quindi non ti agita… e non temi di non essere in pace domani.

Ciò che invece è temporale, dipende da un periodo o un momento della giornata, ti agita e dunque non è pace.

Con la pace non ci sono SE o MA

Altrimenti è come se cercassi la stabilità rimanendo su una piattaforma instabile

 

 

 

  • A seconda del punto di vista, l’esperienza cambia; ciò che si vede è diverso.
  • Chi rimane in un’unica posizione, vedrà e sperimenterà soltanto in un unico modo
    • Se un osservatore che si trova su un pianeta lontano 500 anni luce, potesse vedere con un telescopio potentissimo cosa accade sulla Terra, vedrebbe Cristoforo Colombo che sbarca in America. Colombo è sia vivo che morto, relativamente al punto di vista dell’osservatore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

18/07

 

  • Correct adjusted ordinary view = non viene considerato straordinario, superlativo, celestiale
    • Correction = non scorretto
    • Ad-JUSTICE = non sbagliato…
    • In order à ordinario, normale, REGOLARE
      • Nessun tentativo di aggiustare, ritoccare… se qualcosa funziona non ha senso sfaticare per farlo funzionare… se stai già bene e non va male non ha senso sfaticare per stare bene o per paura che domani non ti vada bene… O STRAFARE per stare sempre meglio o per paura di poter stare peggio
        • Nessun requisito necessario… no sforzo, pressione

 

 

 

Le orecchie non fanno fatica ad ascoltare, gli occhi non si stancano di vedere, il tatto non si logora… il toccare, annusare, etc. non richiedono un corso di addestramento e non devono essere riattivati, mantenuti da qualcosa, sostenuti da una vigile/intensa concentrazione [avvengono anche se non ci badi].

L’Essere, la percezione, l’attenzione, la coscienza, la sensorialità non dimostrano stanchezza, avvengono senza pensarci né affaticamento allora perché dovresti spossarti per essere, per sentire, ascoltare, rispondere?

Non ti sforzi di essere cosciente di un suono… Visto che il tuo essere ti dimostra facilità/immediatezza e non difficoltà, se ti arrovelli (per essere più presente) vuol dire che credi in ciò che non sei, in ciò che richiede sforzo, che deve essere mantenuto, rialimentato dal pensiero.

 

 

 

 

 

 

 

 

13/13

 

 

  • Udire senza ORIGLIARE (senza dare ascolto/corda, avvantaggiarsi, aspettarsi di sentire il proprio nome)

 

 

 

 

 

  • Dreaming FORGETS is dreaming because is IDENTIFIED with the dreamt

 

  • 1° solution = FORGET the dreamt… stop thinking/remembering the dreamt
  • 2° = remember is dreaming

 

  • Prima non montagna (di pensieri)
    • Poi APPARE montagna (verbo)
    • poi no monte (spensieratezza)
    • poi rimonta (raggruppa) … ri-appare ma la vedi dal principio

 

 

 

 

 

 

 

 

 

21/07

 

 

) Appena SCORGI la finzione, perdi automaticamente \istantaneamente \impulsivamente interesse, non presti attenzione… Notizie, annunci,   DESCRIZIONI, promesse… Non investi più (tempo…), A liv. Comportamento chiudi pagina, libro, porta, bocca, FIDUCIA, ASCOLTO, relazione premurosa, pratica faticosa\infruttuoso, attività, favore,

) FUORI LEGGE,  no legge\RISPETTA\conosce\enuncia\segue  il copione\statuto\programma\CIRCUITO\planimetria… Non legge quelle righe, ma legge fuori  dai  bordi foglio\cartello\semaforo… FUORI dal seminato,  calpesta LINEA BLUNon bada a ogni regolamento Tacito, didascalico \formale\culturale \personale…  a loro Sembra non ecologico…

) DIETRO PERCETTIVAMENTE, oramai alle spalle… non lo vedi, ed esso si dissolve percettivamente, ESCLUSO dal campo visivo\ATTENTIVO/neurologico…. Non ti preoccupa, la testa non ci pensa, il sistema cognitivo NON LO ELABORA….

 

 

 

 

 

 

23/07/13

 

 

Prima il 51% pendeva verso di là… è sufficiente che l’1% (minima porzione di attenzione) propenda per l’altro sistema e tutto il resto (il comportamento/percez./esperienze/autoregolaz biomacchina) cambia di conseguenza… non deve arrivare al 99%, basta il 51% e l’inversione di gestione/guida avviene automaticamente

 

 

  • We are genereting TIME… is SPINNING FROM US, attraverso l’agitazione

 

 

  • Come ascoltare i pensieri?

 

  • Come un qualsiasi altro evento… Come quando ascolti un rumore, un cinguettio con lo stesso sforzo, significato, interesse, livello di apprensione, priorità, senso di appartenenza (suono Mie cicale?), tipo di auto-valutazione, grado di accettazione (non repulsione), senso d’agente, pre-meditazione, inflenzabilità

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LOOPING

  • SPINNING instantly…
    • ADDENTRARSI freneticamente in tanti DETTAGLI, sprecando tempo, rovinando l’intera esperienza… ossessionato da piccole/INSIGNIFICANTI cose ignorando grandi occasioni
    • Ininterrotto… persistente, accanimento cronico, insistenza spasmodica
      • OPEN LOOP… never close… can’t stop
    • INAUDITO, inosservato, sfuggente = non lo noti subito… blind to collateral effect
    • Stuck (paralizza nel traffico, davanti al ROSSO)
      • Si PROTRAE per ore-giorni dopo l’evento indesiderato
      • Light on tutte le cose che hai perso (soldi, tempo, ciò che ti aspettavi)… e il fatto che tu le stia perdendo o le abbia perdute ti fa imbestialire
      • Loop on NOT HAPPENING
        • DIGGING in AIR, expecting something but being discontent of having nothing…
      • IMPEDIMENTO… al cambiamento, VEDERE alternative migliori,
        • PERDE (di vista) opportunità… incapace di provare cose diverse
        • Il PIANO B (impersonale) è meglio del tuo PIANO PERSONALE…
      • Degenerante = Generate bad state… incrementa ansia, suffering
        • Till you Flip out… cervello va in tilt
        • REPULSIONE… fino all’odio
          • Frustrazione per la frustrazione (che non vorresti aver provato) RADDOPPIA la frustrazione
        • RESISTENZA = mantenere in tensione il muscolo del controllo… anziché ARRENDERSI (abbracciare) WHAT IT IS… allentare il sist. Nerv. Simpatico e rilasciare il parasimpatico, sciogliere il muscolo, distenderlo

 

 

 

 

 

LIBERAZIONE = nominalizzazione, concetto confuso (far sparire un problema) à convertila in processo = da sottomissione o farsi usare (dalle parole, persone, pensieri) all’usarle al tuo servizio, con distacco, disinteresse, divertimento —> LIBERTA’ = POSSIBILITA’ = SCELTE diverse, maggiori

 

 

 

25/07/13

 

La vocina non ti ha mai avvisato in tempo, in anticipo…. Non è mai stato un avviso ma solo un annuncio ritardatario, RIDONDANTE, obsoleto su qualcosa che era già accaduto…

La vocina non ti può avvisare della morte à alla morte la vocina tace, non riporta alcuna news sul corpo.

 

à Is the DREAMT to be IN the Dreaming

 

 

à Una volta che sai che NON è VERO o AUTENTICO, non ti interessa avere maggiori info, salti il resto della storia (il CHI, perché, dove, quando)… non ne vale la pena.

La prima cosa da chiedersi: è un mito?  Un predicozzo, un parere, una promozione, farneticazione?

 

 

 

 

 

 

 

27/07/13

 

 

  • Punto = io = assioma = pensiero ASSUNTO come vero, certo, INDISCUTIBILE.
    • PRINCIPIO = punto di partenza
      • Big bang (presupposta “NASCITA” dell’universo)… l’unico modo per sapere quando è cominciato è TROVARSI DIETROciò che è dopo non può sapere ciò che viene prima… SFORZO inutile di Pre-Metterepre-stabilire, posizionare in anticipo.
        • Dopo = cervello (interpreta al SERVIZIO del corpo) + intelletto (al servizio del sistema dei pensieri… della società)
        • Pre-potenzal’io non è una potenza che si trovava prima, perciò non incute insicurezza, timore.
      • Le persone si esprimono iniziando dall’io e finendo con l’io
    • Non dimostrabile, come esistenza autonoma – senza la mente o il percettore.
      • Ogni tentativo è vano
      • Il punto non è un segno, è un sogno…
    • ACCETTATO a PRIORI
      • taken for granted and acted upon
        • Non viene quasi MAI messo in discussione.
      • Von Neumann coniò POINTLESS GEOMETRY (sia “stupida, insensata, inutile” sia come “delocalizzata”)
    • Rappresentazione, proiezione, modello, COSTRUTTO (struttura di parole/concetti), sistema di riferimento VIRTUALE (formale, fittizio, immaginario, ipotetico) à “facciamo FINTA che…”
      • La sua LOGICA (le sequenze CAUSE-EFFETTO, ragionamenti, REGOLE, coordinate, limitazioni) è fondata su tale sistema, cioè è INFONDATA… BASE razionale (familiare, scientifica) camuffata per base concreta, affidabile e infallibile…
      • Diventa la base del comportamento… eppure non riguarda l’esperienza (es. ciò che deve necessariamente accadere tra 20 minuti)

 

 

  • Anziché ragionare in termini di punti fissi, oggetti isolati, isole, dati di fatto, stella polare, coordinate rigide e precise, linearità… si può trattare come processi, relazioni estese, onda-evento percettivo, duttile, delocalizzazione, regioni astratte, non separate, indefinitezza, indeterminatezza.
    • Non interruzione tra percezione di […] e concetto/pensiero di […]
    • Spazio-tempo (già con la Relatività di Einstein) son sono più enti assoluti ma Proprietà, qualità, aggettivi, aspetti di un evento… non strutture prestabilite ma attributi post-stabiliti à non condizioni precostituite all’interno delle quali posizionare l’evento.
      • Per Whitehead la teoria di Einstein era incompleta poiché la massa continuava a godere di un privilegio ingiustificato, mentre anch’essa dovrebbe essere intesa come un aggettivo della vera unità reale e propriamente esistente: l’essenza, l’evento o il processo.
      • La materia, l’essere “particella, corpuscolo” dell’evento, perde così ogni primato o supremazia rispetto alle altre caratteristiche. (forma, colore, peso, durata)
        • Non è più lei a comandare, a dettare legge, determinare il modo di orientarsi, interagire…
      • Le relazioni nella fisica whiteheadiana, invece, saranno relazioni dinamiche tra eventi (flussi) e non tra oggetti statici (masse).
        • il che significa, tra le altre cose, che l’oggetto dell’osservazione, per essere evento, dovrà contenere in sé il suo essere parte di un processo, il suo divenire soggetto e, in seguito, oggetto secondo la struttura della prensione…
          • PRENSIONE = I flussi (infinite relazioni) degli attributi possono dare luogo a un particolare ente-soggetto…
        • non puoi fare la STATISTICA di un flusso dinamico (non statico)…
          • MISURAZIONE inconoscibile = puoi misurare (assegnare valore arbitrario, una CIFRA… CONTENERE IN UNO STRUMENTO A PARTE… STIMARE relativamente allo strumento adottato o inventato…) delle manifestazioni di ‘Quello’ ma non Quello…
            • Misurare = NOMINALIZZARE un verbo – PROCESSO (incontenibile)
              • MORTIFICARE = è così e basta, ormai non si può fare niente.
                • De-FINIRLO…
              • Quanto sei alto?
                • In quale istante?
                • In attimo fa 1.80, un secondo dopo 1.83
              • considera innanzitutto le Percezioni pre-concettuali (prenative = Nate Prima)

 

 

 

 

  • Pensavo a qualcosa da dire a qualcuno, un copione plausibile, ma l’ho dimenticato subito poiché l’avevo inventato
    • Una menzogna occorre ripeterla, ripensarci a lungo, altrimenti viene svelata subito per ciò che è e non viene più creduta, presa sul serio…
    • Un’info autentica non occorre farla sembrare attendibile, sforzarsi di memorizzarla, impiantarla faticosamente in testa… viene registrata facilmente.

 

 

  • Come superare la PAURA DEL DOMANI?
    • Prendendo coscienza che domani (futuro) NON ESISTE, con la netta, sicura consapevolezza che si tratta di una rappresentazione o proiezione
      • Dov’è? Lo vedi davanti o di fianco?
      • Non va affrontato, DISCUSSO, controbattutonon consumi a vuoto un mare di energia
        • Il controbattere di dà un alone di ammissibilità, credibilità… instilla perplessità, stordimento, dubbio, insicurezza.

 

 

 

 

 

29/07/13

 

 

  • kinesthetic emotional bonds which tie us together in couples, families and larger social units (famiglia, relazioni, business). This involuntary binding is the glue that keeps much of the social system intact… mantiene INTATTO il SIST. COGNITIVO (Ego, senso dell’io).

 

 

01/08/

 

 

  • Smile (feel good) For NO REASON = not POST Verbal – Social – Exterior Stimula

 

  • (Ordinary) Mind Reading (ordinary) SCRIPT, Then EXECUTE.

 

  • L’illusione (reazione e picco psico-em-ormonale) viene chimicamente dis-SCIOLTA mediante lo stato di pace.

 

 

 

 

 

..

 

 

2/08

 

 

  • I sensi (la vista, l’udito il tatto) sono ciò che sembrano dare un senso.
  • I sensi ingannano.
  • Il senso (dato dai sensi) è ingannevole.

 

 

  • Più goduria con MENO stimolazioni (sforzi, vincoli, intermediari, negoziazioni… meno pensieri)

 

 

 

 

 

 

6/08

 

 

Soggettivamente, il tempo viene esperito come una distanza… tra stato attuale e stato desiderato… distanza da casa (quanto tempo manca?)… distanza dall’incontro con qualcuno.

à          se sono già seduto sul divano, quanto tempo serve per sedermi?

à Non essendoci distanza, non manca tempo… maggiore è la distanza percepita, più tempo sembra richiedere.

 

 

 

 

 

 

7/08

 

 

Immagina di poter ricevere, allo stesso tempo, qualsiasi cosa tu desidera (ESTERNO), eccetto un’unica cosa mancante (PERSA DI VISTA)… Sé (INTERNO).

L’uomo comune sceglierebbe le fantasie, PRE-dilige soddisfare mille capricci rimanendo nell’ignoranza, piuttosto che la conoscenza… ricercare anziché di Farla FINITA con la ricerca… non si rende neppure conto di quella possibilità (fermare il motore di ricerca).

 

 

 

 

 

 

13/08/13

 

 

à Suffering, dis-ease è un velo…. Beyond there is a premium hided by the veil of discomfort.

àVELO = TESSUTO di fenomeni (ragionamenti, presentimenti, previsioni)

àVELARE = sfocare, oscurare, impedire (di vedere), filtrare, proiettare (confabulare, parlare SOTTO VOCE, suggerire, senza farsi sentire, notare)

 

 

à Maya (madre del Buddha) morì alla nascita del Risvegliato… subito dopo averlo dato alla luce.

à maya = ottundimento temporaneo, allucinazione negativa (non vedere – momentaneamente – le chiavi, il Sé) àil potere di maya chiamato nelle upanishad avarana, che significa velamento, quello che fa nascondere atman (il sè, brahman)… l’altro potere di maya è vikshepa, quello di proiettare un mondo (che è mithya e non satyam, la sua natura è solamente apparente)…

àsi accorge che il velo era intessuto della sua attenzione

 

 

 

 

 

 

 

 

13/08

 

à mente vuota è come lo specchio: riflette senza parlare, si muove senza ragionare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

23/09/13

 

FAD provides you with a temporary occupation for your imagination…doesn’t have any real sort of values, just a grossproduct with a lot of inflation.

 

The illusion will continue till it becomes too expensive to maintain…

 

à per superarlo basta la consapevolezza della sua piccolezza o della tua Grandezza…

 

à Let youself stabilize around itself, naturally.

 

à Whatever it is is still whatever it is

 

à “Realize the futility of all relative knowledge” – Ramana Maharshi

 

 

 

 

 

 

 

 

29/09/13

 

à knowledge ≠ understanding

 

 

à You must see that you are frightened, even in your dreams

 

à transcendence = focusing on our alien qualities, while de-focusing on our earthly qualities.

 

à all your knowledge has its origins in your perception

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

17/10/13

 

on the silent, un-speakable, objective level, everything happens the usual way, without any regard to, or respect for, our talking… no trace of any ‘inhibition’ or ‘prohibition’ is found.

 

 

 

à L’Assoluto annulla il dato fenomeno, l’esperienza, l’evento… Quando si trova di fronte alle cose gli toglie il senso, vanifica la conoscenza, nega la presunta valenza, nientifica la grandezza (dimensione).

Questo nullificare – nella mente ordinaria – comporta la nausea che subentra nel momento in cui si rende conto che l’io e tutto ciò che si trova davanti non ha senso, sembra estraneo… dove non c’è nulla di significativo da dire/fare

 

 

Nella programmazione “Nothing” o “null”  sono “keywords” per rappresentare una variabile (contenitore di valori , nomi, dati) non assegnata o un puntatore (gps) che non punta a nessun indirizzo (luogo) di memoria particolare o un riferimento che non si riferisce a nessun oggetto visibile

 

 

+

 

Falso vuoto (… falso pieno/solido) = si riferisce a uno stato quantomeccanico, apparentemente stabile (zero energia), caratterizzato da un livello di energia che, per quanto estremamente basso, non corrisponde al minore possibile…  l’esistenza di questo stato di vuoto assoluto è concettualmente contraddetta dal manifestarsi delle cosiddette fluttuazioni dell’energia di punto zero

 

 

 

 

 

 

 

14/11/13

 

 

àPrima Lascia agitare e poi agisci bene

 

à Presunzione di attaccare, resistere, sbagliare o andare contro Quello

 

à “Fate attenzione a come ascoltate; perché a chi ha, sarà dato, ma a chi non ha, sarà tolto anche ciò che crede di avere

Chi ha FIDUCIA, cura, disponibilità all’ascolto – verso Quello – sarà aiutato/curato (da Quello)…

Chi investe in Quello sarà investito (in abbondanza) da Quello.

 

à Se HA VALORE, darà POTERE (energia)

à  Val. Nominale (linguistico, di facciata) = privo di efficacia

Il denaro non ha valore (diretto/effettivo) perché in sé non ti dà la possibilità di nutrirti… al massimo ha un valore nominale/indiretto/artificiale… There is a danger behind this appealing face… don’t think at face level.

 

 

 

 

 

Lasciar andare il lasciar andare

à This was one of the first questions I asked of Buddhism, the attachment (desire) to rid yourself of attachment (desire)  seems a paradox but in reality once all other attachments are no longer held it’s actually impossible to still be attached to ridding attachment.

… What may be the key here is the idea of ‘self’. There can be no attachment without a self (which is an attachment in itself), so when it is realized that no such self or not-self actually exists, then what/who is it that can attach itself to anything, as well as there being no single thing that exists that one can attach to.

 

 

à know everything, do nothing

 

 

 

25/11/13

 

 

Vita diurna = n° esp./perc. vissute/viste esteriormente nell’unità di tempo mondana

Sogno = n° esp./perc. Viste interiormente nell’unità di tempo mondana

 

if all you expect out of life is a little disappointment, you will never be disappointed.

That’s really what life is all about: learning how to handle disappointment.

 

à Giudicare COME (alcune parti di noi/altri) giocano?

 

 

à osservare la totalità (contesto) senza identificarsi (parteggiare) con nessuna parte (contenuto).

Non schierandoti con x, non senti l’esigenza di opporti a y… non avvalorando x, non svaluti y… non affezionandoti al corpo, non senti il bisogno di proteggere corpo

 

 

 

 

 

 

7/12/13

 

à scetticismo = Epok + Afasia (NiNo – Nothig in, Nothing out – No imput, No output) + Indifferenza + Atarassia

 

à emivita (tempo dissolvenza)

Sogno, allucinazione, fastidio = si può smaterializzare in pochi sec… nonostante sembri durare anni.

 

à The Sword frees the perceptions from the Web of emotion.

The perceptions are meaningless in themselves; but the emotions are worse, for they delude their victim into supposing them significant and true.

 

 

à One of your (erroneous) tests of truth is the vividness of the impression.

 

 

 

 

 

 

 

 

Gurdjieff e la Quarta via – Appunti di ZeRo – Primo estratto

Riflessioni personali tratte dal libro “Gurdjieff e la Quarta via – Appunti di ZeRo”.

 

 
 
 

Quand’è che (credi ai) sogni?

Quando dormi.

Il risvegliato non ha più interesse a giocare con i dormienti (non sono più i suoi simili).

 
 
 
 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 
 
 
 
 

DISTANZIATI da ciò che non sei.

 
 
 
 
 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 
 
 
 
 

Le forze (REALI) sono invisibili e taciturne: impressioni, attenzione, gravità, elettricità, magnetismo, luce.

 
 

Ciò che fa la differenza non riguarda il piano materiale (le particelle subatomiche in sé sono uguali).

 

La differenza (tra oro e piombo) sta nella disposizione (contro-tendenze, ordine nascosto, scenografia inosservabile, sottili anomalie) di tali impulsi (energia + info)

 

Gli impulsi (en. + info) si propagano spontaneamente nell’ambiente

 
 
 
 
 
 
 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 
 
 
 
 
 

IL LAVORO (interiore) È NECESSARIO… fregatene del resto.

 

Devi solo sottostare alla struttura corretta, quella che ti porta a destinazione nonostante l’indisposizione, il malumore, le resistenze.

Occorre una risoluta adesione al sistema di regole dello SpiritoOgni passo in accordo a questo sistema è un buon passo.

Esaurisci l’energia supplementare nel lavoro interiore, cosicché non resti spazio per le frivolezze del falso io e non ci sia tempo per i capricci della Falsa Personalità.

Investi nello Spirito, senza interessi personali, tutte le energie residue fino all’ultima fibra, a quel punto la resistenza sparisce.

 
 

È bene avere a disposizione diversi modi di combinare gli elementi (risorse), così da sottrarsi all’univoco sistema di rapporti/leggi (scuola di pensiero, modo di fare) della mente ordinaria.

Ciascun atto lucido e intenzionale è un dissipatore di ottuse forme-pensiero; l’atto cosciente esclude necessariamente molti atti incoscienti e impedisce in quell’istante ai pensieri estranei di sopraggiungere.

 

Il movimento continuo del microsistema (mini-lavoro interiore) stabilizza la posizione del macro-sistema (condotta della biomacchina).

 
 
 
 
 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 
 
 
 
 

Più dormi, più soffri

+ lucidità = + goduria

 

Chi dorme non piglia energia, non gode del ritorno energetico incrementato dal buon lavoro.

 

+ ti muovi, + l’energia scorre (si libera, lascia spazio ad altra energia)

 

Esegui ciò che segui … Segui il RE ed eseguirai atti da re, atti Reali

 
 
 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 
 
 
 
 
 

Quel fuoco (Lavoro Eroico, doveri-esserici, Furore-Agni-Gnosi) non brucia l’io reale, brucia solo ciò che tu non sei.

 
 
 
 
 
 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 

Il ricordo del falso (falsa personalità, io-altri, corpo, mondo, vita, memoria, passato, esperienze 3d) è sempre alterato, diverso dalla propria versione, falsificato, viziato, corrotto dal deterioramento di cronos (tempo).

 

Il ricordo del vero (essenza, intimo, sé) – o ricordo del Sé – è sempre identico, autentico a sé, puro grazie all’atemporalità –> ricordarlo è come averlo qui davanti, uguale a prima, proprio adesso o in futuro… è l’unico ricordo reale, lo avrai/rimarrà per sempre.

 

IL REALE Non finisce o fallisce, non delude né tradisce.

 

IL FALSO (essendo instabile ha una paura fottuta di venir smascherato (necessità del make-up) e teme di venir rimpiazzato da qualcosa di meglio (da qualcosa di più reale, solido, stabile). Il finto sente il bisogno o l’impulso della difesa o dell’attacco.

Lo sguardo lucido – per il fantoccio – è insostenibile (come un raggio laser che trapassa la sua inconsistenza); il finto non sopporta di essere riconosciuto (odia la (sua) trasparenza, detesta il ‘vedere oltre’ — il passargli attraverso ‘come se [lui] niente fosse’).

 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 
 
 
 

Shock addizionale:

Dallo shock (del riconoscere) che non sei quello, cadrai in Quello (nel tuo io reale)

 
 
 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 

CORPO INCONDIZIONATO = io reale = Non-Reattivo agli urti (accidentali, psico-emotivi, verbali)

Sebbene immune/svincolato dalle loro leggi, ha potere d’azione sui corpi karmici condizionati

 

Corpo Mentale = dialettica, retorica, convinzioni, significati

 

L’io sociale è influenzato dalla stima propria/altrui… L’indifferenza (non giudizio, non considerazione) lo uccide.

 

Corpo Astrale (emozionale inferiore) = cede alle deviazioni/tentazioni sensoriali (umore, sensibilità)

 

La legge (gravità, dualità, regolamento) domina il corpo grossolano – c. planetario –ma svanisce (è assente) quando ti trovi nello spazio… ti accorgi dell’apparenza/sparizione/assenza della personalità grazie alla Pura Presenza.

 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

L’uomo comune, uomo meccanico, è capace solo di reagire… non sa fare niente.

 

La biomacchina è pensata per “SENTIRE”, ha un costante bisogno di sensazioni (dipende dal contatto fisico, stimolazioni sensoriali)… TU NO… non hai quei bisogni.

Dato che tu non sei la biomacchina, non c’è alcun bisogno e nessun vantaggio nel far agire la biomacchiana in modo diverso.

 

L’influsso originale o forza causale che guida la bio-macchina è un’intelligenza impersonale/disinteressata (ai tornaconti, omaggi, privilegi umani, competizioni sociali)

 

Rompicapo fine a Sé = tale Gnosi ha inventato un dispositivo tale da non far vedere/percepire/capire alla macchina umana il proprio interno; la mente ordinaria, oltre un certo limite, non può riconoscere l‘essenza… Ma l’essenza è riconoscibile (da sé) per vie traverse, combinazioni segrete, esoteriche, iniziatiche.

 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 
 
 

Non riparare la vecchia casa (Falsa Personalità) in demolizione… lasciala collassare

Ogni momento di non-fare (contro-tendenza, senza persona, senza storia immaginaria e correlative azioni) è una ricompensa (in termini di lucidità)

Ogni volta (che lasci cadere un abitudine, un velo, un’illusione) si allarga lo spazio per il nuovo spazio dell’essere.

 
 
 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 
 
 

Permea gli ISTANTI (i bardo) di consapevolezza.

 
 
 
 
 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 
 
 
 
 

La natura – gran procreatrice – non fa che scartare: una rana depone milioni di uova in una volta, di queste solo alcune decine diventano girini e solo una manciata diventano rane.

Stessa cosa per il percorso spirituale: milioni di ricercatori ci provano ma pochissimi giungono all’autorealizzazione.

L’autorealizzazione va contronatura, contro la natura dell’uomo comune, contro i vantaggi del mondo, contro i meccanismi che governano la macchina biologica. Per questo è una rarità.

 
 
 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

La cifra di un gran artista è stimabile dal materiale scartato.

La cifra di un buon praticante è stimabile dalla materia ben sfruttata, dalla sofferenza inutile scartata, dalla qualità di super sforzo, dal lavoro interiore.

 

Impara a fare qualunque cosa, sperimentare senza timore delle conseguenze, ritagliare uno spazio pacifico ermetico – immune alla paura delle critiche – con il quale esplorare gli aspetti più reconditi ed esprimere il proprio materiale (inconscio) senza censura preventiva (censura morale, sociale).

 

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

 

L’energia Psichica va indirizzata verso i centri superiori.

Padroneggia i centri inferiori così da poter azionare facilmente i superiori.

Fai sì che i centri superiori siano i centri dominanti.

 

Non abusare di nessun centro.

 

  1. Motorio = non strafare

 

  1. Intellettuale = non ragionare inutilmente, non rispondere alle idiozie

 

  1. Sessuale = non abbandonarti a fantasie sfrenate

 

 

 

 

 

Trucco: trova il modo di stimolare creativamente i centri energetici.

Esempio:

  • Sfrutta lo STOP (immobilità centro motorio) per produrre un attrito che porta l’energia all’ottava superiore.
  • Non assecondare la reattività (c, emotivo). Scruta come reagisce la biomacchina quando freni la reazione abituale. Guarda come reagisce l’uomo comune quando tu non reagisci.
  • Arresta volontariamente l’azione meccanica e sostituiscila con un atto lucido, cosciente, edificante.

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

 

 

 

Più uno è sciocco, più shock addizionali gli servono.

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

La Falsa Personalità (mente ordinaria) non può fermarsi un attimo, la pace per lei è frustrante = preferisce fingere di perdersi/addolorarsi e poi ritrovarsi attraverso un viaggio eroico.

Ogni giorno inventa qualcosa, si IN-LUDE., si prende gioco di sé, perché ha costantemente bisogno di impressioni.

L’animale umano (uomo inferiore) è preda di fisse abitudini/regole che poi diventano catene.

Aderendo al lavoro interiore, all’autosservazione, alla disidentificazione, si spezzano quelle catene, si dischiude qualsiasi possibilità… L’uomo diventa libero, fluido, imprevedibile.

 

 

 

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

Niente è più facile del “Fare” la cosa giusta o il giusto lavoro quando lo vedo chiaramente, cioè quando lo comprendo pienamente.

Se ti sottometti interamente alla Saggezza Suprema, niente è più affar tuo… Pensa tutto Lei.

In soccorso arriva (da dentro) un senso di Pienezza, benevolenza, indipendenza dall’esterno.

 

Vantaggi dell’affidamento: non doversi più prender carico di sé, non dover star dietro a me (esigenze dell’io socialeCosa/come occorre fare-dire?).

 

Vantaggi istantanei = calma, efficacia, integrità, congruenza con i Valori elevati.

 

 

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

 

 

Adopera la Forza di Volontà per hackerare il sistema cognitivo, impostare il sistema percettivo e riprogrammare astutamente la macchina biologica.

Impiega l’energia psichica in maniera differente, spostandola a piacimento verso nuovi contenuti, più affini al lavoro.

Tieni conto che la biomacchina previene le fughe di energia: è obbligata a conservare l’energia per svolgere alcune attività, di conseguenza non dissipare energia in attività inutili.

Rammenta che hai a disposizione diverse forme di energia: psichica, emotiva, sessuale, motoria/cinetica, etc.

Se non la impieghi deliberatamente, verrà impiegata per attività meccaniche. Conviene anticipare le attività abitudinarie, pre-impostate dalla biomacchina, con attività proficue, innovative.

Chiamo queste attività innovative “contro-tendenze” per distinguerle dalle tendenze abitudinarie, meccaniche, controproducenti della mente ordinaria.

Devi scaricare l’accumulatore energetico del falso io, consumare la batteria dell’intelletto (inutile dialogo interno/esterno).

L’accumulatore dell’ego spende l’energia in attività inutile, che fanno resistenza al lavoro interiore.

Fai in modo che la carica della Falsa Personalità venga azzerata o almeno diminuita drasticamente.

Non farti sciupare da stupide tendenze… impara a sciuparle senza farti sciupare.

 

Fai in modo che il dialogo cosciente rimpiazzi il dialogo meccanico.

Dilata lo spazio tra i pensieri.

 

 

Mantieniti disinteressato alla personalità.

Inverti polarità: ricarica o magnetizza il polo-essenza, scarica o smagnetizza il polo-personalità.

 

 

Ogni super sforzo o sforzo sacro è una vittoria!

Quando rimani attaccato alla personalità attrai fenomeni di ottava inferiore.

Quando inizi a LAVORARE diventi un MAGNETE che attrae eventi di 8° superiore.

La chiave non è vincere la battaglia (contro gli attacchi quotidiani) ma non darsi per vinto.

Non assecondare le scuse, resistenze o tattiche dell’avversario.

Ogni volta che affronti la falsa personalità a muso duro, vinci la battaglia per quella giornata… Ti basta non abbassare la testa, guardare il nemico dritto negli occhi e perforare la sua maschera menzognera.

Uno dei trucchi per compire un buon lavoro è rendere esausto l’avversario, sfibrare l’ego, spossare la Falsa Personalità, decostruire il senso dell’Io, mandare in tilt il sistema cognitivo.

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

 

 

 

AZIONARE IL SEPARANDO (facoltà discriminativa).

Dissociazione dai vissuti appartenenti alla superficie caratteriale e non al tuo essere profondo.

Distinguiti dalla forma umana plasmata artificialmente dal Sistema.

Per discriminare correttamente devi prima prendere coscienza.

Se non hai coscienza di una cosa, come puoi vederla? Come puoi cambiarla?

Gli agenti del Sistema esercitano il loro potere perché la gente non ha coscienza né dell’avversario né del suo Sistema.

 

Portare il demone alla luce della coscienza = esperirlo lucidamente (conoscerlo in carne/ossa senza identificarsi) vuol dire levargli il suo potere.

 

Il dormiente è stupidamente invischiato nei giochi sporchi del Sistema, dunque non riesce ad osservare le mosse dell’avversario.

Tu invece, in posizione di osservatore lucido, sei fuori dalla sua portata. Te ne freghi di quei giochetti.

 

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

 

 

 

Il forte impatto (per la “tua” o meglio “sua” morte imminente è un catalizzatore per lo shift (cioè il passaggio) da falsa personalità ad essenza (io reale).

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

 

 

 

 

 

BEAT the fucking MACHINE that fucks with your head!

Sconfiggi il piccolo bastardo interiore!

Arresta la macchina infernale che macina cazzate nella tua cazzo di testa!

Il Sistema si trova soltanto nella tua cazzo di testa!

È solo nella mente che si svolge la battaglia!

 

 

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

La Falsa Personalità può desiderare solo il falso (i prodotti di questo mondo, fondato appunto sulla F. P.).

 

Tutto ciò che ti piaceva fino ad oggi apparteneva alla Falsa Personalità.

La tua volontà – agganciata alla F. P. – era così debole che passavi il tempo a desiderare una futilità dopo l’altra.

 

Tendenzialmente il Sist. Cognitivo va fuori strada.

All’inizio, per sopperire alle tendenze devianti, occorre intervenire sistematicamente con una correzione dopo l’altra.

 

 

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

 

 

 

 

Caratteristiche Principali dell’uomo comune = tendenze sempre controproducenti poiché partono sempre dalla F. P.

Esempi = parla a vanvera o in modo sconnesso, incline a giustificare/difendere proprie menzogne, rimane a lungo in uno stato confusionario, eccessiva reattività = eccitabilità/irritabilità/disagio/frustrazione).

Vive in un mondo ipotetico = “SE non faccio più così perderò la mia beata vera natura… Meglio prevenire il probabile/futuro disagio con questa azione propiziatoria/scaramantica”.

 

 

 

\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\\

 

Apprendimento = Condizionamento (ESERCIZI DI DECONDIZIONAMENTO MENTALE)

  • “Il filosofo impara qualcosa ogni giorno, l’uomo del Tao DISIMPARA una cosa al giorno fino a quando ritorna al non-fare”. – Lao-tzu

Prima di apprendere i simboli umani (alfabeto, segnali, suoni convenzionali) non davate importanza a quegli scarabocchi.

Vi muovevate senza fare caso a quegli scarabocchi, per voi erano tutti disegni insignificanti.

Tutte le parole e soprattutto i pensieri non avevano alcun peso, non vi condizionavano, non vi infastidivano.

Poi hanno assunto un significato e gli avete assegnato un’importanza particolare. Di conseguenza ci sono certi pensieri che non riuscite a sopportare oppure non riuscite a distogliere l’attenzione da alcuni ricordi.

Non riuscite più a mettere da parte tutta quella robaccia.

Credete che dietro tutti quei versi e quegli scarabocchi ci sia un senso profondo, un significato nascosto, uno scopo ultimo, un’intenzione implicita.

Ma se un registratore pronuncia certe parole, lo fa con uno scopo o un’intenzione specifica?

No, riproduce solo dei suoni a cui non dà alcun significato.

Chi dà il significato?

La vostra mente.

E quel significato da dove viene?

Dal condizionamento che avete ricevuto o dal pensiero che avete immaginato.

Senza tale condizionamento non dareste alcun significato ad una sequenza di segni e suoni.

Non ve la prendereste per un nonnulla.

Non reagireste di fronte a delle sciocchezze verbali.

Non fareste dipendere la vostra vita da tali pensieri o da quelle parole, dalle parole che udite e pronunciate tutti i giorni.

Inoltre la vostra mente sarebbe libera da tutto quel ciarpame che intasa il sistema cognitivo e sovraccarica il sistema nervoso.

Il primo passo per scaricare la mente e il corpo da quel fardello è rendersi conto che i simboli e i suoni con cui siete stati condizionati fin dall’infanzia non significano niente.

Non è sufficiente un riconoscimento superficiale, intellettuale.

Dovete riconoscerlo in modo autentico, per esperienza diretta, a livello percettivo.

Il condizionamento è composto da invisibili costrutti mentali che si sono proliferati nella vostra mente.

Questi costrutti mentali alterano la vostra percezione, il vostro modo di sentire, il modo di relazionarvi e dunque il vostro modo di vivere.

Il disfacimento di questi costrutti mentali può essere visto come la rimozione dei mattoni che formano la prigione percettiva in cui siete apparentemente rinchiusi.

Esistono tanti metodi per disfare i vostri costrutti mentali.

Innanzitutto cominciate con queste illusioni acustiche.

Per aiutarvi a decostruire i costrutti mentali potete pronunciare suoni senza senso e riascoltarli con attenzione fino ad intuire che non significano niente e che sono identici ai pensieri e alle parole che pronunciate tutti i giorni.

Potete prendere un testo, capovolgerlo, leggerlo al contrario, dal basso verso l’alto o da destra a sinistra fino a quando non diventa lampante che si tratta soltanto di scarabocchi privi di significato.

Potete pronunciare lentamente e ripetutamente una lettera fino a riconoscere che tale suono non ha alcun significato.

Questi semplici esempi potrebbe rappresentare un primo passo per decondizionare la vostra mente dalla struttura di pensieri che avete costruito negli anni.

Poi ci sarebbero tutta una serie di pratiche avanzate che non posso sintetizzare senza le giuste premesse.

A voi, per il momento, basta capire che la vostra mente è stata condizionata da innumerevoli costrutti mentali che si possono facilmente smontare.

Ma fino a quando in voi non sorge un autentico desiderio di liberazione interiore sarà difficile sbarazzarsi di tali costrutti mentali. Una volta che avrete maturato un’intenzione verso questo genere di liberazione potrete sciogliere facilmente qualsiasi costrutto mentale e percettivo. All’inizio potreste necessitare di qualche ausilio temporaneo, qualche pratica di autoindagine, qualche esercizio percettivo. Terminato l’addestramento percettivo dovreste avvertire spontaneamente un impulso che vi consentirà di trascendere i limiti della mente condizionata.

Come diceva Antistene, la cosa più utile che possiamo imparare nella vita è DISIMPARARE ciò che non è vero.

DISIMPARARE il falso, DISIMPARARE le illusioni, DISIMPARARE ciò che vi ha inculcato la società, DISIMPARARE ciò in cui credete, DISIMPARARE la fiction umana, DISIMPARARE ciò che avete stupidamente insegnato a voi stessi.

E visto che tutto ciò che vi siete insegnati o che vi hanno insegnato non è vero, dovete DISIMPARARE TUTTO.

 

P.S.

I costrutti mentali sono solamente illusioni che non intaccano in alcun modo la vostra autentica natura.

Allo stato naturale non vi è bisogno di alcun addestramento percettivo poiché ciò che siete veramente nasce libero da qualsiasi condizionamento. Nonostante ciò, all’interno del sogno collettivo, niente vi vieta di giocare con qualsiasi fenomeno percettivo. Potete farlo con la consapevolezza della vostra vera natura oppure potete farlo senza lucidità.

 

 

 Altri libri di ZeRo

 Mente Vuota a Cuor Leggero -Volume UnoNISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRoJed McKenna - Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo

 

 

PUOI AIUTARMI A VEDERE CHI SONO? – 2° parte

1° parte Qui

 

ZeRo: Siediti per 2 o 3 minuti tranquillamente, chiudi gli occhi, fai qualche respiro profondo e aspetta che arrivi un pensiero.

Lettore: Fatto.

ZeRo: Ora rimani in quella posizione percettiva. Limitati a percepire ciò che emerge senza tentare di analizzarlo, interpretarlo, trasformarlo.

Lettore: Anche i pensieri fastidiosi e le sensazioni spiacevoli?

ZeRo: Si, tutto…

Guarda con curiosità, come un bambino che non sa niente e che si limita ad esplorare il suo corpo e la sua mente.

Appena emerge un pensiero chiediti:
Da dove viene esattamente questo pensiero? Dove va?

Lettore: l’ho provato un paio di volte durante il giorno, circa quattro-sei volte finora, ecco cosa ho notato:
è stato strano, i pensieri sembravano provenire da luoghi diversi, alcuni si sentivano come se provenissero dal mio intestino, altri si sentivano come se fossero venuti dalla mia testa, e altri sembravano entrare attraverso il mio respiro (come il mio respiro tradotto in pensiero se ha senso), ma soprattutto sembravano provenire dal nulla. Appena cecavo di rintracciare l’origine, i pensieri svanivano; è come se stavano accadendo da soli più che essere prodotti da me. Non vanno da nessuna parte, non me ne ero mai accorto prima, ma è come se i miei pensieri non andassero assolutamente da nessuna parte, non c’è un posto fisico in cui posso posizionarli, non c’è una destinazione finale, vanno via o diventano un altro pensiero.

ZeRo: Hai fatto qualcosa di particolare perché questi pensieri apparissero? Sapevi cosa sarebbe apparso prima che apparisse?

Lettore: Non sapevo quali pensieri sarebbero apparsi… l’ho saputo dopo la loro casuale apparizione. Prima di questo esercizio credevo di essere io il pensatore, colui che produce volontariamente tutti i miei pensieri. Invece adesso ho notato che i pensieri sorgono anche senza il mio volere e senza il mio controllo. A seconda della circostanza può emergere un pensiero o nessun pensiero.

Continuerò questa attività per tutto il resto della giornata; è stata un’esperienza un po ‘confusionaria in alcuni momenti, soprattutto per rintracciare effettivamente il pensiero e individuare da dove viene / dove va.

ZeRo: Bene. Fai questo semplice esercizio durante l’intera giornata, il più possibile. Non solo una o due volte.

Ti basta cercare i semplici fatti, senza usare l’immaginazione o la speculazione intellettuale.

Mentre ricerchi gli indizi ti accorgerai che molte cose che davi per scontato non sono poi così scontate.

Divertiti mentre percepisci qualsiasi stimolo e fammi sapere cosa trovi di interessante.

Lettore: è passato una settimana e ho notato che ho pochissimo controllo sui pensieri.

Inoltre sembrano cambiare senza preavviso, come se si trasformassero in altro.

ZeRo: In cosa si trasformano?

Come fa esattamente un pensiero a diventare qualcosa d’altro?

Cambia immagine? Colore? Suono?

Diventa una cosa solida oppure è solo frutto dell’immaginazione?

Lettore: Se faccio più attenzione noto che non si trasformano in niente di concreto e che è solo la mia immaginazione a farmi credere il contrario.

Mi sembra che ogni pensiero sia come un pop-up, la frase di uno spot pubblicitario.

Finito uno spot ne arriva un altro

ZeRo: Sei tu a interrompere lo spot pubblicitario della tua mente?

Lettore: No… non so come possa essere interrotto. Si interrompe e basta.

Poi arriva un altro pensiero e parte un’altra pubblicità mentale.

 

 

ZeRo: Ok… continua così.

Non cercare di fermare la pubblicità mentale ma guardala con occhi diversi, vedrai che la qualità dell’esperienza cambierà con il mutare della tua lucidità. Ciò che sembrava fastidioso diventerà meno fastidioso fino a passare nel background.

Lettore: Cercando l’ordine dei miei pensieri ho notato che non seguono una logica o una sequenza precisa.

Ad es. la mia mente ha scelto alcune parole familiari e le ha messe una dopo l’altra, quasi in rima, ma a parte questo non ho trovato un ordine oppure un significato in questa sequenza di pensieri. Prima credevo che avessero senso, ora invece mi rendo conto che non è così.

ZeRo: Dunque, se non hanno quel senso profondo o quel significato nascosto che SEMBRANO avere, non hanno neppure tutta quell’importanza, giusto?

Lettore: Esatto. Se li osservo lucidamente perdono l’importanza che gli attribuivo in precedenza.

È come se l’importanza fosse dovuta al finto senso o al presunto significato che sembravano avere. E

QUEL SIGNIFICATO NON ERA BASATO SUI FATTI.

Nei fatti non hanno un ordine preciso, non hanno una struttura, non hanno un punto di riferimento fisso.

ZeRo: Bene.

Prima davi la precedenza alle supposizioni, all’opinione pubblica o a ciò che in gergo si chiama realismo ingenuo, ora invece stai dando la priorità all’immediata, pura, nuda e cruda consapevolezza.

Stai notando che quasi tutto il senso e il significato della tua vita quotidiana viene inventato di sana pianta.

Spesso questo artificio mentale non viene riconosciuto… si vive nell’ignoranza, nell’incoscienza e quindi nella sofferenza.

Questo riconoscimento nella mente dell’uomo comune non avviene quasi mai e quelle rare volte che avviene viene sminuito, soppresso o dimenticato.

 

Lettore: Perché reagisce così?

ZeRo: Reagisce così perché ha paura di perdere le sue certezze, la sua struttura percettiva. Ma non sa che la struttura cognitiva e percettiva in cui si rifugia è instabile, vaga e inconsistente.

Con questo tipo di riconoscimento è come se il mondo in cui vive l’uomo comune perdesse il senso di realtà che sembrava avere. In alcuni può portare ad una grave crisi esistenziale, di conseguenza si rifugiano subito in altro.

Lettore: Anche nelle spiritualità.

ZeRo: Si. Per molti quello è l’ultimo rifugio.

Pur di trovare una consolazione, una rassicurazione e un conforto si aggrappano anche alla spiritualità. Ovviamente non vogliono ammetterlo, ma in fondo sanno che è così.

Ma torniamo a noi.

Finora hai constatato che non vi è un preciso ordine logico, un senso profondo, né un significato nascosto.

Grazie a questa consapevolezza vi è stata una riduzione dell’importanza che inconsciamente davi a qualsiasi fenomeno mentale e sensoriale. Ti  sto indirettamente aiutando a disfare il senso di realtà della tua struttura conoscitiva. Ne consegue che la struttura percettiva in cui sembravi intrappolato si sta alleggerendo.

Ma non cantar vittoria.

Sei solo all’inizio e il riconoscimento della vera natura dei fenomeni verrà prontamente ostacolato dal tuo sistema cognitivo. Visto che potresti sentirti risucchiato nel solito vortice di illusioni, ti conviene dare continuità a questo genere di riconoscimento. È molto facile cadere in balia di sensazioni vaghe e sentimenti indefiniti.

Ora comunque continuiamo l’esercitazione…

FINE SECONDA PARTE

 Altri libri di ZeRo

 Mente Vuota a Cuor Leggero -Volume UnoNISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRoJed McKenna - Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo

 

PUOI AIUTARMI A VEDERE CHI SONO? (Conversazioni con ZeRo – 1° parte)

 

Lettore: Mi puoi guidare al riconoscimento del mio vero io?

ZeRo: Ti posso spingere soltanto al riconoscimento del falso io. Il resto verrà da sé.

Lettore: Perché?

ZeRo: Perché non c’è alcun “vero” io…

Lettore: Quindi cosa dovrei fare?

ZeRo: Ti basta realizzare ciò che non sei e per farlo puoi cominciare indagando il senso dell’io, indagando ciò che credi o ciò che senti di essere. Cominciamo da una semplice riflessione.

Se dico che non esiste un vero e proprio io, un “sé” intrinseco oppure un individuo separato, mi capisci?

Lettore: Lo capisco solo intellettualmente… capisco che non c’è un io, c’è una sola esistenza, ed io sono un aspetto di quell’esistenza, sono una frazione di un tutto, inseparabile da tutto.
Il problema è che sto cercando di aggrapparmi a quel senso di non-io, di non-sé, di non-individualità.

Sento che in passato l’ho sperimentato solo per un momento, ma voglio essere in grado di avere una visione fissa, voglio conoscere la verità di me stesso, non voglio passare la mia vita a speculare su chi sono.

ZeRo: Non sei l’unico… Molti ricercatori cercano di aggrapparsi al non-io e non si accorgono che è proprio l’io ad aggrapparsi al concetto di non-io. Non riconoscono l’identificazione e l’attaccamento inconscio. Almeno nel tuo caso c’è un riconoscimento di tale attaccamento.

Cosa ti aspetti dalla nostra conversazione?

Lettore: Mi aspetto che qualcuno mi aiuti a vedere di persona l’illusione dell’io e gli inganni della mia mente; mi aspetto che la mia guida mi assista e sfidi me e le mie attuali opinioni sull’esistenza. Mi aspetto che tu mi dia alcune istruzioni di cui ho bisogno per trovare la mia strada in questo viaggio interiore.

ZeRo: Su una scala da 1 a 10, quanto sei disposto a mettere in discussione le convinzioni su te stesso?

Lettore: 11

ZeRo: Ok.

Qual è la tua esperienza in termini di pratiche spirituali, ricerca e indagine?

Lettore:
Cercavo la mia essenza fin dall’infanzia. I miei genitori hanno scelto di crescermi senza religione in modo da poter scegliere la mia strada spirituale, ma a volte mi sento molto perso, non sono mai stato in grado di allinearmi alle credenze delle tradizioni spirituali, quindi ho cercato di ascoltare la mia intuizione e formare le mie convinzioni personali in base a ciò che può essere vero. Pratico yoga e meditazione da nove anni.

 

ZeRo: Anche qui ascolterai la tua intuizione ma anziché formare nuove convinzioni (come hai cercato di fare fino ad oggi) andrai a disfare le attuali credenze personali.

Non ti darò nuove idee o convinzioni, non ti insegnerò niente. Mi limiterò a indicare e offrire qualche spunto, ma poi sarai tu che dovrai guardare in profondità. L’obiettivo principale di questa indagine è sperimentare la realtà di te stesso, o meglio la presunta realtà dell’io. Adesso è bene lasciare da parte tutti i libri, i video e altre opinioni relative a questo argomento. Devi solo impiegare il tuo tempo con un semplice, schietto, diretto atto di osservazione, allo scopo di guardare ciò che si presenta all’esperienza diretta.

Tutto quello che devi fare è guardare la tua esperienza diretta e scrivere ciò che ritieni vero.

Ti accorgerai che molte cose che sono state ritenute vere non sono per nulla vere, tra queste c’è l’idea che hai di te stesso.

Lettore: Cosa intendi per esperienza diretta?

ZeRo:   Guardare all’esperienza senza pregiudizi, senza presupposti, senza credenze su ciò che sperimenti.

In poche parole devi concentrarti su tutto ciò che puoi sperimentare con i tuoi sensi e quando sorge un pensiero non analizzarlo ma limitati a notare la sua comparsa.

Lettore: In che senso non analizzare il pensiero?

ZeRo: Significa che non devi badare al contenuto dei pensieri.

Non ci interessa sapere se il pensiero appena emerso è un bel pensiero o un brutto pensiero. Più ti soffermi sul contenuto e più dai valore a quel pensiero… Qui invece non bisogna dare troppa importanza ai contenuti dei pensieri altrimenti ti perdi nel contenuto intellettuale e perdi di vista il “puro vedere”. Nel puro vedere non ci si sofferma su cosa contengano i pensieri; li si guarda soltanto sorgere e svanire.

All’inizio puoi guardarli con curiosità, come se dicessi “Oh, ecco che c’è un nuovo pensiero che mi fa compagnia”.

Se guardi un paio di scarpe può emergere un pensiero che contiene dei ricordi su quelle scarpe. A noi però non interessano i ricordi ma solo l’esperienza immediata del vedere/sentire/toccare in tempo reale (senza la differita mentale). Di solito invece l’uomo guarda in differita, attraverso il filtro dei pensieri. Il mio ruolo è quello di allenarti a vedere senza filtri.

Ricordati inoltre che non ci sono risposte sbagliate o giuste, quindi non preoccuparti, va tutto bene.

Ti basta rispondere con sincerità.

Cominciamo con queste domande:
Dimmi cos’è che stai davvero cercando? Come cambierà la vita se lo trovi? Cosa ti aspetti di trovare?

 

 

 

Lettore: Sto davvero cercando di capire la realtà, sento che mi manca qualcosa, sono sempre stato alla ricerca di una sorta di risposta, anche se non so nemmeno se conosco la domanda. Voglio solo sapere cosa sta realmente succedendo in questo mondo. Ogni giorno sono confuso dal fatto di non sapere davvero chi sono. La pseudo-identità sociale non ha mai avuto senso per me. Suppongo che sto cercando di soddisfare una crisi esistenziale, sarebbe bello raggiungere un certo livello di comprensione e chiarezza riguardo alla mia esistenza.

Non ne sono del tutto sicuro, ma spero che questo processo mi porti un po’ di pace.

ZeRo: Ok.

L’obiettivo principale è vedere e comprendere esperienzialmente (non solo a livello intellettuale) che Luca non esiste affatto come entità separata. Tutti i tuoi sforzi saranno incanalati in questa direzione. I vecchi traumi, le ferite nascoste, la crisi esistenziale potrebbero scomparire durante il processo, ma alla fine il puro vedere che non c’è nessun sé separato non ti darà alcun privilegio sociale o nessun super potere spirituale. Alcune credenze scompariranno e con esse spariranno le relative paure. A volte bisogna affrontare le nostre più grandi paure per vedere che non sono nient’altro che pensieri, credenze, e impressioni non esaminate.

Quando l’illusione di un io separato viene intravista e penetrata a fondo, ti sarà più facile comprendere tutto ciò che sembra accadere nella tua vita.
Comunque procediamo con calma.

Il non essere sicuri è un buon punto di partenza, vuol dire che si è disposti a mettere in discussione le proprie credenze.

Il puro vedere porterà maggior chiarezza e pian piano la comprensione diventerà fattuale, definitiva.

Lettore: Spero di poter andare più facilmente con il flusso della vita… sono troppo rigido in questo momento, mi sento come se avessi difficoltà a lasciarmi andare e lasciare che la vita accada. Mi piacerebbe anche essere meno consapevole di me stesso, meno egocentrico, pensare meno al mio io, e soprattutto odiare meno me stesso.

ZeRo: Si, in effetti l’eccessiva importanza personale porta a varie reazioni sgradevoli, tra cui il disprezzo di se stessi.

Paradossalmente più si è attaccati a se stessi, più si attacca se stessi; ci si odia o ci si arrabbia con se stessi. Il fatto che tu abbia notato questo effetto collaterale è un buon segno. Partiamo bene.

In merito al flusso: e se non ci fosse nessuno che vada con il flusso della vita?

E se ci fosse solo la vita, che scorre liberamente senza nessuno?

Lettore: Intellettualmente ti seguo, ma la rigidità rimane.

ZeRo: La vita sta accadendo, anche senza di te. Al tuo io sembra il contrario perché altrimenti perderebbe l’illusione del controllo.

Comunque non temere… Adesso, come prima e dopo questo processo, non c’è un individuo separato e indipendente. Può sembrare che ci sia davvero un individuo separato e indipendente soltanto finché si opera a livello di falsi presupposti e credenze infondate, cioè fino a quando si opera alla cieca, in balia dell’ignoranza di sé.

Lettore: A proposito delle mie aspettative, spero anche di diventare diverso, un po’ più saggio e altruista.

ZeRo: È sempre il presunto individuo separato che vuole essere più saggio, diverso, con “una migliore comprensione di qualunque cosa sia”, con un miglior carattere, con una migliore vita, etc… la lista è infinita.

L’apparente individuo separato che credi di essere può solo immaginare una realtà separata differente da ciò che è.

Questo è ciò che fa di continuo: immaginare di vivere in una realtà separata in cui esercitare la sua volontà personale.

E più si scontra con la verità, più soffre. E più soffre, più ritorna all’attacco con la sua effimera volontà personale.

 

Per ora ti basta mettere da parte tutte le tue aspettative e guardare la tua vita con occhi nuovi. Guarda tutto come se fosse la prima volta che apri gli occhi. Come se non conoscessi niente e nessuno. Non dare nulla per scontato. Non credere a ciò che credi, ma osserva e constata qualsiasi esperienza come un neonato incuriosito da tutte le apparenze esterne. Prima di assumere questo atteggiamento rispondi a queste domande:

C’è qualche resistenza al flusso della tua vita quotidiana?

C’è qualcosa di difficile da accettare?

Lettore: Intanto grazie la delucidazione. La tua risposta mi ha rassicurato e mi ha aiutato a chiarire alcune cose.

In merito alla resistenza devo dire c’è stata una piccola resistenza già dall’inizio della nostra discussione, ma dopo una seconda lettura più approfondita, penso che la mia reazione iniziale sia stata causata dal mio senso di essere un individuo speciale. Il mio io si è sentito sfidato o minacciato in quanto è stata messa in discussione l’esistenza di un individuo separato e indipendente. So che si tratta di un’illusione ma non riesco a lasciarla andare.

La sola idea di non essere quel che ho sempre creduto di essere ha provocato un po’ di angoscia in qualche parte della mia mente; ho notato che i miei pensieri iniziano a fare tutto il possibile per confutare e rigettare queste riflessioni.

ZeRo: Non temere, all’inizio è normale reagire in quel modo.

Altre resistenze, in generale?

Lettore: All’inizio ho fatto fatica ad accettare l’assenza di aspettative. Vivere con “nessuna aspettativa” mi è sembrato difficile se non impossibile da accettare, sono così abituato a pensare e a tentare invano di gestire qualsiasi cosa nella vita che non riesco a non aspettarmi qualcosa da questo incontro.

È come togliere le mani dal volante e lasciar il controllo dell’automobile.

In tal senso sembra un processo spaventoso, qualcosa a cui non sono abituato. Tuttavia, dopo aver riflettuto, mi rendo conto che in realtà è bello non avere aspettative su questo processo; il fatto che la mente si stia liberando da un peso inutile mi rincuora e mi incoraggia a proseguire serenamente.

Per il resto ci sono tante resistenze a ciò che sta accadendo nella mia vita.

 

 

ZeRo: Ok. Prendiamo la resistenza attuale.

Essa si presenta quando una certa convinzione viene messa in discussione e questo è abbastanza comune, va bene e fa parte del processo. Siamo solo all’inizio del processo.

Ora diamo un’occhiata più da vicino ai tuoi pensieri.

 

—–

 

FINE PRIMA PARTE

2° parte: PUOI AIUTARMI A VEDERE CHI SONO? – 2° parte

 Altri libri di ZeRo

 Mente Vuota a Cuor Leggero -Volume UnoNISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRoJed McKenna - Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo

NON DEVI FARE NIENTE!

Per essere ciò che sei davvero non hai bisogno di fare niente.

Il fare dovrebbe venire dopo, dovrebbe essere secondario rispetto al puro essere.

Invece, in questo mondo iperattivo, il fare viene preposto dappertutto, anche nell’ambito spirituale.

Fai un esperimento.

Chiediti cosa devi fare per “essere”.

Cosa stai facendo per essere quel che sei?

Il tuo puro essere ha bisogno di sforzarsi per essere quel che è?

Il tuo essere dipende dal fare? Dipende da ciò che fai con il corpo?

Hai bisogno di andare da qualche parte per essere quel che sei?

Il tuo puro essere ha bisogno di praticare e meditare per essere – oppure ciò che sei “è” e basta, senza bisogno di praticare o meditare?

Se non mediti, smetti di esistere? Il tuo essere smette di essere?

Hai bisogno di muovere le mani per essere quel che sei? Se non muovi le mani smetti di esistere?

Potrebbero sembrare quesiti stupidi ma ti assicuro che queste semplici riflessioni sono estremamente profonde e purtroppo sfuggono dal riconoscimento della mente di tanti ricercatori e di tanti pseudo maestri.

Con un semplice e diretto esperimento è possibile dimostrare ciò che tanti libri e molte tradizioni tentano di esprimere con una marea di parole e una miriade di rituali.

La mente ordinaria ragiona al contrario e crede che per essere se stessi si debba sempre fare, praticare, pensare, meditare, etc.

Non è il caso di dilungarci sui condizionamenti della mente ordinaria, di quello ne parlo a sufficienza nelle mie trilogie. A te basta evitare di cadere nel suo tranello, evitare di posticipare il puro e semplice essere. Nota come questo atto di posticipare l’essenza sia un tipico meccanismo di auto sabotaggio della mente ordinaria.

Per fugare ogni dubbio rifai il test del non fare.

Prova a rimanere davvero immobile e mentre non fai nulla prova a notare come il tuo essere non smette MAI di essere.

 

È difficile essere e basta?

Oppure è la cosa più naturale che ci sia?

È talmente naturale che non richiede NIENTE…

È troppo immediato per la mente o per gli organi sensoriali.

E in questo immediato, pacifico puro essere risiede l’illuminazione spirituale.

L’illuminazione spirituale è il riconoscimento del vacuo, immediato puro essere. E come hai visto non richiede assolutamente NIENTE. Ti offre semplicemente ciò che sei e dunque NON OFFRE NIENTE (di nuovo). Ti riporta soltanto alla Verità di fondo. A qualcosa che la mente ordinaria tenta disperatamente – e inutilmente – di rimandare o evitare.

Tutto il fare (rifare, disfare) del mondo – incluso il mondo spirituale – è un modo per velare il naturale, immediato, vacuo, invisibile, puro essere.

 

Non farti influenzare dalla mente condizionata, ossessionata e dipendente dal fare.

Non farti soggiogare dall’idea che il corpo sia la base dell’essere.

Il corpo è secondario rispetto al puro essere.

Non farti sviare da quella spiritualità deviata che ti fa credere che il tuo essere dipenda dal mondo delle apparenze.

Durante la giornata riporta l’attenzione a questo puro essere che per essere non ha bisogno di fare NIENTE.

Ciò che sei davvero non ha bisogno di fare NIENTE.

Il puro essere di fondo che accompagna ogni tua esperienza è sempre indipendente da ciò che viene fatto (o disfatto) e per questo è sempre libero di fare (o disfare) qualsiasi esperienza. Ma per riconoscere questa autoliberazione occorre disilludersi dalla schiavizzante egemonia del “fare”.

In poche parole, ciò che ha BISOGNO di fare qualcosa non è il tuo puro essere. Il tuo puro essere NON HA BISOGNO di fare NIENTE.

CIÒ CHE LA TUA MENTE CREDE DI ESSERE HA BISOGNO DI FARE DI TUTTO.

CIÒ CHE INVECE SEI DAVVERO – indipendentemente dalla mente – NON HA BISOGNO DI NIENTE.

 

Grazie a questa pura consapevolezza puoi realizzare la libertà di e dal fare, non fare o disfare.

 Altri libri di ZeRo

Mente Vuota a Cuor Leggero -Volume UnoNISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRoJed McKenna - Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo

Annotazioni di Papaji (non-dualità, illuminazione spirituale)- 2° parte

1* parte: Annotazioni di Papaji – 1° parte

Quelle che seguono sono una serie di note personali scritte dal famoso Poonja (noto come Papaji) nel suo diario privato.

Le parole che trovate nelle parentesi quadre non fanno parte del diario di Papaji, sono soltanto delle mie puntualizzazioni [N.d.A. = Note dell’Autore] finalizzate a semplificare o chiarire i termini utilizzati da Papaji.

 

08/03/1981

FISSA LA TUA MENTE ALLA SORGENTE!

 

[N.d.A. ––––> Fissa la tua mente al Principio, a ciò che viene prima di tutte le apparenze interne ed esterne; disinteressati di ciò che viene dopo (le proiezioni) e ammira l’immanifesto che precede qualsiasi manifestazione.]

 

 

12/03/1981

Rimani disinteressato verso il mondo e rigetta tutti i sankalpa [intenzioni, propositi, desideri, aspettative] della tua mente.

 

 

10/04/1981

Come puoi ottenere moksha (liberazione) se non hai annullato la differenza tra te e il Brahman?

Cancella tutto ciò che gli occhi vedono. Esci dalla scena e guarda disinteressatamente.

 

[N.d.A. ––––> Brahman, l’Assoluto, è composto da ‘Brahm’ (mondo) più il privativo ‘an’ (assenza) e significa dunque ‘assenza del mondo’, nel senso di assenza di illusioni, assenza di impressioni.

Per puro esercizio intellettuale possiamo associare ‘brahm’ a “brama” e considerare Brahman come ‘assenza di brama’.]

 

 

28/04/1981

Lascia che le cose seguano il loro corso. Rimani disinteressato per quanto è lungo il giorno, come se fossi troppo malato per occupartene.

 

 

 

29/04/1981

Se si vedono tutte le forme come irreali, si percepisce la Realtà.

Sviluppa una mente che non si afferra a niente: immagini, suoni, odori, gusti, contatti.

 

 

23/08/1981

Quando la vera natura viene scoperta attraverso il potere della saggezza intuitiva, il sogno (l’incantesimo) del mondo finisce. Finché il processo incantevole del mondo rimane un oggetto nella tua coscienza, c’è schiavitù. Quando l’incantevole processo del mondo viene negato [spezzato tramite il disincanto], sorge la liberazione.

 

[N.d.A. –––> Negare l’ipnotico processo del mondo significa dissuadersi dall’impressione di realtà prodotta – a nostra insaputa – da tale processo che mediante le apparenze esterne ipnotizza gli organi sensoriali. Negando la sua apparente realtà state indirettamente affermando la sua natura apparente/onirica, il che vuol dire riconsiderarlo come sogno collettivo.]

 

 

24/08/1981

Anche se ti affidi a centinaia di rituali, finché per te esiste drishya (oggetti della vista), non puoi ottenere la liberazione.

 

[N.d.A. –––> Papaji intende dire che finché gli oggetti dei sensi per te rimangono “reali”, non puoi ottenere la liberazione dal mondo delle apparenze esterne. Senza un’autentica comprensione non si ottiene alcuna liberazione; allora nessuna pratica, insegnamento, metodo, Maestro, rituale potrà tornarti davvero utile se prima non impari a riconoscere la vera natura del mondo.]

 

 

8/09/1981

Tutto è proiezione mentale: sole, luna, cielo, montagne, fiumi, foreste, uomini, animali.

Come potrebbe la mente essere trascesa dall’attività mentale stessa?

Anche la meditazione è indotta da una tendenza mentale. Non può donare la libertà dal processo illusorio del divenire.

 

 

11/09/1981

Quando la visione [suprema] si dischiude, il mondo si dissolve.

 

 

13/09/1981

È il Conoscitore interno a ciascuno di noi a vedere le proprie illusioni all’interno di se stesso.

 

Questo principio conoscente

è il Sé [identità reale].

Il mondo è illusione.

 

Drishya (la visione duale creata dalla mente) è il seme del samsara.

Brucia questo seme al fuoco della saggezza. Questo è l’unico modo per ottenere la liberazione.

 

 

14/09/1981

Finché sarai convinto che questo mondo è reale, nessuno sforzo ti libererà dal processo ipnotico del mondo. Ma ottenendo la vera visione dimori nel vero stato, il sahaja–samadi (spontanea realizzazione). L’ignoranza è il seme del mondo ipnotico. Se l’ignoranza non viene annullata dalla conoscenza, l’ipnosi del mondo non può cessare. E senza la cessazione dell’ipnosi del mondo non può esserci liberazione. Solo la visione intuitiva [percezione sottile, profonda, immediata] può mettere fine all’illusione. Se non viene superata questa illusione mediante la luce della saggezza, l’illuso – colui che vede l’illusione – continuerà a essere intrappolato nel processo ipnotico del mondo.

 

 

15/09/1981

Finché per te esiste drishya (visione illusoria), non puoi ottenere la liberazione.

 

[N.d.A. ––––> Finché mantieni una visione immatura, addormentata, incantata, parziale, separativa, conflittuale non puoi ottenere la liberazione.]

 

 

15/09/1981

A una visione più profonda, anche questo mondo non è nato, perché è illusione.

 

 

21/09/1981

Se, stando in mezzo alle forme, si riconosce che sono irreali, si percepisce la Verità.

 

[N.d.A. ––––> Se, stando in mezzo ai fenomeni del mondo, ci si ricorda che sono illusori, si può intuire la Verità.]

 

 

28/09/1981

Quando la mia mente inizia a sognare la realtà della veglia, io la rifiuto.

 

[N.d.A. –––> Quando la mente ti porta a credere alla realtà delle apparenze esterne, rifiuta tale atteggiamento e non credere che siano davvero reali… NON CREDERE A CIÒ IN CUI CREDE LA TUA MENTE!] Leggi il seguito di questo post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: