LA TUA MENTE TI PRENDE PER IL CULO

Guarda come è facile mandare in tilt il tuo intelletto:

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Capito?

Riproviamo:

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Sgnifcano

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Visto?

 

… è soltanto la tua mente a dare significato alle apparenze esterne.

Ogni giorno, a tua insaputa, ti stai facendo prendere per il culo dalla tua stessa mente.

Questo succede non solo in questo caso ma tutti i giorni, ad ogni circostanza, in ogni esperienza della tua vita quotidiana vieni preso per il culo dalla tua stessa mente.

Forse credi che il mondo ti voglia fottere.

Credi che gli altri ti vogliano fottere.

Credi che l’inculata arrivi sempre solo ed esclusivamente dall’esterno.

E se fosse il contrario?

E se ogni essere umano avesse inconsciamente azionato un meccanismo di autosabotaggio e di autolimitazione?

E se ti fossi quasi sempre fottuto da solo?

Brutto accettarlo, vero?

Ti sei sempre fatto fottere dalla tua mente.

Ti fai fottere dai tuoi pensieri.

Ti fai fottere dalle tue proiezioni.

Ti fai fottere dalle tue paure.

Ti fai fottere dai tuoi meccanismi di autosabotaggio.

Ti fai fottere dalle tue puttanate psicologiche.

Ti fai fottere da tutto, e probabilmente ci godi.

Probabilmente – se sei come l’uomo comune – ci godi un sacco a prenderlo nel culo.

In tal senso ti meriti di essere inculato quotidianamente, finché non darai un taglio alla testa di cazzo con cui ti sei sbadatamente identificato per tutto questo tempo.

(ZeRo)

 

NON PREOCCUPARTI DELLE TUE REAZIONI (Non sei tu ma è l’ego a reagire alle apparenze esterne)

Ciò che sei davvero non reagisce a ciò che non sei.

Ciò che reagisce a ciò che non sei è ciò che non sei.

In altre parole, ciò che reagisce a ciò che non sei è l’ego.

È l’ego a reagire alle apparenze esterne.

Quando ti identifichi con le reazioni psicosomatiche ti identifichi con l’ego, cioè ti identifichi con ciò che non sei.

E allora cosa bisognerebbe fare? Smettere di reagire?

No, anche lo smettere di reagire sarebbe una reazione.

Tu non devi fare niente in termini di reattività.

Le reazioni del corpo o le reazioni della mente non sono un tuo problema.

Il guaio – apparente – è l’identificazione con tali reazioni; il guaio sorge con il credersi colui o colei che reagisce.

Il problema sembra sorgere quando ti attribuisci la responsabilità di ogni reazione e quando prendi sul personale un processo impersonale.

Può qualcosa di impersonale appartenere a una persona?

No, ovviamente.

Dunque non preoccuparti delle tue reazioni.

Quelle che consideri le tue buone o cattive azioni non sono davvero le tue buone o cattive azioni.

Non preoccuparti di quello che dovresti fare o non fare, dire o non dire, pensare o non pensare, sentire o non sentire, percepire o non percepire.

Lascia quei problemi fittizi alla mente condizionata dalla pseudo-reattività biologica.

A te basta semplicemente riconoscere che NON SEI TU A REAGIRE.

Ciò che sei non reagisce… semplicemente è.

Ciò che invece reagisce alle apparenze è un’altra apparenza.

 
 

CONSAPEVOLEZZA DELL’OLTRE

Tratto dal libro “il mondo delle apparenze

 

 

Molti di voi avranno senz’altro già visto il seguente test di creatività.

 
 
 
 
 
 

Per risolvere il test occorre rompere i propri schemi mentali.

 
 
 

Questo test è un ottimo esempio di come la mente si faccia frenare da tanti limiti autoimposti.

Lo stesso discorso vale anche per i limiti e gli schemi imposti dal sistema sociale, sanitario, religioso.

Uscire dallo schema imposto (dallo scenario mostrato, dalla descrizione del mondo) è l’unico modo per risolvere gli pseudo-problemi del sistema.

 

Quando pensi a un problema porta alla memoria questa semplice regola.

La soluzione si trova FUORI dallo schema.

La soluzione si trova FUORI dal sistema.

La soluzione si trova FUORI dallo schermo del sistema.

 
 

Fino a quando cerchi la soluzione all’interno del sistema non troverai mai alcuna soluzione efficace.

Al sistema (sistema culturale, sociale, economico, religioso) non conviene che tu esca dal sistema.

Al sistema informatico chiamato “televisione” non conviene che tu ragiona al di fuori del sistema televisivo. Ed è proprio per questo motivo che il sistema vorrebbe nasconderti ogni possibilità di guardare oltre il sistema stesso.

Quella possibilità, la possibilità di guardare e di andare fuori dallo schema, viene sistematicamente negata, celata, proibita dai custodi del sistema.

Eppure la possibilità c’è… lei è lì a disposizione di chiunque voglia, sappia e decida di guardare oltre lo schema mentale preimpostato dal sistema.

 
 

Nessuno può davvero impedirti di vedere oltre la matrice informatica del sistema.

Possono persuadere, dissuadere, ammaliare, distrarre ma non possono impedire l’esistenza di quella possibilità. Possono far credere che non ci sia alternativa, ma non possono eliminare ciò che si trova oltre il limitato schema del sistema.

Ciò che si trova oltre il sistema non sottostà ai dettami del sistema. Casomai è il sistema umano che deve sottostare a ciò che oltrepassa il sistema stesso. Ciò che gli agenti del sistema temono è la consapevolezza di ciò che si trova oltre il sistema. Hanno paura di questa consapevolezza, hanno paura che qualcuno comprenda che esiste qualcosa oltre il comune schema cognitivo; gli agenti del sistema temono tutti coloro che riescono a guardare aldilà dello schema percettivo imposto dal sistema. Per questo vengono continuamente arruolati agenti attivi, controllori, sorveglianti, osservatori che giudicano e sanzionano chiunque osi guardare, ragionare, parlare, agire fuori dallo schema cognitivo-percettivo imposto dal sistema.

Il solo pensare e guardare oltre lo schema imposto è qualcosa di estremamente minaccioso per gli agenti attivi del sistema. Non temono le azioni in sé bensì temono la consapevolezza che precede tali azioni. Temono la “consapevolezza dell’oltre”.

 

La “consapevolezza dell’oltre” è la minaccia più terrificante che ci sia per i custodi del sistema. Loro sanno che l’unico modo per dare continuità al sistema è fare in modo che le menti rimangano all’interno del loro schema mentale/percettivo; vogliono che le persone rimangano attratte, legate, vincolate e dipendenti esclusivamente da quello schema. Le regole, le norme, le convenzioni, le prescrizioni, le certificazioni, le documentazioni devono essere sempre conformi allo schema autorizzato dal sistema; in questo modo il sistema può censurare le mosse che non rientrano nello schema, può ostacolare le menti che si spingono oltre le sciocche, finte, ingannevoli limitazioni del sistema.

 

La “consapevolezza dell’oltre” viene direttamente o indirettamente proibita, vietata, censurata, scongiurata, derisa, condannata.

Quella consapevolezza è il punto debole del sistema; essa – dal punto di vista del sistema – dovrebbe essere abolita dalla mente ordinaria. Ma il bello è che la “consapevolezza dell’oltre” non può essere contrastata; al massimo si può far finta di dimenticarla, ma non può essere rimossa del tutto. Una parte della mente è costantemente consapevole di ciò che si trova oltre lo schema cognitivo e percettivo dell’uomo comune. È questa parte consapevole che alcuni agenti vorrebbero sopprimere definitivamente, in modo da poter programmare la mente umana e controllarla come un robot. Ma non potranno mai sopprimere quella consapevolezza. Sarebbe come sopprimere tutto ciò che si trova oltre il piccolo sistema umano.

 

Come fa un misero sistema a sopprimere ciò che è infinitamente più grande del sistema stesso?

Gli agenti del piccolo sistema sperano che le persone rimangano del tutto (o almeno parzialmente) ignoranti o inconsapevoli di ciò che si trova oltre il piccolo sistema.

Oltre il piccolo sistema socio-culturale.

Oltre il piccolo sistema politico.

Oltre il piccolo sistema sanitario.

Oltre il piccolo sistema economico.

Oltre il piccolo sistema religioso.

Oltre il piccolo sistema umano.

Oltre il piccolo sistema fisico.

Oltre il piccolo sistema materiale.

 
 

Vi assicuro che è sufficiente avere un briciolo di “consapevolezza dell’oltre” per espandere la coscienza individuale e collettiva.

Per intuire la “consapevolezza dell’oltre” non occorre definire l’oltre, non occorre conoscerlo concettualmente, delimitarlo formalmente, descriverlo linguisticamente, chiamarlo verbalmente, analizzarlo intellettualmente.

La “consapevolezza dell’oltre” non è qualcosa di filosofico, intellettuale, metafisico, spirituale; è un fatto constatabile facilmente da chiunque; è constatabile aprendo semplicemente gli occhi, aprendo la mente, percependo direttamente i messaggi della natura, alzando la testolina e ammirando l’infinito che ci avvolge.

 

È la consapevolezza “oltre lo schema” che ti fa risolvere i presunti problemi presenti nello schema.

La nostra consapevolezza può uscire da qualsiasi schema (mentale, percettivo, formale, linguistico, neurale, virtuale, sociale).

Che vi piaccia o no sarà soltanto la “consapevolezza dell’oltre” a salvarvi la pellaccia.

Sarà la “consapevolezza dell’oltre” a spingervi aldilà dei limiti e delle costrizioni di questo sistema.

 
 
 

L’UNIVERSO VISTO ATTRAVERSO GLI OCCHI DELLA PURA CONSAPEVOLEZZA

 

Questo, grossomodo, è il modo in cui un risvegliato vede l’intero universo…

 

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Ora magari vi sarà più chiaro perché utilizzo termini come “sogno planetario”, “mondo delle apparenze”, “allucinazione collettiva”, coscienza incantata, rottura di incantesimi…

 

 

Ed ora dovreste anche capire perché scrivo spesso che non può esserci dialogo tra risvegliato e coscienza addormentata…

 

 

 

Il mondo delle apparenze – Primo Volume di ZeRo

In apparenza questo libro vale una manciata di euro.

In apparenza un quadro di Van Gogh può valere milioni di dollari.

In apparenza il tuo stipendio vale un decimo dello stipendio di un’altra persona.

In apparenza i politici si preoccupano del bene dei cittadini.

In apparenza si fa la guerra per portare la pace.

In apparenza alcune vite valgono più di altre vite.

In apparenza certi pensieri valgono più di altri pensieri.

In apparenza alcune sensazioni sono più preziose di altre sensazioni.

In apparenze il mondo spirituale vale più del mondo materiale.

In apparenza la ricerca spirituale vale più della ricerca mondana.

In apparenza alcuni sogni valgono più di altri sogni.

In apparenza alcune apparenze valgono più di altre apparenze.

Tutto questo vale solo in apparenza.

Tutto questo vale per la coscienza addormentata, per la mente ordinaria dell’umanità.

Tutto questo non vale per la coscienza in via di risveglio, la quale fissa lo sguardo oltre l’apparenza.

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etc…

 
 

INCOMPATIBILITÀ CON I TUOI SIMILI (coscienze addormentate)

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Presto scoprirai un’evidente incompatibilità tra ciò che sei e ciò che hai sempre creduto di essere.

Un’incompatibilità tra la tua essenza e il tuo ego, il ridicolo personaggio con cui sei identificato.

Un’incompatibilità tra te e il resto dei tuoi cosiddetti ‘simili’, gli umani.

Un’incompatibilità tra ciò che vedi chiaramente e ciò che gli altri ‘pensano di vedere’.

Un’incompatibilità tra ciò che percepisci direttamente e ciò che gli altri ‘proiettano’.

Un’incompatibilità tra ciò in cui non credi più e ciò in cui gli altri, il resto dell’umanità, crede ancora.

Un’incompatibilità tra la tua incredulità – il tuo non bisogno di credere – e la loro credulità – il loro bisogno di credere, di auto-convincersi o di essere creduti.

Un’incompatibilità tra la tua quiete e la loro inquietudine, tra la tua calma e la loro agitazione.

Un’incompatibilità tra la tua chiarezza e la loro confusione.

Un’incompatibilità tra il tuo sereno disinteresse alla farsa e il loro puerile coinvolgimento alle finzioni.

Un’incompatibilità tra ciò che hai riconosciuto e ciò che gli altri presumono di conoscere.

Un’incompatibilità tra la tua pace interiore e il baccano nelle cellule di chi ti sta vicino.

Un’incompatibilità tra il tuo silenzio interiore e l’incessante dialogo dentro la testa degli altri.

Insomma…

Un’incompatibilità tra il tuo disincanto e il loro stato di incantamento, la loro suggestionabilità.

Un’incompatibilità tra la tua lucidità e la loro sonnolenza, la loro facile impressionabilità.

Un’incompatibilità tra il crollo dei miti e il loro tentativo di impedire il crollo dei loro idoli.

Un’incompatibilità tra il crollo delle illusioni e il loro disperato tentativo di non far crollare le illusioni.

Un’incompatibilità tra lo svelamento del sogno planetario e il vano tentativo di nascondere e sorreggere il mondo delle apparenze.

Sarà un’incompatibilità troppo evidente, talmente evidente che non potrai più ignorarla.

(testo tratto dalla trilogia di ZeRo)

NON SEI TU A MORIRE – NON SEI TU A RINASCERE

Il testo che segue vuole essere una forma di “trasmissione diretta”.
L’effetto della trasmissione dipende dal tuo grado di ricettività.

Morte = pausa tra un movimento e l’altro, tra una vibrazione e l’altra, tra un suono e l’altro, tra un pensiero e l’altro, tra un respiro e l’altro.

CIÒ CHE SEI DAVVERO SI TROVA PRECISAMENTE IN QUELL’ISTANTE SANTO, IN QUELLA PACIFICA PAUSA, IN QUELL’ASSENZA, IN QUELLA SOSTA, IN QUELL’ETERNO RIPOSO.

NELLA PAUSA TRA UNA PREOCCUPAZIONE E L’ALTRA, TRA UNA PAURA E L’ALTRA, tra un ricordo e l’altro, tra una sensazione e l’altra, tra un’esperienza e l’altra.

Tu, nella tua essenza, ti trovi esattamente tra UNO STATO DI COSCIENZA E L’ALTRO, TRA UNO STATO D’ANIMO E L’ALTRO.

NELL’INTERVALLO TRA UNO STATO D’ANIMO NEGATIVO E UNO STATO D’ANIMO POSITIVO, CI SEI TU!

Alla morte, come nella cosiddetta illuminazione spirituale, realizzi semplicemente tale pausa, cioè realizzi ciò che sei veramente in assenza di movimento, pensieri, ricordi, emozioni.
E quindi chi resuscita?
Cosa rinasce?
Ciò che rinasce non sei tu!
Ciò che rinasce è un’altra forma-pensiero, un’altra apparenza esterna, un altro fenomeno, un altro aggregato percettivo, un’altra allucinazione, un altro sogno.
In ultima istanza la morte – così come la nascita o la rinascita – non ti riguardano.
Riguarda solo ciò con cui ti eri identificato.
Temi la morte perché temi la fine dell’identificazione con ciò che credi di essere.
Temi la morte perché temi la fine di ciò che “NON SEI”.
Ricorda: Non sei tu a morire.
Tu sei la morte della tua erronea identificazione.
Tu sei la morte di ciò che sogni di essere in questo esatto momento.
Grazie a questo puro e profondo riconoscimento puoi trascendere la morte.
Proprio adesso, con questa profonda comprensione.
Non serve altro.

(ZeRo – Il Mondo Delle Apparenze – libro in fase di stesura)

3° TRILOGIA

2° TRILOGIA

1° TRILOGIA

UN CORSO IN MIRACOLI

SCAPPARE DAL SOGNO PLANETARIO?

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Lettore: “le ns porte di percezione, cioè la ns strutturazione nello spazio tempo, ci può consentire altro che non sia in sé ignoranza della realtà ultima?

Come trovare allora la via di fuga dal sogno? “

ZeRo: “Domande profonde la cui risposta ovviamente si trova oltre qualsiasi parola. Non so perché mi poni tali dilemmi comunque provo a rispondere per il gusto di esprimere l’ineffabile.

1 – non so come stiano le cose dalle tue parti ma le porte percettive di questa mia macchina biologica mi sono trasmesse direttamente da filtrare, distorcere e ridipingere la cosiddetta realtà. Questa distorsione costante per me corrisponde all’attività del sognare e quindi non si tratta della realtà ultima ma di ignoranza della realtà.

Il punto però, secondo me, è che non occorre e non si può percepire o conoscere tale realtà semplicemente perché il puro soggetto non è un oggetto. Non è qualcosa di statico, definibile, misurabile, individuabile con una bio-macchina scassata …

Inoltre il corpo lo considero solo un ammasso di impressioni, una consistente apparenza esterna, un sogno nel sogno.

2 – chi vuole la via di fuga dal sogno?

il piccolo “io sognatore”?

E avrebbe senso parlare di fuga da un luogo illusorio? Non sarebbe anche la fuga un’altra illusione?

Forse uscire non occorre perché non ci si trova davvero dentro il sogno.

Facciamo finta che tu sia già la realtà che stai cercando fuori dal sogno; in tal caso il voler fuggire rafforzerebbe il senso di imprigionamento.

Poi per carità … anche le mie parole sono sole chiacchiere sparse e disperse in questo sogno. “

Lettore: “E allora essere è nulla, perché “non siamo realmente noi se non quando, mettendoci di fronte a noi stessi, non coincidiamo con niente, nemmeno con la nostra singolarità”.

E quindi nemmeno con le ns chiacchiere sospese nel nulla, perché non esisterebbe neppure l’ipotesi di una teoria della conoscenza.

Sarà…..”

ZeRo: “Della prima citazione apprezzo quel “coincidiamo con niente”….

risuona con quel che tenterei di veicolare qui, l’infinita leggerezza del niente.

risuona anche con la definizione dell’identità del puro soggetto: nessuna identità.

Chiaramente non coincidiamo con le chiacchiere.

Tu sei forse un solo pensiero?

Potresti pure crederlo, come crede l’uomo comune, eppure i fatti ti confermano il contrario: puoi stare senza pensieri, quindi non coincidi con alcun pensiero.

l’ultimo punto (non esisterebbe neppure l’ipotesi di una teoria della conoscenza) è un corollario delle precedenti realizzazioni.

Tutte le conoscenze accumulate nel sogno planetario non hanno alcun valore.

Tutta questa conoscenza è ignoranza, cioè conoscenza apparente, onirica.

Sono solo pensieri sterili, vaniloqui, scoregge eteriche.

Non è liberatorio sapere che non c”è nulla da sapere?

Dovrebbe esserlo…

Apparirà…”

Lettore:

“Sarà…..

Apparirà…..

Che almeno l’uscita dal sogno ci colga addormentati……”

ZeRo:

“l’entrata nel sogno ci accoglie addormentati…

l’uscita risvegliati.

don’t worry.

Nel dubbio incrociamo le dita.

Mal che vada si cambia sogno.”

CONTEMPLA IL TUO NECROLOGIO

Prendi gli annunci funebri.

Appiccica sopra una tua foto.

Eventualmente incolla anche le foto di parenti e amici.

Se lo desideri, scrivi due righe personali sotto il tuo nome.

Infine contempla ogni giorno la tua fine e la perdita dei tuoi cari.

In alternativa salva l’immagine del tuo annuncio funebre sul tablet/telefono e tienilo come sfondo.

Per rendere il lutto più realistico richiama emozioni legate proprio al decesso di una persona cara: richiama il senso di perdita, disfacimento, scomparsa, estinzione, assenza.

In poche parole considerati già morto e considera morte tutte le persone che conosci.

Mediante la contemplazione della tua morte faciliterai il graduale processo di morte dell’ego, cioè spezzerai l’identificazione con la falsa identità quotidiana.

Riposa in pace.

(ZeRo)

 

QUESTO È TUTTO CIÒ CHE DEVI FARE: DISONORARE LE ILLUSIONI!

 

Questo è tutto ciò che devi fare: disonorare le apparenze esterne!

 

Disonora ciò che non sei, onorando ciò che sei davvero.

Onora la Realtà, disonorando l’irrealtà.

Onora l’essenza, disonorando l’apparenza.

Disonora la maschera, onorando il tuo vero volto.

Onora il silenzio, disonorando i pensieri.

Disonora l’io, onorando Quello.

Disonora il tuo nome, onorando il senza nome.

Onora il Risveglio, disonorando qualunque sogno!

(ZeRo)

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