Pronti alla prossima ondata di ignoranza?

Per alcuni alchimisti rinascimentali la saggezza era una corazza che proteggeva l’individuo da diversi pericoli, minacce e attacchi (psichici, energetici e anche fisici o biologici). Al contempo consideravano l’ignoranza alla stregua di una qualunque altra malattia, forse peggio di qualunque altro virus. Sicuramente peggio di qualunque variante Covid.

Se ti dicessi che l’ignoranza è una forza o una sostanza in grado di influenzare ogni cellula del corpo, prenderesti più seriamente la questione?

Se ti dicessi che l’ignoranza è in grado di tramutare un timore in un tumore, prenderesti seriamente questo messaggio?

Così come l’ignoranza è una forza debilitante, la comprensione profonda è una forza riabilitante.

Così come l’ignoranza esercita un influsso sulla tua vita, così la saggezza esercita un altro influsso.

Verità, saggezza, comprensione sono sempre state viste come nozioni astratte, prive di concretezza, utilità, efficacia. E così vi hanno privato di un’armatura in grado di proteggervi, assistervi, guidarvi.

Ma non è mai troppo tardi. Siete ancora in tempo per rivalutare tutta la vostra esistenza, gli accadimenti personali e collettivi, gli eventi mondiali, la storia, il passato, il presente e il futuro.

Potete rivalutare tutto con l’ignoranza oppure potete rivalutare con la comprensione profonda.

In questi miei 40 anni ho rischiato la vita un numero sufficiente di volte per poter sostenere che questa scelta può salvarvi la vita.

Una parte di voi sa che scegliendo – di nuovo – l’ignoranza state scegliendo qualcosa di decisamente indesiderabile, e visto l’andazzo, fossi in voi non farei cazzate. Non in questo periodo. Oramai è evidente quello che sta per accadere; la trama della loro rete è talmente enorme che per rimanere impigliati bisogna volerlo, meritarselo, richiederlo.

Se potete, non peggiorate la vostra situazione. Ora non è più questione di tamponi, mascherine, virus, antibiotici. E’ questione di schierarsi da un lato (ignoranza) o dall’altro lato (comprensione).

Schierarsi per l’ignoranza vuole dire schierarsi per la propria dannazione.

L’ignoranza, oltre a indebolire il sistema nervoso e avvelenarvi psico-emotivamente, richiama presenze che sarebbe meglio tenere a debita distanza.

Mio padre attualmente è ricoverato al reparto malattie infettive con una polmonite da legionella. Oramai è fuori pericolo, il responso del medico è rassicurante, ma quando mi chiedono cosa ne penso dico che non bisogna abbassare la guardia perché il pericolo è un altro. Ovviamente quando parlo con i parenti non mi dilungo su questi argomenti, ma lascio intendere che non è solo questione di virus, batteri, parassiti.

Comunque sia, più che avvisare non si può fare altro che attendere.

Di certo se ne vedranno delle belle.

Per un po’ potrete dare la colpa al virus, al clima, alla guerra, al razzismo, alla politica, all’economia, ma prima o poi sarete costretti ad alzare il velo dell’ignoranza.

Uno ad uno verrete messi alla prova, testati, messi all’angolo.

Sarete costretti ad affrontare la sfida non sul piano esteriore, ma sul piano interiore.

Se non è questo giro, sarà il prossimo.

Sarete costretti ad inginocchiarvi, a rifuggire l’ignoranza e a ricercare una comprensione non superficiale ma profonda.

Cederete, piangerete, sanguinerete, verrete perseguitati da incubi.

Noterete la differenza tra l’allontanamento dall’ignoranza e l’avvicinamento alla comprensione.

Nel frattempo la Verità rimarrà al solito posto, immutabile, intoccabile.

Lei non ha fretta; può tranquillamente attendere l’estinzione di questa e altre generazioni.

Se non vi siete ancora mossi verso di lei, questa è la volta buona.

Correrete disperatamente alla sua ricerca.

La sofferenza diventerà intollerabile, e non avrete molte opzioni.

Sarà sconvolgente ma anche sorprendete.

Sarà che non sono un tipo compassionevole, o sarà che mi piacciono le sfide mortali, però trovo affascinante il modo in cui l’umanità viene messa sistematicamente alla prova.

Viene messa alla prova individualmente, collettivamente, psicologicamente, socialmente, fisicamente e spiritualmente. Alcuni comprendono il gioco, superano qualche livello, e in un modo o nell’altro si salvano. Altri sembrano non capire il gioco e rimangono sempre sullo stesso piano; ignorano i soliti indizi e ricadono nei soliti tranelli.

In conclusione, se vi chiedete quale sia il valore della saggezza, le prossime ondate di ignoranza vi toglieranno ogni dubbio sul valore della comprensione profonda. E se verrete travolti da quell’ondata, sappiate che siete stati avvertiti.

(ຊēr໐)

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Nuovo Mondo alla Tolle, Mondo predatorio alla Castaneda oppure Mondo delle apparenze alla ZeRo?

Alcuni di voi potrebbero trovarsi in sintonia con il nuovo mondo descritto da Tolle.

Altri invece potrebbero vedere il mondo alla Castaneda, cioè come un ambiente predatorio, estremamente pericoloso, pieno di parassiti, trappole, criminali, malintenzionati, maniaci, molestatori, pervertiti, persecutori, delinquenti, forze avverse, vampiri energetici, etc… Per dirla alla Buddha, un mondo pieno di dukkha (dolore, sofferenza, disagio, malessere).

Altri ancora potrebbero aver realizzato di trovarsi in un mondo di apparenze. In una dimensione la cui consistenza corrisponde alla percezione globale di ciascun percettore.

Chi ha ragione?

Scopritelo da soli.

Se ci fossero solo due opzioni e dovessi scegliere tra il nuovo mondo alla Tolle e mondo alla Castaneda/Buddha sceglierei quello alla Castaneda/Buddha.

Ma visto che c’è una terza opzione, l’opzione zero, l’opzione mondo delle apparenze, opto per quest’ultima.

Se volete la mia modesta opinione, e ormai dovreste conoscerla, là fuori non c’è alcun là fuori, nessun mondo. Ciò che chiamate mondo è la percezione complessiva che voi avete di momento in momento. Quando questa percezione globale cambia, allora SEMBRA cambiare anche il mondo circostante. Questo cambiamento è soltanto apparente, ma per il momento non è il caso di addentrarsi nel discorso “apparenze esterne”.
Quel che dovete comprendere adesso è che voi non dovete cambiare né voi stessi né il mondo esterno perché in realtà non esiste alcun mondo esterno da cambiare.

Lo ripeto: VOI NON SIETE OBBLIGATI A CAMBIARE VOI STESSI E NEPPURE LE CIRCOSTANZE ESTERNE.

Eventualmente, se volete cambiare qualcosa, l’unica cosa da cambiare è la percezione globale che avete di tutto e tutti. Ma questo mutamento percettivo non è semplice come sembra. Il problema è che non vi hanno mai parlato di “mondo” in termini di “percezione globale”, di conseguenza siete rimasti percettivamente bloccati in un singolare globo, in una strana dimensione che chiamate mondo o realtà esterna. La difficoltà che incontrate nel risolvere i vostri problemi quotidiani sta soltanto nel fatto che non vi è chiaro il ruolo dei vostri costrutti mentali e il ruolo della vostra percezione d’insieme. Ma visto che non sono il vostro terapeuta di fiducia, non è mio compito risolvere i problemi di nessuno, mi limito a rimanere sul piano descrittivo.

Volendo semplificare il discorso si  può descrivere il mondo come una bolla percettiva in cui siamo inglobati un po’ tutti. Per dirla in modo artistico, il mondo è un canovaccio alla cui rappresentazione può partecipare chiunque.

 

Alcuni lo imbrattano solo in superficie per il gusto di sporcarsi le mani, altri vorrebbero marchiarlo profondamente, macchiarlo di sangue e di sperma, oppure sventrarlo e squarciarlo con impulsi aggressivi, altri ancora preferiscono tinteggiature emotive più delicate… ma alla fine è soltanto un acquerello in continuo mutamento. La bella rappresentazione di oggi, un domani, può diventare una brutta rappresentazione. Qualcosa di appetitoso, affascinante, desiderabile, può diventare un escremento.

Stando così le cose, e se le guardate bene stanno proprio così, capite da soli che non ha senso parlare di nuovo o vecchio mondo. Anzi lo stesso concetto di mondo – nel senso di realtà esterna immutabile – non corrisponde alla vostra stessa esperienza o alla percezione del corpo. Siete travolti da miliardi di sensazioni ogni giorno, ogni ora, ogni minuto. In tal senso non è questione di voler aver ragione, ma di ignorare o non ignorare, di prendere consapevolezza o non prendere consapevolezza della propria bolla percettiva.

Il mondo di oggi può letteralmente, fisicamente, concretamente sparire in un batter d’occhio con un’esplosione nucleare, e dopo si potrebbe dare vita a qualcosa d’altro, a un mondo identico al precedente, peggiore o migliore; e in seguito, quel mondo potrebbe essere di nuovo azzerato, raso al suolo e riprogettato da zero.

Come ho scritto altrove, il sottoscritto non è qui per augurarvi un futuro migliore, o per farvi sperare in un’altra generazione di esseri disumani.

Non sono qui a motivarvi alla Tony Robbins, Roberto Re, Jordan Peterson. Non sono qui per esaltare una straordinaria umanità alla Sadhguru o per promettervi un nuovo mondo alla Tolle.

Sono qui soltanto per spingervi al disincanto.

Al disincanto dal mondo in cui credete di vivere; disincanto dalla storia personale di cui vi sentite protagonisti.

Sono qui per farvi riconoscere la fine del (finto, illusorio, teatrale, virtuale) mondo a cui siete tanto affezionati.

Sono qui per aiutarvi a non farvi ammaliare da nessun mondo, da nessuna apparenza esterna.

Sono qui per non farvi credere più a nessun promotore mondano e nessun promotore ultraterreno.

Sono qui per scuotere ogni fibra del vostro essere, dare un rapido scossone, produrre un micidiale blackout.

Con questi semplici messaggi la vostra coscienza, prima o poi, sarà costretta a rompere gli incantesimi che le hanno lanciato o che si è lanciata da sola. Il vostro intelletto verrà spinto ad un cortocircuito interno. Queste piccole spintarelle, pian piano, vi spingeranno oltre la percezione globale di voi stessi e del mondo.

I miei scritti sono finalizzati – tra le varie cose – a svincolarvi dalla vostra percezione abituale. A tal proposito riporto qualche frase tratta dalle mie precedenti trilogie.

“Uno degli obiettivi del libro sarà quello d’instradarvi verso LIEVI E SIGNIFICATIVE VARIAZIONI NEL VOSTRO MODO DI PERCEPIRE e di concepire voi stessi, il mondo, i sogni, la Realtà.”

(Tratto da “Risveglio dal sogno planetario – vol. teorico”)

“Lo scopo principale di queste esercitazioni è la NEUTRALIZZAZIONE DEL SISTEMA PERCETTIVO, cioè l’annullamento delle apparenti differenze percettive della mente ordinaria.

Facendoti leggere (ed interiorizzare) alcuni messaggi la tua mente andrà a cancellare – senza preavviso – la tua linea di demarcazione percettiva tra sogno e cosiddetta realtà.
Facendoti leggere (ed interiorizzare) altri messaggi, verrà cancellata anche l’immaginaria linea che delimita il tuo senso dell’io, il senso di essere quel che credi di essere, e ciò che sei veramente.
Bastano i giusti messaggi al momento giusto e boom!
L’abituale differenza percettiva viene annullata.
In questo modo i fantomatici effetti dovuti alle tue proiezioni e percezioni abituali verranno annullati, vanificati, resi inefficaci e innocui.”

(“Mente Vuota in Corpo Pieno – vol. pratico”)

P.S.

Se avete realizzato che “là fuori” non c’è alcun là fuori, dovreste (o dovrete) anche realizzare che “lì dentro” non c’è alcun lì dentro.

Niente è fuori, nessuno è dentro.

Le porte dell’infinito sono sempre rimaste aperte e spalancate fin dal principio… erano solo le vostre minuscole porte percettive a restringere, chiudere ed escludere un presunto spazio interno da quello esterno.
Tale distinzione, in realtà, non esiste.
Questo vuol dire che la porta della vostra prigione mentale è già aperta.
E allora, se la porta è aperta, non c’è alcuna prigione, nessun samsara, nessun inferno, nessuna Matrix da cui dovreste scappare.
Rassegnatevi e rallegratevi.
Siete nati essenzialmente liberi… e lo sarete a prescindere dalle sbarre immaginarie che continuate a proiettare là fuori o a percepire lì dentro.
Buona autoliberazione dal vecchio e dal nuovo mondo delle apparenze.

 

( ☠ ʐɛʀօ ☠)

Non riesci a smettere di fare qualcosa, mangiare, bere, fumare, scommettere, masturbarti? Prova a guardare agli effetti e chiediti se vuoi subirne le conseguenze

 

Ori ti mostrerò le foto di alcune persone, prima e dopo una dipendenza.

Non importa la dipendenza, l’importante è comprendere che avviene un mutamento che sfugge al proprio controllo.

La dipendenza più diffusa al mondo è quella del pensiero frenetico, incessante, costante; pensare sempre a se stessi, al passato, al futuro; preoccuparsi di chissà chi per chissà cosa.

Se ti dicessi che dietro qualunque dipendenza e qualunque ossessione si trova un’altra dipendenza primaria, la dipendenza dalla propria mente, prenderesti sul serio questo discorso?

Supponi che questa dipendenza dalla tua mente possa provocare un effetto simile a quello che vedi di seguito. In tal caso valuteresti diversamente il rapporto con la mente?

Tenteresti subito di disintossicarti dalla mente. E sarebbe la scelta più saggia, sensata, opportuna che tu possa fare.

Ti salveresti letteralmente la vita.

Ora guarda quali sono gli effetti concreti dell’ossessione mentale con se stessi, con la propria auto-immagine, con il proprio ego, con i giudizi, con le proprie illusioni o con le illusioni altrui.

Guarda cosa fa il parassita psichico.

Questa persona potresti essere tu, tra qualche mese.

Questo parassita non risparmia nessuno.

Ti consuma lentamente dall’interno.

 

Ma non deve necessariamente finire così.

Chiediti se vuoi fare quella fine…

 

Non fare l’idiota.

Se vuoi puoi essere più furbo di qualunque parassita, qualunque dipendenza, qualunque tentazione, qualunque ossessione. E questa libertà comincia con un piccolo passo dopo l’altro.

I binari della pura consapevolezza sono già tracciati.  Devi solo decidere quando seguirli. E prima o poi sarai costretto a seguirli.

(ZR)

DARE FUOCO ALL’UOMO DI PAGLIA

L’uomo di paglia ha la coda di paglia.
Poveretto, non è colpa sua, l’hanno disegnato così; hanno prestabilito che lui deve avere quel nome, quel cognome, quell’età, quel debito, quel peccato, quella colpa, quel dovere, quella responsabilità, quell’obbligo.
Ma tu non sei l’uomo di paglia.
Tu non sei l’attore sociale.
Quella recita non ti riguarda.
Tu non sei quella persona.
Tu non sei quel fantoccio.
I suoi attributi non ti riguardano.
Non attribuirti i suoi attributi anagrafici, sociali, culturali, linguistici, giuridici, civici, legali, burocratici.
Hanno inventato una strana lingua per fotterti il cervello.
La loro lingua è il legalese.
Che lingua è? Che senso hanno quelle idiozie legalizzate da perfetti sconosciuti?
E’ una lingua fatta apposta per non farti capire un cazzo, e a quanto pare ha ottenuto ottimi risultati sul genere umano.
Ma se lo capisci davvero, capisci che non c’è nulla da capire.
Dimentica il legalese… non è la tua lingua.
Si tratta della lingua con cui hai apparentemente firmato la tua schiavitù.
Non dare mai il tuo consenso, non annuire, non dire di comprendere la loro lingua, non dargli ascolto. Se ti chiedono di dichiarare qualcosa, tu non dichiarare nulla. Piuttosto fai scena muta, fingiti sordo-muto, oppure inventa qualcosa, fingi come loro, fingi meglio di loro.
Nega qualunque accordo che sembra esserci con quel mondo di fantocci.
Non sei tenuto a dire o a dare niente a nessuno. Mai. In nessuna circostanza.
E se tu non stai al loro gioco, loro sono fottuti. Per sempre.
Visto che hai a che fare con dei pagliacci in giacca e cravatta, e visto che è una fiction sociale, tanto vale fingere per bene, no?
I loro sono soltanto viscidi tentacoli con cui vorrebbero agganciare la tua fragile psiche.
Non farti agganciare psicologicamente.
Si tratta soltanto di uno spauracchio; misera paglia, scartoffie, carta igienica.
Si tratta di un enorme spaventapasseri costruito per terrorizzare e impagliare gli uomini e le donne di paglia.
Per millenni le coscienze addormentate hanno vissuto in un mondo di paglia, e da brave pecorone hanno mangiato paglia, hanno venerato la paglia, si sono sacrificate per un mucchio di inutile paglia, scodinzolando la loro stupida coda di paglia.
Cosa ti ha dato di concreto tutta quella paglia?
Non attribuirti nessuno degli attributi che il mondo, la società, la famiglia, gli amici, i conoscenti ti attribuiscono.
Non fare Fantozzi.
Non fare l’uomo di paglia.
Perché se fai l’uomo di paglia avrai la coda di paglia; sentirai una paura che non ti appartiene, ti verrà attribuita una responsabilità che non hai, una colpa che non è tua; ti verranno messe in bocca parole che non hai pronunciato, intenzioni che non hai avuto; debiti economici, religiosi, karmici, che non hai accumulato.
Se loro vogliono giocare all’uomo di paglia sono liberi di farlo.
Ma tu non sei più tenuto a identificarti con quel nome, quel cognome, quel ruolo sociale, quel ridicolo personaggio, quelle regole.
E se non sei l’uomo di paglia, perché continuare a pensare come lui?
Perché non dargli fuoco?
Se non sai da dove cominciare, inizia con la tua coda di paglia.
Dagli fuoco. Sbarazzati della paura che ti hanno messo addosso.
Tanto alla fine è solo paglia…
Quanto valore può avere un’esistenza fondata sulla paglia?
Quale senso può avere una vita fondata sulla paura?
Comincerai a vivere davvero soltanto quando darai fuoco alla tua fottuta coda di paglia.
( 【Z】【e】【R】【o】 )

Ed estinzione sia…

La folle folla ti dice:
Puoi scegliere di unirti al nostro mondo artificiale oppure puoi insistere, testardo, che… cosa?
Che dovremmo ripensare il modo in cui il mondo intero gestisce le sue faccende?
Mai!
Che dovremmo ricominciare da zero?
Te lo scordi.
Che dovremmo riconoscere la fiction umana e rompere i nostri incantesimi?
Che tu sia maledetto… piuttosto scegliamo l’estinzione.
Ed estinzione sia.
(ZR)

La cospirazione contro la razza umana – di Thomas Ligotti

Nell’opera “La cospirazione contro la razza umana” di Thomas Ligotti il cattivone di turno, il criminale, il cospiratore, l’aguzzino della tragica vita umana non è una soprannaturale forza maligna, non è Satana, non è un gruppo di alieni, non è il governo oscuro, non sono gli Illuminati, non è l’intelligenza artificiale di Terminatornon sono gi Arconti, non è il Demiurgo.
Il carnefice siete proprio voi stessi, o meglio la vostra stessa coscienza.
La sua tesi, per quanto discutibile, merita almeno una piccola riflessione. Buffo il contrasto di quel punto di vista con quello di chi loda la magnificenza della “Coscienza”. 
Ma al di là di quei due punti di vista, il due si sa già dove porta…
 
Fatta questa premessa, vediamo un estratto del libro di Ligotti.

Nel capitolo intitolato “Zombificazione”, Ligotti cita il filoso norvegese Zapffe e arriva a due centrali conclusioni riguardo ai problemi dell’umanità. La prima è che la coscienza era andata troppo oltre per essere un attributo tollerabile dalla nostra specie, e minimizzando questo problema siamo costretti a minimizzare la nostra stessa coscienza. Tra i tanti e vari modi in cui questo può essere fatto, Zapffe sceglie di dedicarsi a quattro principali strategie:

ISOLAMENTO. Per non vivere precipitando nella trepidazione, isoliamo i fatti terribili dell’essere vivi, relegandoli in un remoto comparto della nostra mente. Sono i nostri lunatici coinquilini che vivono nell’attico e la cui esistenza neghiamo in una cospirazione silenziosa.

ANCORAGGIO. Per stabilizzare le nostre vite nelle acque tempestose del caos, cospiriamo per ancorarle in verità metafisiche e istituzionalizzate – Dio, Moralità, Legge naturale, Patria, Famiglia – che ci inebriano facendoci sentire solenni, autentici e al sicuro nei nostri letti.

DISTRAZIONE. Per evitare che le nostre menti riflettano sugli orrori del mondo, le distraiamo con un mondo di frivolezze e altra robaccia effimera. Il metodo più efficace per agevolare la cospirazione è l’impegno continuo, e chiede soltanto che le persone non perdano di vista l’obiettivo: i loro televisori, la loro politica estera, i loro progetti scientifici, le loro carriere, il loro posto in società o nell’universo ecc…

SUBLIMAZIONE. Dovremmo annullare la paralizzante paura da palcoscenico per ciò che potrebbe accadere anche ai corpi e alle menti più solide, e sublimare le nostre paure facendone un’aperta esposizione. Secondo Zapffe, la sublimazione è la tecnica utilizzata più di rado per cospirare contro la razza umana. Mettere in scena sia le devianze sia le abilità è ciò che i pensatori e gli artisti fanno quando riciclano gli aspetti della vita più penosi e snervanti in opere dove i peggiori destini dell’umanità vengono presentati sotto forma di intrattenimento estraneo e stilizzato. In così tante parole, questi artisti e pensatori confezionano prodotti che offrono una fuga dalla nostra sofferenza, attraverso una sua simulazione artefatta – una tragedia o una distrazione filosofica, per esempio.

In pratica questi stratagemmi sono dei tentativi per perdere coscienza di sé, come ubriacarsi, drogarsi, stordirsi in tutti i modi possibili per non pensare o non sentire la presenza di un lancinante dolore fisico/emotivo/sentimentale, un trauma o un semplice disagio passeggero.

Naturalmente, le teorie cospiratorie talvolta stuzzicano l’attenzione delle persone assennate, ma quando ciò avviene esse le trattano con diniego e scetticismo. È meglio immunizzare la propria coscienza da ogni pensiero orribile e spaventoso, così da poter continuare a vivere o sopravvivere e riprodurci come esseri paradossali – marionette che parlano e si muovono apparentemente da sole.

Come dire:  «Tenetevi per voi i vostri pensieri sconvolgenti. Nessuno vuole ascoltare quelle ansie che teniamo chiuse dentro di noi. Soffocate l’urgenza di andare in giro a raccontare a tutti le vostre sgradevoli scoperte e le vostre brutte rivelazioni. Seppellite i vostri dubbi sulla magnificenza dell’umanità e non lasciate tracce. E assicuratevi di continuare a tirare avanti pieni di ottimismo oppure andremo avanti senza di voi».

Questo è lo slogan strombettante della società.

L’alternativa, cioè un approccio più critico o meno ottimistico nei confronti della coscienza umana, verrebbe tacciato di maldicenza, pessimismo, calunnia, ostilità ai danni del genere umano.

Guai a chi tocca e mette in crisi la coscienza dell’uomo. Guai a chi ferisce il suo ego. Guai a chi considera l’uomo alla stregua di una semplice marionetta. Guai a chi mette in discussione la realtà, il valore, il significato del suo mondo.

(ZeRo)

Il passo dalla ‘fede biblica’, alla fede nuziale, e alla fede mass-mediatica è brevissimo.

La sospensione dell’incredulità avveniva nella preistoria e si verifica tuttora nella coscienza di miliardi di persone.

Il passo dalla ‘fede biblica’ alla fede nuziale e alla fede mass-mediatica è brevissimo.

Miliardi di persone sospendono ogni giorno la propria consapevolezza per godersi una messinscena, proprio come se fosse reale.

Lo fanno con i romanzi. Lo fanno con i film. Lo fanno con la realtà virtuale. E ovviamente lo fanno con il mondo quotidiano.

Miliardi di esseri umani sospendono la loro lucidità in modo da dare continuità alla loro sceneggiata quotidiana.

Lo ripeto: per dare continuità alle loro finzioni quotidiane, devono sospendere la consapevolezza.

Sospendere la consapevolezza significa FINGERE che una finzione sia vera.

Si tratta di un meccanismo semplice da capire ma difficile da disinnescare.

Essendo abituati a dare tutto per buono, ad accettare qualsiasi finzione come veritiera, gli individui non sono più in grado di reinnestare la propria consapevolezza.

In quella condizione di sospensione della consapevolezza sono come storditi, assonnati, intontiti, tramortiti, rintronati, lobotomizzati.

La coscienza dell’uomo comune è frastornata, assonnata, rincoglionita. Proprio per questo si fida di tutte le apparenze esterne.

Ripone una fede cieca in questo mondo di apparenze.

Ripone fiducia nel falso, nella menzogna, nella fregatura; e quando viene fregata soffre; e quando soffre, sapete cosa fa?

Ripone di nuovo fede nella medesima fregatura, nel medesimo sistema ingannevole.

Purtroppo la mente ordinaria è fatta così e se leggete questo blog dovreste averla già riconosciuta. L’aspetto su cui vorrei soffermarmi oggi è l’ammontare di fede che viene riposta nella finzione.

Se quell’enorme quantità di fede venisse ritirata (anche per pochi istanti), il Sistema ingannevole crollerebbe all’istante.

Non parlo di fede religiosa, ma di fede mass-mediatica, scolastica, culturale, politica, calcistica, etc.

Quella fede è la stessa fede con cui le persone si bevono le menzogne del sistema religioso o quelle del proprio sistema cognitivo.

Quella fede ingenua è caratterizzata da un atteggiamento trasognato, facilone, acritico, infantile. Eppure, sebbene vi sia dell’ingenuità, si tratta comunque di energia e in quanto tale può essere più o meno potente.

Provate a re-indirizzare la vostra fiducia, a spostarla anche di pochissimo, e vedrete quante variazioni possono avvenire.

Togliete una piccola dose di fiducia qua, mettete una piccola dose di fiducia là, e i parametri del sistema vengono capovolti.

Tutti voi, in un modo o nell’altro, avete fede in qualcosa o qualcuno.

Se volete potete ridistribuire l’energia della vostra fiducia quotidiana.

Cominciate subito a togliere la fiducia da ciò che non merita più fiducia.

Date fiducia a ciò che merita davvero fiducia.

Le fregature non meritano fiducia.

I ciarlatani non meritano attenzione.

I vaniloqui non meritano fiducia.

Le abitudini deleterie non meritano energia.

I contenuti virtuali non meritano la tua fiducia.

Insomma, il 90% del mondo non merita fiducia.

Il 90% della vostra stessa mente non merita fiducia.

Imparate a riporre fiducia in quel 10% che merita più fiducia.

E vista l’enorme discrepanza, non dovete sforzarvi di trovare qualcosa di affidabile. Lo potete intuire per differenza, riconoscendo il divario.

Piuttosto che cercare disperatamente ciò che merita la vostra fiducia, fate il contrario, limitatevi a riconoscere ciò che in effetti non è affidabile.

Per esclusione, la fiducia si sposterà da sola e verrà automaticamente riposta in qualcosa d’altro, dal noto passerà all’ignoto.

Il noto sistema sociale ha mostrato la sua inaffidabilità.

Il noto sistema cognitivo ha mostrato la sua fallacia.

Insomma il noto ha dimostrato la sua inaffidabilità, ora affidatevi all’ignoto.

Lasciate che quel qualcosa di affidabile rimanga ignoto. Sapete che c’è, ma non dategli un nome. Seguite gli indizi dell’ignoto. Gli indizi dell’ignoto sono tracce senza nome, opere senza firma, manifestazioni espresse senza un “perché”, gesti compiuti senza importanza personale, atti senz’io.

(ZeRo)

Per sessioni private contattatemi a: https://risvegliodalsogno.wixsite.com/risveglio

Opere di ZeRo: https://payhip.com/ZeRoVe

 

 

Ogni tanto togliti la maschera, magari gli altri ti accettano lo stesso.

 

Cosa c’è di male se ti togli la maschera?

Ovviamente non intendo la maschera da massone fpP2, o meglio non solo quella, ma quella caratteriale, psicologica, emotiva, estetica, sociale.

Mi riferisco ai sottili strati con cui continui a mascherare la tua sensibilità, i tuoi sentimenti, le tue intenzioni, le tue intuizioni, i tuoi dubbi.

Gli strati di falsità, menzogna, messinscena con cui hai mascherato il tuo essere più autentico.

Gli strati di codardia, paura, vigliaccheria con cui stai occultando la tua responsabilità.

I gradi di ignoranza, menefreghismo, ingenuità con cui stai trascurando e sottacendo dei fatti che ti riguardano da vicino.

I livelli di apatia, pigrizia, torpore, rincoglionimento con cui stai trattenendo i tuoi impulsi più sani, naturali, vitali.

I gradi di aggressività, malevolenza con cui stai ferendo te stesso e calpestando la tua stessa dignità.

I livelli di finzione interiore con cui stai promuovendo la finzione esteriore.

Sono queste le maschere che dovresti togliere.

Sono queste maschere a soffocare la tua esistenza, a toglierti l’energia vitale, a distorcere la tua percezione, a compromettere la tua salute, offuscare la tua mente, intossicare il tuo corpo, rovinare le tue relazioni.

Insomma, ogni tanto prova a levarti la maschera (personale, familiare, sociale, sentimentale, spirituale), magari fai più bella figura, e mal che vada ti sentirai meglio con te stesso.

E se la gran loggia sociale non ti accetta senza la tessera e la maschera P2, sono cazzi suoi. La vera questione è capire perché vuoi ancora far parte di quella loggia… perché vuoi ancora eccellere in quella stupida graduatoria socio/virtuale? A quale grado vorresti arrivare? E per cosa? Non hai capito che sono soltanto puttanate per stuprarti il cervello?

(ZeRo)

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ESCI DALLA MENTALITÀ DEL GREGGE



Se puoi svincolarti dal Sistema, fallo.
Se non puoi farlo definitivamente, fallo momentaneamente.
Se non puoi farlo in questo periodo, organizzati per un altro momento.
Se non puoi svincolarti esteriormente (fisicamente, economicamente, lavorativamente), prova a farlo almeno interiormente (emotivamente, verbalmente, mentalmente, spiritualmente).

Insomma: se puoi uscire dal gregge, esci!
Se non puoi uscire dal gregge, esci almeno dalla mentalità gregaria.

Finché rimarrai nel gregge, andrai dove va il gregge.
E dove va il gregge?
Da nessuna parte, gira soltanto intorno all’ovile.
(ZeRo)

Omaggio a tutti gli ANTICONFORMISTI, FOLLI, TRASGRESSIVI, RIBELLI, DISUBBIDIENTI , PIANTAGRANE di questo Pianeta

Quindi, signori miei, o ci si sveglia, o si fa finta di dormire, o bisogna accorgersi che siete tutti morti!

(Silvano Agosti)

“Intrepido, fendo lo spazio con le mie ali e la fama non mi fa urtare contro mondi tratti da falsi principi, secondo i quali rimarremmo rinchiusi in una prigione immaginaria come se tutto fosse cinto da muraglie di ferro … ma fendo i cieli e all’infinito m’ergo.”
– Giordano Bruno

Se passi una vita noiosa e miserabile perché hai ascoltato tua madre, tuo padre, tua sorella, il tuo prete o qualche tizio in tv che ti diceva come farti gli affari tuoi, allora te lo meriti. – Frank Zappa

I vostri figli sono povere sfortunate vittime delle bugie in cui credete. Sia dannata la vostra ignoranza che tiene i giovani lontani dalla verità che si meritano. – Frank Zappa

Non sono io che sono contro il sistema. È il sistema che è contro di me… (Bob Marley)

Piacere, sono ZeRo, Professione:

Squartatore di veli

Trip stopper

Dissipatore d’illusioni

Demolitore di strutture artificiali

Smascheratore di apparenze esterne

Guastafeste di ridicoli personaggi onirici

Azzeratore di false speranze

Siete grandi esattamente quanto ciò che amate e piccoli quanto ciò da cui vi lasciate irritare – Robert Anton Wilson

La mia vita è controcorrente e più vedo gente disorientata che mi viene incontro, nel tentativo di invertire la mia rotta, più capisco di andare nella giusta direzione.
(ZeRo)

Io sono colui il quale non ha bisogno di nessun riconoscimento da parte della società per realizzarsi o per sopravvivere. Non riconosco nessuna autorità e nessuna autorevolezza nei confronti di me stesso. Considero la società come una struttura per l’allevamento e la salvaguardia della mediocrità umana, per tale ragione qualsiasi riconoscimento, attestato, laurea, curriculum, carta d’ identità, soldi e cartacei derivati, sono e resteranno per me un modo per risparmiare i soldi della CARTA IGIENICA.
Colgo anche l’ occasione, essendo un ben noto buongustaio, e quindi un frequentatore attivo di gabinetti, di ringraziare sia l’ inventore di tutte queste cartacce, e sia tutti i subdoli sostenitori.

Bob Marley non è il mio nome. Non conosco ancora il mio nome. – Bob Marley

I ribelli, anticonformisti, rivoluzionari, illuminati… danno fastidio ai molti (troppi) mediocri di questo sistema. Chi esce dai righi della “normalità” imposta dai pigri qualunquisti, perbenisti, ipocriti, acculturati, ottusi, disturba!
Come Polifemo, la cosiddetta società civile è cieca e “tasta” la groppa degli individui appartenenti al gregge e deve trovare lana e non piume d’aquila…
Chi ha le ali non deve far parte di quel gregge.

L’illusione suprema dell’uomo è la sua convinzione di poter fare. Tutti pensano di poter fare, … , ma nessuno fa niente. Tutto accade.
(Gurdjieff)

«E che gioverà a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua?» (Gesù)

“NON POSSIAMO DEFINIRE NULLA CON ASSOLUTA PRECISIONE.
Se proviamo a farlo ci coglie quella paralisi del pensiero che è tipica dei filosofi… in cui uno dice all’altro:
“Non sai di cosa stai parlando”  ,
e l’altro risponde :
“Che cosa intendi per parlare ?”
Che cosa intendi per sapere ?
Che cosa intendi per Cosa ?

(Richard Feynman)

Se i partiti non rappresentano più gli elettori, cambiamoli questi benedetti elettori. ( Il libro de Kipli, di Corrado Guzzanti)

 

racconto di Jorge Luis Borges:
…all’allievo che gli chiede se esiste il paradiso, il maestro Paracelso risponde dicendogli che il paradiso esiste ed è questa nostra Terra. Ma esiste anche l’inferno, e consiste nel non accorgersi che viviamo in un paradiso.

‎”Non so che cosa non va nella gente:
Non imparano usando l’intelligenza, ma SOLO MECCANICAMENTE o giù di li… Il loro SAPERE è così FRAGILE.”

(Richard Feynman)

Sapete, a volte se un tipo non crede in quello che fa, se la cava molto meglio, perché è libero da implicazioni emotive . – Charles Bukowki

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