LA POSIZIONE DELLA NON-OPPOSIZIONE

Estratto da “Mente Vuota a Cuor Leggero” Vol. Uno

La miglior posizione è la non posizione.

Non posizione significa non-opposizione.

Non opposizione a questo o quello, a lei o lui, al più o al meno, al legale o illegale, al lecito o illecito, al consentito o al proibito.

In poche parole, non-opposizione alla dualità.

Nella posizione di non-opposizione tutto fila liscio, tutto scorre, tutto fluisce, tutto viene e va nel migliore dei modi.

Questa non-posizione è la posizione dell’autorealizzato, del liberato, del Risvegliato.

Ora ti invito a fare un esercizio per comprendere questa non-posizione di non-opposizione.

Ripensa o elenca tutte le cose che non ti piacciono, le scelte che disapprovi, le situazioni che non gradisci, le relazioni che non apprezzi, le difficoltà che ti spaventano, i problemi che ti ostacolano, le persone che detesti, le ingiustizie che non accetti.

In quale posizione ti trovi rispetto a quelle cose?

Le accetti oppure ti opponi?

Sei in posizione di non-opposizione oppure sei in costante opposizione?

 

Probabilmente sei in costante opposizione; una parte di te si oppone continuamente a ciò che non fa parte dei tuoi piani, si oppone a ciò che non rientra nello schema del tuo intelletto.

Facciamo un test.

Riesci a mantenere una posizione di non opposizione rispetto ai seguenti problemi:

La guerra, i virus e le armi batteriologiche, la pandemia strumentalizzata, il vaccino, l’affitto troppo caro, lo stipendio troppo basso, le tasse troppo alte, i tuoi amici che non ti comprendono, il mondo pieno di ingiustizie, il clima che fa schifo, l’ignoranza della gente, il razzismo, la corruzione, la violenza, etc…

Riesci a non-opporti?

Sii sincero…

Difficile vero?

Eppure è proprio questo l’esercizio che ti chiedo di fare.

Fallo per almeno un paio di minuti.

Prendi un problema a caso, il primo che ti viene in mente, e prova semplicemente a non opporti.

Prova a non prendere nessuna posizione.

Né pro né contro, sia quel che sia.

Fingi per un attimo che la situazione non si possa cambiare. Accetala e immagina di viverla così com’è e di superarla tranquillamente.

E per superarla non ti sei opposto ma hai solo lasciato che si estinguesse.

Prova a riposizionarti nella posizione di non-opposizione anche nelle altre situazioni.

Non-opposizione nei confronti dei tuoi guai, non-opposizione verso l’incertezza economica, non-opposizione nei confronti della morte improvvisa, non-opposizione verso le cazzate del sistema sociale, non-opposizione verso le ingiustizie.

Fallo per un minuto, a partire da ora.

Se ti può aiutare puoi verbalizzare la non-opposizione dicendo “sia quel che sia” oppure pensando “non mi oppongo a…”.

Fatto?

Ok, ora diamo un’occhiata agli effetti dell’opposizione inconscia manifestata dalla mente ordinaria.

Fingiamo che l’uomo comune si opponga in media 8 ore al giorno – anche se probabilmente il tempo di opposizione è di 24 ore filate, considerando le tensioni residue notturne di cui non è conscio.

Come credi si traduca tutta quella opposizione a livello di sistema nervoso e di sistema immunitario?

In cosa credi si converta la costante opposizione agli imprevedibili fenomeni della vita quotidiana?

Si converte in stress, tensione, frustrazione, malessere, malattia, disagio, insoddisfazione, sofferenza.

L’opposizione si trasforma in sofferenza.

L’opposizione che stai coltivando in questo momento si sta già convertendo in sofferenza.

L’opposizione che hai covato per anni si è già convertita in sofferenza.

L’opposizione che coltiverai stasera, domani o il mese prossimo si convertirà matematicamente in sofferenza.

Ci sono tantissime forme di opposizione che passano inosservate.

L’opposizione che manifesti nei commenti su FB, Twitter, Instagram, WhatsApp, si converte in sensazioni di malessere.

L’opposizione che esprimi ogni cinque minuti tra te e te si traduce immediatamente in afflizione.

L’opposizione che covi mentalmente ed emotivamente si trasforma automaticamente in veleno per il tuo corpo.

L’opposizione che espliciti durante il giorno rimane latente ogni notte sotto forma di stress, mini-contrazioni, micro-tensioni.

In questo esatto momento potrebbe esserci qualcosa che non ti va a genio, qualcuno che ti sta sulle palle, qualcosa che non riesci ad accettare.

C’è sempre qualcosa di APPARENTEMENTE inaccettabile contro cui la tua mente tende ad opporsi.

Il tuo compito è quello di ricordarti di questo insegnamento e scegliere quale posizione mantenere.

Opposizione e dunque stupida sofferenza addizionale.

Non-opposizione e dunque non-sofferenza addizionale.

Daresti volontariamente una testata contro il muro?

No, ovviamente.

Bene, opporsi costantemente alla realtà è come dare testate contro il muro e credere di vincere.

Cosa vinci se ti opponi alla realtà?

Vinci un posto al pronto soccorso – se ti va bene – oppure vinci un posto al cimitero – se ti va male.

Comunque sono fatti tuoi.

Questo è solo un invito a rivedere e interrompere tutte le tue forme consce e inconsce di opposizione.

È un invito a sostare nella posizione di non opposizione.

È un invito a non prendere frettolosamente una posizione (basata su pregiudizi, pseudo-conoscenze, paure artificiali, etc.).

Finora hai sostato sulla posizione di opposizione.

Non sarebbe ora di abbandonare quella posizione?

Fino a ieri non sapevi che esisteva un’altra posizione, una posizione migliore, ma ora che lo sai sceglieresti ancora di contrapporre tutta quella resistenza?

Sceglieresti di rimanere nella posizione di opposizione?

Oppure sceglieresti la posizione di non opposizione?

Se non sei un idiota – o se non sei un amante della sofferenza gratuita – sceglieresti senz’altro la non-opposizione.

Per esperienza ti assicuro che è molto più difficile e pericoloso rimanere nella posizione di opposizione che nella posizione di non-opposizione.

Sembra paradossale, ma tutti i tuoi insuccessi, i casini, le sfighe, i disastri li hai prodotti con la tua costante opposizione al flusso degli eventi.

A questo punto vorresti ulteriori sfighe, guai, insuccessi, fallimenti, dolori, delusioni, dispiaceri?

Ne vuoi il doppio, il triplo, il quadruplo?

Allora opponi il doppio della resistenza, il triplo dell’odio, il quadruplo dell’opposizione.

 

Se invece ne hai i coglioni pieni della sofferenza gratuita che ti sei inconsciamente autoinflitto puoi optare per la posizione di non-opposizione.

Essendo una nuova posizione la devi prima collaudare; l’intelletto all’inizio farà opposizione, ma con l’andare del tempo ti verrà spontaneo non-opporti proprio come fino ad oggi ti veniva spontaneo opporti a tutte le stranezze della vita.

 

P.S.

 

Non-opposizione non significa passività, remissività, sottomissione.

Non significa non agire, non pensare o fare finta di niente.

Non-opposizione significa non nutrire astio, rancore, risentimento, rabbia, odio, tensione nei confronti di ciò che non sembra andare per il verso giusto.

Non-opposizione significa lasciare che il mondo sia quel che sia e al contempo interagire con giocosità, senza troppe aspettative.

Non opposizione significa lasciare che ciò che deve apparire appaia e ciò che deve sparire sparisca.

 

La mente del liberato non nutre astio perché dimora nella non-posizione della non-dualità.

Non è posizionato né a destra né a sinistra, non si scaglia contro i dispiaceri e non si fa stregare dai piaceri, non rigetta le convenzioni e non preferisce le proibizioni, non ama i propri amici e non odia i nemici, non applaude un estremo per fischiare l’altro estremo.

La mente liberata non viene attirata o respinta dalle molteplici apparenze esterne.

Affinché la tua mente dimori in questa sublime non-posizione occorre che tu comprenda il valore della non-opposizione.

ZeRo – Mente Vuota a Cuor Leggero” Vol. Uno

 

Mente Adamantina

Supera i confini psicologici, oltrepassa i limiti servendoti della tua immaginazione.
Trascorri qualche minuto (per i prossimi giorni) immaginando tutte le situazioni peggiori (più imbarazzanti, assurde) e i dolori più intensi (malattie, torture, lutti, disgrazie).
Concludi ogni visualizzazione evocando un senso di tranquillità come se quel trauma o quella situazione umiliante non ti avesse nemmeno scalfito: vediti rinato, rigenerato, dieci volte più forte e intraprendente.
Non si tratta di masochismo ma di un atto di potenziamento interiore.
Con questo allenamento interiore la tua coscienza sarà praticamente immune agli scherzi del fato, anzi si farà beffe delle beffe del destino.
Possibilmente mantieni questa profonda consapevolezza durante il resto della giornata, richiama la tua forza interiore ogni volta che lo ritieni necessario finché questo nuovo atteggiamento si radicherà definitivamente a livello inconscio, facendo risplendere la tua mente di diamante.

tratto da “Mente Vuota, Cuor Leggero – Vol. Due” di ZeRo

 

NON ESSERE LÌ

tratto da “Mente Vuota a Cuor Leggero

 

Hai mai visto un grande pugile?

Uno dei trucchi di ogni buon combattente è di non essere lì dove viene sferrato l’attacco. Non facendosi trovare in quel punto riesce a schivare i poderosi colpi dell’avversario.

Questo è ciò che dovresti fare anche tu.

Questa è l’attitudine più saggia che tu possa coltivare nella tua vita quotidiana.

Anziché non essere li fisicamente – come fa il pugile – tu non dovrai essere lì psico-emotivamente, cioè non dovrai farti catturare l’attenzione.

Dovrai diventare un guerriero della psiche in grado di padroneggiare al meglio la tua mente.

Anziché scansare gli attacchi corporei dovrai imparare a scansare gli attacchi astrali, psichici, energetici. A differenza di quelli corporei, gli attacchi astrali e psichici sono molto più insidiosi e potenzialmente devastanti: essendo invisibili agli occhi fisici – ma non invisibili alla consapevolezza – possono passare facilmente inosservati, insidiarsi ovunque, protrarsi molto più a lungo, a volte per anni.

Tieni conto che in questo mondo predatorio gli attacchi possono arrivare dappertutto e possono partire da parte di chiunque, in qualsiasi momento della giornata, anche in questo preciso momento.

Il tuo compito è di reimpostare l’attitudine di partenza.

A quel punto il tuo sistema cognitivo e percettivo, una volta addestrato correttamente, imposterà automaticamente il rilevamento, il distanziamento e la neutralizzazione di qualsiasi attacco invisibile ai tuoi occhi.

 

Alcune linee guida da seguire sono queste:

 

– Non spingerti là dove il nemico occulto vuole spingerti psicologicamente, verbalmente,  emotivamente, sentimentalmente.

 

– Non farti trovare dove si aspetta di trovarti, cioè nella paura, nella confusione, nell’incertezza. Quei luoghi interiori indeboliscono la tua mente e rafforzano il suo ego. Da lì, dalla paura e dalla confusione, lui può avere la meglio proprio a causa della tua momentanea fragilità interiore.

 

– Parti dal presupposto che gran parte di ciò che ti circonda viene prodotto per tenerti nella confusione, nell’incertezza e nell’ansia costante. Proveranno ad attaccarti e indebolirti in modi impensabili. I colpi arriveranno a tua insaputa, quando meno te lo aspetti, anche dalle fonti apparentemente più affidabili (inclusi amici e parenti).

 

– Un buon modo per cavarsela benone, senza ripercussioni affettive e relazionali, è di non prendere mai gli attacchi sul personale. Ricorda che non ce l’anno direttamente con te. Ciò che l’ego di ognuno cerca disperatamente di ottenere mediante subdoli attacchi psicologici e verbali è maggior controllo, dominio, prestigio, fama, vanagloria. In poche parole cerca insistentemente di aumentare il potere e l’importanza personale.

 

– Il modo migliore per neutralizzare qualsiasi attacco è senz’altro quello di trovarti in una Mente Vuota. Se infatti il segreto del buon guerriero consiste nel trovarsi al posto giusto, chi dimora in una Mente Vuota si trova sempre al posto giusto nel momento giusto. Lì difatti non può mai essere toccato dagli attacchi psico-energetici.

 

Per dimorare in una Mente Vuota non occorrono anni di meditazione ma solo un delicato movimento interiore mediante cui risintonizzarsi su una condizione di pace profonda, leggerezza, spaziosità. Questo è il luogo della forza interiore, quindi quello diametralmente opposto al luogo della paura, dell’incertezza, della confusione cioè il luogo interiore dove vorrebbe vederti, tenerti e colpirti l’ego. In quel luogo interiore i suoi pesanti attacchi non verranno neppure percepiti e dunque non sarà necessario scansarli, come invece converrebbe fare fino a quando non si è in grado di rimanere stabilmente a Mente Vuota e a Cuor Leggero.

Rimanendo interiormente vuoto e leggero, l’ego non potrà mai agganciarti emotivamente.

 

CONCETTI CHIAVE

 

 

Per scansare gli attacchi occulti non devi trovarti dove il nemico vorrebbe colpirti.

 

I luoghi interiori in cui l’ego vorrebbe vederti, tenerti e attaccarti sono la paura, l’ignoranza, la confusione, lo stress, l’ansia. Se rimani lì le prenderai di santa ragione dall’ego di chiunque.

 

Non prendere sul personale gli attacchi di questo mondo predatorio.

L’ego è come una furia cieca che s’impossessa temporaneamente della mente umana per poterla pilotare a suo piacimento. Questa furia cieca spinge impetuosamente le persone a dire e fare cose che in altre condizioni – in condizioni di quiete e lucidità – eviterebbero.

 

Nella Mente Vuota non può penetrare alcun attacco e non può esplodere nessuna guerra perché la Mente Vuota è il terreno meno fertile che ci sia per qualsiasi tipo di conflitto.

Chi è in grado di rimanere stabilmente a Mente Vuota e a Cuor Leggero ha il privilegio di poter neutralizzare spontaneamente, senza sforzi, qualsiasi attacco occulto – sia esso astrale, psicologico, verbale, sociale, emotivo.

SEMPRE IN VACANZA

da “Mente Vuota a Cuor Leggero – Vol. Uno”

 

Vacanza (luogo vacante, cioè libero, disponibile, non-occupato), dal latino vacuum cioè spazio vuoto.

 

La  vacanza è quel periodo in cui puoi rilassarti e goderti la vita, staccando completamente (o quasi) la mente dai soliti travagli diurni.

Questo spazio vuoto (libero da tensioni, attività, oggetti, persone o pensieri ingombranti) non è un luogo fisico ma un non-luogo, cioè una dimensione atemporale in cui il tempo sembra fermarsi o altre volte sembra volare via troppo velocemente.

La vacanza è una condizione mentale.

Quando riconosci che la vacanza non dipende dalla località in cui ti trovi ma dalla tua condizione interiore, ti accorgi che puoi rimanere in vacanza anche nel bel mezzo di una noiosa attività lavorativa.

Puoi portare la vacanza con te, e non più essere tu a dover girare il mondo per trovare lei, l’ambita meta dei tuoi sogni.

Non sarà più una breve sosta di pochi giorni all’anno, ma sarà un’esperienza lunga tutta una vita.

Il mare o la montagna sono soltanto dei portali che ti avvicinano a questa dimensione pacifica ma non vanno confusi con la reale residenza della vera vacanza intesa come spazio di beatitudine.

La sede della vera vacanza non è un luogo ricreativo o turistico ma è quella parte più profonda del tuo Essere.

Se arrivi a sperimentare quello che sto intendendo con queste parole giungerai a realizzare un totale capovolgimento della tua esistenza.

Ciò che cercavi inizierà a cercarti: tu diventerai il premio, l’oggetto desiderato da tutti.

Tu sarai la vacanza in carne ed ossa: incarnerai quel mix di gioia, relax, tranquillità che puoi vivere soltanto in vacanza.

Gli altri percepiranno queste vibrazioni e ne saranno irresistibilmente attratti.

Tuttavia la cosa più importante sarà il fatto che tu sarai costantemente appagato, sempre a tuo agio sia in compagnia che in solitudine.

La tua vita sarà una continua vacanza.

Se lo vuoi, puoi accedere già da subito a questa nuova modalità di esistenza. Non richiede sforzi sovrannaturali poiché è qualcosa di  assolutamente naturale, è insito in te, devi solo scovarlo nel modo che ti è più congeniale.

 

Altri libri di ZeRo

 

 

 

DIGIUNO MENTALE

Tratto dal mio nuovo ebook “Mente Vuota a Cuor Leggero” Volume Uno.

Quando siamo attaccati alla nostra volontà personale, siamo focalizzati sul nostro io, sull’ego. Quando invece prendiamo le distanze dai nostri pensieri ricorrenti perdiamo anche l’attaccamento alle fantasie sfrenate, ai desideri puerili, agli obiettivi irrazionali, al multitasking.

All’inizio può sembrare noioso non stimolare la nostra mente.

Le costanti stimolazioni quotidiane a cui siamo assuefatti nascono dalla paura della noia.

La mente egoica, in assenza di stimoli, si annoia a morte.

La noia, tuttavia, esiste solo perché siamo eccessivamente abituati a stimolare la mente con troppe distrazioni.

Un individuo saggio ci direbbe che possiamo imparare ad immergerci sempre più a lungo nella nostra noia senza ricadere nell’abitudine di cercare nuovi stimoli, perché tutto sommato la noia ha qualche segreto da rivelarci.

La noia non è necessariamente una risposta biologica bensì è una reazione automatica dovuta al nostro massiccio condizionamento sociale. Si tratta di una risposta cognitiva che iniziamo a manifestare quando priviamo la mente del suo solito cibo (pensieri abituali, fantasie, ricordi, timori).

Il segreto del saggio è che se siamo in grado di affamare la mente, di farla digiunare per lungo tempo, allora inizieremo a provare uno stato di quiete e serenità che non dipende da un’incessante stimolazione esterna.

 

Cosa c’è di meglio del sentirsi appagati indipendentemente dai nostri pensieri?

Non è fantastico riuscire a non far dipendere la nostra felicità dagli altri?

Non vorreste sentirvi a vostro agio anche nelle circostanze più difficili?

 

Affrontando la noia attraverso il graduale digiuno della mente iniziamo a sentire quel senso di appagamento e pienezza interiore in cui l’agitazione eclissa.

Digiuno della mente non significa rinunciare ai propri passatempi preferiti ma soltanto astenersi momentaneamente dalle attività più superficiali e controproducenti. E tale digiuno può essere molto breve. Essenzialmente si tratta di staccare brevemente la spina dalle nostre abitudini più inutili e malsane.

C’è chi medita per 10 minuti al giorno, chi fa una passeggiata, chi fa stretching, chi si distende sul divano, e chi semplicemente si astiene per un po’ dalle solite stimolazioni.

Il punto è affrontare a muso duro la noia senza rifugiarsi nelle solite distrazioni.

Come dicevano i latini, si tratta di padroneggiare l’arte dell’ozio.

Oziare non è solo un privilegio regale, ma è anche un modo saggio di investire il proprio tempo e le proprie energie – tante volte sprecate in attività inutili e in preoccupazioni superflue.

Oziare – nel senso di far digiunare la mente – è un atto impegnativo e coraggioso.

Se far digiunare la mente significa non rispondere a sensazioni come la noia, allora è un atto che richiede forza interiore.

Non è facile resistere al bisogno di pensare sempre a qualcosa anche quando non c’è nulla da fare.

Non è facile fermarsi quando siamo abituati a correre senza sosta.

Per molte persone il digiuno mentale è un suicidio.

Siamo costantemente sotto pressione mentale e non lo sappiamo nemmeno. Non sappiamo di essere ostaggi della nostra stessa mente.

Crediamo che se intratteniamo costantemente noi stessi siamo più felici… e invece ci ritroviamo sempre più deboli e disperati.

Molti individui sono ridotti in schiavitù proprio dal tempo libero.

E qui – in questa schiavitù psicologica – c’è lo zampino dell’ego.

Se non riusciamo a stare senza diversivi neanche per mezza giornata, allora possiamo definirci liberi e felici oppure siamo più schiavi e infelici che mai?

 

La vera libertà fa parte della nostra natura originaria, ma possiamo riconoscerla solo quando la mente ha digiunato del tutto dalle attività più inutili e insensate.

La libertà che pensavamo di ottenere connettendoci di più ai nostri dispositivi digitali è solo un’altra catena che dimostra la nostra schiavitù psicologica.

In termini di benessere, essere più connessi ha un effetto opposto a quello che ci aspettavamo: ci rende più ansiosi, tesi, irrequieti, nervosi.

Se non riusciamo a togliere il piede dall’acceleratore mentale ci dirigiamo verso un frontale con il ritmo naturale dell’universo, cioè ci dirigiamo verso problemi inutili, verso crisi di nervi, disturbi psicosomatici, nevrosi, conflitti interiori.

Paradossalmente la noia può essere un portale verso la felicità mentre le distrazioni possono diventare un portale verso l’infelicità.

In termini spirituali, la noia può addirittura essere un portale verso l’illuminazione. Ma prima ovviamente occorre aver raggiunto una buona dose di maturità interiore.

LA TUA UNICA COLPA È CREDERTI COLPEVOLE

La tua unica colpa è credere davvero di essere colpevole.

 

È davvero un peccato sentire una colpa che non hai.

 

Ma non temere: si tratta di una pecca che non può intaccare la tua vera natura, rimasta sempre incontaminata, pura, intatta, intaccabile, innocente, immacolata… Quindi perennemente senza colpa, istantaneamente senza peccato, sostanzialmente senza difetti, interamente senza lacune, completamente senza imperfezioni, fondamentalmente senza macchie.

(ZeRo – Mente Vuota, Cuor Leggero – ebook in fase di stesura)

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