LA SPIRITUALITA’ SERIA DOVREBBE ESSERE UN CAMPO MINATO PER DISINTEGRARE IL TUO EGO


Un serio percorso di auto-realizzazione assomiglia a un campo minato le cui mine sono destinate all’ego, ovvero a ciò che credi di essere.

Il motivo per cui pochissimi esseri riescono ad intraprendere con successo tale percorso è dovuto al fatto che le mine (messaggi) di tale percorso (insegnamento) non fanno altro che smantellare tutti gli strati della tua identità fittizia (inclusa la tua fittizia identità sociale, lavorativa e spirituale).

Passo dopo passo, tutto ciò che NON SEI viene disintegrato e spazzato via.

Tuttavia, se si avanza consapevolmente, ci si rende conto che non tutto è perduto poiché esiste qualcosa che è immune al campo minato in cui l’identità ordinaria viene ridotta a brandelli: mentre l’io e tutto il resto sembrerà crollare irrimediabilmente, ci sarà qualcosa che rimane sempre immutabile, intatto, intoccabile.

Indovina di cosa si tratta…

(ZeRo, Senz’io si vive da Dio, vol. teorico)

SENZ’IO SI VIVE DA DIO – Premessa volume teorico


Caro lettore,

la peculiarità di ciò che sto scrivendo sta nel fatto che non sto scrivendo a te.

Ciò che scrivo lo scrivo come se lo stessi scrivendo al ‘me’ pre-risvegliato (passami il termine), cioè a quella temporanea coscienza che sembrava rimasta incantata e incatenata alle apparenze esterne: a quel me che si è creduto ricercatore, al me che ha seguito un percorso spirituale, al me che cercava Sé, al me che desiderava questi messaggi. È con questo spirito che condivido queste informazioni, come se stessi inviando dal futuro delle lettere a quel giovane ricercatore alla perenne ricerca della verità.

So che dentro di te, nascosto da qualche parte, c’è il medesimo ragazzo che si è posto le stesse domande che mi ero posto io. Lì dentro di te c’è quella stessa presenza che spinse magicamente questa bio-macchina a sperimentare di tutto e di più.

Dentro di te c’è quella medesima presenza che vuole spingersi oltre!

Quella medesima presenza che prima o poi dirà basta!

Basta con l’io!

Ora, mentre sto scrivendo a te, è come se stessi conversando con quella giovane parte di me con cui mi identificavo anni fa; quella che voleva davvero andare oltre, con il leggero vantaggio che ora posso suggerirgli le mosse da fare, posso fornirle delle indicazioni più accurate, posso mostrargli come stanno le cose, come gli conviene organizzarsi, quali sono i meccanismi sottesi al gioco, come rompere i suoi incantesimi e così via.

Che situazione bizzarra il Risveglio: adesso che quelle conoscenze avrebbero potuto farmi comodo, non ne ho più bisogno, non mi servono più, non mi interessano più. Le condivido esclusivamente per il gusto di ammazzare un tempo inesistente, provando zero interesse nei loro confronti.

Ora mi restano zero scopi, zero intenzioni, zero ambizioni, zero pretese, zero aspettative.

Assumo spontaneamente questo atteggiamento perché ho la fortuna di poter guardare le dinamiche in gioco da una prospettiva particolare: da qui non c’è separazione, non c’è tempo, non c’è distanza.

Da qui c’è la piena consapevolezza che niente è davvero necessario.

Da qui è chiaro come il Sole che si tratta soltanto di puro intrattenimento tra ZeRo e infiniti numeri, tra Sé e Sé, tra Coscienza e Coscienza.

Tutto qui, caro giovane me.

Goditi il sogno planetario.

Saluti dall’apparente futuro.

ZeRo.

L’EGO NON VUOLE LA TUA PACE


Appena arriva la pace, l’ego si agita.
L’ego non vuole la tua pace mentale e neppure la pace altrui.
Prova invidia, nutre timore oppure detesta a morte chi è in pace.
Si augura che nessuno possa trovare la pace e tenta in tutti i modi di mettere agitazione.
Se analizzi bene l’atteggiamento della tua mente ti accorgerai che l’ego non augura la pace a nessuno, e preferisce che le persone circostanti siano irrequiete., fragili, insicure. Così, in assenza di pace, l’ego crede di poter esercitare il suo presunto potere.
Questo è il sistema di pensiero dominante in questo mondo.
Finge di poter offrire la pace, ma offre solo agitazione.
Non cadere in quel tranello.

(ZeRo – Senz’io si vive da Dio, terzo volume – in via di pubblicazione)

 

PRIMA ANCORA DI ESSERE UMANO O NON-UMANO


Torna alla scaturigine dell’Essere.

Prima di essere questo o quello

Prima ancora di aderire al mondo esterno

Prima del credere alle parole altrui

Prima che il primo pensiero si insidiasse

Prima di qualsiasi suggestione o emozione

Prima dell’apparenza fisica di maschio o femmina

Prima ancora di essere umano o non-umano

Torna lì

Guarda tutto da lì

(tratto da “Senz’io si vive da Dio – vol. poetico”, in via di pubblicazione – uscirà a inizio 2021)

Opere dello stesso autore:

CAPITOLO OMAGGIO ESTRATTO DALL’ULTIMA TRILOGIA DI ZERO


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 TRATTO DA “SENZ’IO SI VIVE DA DIO – VOL. PRATICO

 

Solo ciò che è acquisito, artificiale o apparente può essere perso.

Il naturale e l’essenziale non può mai essere perduto.

Gli oggetti possono essere persi (e ritrovati).

Il Soggetto non può perdersi (né ritrovarsi).

(ZeRo)

 

Se ciò che sei veramente, nel tuo stato naturale, non è mai stato perso, perché cercarlo?

Chi lo cerca lo fa perché lo confonde con ciò che non è, con ciò che sogna di aver perso.

 

Il linguaggio induce continuamente in errore perché può far credere che l’imperdibile sia stato perduto.

Espressioni come “sto perdendo la vista” inducono a credere a un’illusione; all’illusione di poter perdere una facoltà naturale che non viene realmente persa. Semplicemente si riduce l’acuità visiva, si indeboliscono i muscoli oculari, la visione si appanna ma di certo non si perde la vista in sé. Neppure i cosiddetti non vedenti hanno perso davvero la vista: vedono ma lo fanno in maniera differente. Il potere visivo c’è anche in loro, tant’è che esistono strumenti per ripristinare in loro una visione “ordinaria”.

Al di là del senso della vista, il punto è che in tutti noi esiste qualcosa di imperdibile. I costrutti mentali dell’uomo comune inducono invece a credere che l’imperdibile possa essere perso. E nel momento in cui ci si convince erroneamente che l’imperdibile è stato perso, ci si dispera subito e si sente il bisogno di ricercarlo. Un altro sbaglio della mente ordinaria è quello di non riconoscere che gli oggetti e le esperienze effimere sono futili proprio perché si possono perdere con niente.

 

FUTILE = PERDIBILE

 

 

Un modo con cui si può ingannare la mente ordinaria è dandole qualcosa e poi toglierlo a sua insaputa. L’inganno funziona meglio quando ciò che si finge di offrire sembra prezioso, raro, vitale, indispensabile, ovvero imperdibile. Questo è uno dei tanti trucchetti del Sistema (Stato, finanza, economia, istituti bancari, istituzioni accademiche, istituzioni sanitarie, istituzioni religiose, sette, ashram o comunità spirituali, etc.).

Pensaci bene… cosa fa un buon truffatore a truffare?

Ti mostra qualcosa di allettante, te lo incornicia bene, inventa una negoziazione e poi ti tira un bel pacco… vuoto. Questo è ciò che il sistema sociale fa da secoli. Tira dei pacchi vuoti. Promette qualcosa di imperdibile, prezioso, autentico e poi fornisce qualcosa di precario, falso, truffaldino. Nonostante le prove siano evidenti e gli indizi siano ovunque, l’uomo comune rimane imbambolato e si comporta come un bambino ingenuo.

Per non farsi fuorviare da questi trucchi occorre rammentarsi che ciò che è naturale non è acquisito e ciò che viene acquisito non è naturale. Acquisito vuol dire anche appreso. La mente ordinaria apprende il falso, apprende il condizionamento oppure prende la finzione per realtà e poi non riesce a lasciar andare tale finzione, non sa lasciare perdere il condizionamento che le hanno fatto apprendere, non rilascia le credenze che ha preso e riappreso intellettualmente.

Se un’autorità (genitori, governo, chiesa) ti affibbia un nome (giudizio, etichetta, nome di battesimo), tale etichetta verbale non appartiene alla tua vera natura, bensì ti è stata data da un estraneo, è artificiale, estranea alla tua vera natura, a ciò che sei veramente. In tal senso non ti dovrebbe riguardare.

Tu non sei il nome che ti hanno dato, eppure questo è uno degli errori più frequenti della mente ordinaria: confondere il soggetto con l’etichetta verbale. Ne consegue che dimenticare per un attimo il proprio nome, per l’uomo comune, sembra equivalere a perdere la propria identità. Per la mente ordinaria, perdere il perdibile (artefatto, finto, falso, illusoria, apparente) è come perdere l’imperdibile (naturale, reale, essenziale). Per l’esattezza la mente ordinaria non è neppure al corrente dell’imperdibile, piuttosto lei è assuefatta solo da ciò che le sembra di aver preso e perso, oppure da quello che le dicono di aver preso: il voto che ha preso, il giudizio dato, la valutazione assegnata, la colpa o la responsabilità che le hanno attribuito, il perdono (grazia, assoluzione, condono) che le hanno concesso.

È proprio in questi voti, giudizi, etichette, colpe, che la mente ordinaria rimane imprigionata. Ed è sempre in queste trappole concettuali che il Sistema sociale-politico-economico-religioso vuole sistematicamente spingervi.

La coscienza in via di Risveglio si rende conto di questi tranelli, inclusi i tranelli del sistema cognitivo. Tale coscienza non si fa allettare e ingannare dalle futilità: sa bene che il futile è perdibile e dunque va lasciato perdere.

Il perdibile va lasciato perdere!

Il perdibile può essere facilmente dimenticato.

 

L’imperdibile è indimenticabile.

 

La Coscienza in via di Risveglio si rende conto che ciò che può essere preso può anche essere perso.

Se inverti la lettera “r” noti che “preso” è formalmente identico a “perso”.

Appena prendi, perdi.

Appena ti leghi – o rimani troppo attaccato – cadi in trappola e ti senti intrappolato.

Per dirla in termini buddhisti, “per chi rimane aggrappato la caduta è certa”. 

 

Prendere e perdere sono due facce della stessa medaglia.

Preso o prendere può far riferimento anche ad AP-preso o AP-prendere… cioè preso con la mente.

Apprendere corrisponde ad acquisire concettualmente, linguisticamente, intellettualmente. E ciò che può essere acquisito, cioè preso, può essere anche perso. Ciò che invece non può essere preso, non può essere perso. E l’essenziale non può essere né preso (catturato, imprigionato) né perso (liberato). Ciò che si crede preso o perso, è artefatto, finto, illusorio, apparente.

 

Senza andare troppo in là con le idee, a te basta sapere che la tua mente è stata condizionata all’attaccamento verso ciò che è perdibile, futile, effimero, insignificante. Al contempo la tua mente potrebbe aver momentaneamente ignorato ciò che è imperdibile.

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ANTEPRIMA VOL. PRATICO DI “SENZ’IO SI VIVE DA DIO”


Chi sei veramente lo si vede quando ti cade la maschera… questo libro vuole essere un invito a lasciar cadere la maschera dell’io, la maschera sociale, la maschera spirituale.
Questo volume pratico contiene numerose esercitazioni per rompere l’incantesimo dell’io. Si veda l’anteprima per maggiori dettagli.

EBOOK terzo volume completo–> Qui

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PDF terzo volume completo –> Qui

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CARTACEO –> Qui

 

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IO NON SONO IO (estratto da “Senz’io si vive da Dio”)


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All’esame di maturità un amico rimase assai colpito dalla mia esposizione orale e alla fine mi fece un’osservazione che non ho potuto dimenticare:

“Giò, non ti ho riconosciutoquello non eri tu!

“Quelle parole non potevano venire da te, non ti ho mai sentito parlare in quel modo.”

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E la mia battuta fu:

“Già, è vero. Quello che hai visto non ero io e quello che hai sentito non era mio.”

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All’inizio non avevo colto la profondità di quella risposta, ma poi mi sono reso conto che in quel frangente la mia mente si era distanziata per un attimo dall’identità illusoria con cui mi sentivo identificato. A distanza di anni quell’episodio è rimasto impresso nella mia mente perché dimostrava in maniera eclatante la non-identità tra la persona concepita da me (o dagli altri) e ciò che sono veramente.

Allora, appena maggiorenne, non riuscì a spiegarmi quel processo interiore, sapevo solo che l’identità vista dagli altri non era la mia vera identità.

Quello che gli altri dicevano su di me non mi riguardava.

E cosa ancora più assurda, avevo intuito che l’identità vista dai miei stessi occhi non era la mia vera identità.

Nella mia testa emerse un’intuizione inquietante del tipo “io non sono io”: non sono quella persona che ha superato l’esame di maturità.

Quell’idea naturalmente mi spaventava parecchio.

Come si fa a capacitarsi di una cosa del genere a 18 anni?

Quella misteriosa intuizione è passata in secondo piano subito dopo i festeggiamenti e al suo posto sono subentrate le rigide credenze dell’uomo comune. L’identificazione con l’identità illusoria era stata apparentemente ripristinata, il disincanto era stato apparentemente sospeso e l’incredibile lucidità di un attimo prima sembrava offuscarsi.

Ci vollero degli anni – un paio d’anni di duro lavoro interiore – prima di ripristinare la Pura Consapevolezza con cui al liceo vidi chiaramente ciò che non sono.

La transizione comunque è totale.

Il processo è irreversibile e permanente.

Ora questi occhi vedono spontaneamente, impulsivamente, ininterrottamente, unicamente in quella maniera: non occorre fare nessuno sforzo di concentrazione, meditazione, ricordo di sé, etc.

Se potessero parlare, questi occhi disincantati direbbero solo una cosa:

“Quello che vedo non sono io e quello che sento non è mio.”

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Il disincanto ormai è talmente radicato che a volte mi tocca sforzarmi per essere l’essere umano che gli altri sognano di vedere. Mi tocca sforzarmi di usare le loro credenze, di credere alle loro allucinazioni, alle loro fantasie, alle loro paure, ai loro incantesimi.

Il desiderio di rompere gli incantesimi degli esseri umani era forte fino a qualche anno fa, poi si è affievolito. Adesso preferisco che siano loro a chiedere un sostegno per rompere i loro incantesimi. Alcuni individui infatti non erano e non sono ancora pronti per il disincanto dalla loro attuale pseudo-identità.

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Quello che posso dire a chi vuole approfondire il discorso è che quando la Pura e Vuota Consapevolezza viene ristabilita la visione non è più la stessa. Ciò che si vede appare più o meno come prima, con la differenza che ora vedi in maniera più spaziosa, distaccata, nitida, luminosa, penetrante, disincantata. Vedi, senti, percepisci e vivi letteralmente come se fossi totalmente immerso in un sogno lucido sconfinato… ma bisogna aver fatto qualche profonda esperienza di sogno lucido per intuire cosa voglio dire quando parlo di sogno planetario. Chi conosce i sogni lucidi e vuole capire meglio questo argomento gli basta traslare in questa dimensione diurna le sensazioni fenomenali che sperimenta nella dimensione notturna.

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Nel prossimo capitolo approfondisco il discorso sulla non-identità.

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(estratto da “Senz’io si vive da Dio – Vol. Pratico”)

 

3° TRILOGIA

2° TRILOGIA

1° TRILOGIA

UN CORSO IN MIRACOLI

 

 

 

 

 

 

 

 

LASCIARSI DIVORARE DAI SENTIMENTI


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Anteprima di un capitolo del volume pratico di “Senz’io si vive da Dio” (il vol. pratico uscirà verso aprile/maggio).

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A volte i nostri sentimenti possono essere talmente intensi da provocare sensazioni fisiche insopportabili, come se potessero ferirci o addirittura ucciderci. Razionalmente sappiamo che è ridicolo eppure nel momento in cui il sentimento si presenta ci facciamo prendere subito dal panico.

Per molto tempo abbiamo irrazionalmente cercato di evitare le sensazioni indesiderate perché in quelle situazioni ci sentivamo in pericolo e ai nostri occhi sembrava quasi una questione di vita e di morte. Di conseguenza abbiamo combattuto con le unghie e con i denti, abbiamo resistito alla maggior parte delle sensazioni indesiderate. Mai una volta ci siamo completamente arresi, senza opporre assolutamente nessuna resistenza.

Raramente ci siamo guardarti intorno, osservati dentro e assicurarti che in realtà non stavamo correndo il rischio di perdere la vita. In realtà basterebbe fare una piccola esplorazione per riconoscere quanto sia inutile e faticoso provare a scappare da un mostro immaginario.

Basta poco per rinunciare completamente a tutte le proprie strategie di fuga.

  1. Fermarsi.

  2. Girarsi di 180°, cioè ritornare in se stessi.

  3. Andare incontro al demone interiore.

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Ogni volta che senti una sensazione indesiderata, ovunque avverti una resistenza nel tuo corpo, segui questi semplici passi: fermati, entra nella sensazione ed esplorala.

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Sii disposto, solo per un momento, a lasciarti andare, lasciarti divorare dalla sensazione indesiderata. Non per sempre, solo per un istante. Lascia che il mostro faccia quello che vuole. E se il demone vuole sconfiggerti, allora lasciati sconfiggere una volta per tutte. Smetti di combattere contro il tuo demone. Lascia che ti mangi e ti inghiotti in modo che tu possa addentrarti nel ventre del demone. Proprio al centro della sensazione terrificante che hai sempre tentato di evitare.

Mentre entri là dentro, cosa trovi?

Cosa c’è al centro di ciò che stavi evitando?

Continua a lasciarti andare, vai fino in fondo e scopri cosa c’è là dentro.

Probabilmente scoprirai la presenza di un impulso irrazionale che scatta in automatico. Questa reazione impulsiva, dettata dalla paura del sentimento di paura, non fa che rafforzare la paura stessa, il disagio e quindi la sofferenza.

Una metafora che trovo molto utile quando si tratta di esplorare e trascendere sentimenti terrificanti è quella di un mostro che ti insegue: il terrore sembra prendere il sopravvento, la lucidità si attenua e improvvisamente ci sentiamo come se fossimo inseguiti da un’orribile creatura. Questo è lo stesso tipo di terrore che la maggior parte di noi ha vissuto da bambini quando avevamo paura dell’uomo nero sotto il letto o nell’armadio. Ebbene il mio invito è quello di andare a caccia dell’uomo nero, entrare nell’armadio degli orrori, entrare nel corpo di dolore, entrare nei sentimenti terrificanti, entrare nella paura.

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Fatti divorare dai sentimenti.

Fatti divorare dai tuoi demoni.

Fatti divorare dal buco nero interiore.

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Il buco nero che senti dentro di te, il luogo interiore che hai sempre cercato di evitare, l’ultimo posto in cui ti vorresti trovare, è proprio il posto verso cui devi andare.

'Sopravvivere in un buco nero è possibile”, fisico mette in discussione l'ipotesi della censura cosmica

L’addentrarsi nel buco nero interiore non deve durare per sempre. Ti basterà avvicinarti gradualmente, rimanere vicino all’orizzonte degli eventi indesiderati e attendere di essere risucchiato dal buco nero interiore.

Ricorda che oltre una certa soglia niente e nessuno può più scappare dal buco nero.

E poi?

E poi spingiti verso il tuo fottuto buco nero interiore e scopri da solo cosa c’è lì dentro.

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Se non ti senti ancora pronto a esplorare il buco nero astieniti per lo meno dalla tendenza a scappare da te stesso e dall’inclinazione a cercare un rifugio esteriore.

Se proprio vuoi un rifugio, rifugiati nel buco nero interiore!

ECCO LA TERZA TRILOGIA DI ZERO… PREPARATEVI ALLA VOSTRA FINE


Descrizione:

Se nella prima trilogia (Risveglio dal sogno planetario) vi ho insegnato a riconoscere i tratti distintivi del sogno planetario in cui è immersa la vostra coscienza e nella seconda trilogia (Mente Vuota in Corpo Pieno) vi ho fornito istruzioni su come svuotare la mente, in questa terza trilogia (Senz’io si vive da Dio) mi cimento a demolire uno dopo l’altro i tratti della personalità con cui siete erroneamente identificati.
L’obiettivo di questa terza trilogia è quello di AZZERARE IL SENSO DELL’IO, annientare la persona che credete di essere, polverizzare ciò che vi tiene incantati e incatenati al corpo di impressioni.
Alla fine sarete costretti a realizzare che “Senz’io si vive da Dio!”

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VOL. PRATICO  –> QUI

INDICE CONTENUTI:

 

Sommario

PREMESSA.. 6

VIVERE SENZ’IO.. 8

IL PRIMO PASSO VERSO LA TUA FINE.. 10

TERZA INTRODUZIONE DIRETTA ALLA TUA VERA NATURA: ENERGIA.. 13

DIPENDENZA PRIMARIA.. 15

PARASSITA.. 18

INSTALLAZIONE ALIENA (1° parte) 25

INSTALLAZIONE ALIENA (2° parte) 27

TU NON SEI QUELLO! 31

CIÒ CHE NON SEI 32

SENSORE SENZ’IO.. 34

È TUTTO UN’IMPRESSIONE! 36

OVVIO?. 37

SÉ FANTASMA.. 38

TOTÒ SENZ’IO.. 44

PROBLEMA DELL’IO O DEL SÉ?. 46

DOMANDE DEL CAZZO.. 48

SPODESTARE L’IO.. 50

FILM/SOGNO/MONDO VIRTUALE.. 51

SOGNARE.. 53

NORD SUD OVEST EST.. 54

MACCHINA BIOLOGICA.. 56

CORPO DI GLORIA.. 57

EGOCIDIO.. 58

BOTTO INTERIORE.. 60

RESPIRO.. 63

PROSPETTIVA PERSONALE.. 67

FINTO.. 69

VERITÀ INDIMENTICABILE.. 70

SISTEMA EGOCENTRICO.. 71

SINTOMI EGO.. 72

INDOVINA.. 73

EGO… colpito e affondato. 74

MANTIDE RELIGIOSA.. 77

UNA BOTTA E VIA.. 78

LOTTA INUTILE.. 79

UN PEZZETTINO ALLA VOLTA.. 80

E POI?. 81

È SOLO UN SOGNO.. 82

PRIMO MISTERO.. 83

ANATTA LAKKHANA SUTTA: le caratteristiche del non-sé. 85

L’INIZIO DELLA FINE.. 88

DA COSCIENZA ADDORMENTATA A COSCIENZA IN VIA DI RISVEGLIO… A RISVEGLIO VERO E PROPRIO.. 90

 

FALLO SOLO AL MOMENTO GIUSTO.. 91

L’OSSESSIONE DELLA PERFEZIONE.. 93

VANILOQUI 94

EGO = ECO.. 95

ESPERIENZA IMPERSONALE.. 97

CORSA INUTILE.. 99

IL MIO FIUME?. 101

IMPALCATURA.. 103

IO = OLOGRAMMA.. 104

MISCONOSCENZA DEL NON VERO (irriconoscenza o non riconoscenza del falso) 108

DESIDERARE LA VERITÀ.. 110

COLLISIONE CON IL SÈ.. 113

CORPO FANTASMA – 1° PARTE.. 115

CORPO FANTASMA – 2° PARTE.. 118

FORMAZIONE DELLA STORIA.. 123

EGO-LOCALIZZATORE.. 125

STRAPPAGLI IL CUORE! 128

IMPARARE A BRUCIARE.. 129

SMETTILA DI RACCONTARE LA TUA STORIA PERSONALE.. 131

IL PIACERE DI ESSERE NESSUNO.. 133

NON C’È BISOGNO CH’IO FACCIA NULLA.. 135

CORPO DI DOLORE… ADDIO.. 138

SEI PERSONAGGI IN CERCA D’AUTORE.. 141

UN PERSONAGGIO IN CERCA DI SÈ.. 153

PERSONAGGIO IMMAGINARIO.. 155

INCONOSCIBILE.. 157

GUASTAFESTE INTERIORE.. 158

PER CHI STAI LAVORANDO?. 161

GUIDA SPIRITUALE – 1° PARTE.. 162

LE PERTURBAZIONI DELL’IO.. 169

IL MEGLIO ACCADE SENZA DI TE.. 172

INCOMPATIBILITÀ.. 173

PENSIERO, MEMORIA, SPAZIO-TEMPO… MIRAGGI?. 175

BUCO NERO – 1° PARTE.. 179

BUCO NERO – 2° PARTE.. 186

INFER-net 188

SPETTATORE.. 189

GALLEGGIARE SENZA’IO.. 192

PAURA DELL’OBLIO.. 193

LA TUA VITA È SOLO UNA STORIA.. 195

RISVEGLIATI DALLA NASCITA.. 197

FINZIONI 200

SEGNALI 201

MAKYO (trappole sensoriali) 202

ABBANDONO.. 204

SCRIGNO DELL’IO.. 205

INFINET… il gioco dove un Sé illimitato può sperimentare la propria limitatezza. 207

SENSO DELL’IO IN PILLOLE.. 222

BIONDO ILLUMINATO.. 223

DIALOGO TRA IO E SENZ’IO.. 224

VIGNETTE ILLUMINANTI 238

IL RISULTATO FINALE È ZERO.. 268

 

 

Non temere… se non opponi resistenza sarà un processo indolore.
Garantito da ZeRo

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