PRIMA ANCORA DI ESSERE UMANO O NON-UMANO

Torna alla scaturigine dell’Essere.

Prima di essere questo o quello

Prima ancora di aderire al mondo esterno

Prima del credere alle parole altrui

Prima che il primo pensiero si insidiasse

Prima di qualsiasi suggestione o emozione

Prima dell’apparenza fisica di maschio o femmina

Prima ancora di essere umano o non-umano

Torna lì

Guarda tutto da lì

(tratto da “Senz’io si vive da Dio – vol. poetico”, in via di pubblicazione – uscirà a inizio 2021)

Opere dello stesso autore:

FUTILE = PERDIBILE (CAP. ESTRATTO DALLA TERZA TRILOGIA DI ZERO)

_

Se ti piace condividilo

———————————————————————————————————————————————————————————————————————

 TRATTO DA “SENZ’IO SI VIVE DA DIO – VOL. PRATICO

 

Solo ciò che è acquisito, artificiale o apparente può essere perso.

Il naturale e l’essenziale non può mai essere perduto.

Gli oggetti possono essere persi (e ritrovati).

Il Soggetto non può perdersi (né ritrovarsi).

(ZeRo)

 

Se ciò che sei veramente, nel tuo stato naturale, non è mai stato perso, perché cercarlo?

Chi lo cerca lo fa perché lo confonde con ciò che non è, con ciò che sogna di aver perso.

 

Il linguaggio induce continuamente in errore perché può far credere che l’imperdibile sia stato perduto.

Espressioni come “sto perdendo la vista” inducono a credere a un’illusione; all’illusione di poter perdere una facoltà naturale che non viene realmente persa. Semplicemente si riduce l’acuità visiva, si indeboliscono i muscoli oculari, la visione si appanna ma di certo non si perde la vista in sé. Neppure i cosiddetti non vedenti hanno perso davvero la vista: vedono ma lo fanno in maniera differente. Il potere visivo c’è anche in loro, tant’è che esistono strumenti per ripristinare in loro una visione “ordinaria”.

Al di là del senso della vista, il punto è che in tutti noi esiste qualcosa di imperdibile. I costrutti mentali dell’uomo comune inducono invece a credere che l’imperdibile possa essere perso. E nel momento in cui ci si convince erroneamente che l’imperdibile è stato perso, ci si dispera subito e si sente il bisogno di ricercarlo. Un altro sbaglio della mente ordinaria è quello di non riconoscere che gli oggetti e le esperienze effimere sono futili proprio perché si possono perdere con niente.

 

FUTILE = PERDIBILE

 

 

Un modo con cui si può ingannare la mente ordinaria è dandole qualcosa e poi toglierlo a sua insaputa. L’inganno funziona meglio quando ciò che si finge di offrire sembra prezioso, raro, vitale, indispensabile, ovvero imperdibile. Questo è uno dei tanti trucchetti del Sistema (Stato, finanza, economia, istituti bancari, istituzioni accademiche, istituzioni sanitarie, istituzioni religiose, sette, ashram o comunità spirituali, etc.).

Pensaci bene… cosa fa un buon truffatore a truffare?

Ti mostra qualcosa di allettante, te lo incornicia bene, inventa una negoziazione e poi ti tira un bel pacco… vuoto. Questo è ciò che il sistema sociale fa da secoli. Tira dei pacchi vuoti. Promette qualcosa di imperdibile, prezioso, autentico e poi fornisce qualcosa di precario, falso, truffaldino. Nonostante le prove siano evidenti e gli indizi siano ovunque, l’uomo comune rimane imbambolato e si comporta come un bambino ingenuo.

Per non farsi fuorviare da questi trucchi occorre rammentarsi che ciò che è naturale non è acquisito e ciò che viene acquisito non è naturale. Acquisito vuol dire anche appreso. La mente ordinaria apprende il falso, apprende il condizionamento oppure prende la finzione per realtà e poi non riesce a lasciar andare tale finzione, non sa lasciare perdere il condizionamento che le hanno fatto apprendere, non rilascia le credenze che ha preso e riappreso intellettualmente.

Se un’autorità (genitori, governo, chiesa) ti affibbia un nome (giudizio, etichetta, nome di battesimo), tale etichetta verbale non appartiene alla tua vera natura, bensì ti è stata data da un estraneo, è artificiale, estranea alla tua vera natura, a ciò che sei veramente. In tal senso non ti dovrebbe riguardare.

Tu non sei il nome che ti hanno dato, eppure questo è uno degli errori più frequenti della mente ordinaria: confondere il soggetto con l’etichetta verbale. Ne consegue che dimenticare per un attimo il proprio nome, per l’uomo comune, sembra equivalere a perdere la propria identità. Per la mente ordinaria, perdere il perdibile (artefatto, finto, falso, illusoria, apparente) è come perdere l’imperdibile (naturale, reale, essenziale). Per l’esattezza la mente ordinaria non è neppure al corrente dell’imperdibile, piuttosto lei è assuefatta solo da ciò che le sembra di aver preso e perso, oppure da quello che le dicono di aver preso: il voto che ha preso, il giudizio dato, la valutazione assegnata, la colpa o la responsabilità che le hanno attribuito, il perdono (grazia, assoluzione, condono) che le hanno concesso.

È proprio in questi voti, giudizi, etichette, colpe, che la mente ordinaria rimane imprigionata. Ed è sempre in queste trappole concettuali che il Sistema sociale-politico-economico-religioso vuole sistematicamente spingervi.

La coscienza in via di Risveglio si rende conto di questi tranelli, inclusi i tranelli del sistema cognitivo. Tale coscienza non si fa allettare e ingannare dalle futilità: sa bene che il futile è perdibile e dunque va lasciato perdere.

Il perdibile va lasciato perdere!

Il perdibile può essere facilmente dimenticato.

 

L’imperdibile è indimenticabile.

 

La Coscienza in via di Risveglio si rende conto che ciò che può essere preso può anche essere perso.

Se inverti la lettera “r” noti che “preso” è formalmente identico a “perso”.

Appena prendi, perdi.

Appena ti leghi – o rimani troppo attaccato – cadi in trappola e ti senti intrappolato.

Per dirla in termini buddhisti, “per chi rimane aggrappato la caduta è certa”. 

 

Prendere e perdere sono due facce della stessa medaglia.

Preso o prendere può far riferimento anche ad AP-preso o AP-prendere… cioè preso con la mente.

Apprendere corrisponde ad acquisire concettualmente, linguisticamente, intellettualmente. E ciò che può essere acquisito, cioè preso, può essere anche perso. Ciò che invece non può essere preso, non può essere perso. E l’essenziale non può essere né preso (catturato, imprigionato) né perso (liberato). Ciò che si crede preso o perso, è artefatto, finto, illusorio, apparente.

 

Senza andare troppo in là con le idee, a te basta sapere che la tua mente è stata condizionata all’attaccamento verso ciò che è perdibile, futile, effimero, insignificante. Al contempo la tua mente potrebbe aver momentaneamente ignorato ciò che è imperdibile.

 –

 

VOL. PRATICO DI “SENZ’IO SI VIVE DA DIO”

CONDIVIDI L’ARTICOLO:

Chi sei veramente lo si vede quando ti cade la maschera… questo libro vuole essere un invito a lasciar cadere la maschera dell’io, la maschera sociale, la maschera spirituale.
Questo volume pratico contiene numerose esercitazioni per rompere l’incantesimo dell’io. Si veda l’anteprima per maggiori dettagli.

Scontato sul mio store personale (7,99 invece di 9,99):

https://payhip.com/b/28pak

_

Oppure tre volumi in uno (15 € invece di 20,99): https://payhip.com/b/ldp8R

 

IO NON SONO IO (estratto da “Senz’io si vive da Dio”)

_

_

All’esame di maturità un amico rimase assai colpito dalla mia esposizione orale e alla fine mi fece un’osservazione che non ho potuto dimenticare:

“Giò, non ti ho riconosciutoquello non eri tu!

“Quelle parole non potevano venire da te, non ti ho mai sentito parlare in quel modo.”

_

E la mia battuta fu:

“Già, è vero. Quello che hai visto non ero io e quello che hai sentito non era mio.”

_

All’inizio non avevo colto la profondità di quella risposta, ma poi mi sono reso conto che in quel frangente la mia mente si era distanziata per un attimo dall’identità illusoria con cui mi sentivo identificato. A distanza di anni quell’episodio è rimasto impresso nella mia mente perché dimostrava in maniera eclatante la non-identità tra la persona concepita da me (o dagli altri) e ciò che sono veramente.

Allora, appena maggiorenne, non riuscì a spiegarmi quel processo interiore, sapevo solo che l’identità vista dagli altri non era la mia vera identità.

Quello che gli altri dicevano su di me non mi riguardava.

E cosa ancora più assurda, avevo intuito che l’identità vista dai miei stessi occhi non era la mia vera identità.

Nella mia testa emerse un’intuizione inquietante del tipo “io non sono io”: non sono quella persona che ha superato l’esame di maturità.

Quell’idea naturalmente mi spaventava parecchio.

Come si fa a capacitarsi di una cosa del genere a 18 anni?

Quella misteriosa intuizione è passata in secondo piano subito dopo i festeggiamenti e al suo posto sono subentrate le rigide credenze dell’uomo comune. L’identificazione con l’identità illusoria era stata apparentemente ripristinata, il disincanto era stato apparentemente sospeso e l’incredibile lucidità di un attimo prima sembrava offuscarsi.

Ci vollero degli anni – un paio d’anni di duro lavoro interiore – prima di ripristinare la Pura Consapevolezza con cui al liceo vidi chiaramente ciò che non sono.

La transizione comunque è totale.

Il processo è irreversibile e permanente.

Ora questi occhi vedono spontaneamente, impulsivamente, ininterrottamente, unicamente in quella maniera: non occorre fare nessuno sforzo di concentrazione, meditazione, ricordo di sé, etc.

Se potessero parlare, questi occhi disincantati direbbero solo una cosa:

“Quello che vedo non sono io e quello che sento non è mio.”

_

Il disincanto ormai è talmente radicato che a volte mi tocca sforzarmi per essere l’essere umano che gli altri sognano di vedere. Mi tocca sforzarmi di usare le loro credenze, di credere alle loro allucinazioni, alle loro fantasie, alle loro paure, ai loro incantesimi.

Il desiderio di rompere gli incantesimi degli esseri umani era forte fino a qualche anno fa, poi si è affievolito. Adesso preferisco che siano loro a chiedere un sostegno per rompere i loro incantesimi. Alcuni individui infatti non erano e non sono ancora pronti per il disincanto dalla loro attuale pseudo-identità.

_

Quello che posso dire a chi vuole approfondire il discorso è che quando la Pura e Vuota Consapevolezza viene ristabilita la visione non è più la stessa. Ciò che si vede appare più o meno come prima, con la differenza che ora vedi in maniera più spaziosa, distaccata, nitida, luminosa, penetrante, disincantata. Vedi, senti, percepisci e vivi letteralmente come se fossi totalmente immerso in un sogno lucido sconfinato… ma bisogna aver fatto qualche profonda esperienza di sogno lucido per intuire cosa voglio dire quando parlo di sogno planetario. Chi conosce i sogni lucidi e vuole capire meglio questo argomento gli basta traslare in questa dimensione diurna le sensazioni fenomenali che sperimenta nella dimensione notturna.

_

Nel prossimo capitolo approfondisco il discorso sulla non-identità.

_

(estratto da “Senz’io si vive da Dio – Vol. Pratico”)

 

3° TRILOGIA

2° TRILOGIA

1° TRILOGIA

UN CORSO IN MIRACOLI

 

 

 

 

 

 

 

 

LASCIARSI DIVORARE DAI SENTIMENTI

_

Anteprima di un capitolo del volume pratico di “Senz’io si vive da Dio” (il vol. pratico uscirà verso aprile/maggio).

_

_

A volte i nostri sentimenti possono essere talmente intensi da provocare sensazioni fisiche insopportabili, come se potessero ferirci o addirittura ucciderci. Razionalmente sappiamo che è ridicolo eppure nel momento in cui il sentimento si presenta ci facciamo prendere subito dal panico.

Per molto tempo abbiamo irrazionalmente cercato di evitare le sensazioni indesiderate perché in quelle situazioni ci sentivamo in pericolo e ai nostri occhi sembrava quasi una questione di vita e di morte. Di conseguenza abbiamo combattuto con le unghie e con i denti, abbiamo resistito alla maggior parte delle sensazioni indesiderate. Mai una volta ci siamo completamente arresi, senza opporre assolutamente nessuna resistenza.

Raramente ci siamo guardarti intorno, osservati dentro e assicurarti che in realtà non stavamo correndo il rischio di perdere la vita. In realtà basterebbe fare una piccola esplorazione per riconoscere quanto sia inutile e faticoso provare a scappare da un mostro immaginario.

Basta poco per rinunciare completamente a tutte le proprie strategie di fuga.

  1. Fermarsi.

  2. Girarsi di 180°, cioè ritornare in se stessi.

  3. Andare incontro al demone interiore.

_

Ogni volta che senti una sensazione indesiderata, ovunque avverti una resistenza nel tuo corpo, segui questi semplici passi: fermati, entra nella sensazione ed esplorala.

_

Sii disposto, solo per un momento, a lasciarti andare, lasciarti divorare dalla sensazione indesiderata. Non per sempre, solo per un istante. Lascia che il mostro faccia quello che vuole. E se il demone vuole sconfiggerti, allora lasciati sconfiggere una volta per tutte. Smetti di combattere contro il tuo demone. Lascia che ti mangi e ti inghiotti in modo che tu possa addentrarti nel ventre del demone. Proprio al centro della sensazione terrificante che hai sempre tentato di evitare.

Mentre entri là dentro, cosa trovi?

Cosa c’è al centro di ciò che stavi evitando?

Continua a lasciarti andare, vai fino in fondo e scopri cosa c’è là dentro.

Probabilmente scoprirai la presenza di un impulso irrazionale che scatta in automatico. Questa reazione impulsiva, dettata dalla paura del sentimento di paura, non fa che rafforzare la paura stessa, il disagio e quindi la sofferenza.

Una metafora che trovo molto utile quando si tratta di esplorare e trascendere sentimenti terrificanti è quella di un mostro che ti insegue: il terrore sembra prendere il sopravvento, la lucidità si attenua e improvvisamente ci sentiamo come se fossimo inseguiti da un’orribile creatura. Questo è lo stesso tipo di terrore che la maggior parte di noi ha vissuto da bambini quando avevamo paura dell’uomo nero sotto il letto o nell’armadio. Ebbene il mio invito è quello di andare a caccia dell’uomo nero, entrare nell’armadio degli orrori, entrare nel corpo di dolore, entrare nei sentimenti terrificanti, entrare nella paura.

_

Fatti divorare dai sentimenti.

Fatti divorare dai tuoi demoni.

Fatti divorare dal buco nero interiore.

_

Il buco nero che senti dentro di te, il luogo interiore che hai sempre cercato di evitare, l’ultimo posto in cui ti vorresti trovare, è proprio il posto verso cui devi andare.

'Sopravvivere in un buco nero è possibile”, fisico mette in discussione l'ipotesi della censura cosmica

L’addentrarsi nel buco nero interiore non deve durare per sempre. Ti basterà avvicinarti gradualmente, rimanere vicino all’orizzonte degli eventi indesiderati e attendere di essere risucchiato dal buco nero interiore.

Ricorda che oltre una certa soglia niente e nessuno può più scappare dal buco nero.

E poi?

E poi spingiti verso il tuo fottuto buco nero interiore e scopri da solo cosa c’è lì dentro.

_

Se non ti senti ancora pronto a esplorare il buco nero astieniti per lo meno dalla tendenza a scappare da te stesso e dall’inclinazione a cercare un rifugio esteriore.

Se proprio vuoi un rifugio, rifugiati nel buco nero interiore!

ECCO LA TERZA TRILOGIA DI ZERO… PREPARATEVI ALLA VOSTRA FINE

Le mio opere originali e aggiornate si trovano soltanto sul mio store personale (vedi link sotto).

Dopo – o durante – la lettura vi consiglio di ascoltare gli audiolibri, così da interiorizzare al meglio gli insegnamenti, facendoli assorbire dall’inconscio.

Tre volumi in uno (15 € invece di 20,99): https://payhip.com/b/ldp8R

 

Oppure singoli volumi.

Volume teorico sul mio store: https://payhip.com/b/Otpuy

Volume Pratico: https://payhip.com/b/28pak

Volume Poetico, prima parte: https://payhip.com/b/95EG3

Volume Poetico, seconda parte: https://payhip.com/b/hapz8

Descrizione:

Se nella prima trilogia (Risveglio dal sogno planetario) vi ho insegnato a riconoscere i tratti distintivi del sogno planetario in cui è immersa la vostra coscienza e nella seconda trilogia (Mente Vuota in Corpo Pieno) vi ho fornito istruzioni su come svuotare la mente, in questa terza trilogia (Senz’io si vive da Dio) mi cimento a demolire uno dopo l’altro i tratti della personalità con cui siete erroneamente identificati.
L’obiettivo di questa terza trilogia è quello di AZZERARE IL SENSO DELL’IO, annientare la persona che credete di essere, polverizzare ciò che vi tiene incantati e incatenati al corpo di impressioni.
Alla fine sarete costretti a realizzare che “Senz’io si vive da Dio!”

Non temere… se non opponi resistenza sarà un processo indolore.
Garantito da ZeRo

IL SEGRETO STA NEL DIMENTICARE

EBOOK 1° Vol. —> Qui

2° e 3° Volume —-> QUI

_

Lettore:

“C’è un’ultima cosa zero che mi ha scioccato, e qui la mente ci mette lo zampino, quando tu dici se non erro, che anche il mondo esterno non esiste, o è come un miraggio, che ciò che gli occhi fisici vedono non è ciò che appare, ecco qui ho ancora delle resistenze, anche se profondamente e così, non so come ma è così. Ma ho bisogno che tu mi distrugga quelle resistenze che mi fanno avere dei dubbi.. Lo so che chiedere non è tanto lecito ma di te mi fido ciecamente e so che me le demolirai, come hai fatto con i tuoi scritti.. Un grande abbraccio ti raggiunga, e tutta la gratitudine…”

_

ZeRo:

Purtroppo non sono in grado di sintetizzare questo stato di coscienza per iscritto… il passo finale spetta a ciascuna coscienza in via di risveglio.

Posso al massimo dare qualche indicazione approssimativa, come il dare zero importanza a tutto ciò che vedi, senti, tocchi, credi, pensi…

Un’altra indicazione utile è l’andare oltre…. vai semplicemente oltre, sempre oltre, oltre, oltre.

Niente di ciò che percepisci ha alcuna importanza.

Presto ti dimenticherai di tutto e tutti, delle tue resistenze, dei tuoi dubbi, delle tue pseudo-percezioni, dei tuoi pseudo-sentimenti.

Ti dimenticherai di Maurizio, di me, della tua fiction umana…

Non aver paura degli effetti collaterali del dimenticarsi della tua attuale identità: si tratta solo di un corpo di impressioni.

Quel dimenticarsi sarà spontaneo e indolore, come se nulla fosse mai accaduto.

Il Risveglio è un dimenticare le illusioni con cui sono stati intasati i tuoi sensi.

Il trucco non è – come molti credono erroneamente –  ricordare chi sei ma DIMENTICARE CHI CREDI DI ESSERE.

Se proprio vuoi memorizzare qualcosa memorizza queste parole chiave:

DISINCANTO e DIMENTICANZA.

_

Vuoi portarti avanti con il lavoro interiore?

1 – Rompi gli incantesimi sensoriali, impara a spezzare gli incantesimi sempre più velocemente.

2 – Dimentica qualsiasi cosa.

3 – Vivi nell’oblio.

_

Questa è la condizione in cui dimoro io… nell’oblio.

Li – nell’oblio, nel famoso Turiya o sonno profondo – si trova la parte più profonda e autentica del tuo essere.

Nella prossima trilogia mi soffermo sull’arte del dimenticare se stessi.

Alla prossima.

ZeRo.

 

 

LA TUA STORIA PERSONALE (cioè la tua vita) È SOLO UNA STORIA

tratto Dalla TERZA TRILOGIA DI ZERO… PREPARATEVI ALLA VOSTRA FINE

Ciò che sei non ha niente a che fare con ciò che credi di essere.

Se la comprendi davvero, questa è una notizia che può cambiarti la vita.

In un certo senso, più che cambiarti la vita questa realizzazione dà il colpo di grazia alla tua vita, è l’atto che fa calare il tuo sipario, il sipario del tuo personaggio, il sipario della tua vita, anzi della vita che credi – o hai creduto – di vivere.

La tua storia personale, che tu ne sia cosciente o meno, è fondata sulle impressioni della mente, su credenze biologiche, sociali, spirituali, consce, inconsce.

Cosa rimane di una storia se si rimuovono le credenze che ne sostengono il copione?

Rimane un racconto privo di importanza, cioè non rimane niente di ché.

Questo è stata la tua vita: un racconto privo della benché minima importanza.

 

Di nuovo, questa è un’ottima notizia, se sai coglierla con lo spirito giusto, con la mente lucida, aperta, disincantata, cioè libera da qualsiasi credenza-giudizio-pensiero-aspettativa-impressione-fantasia-desiderio.

Per caso si trova in queste condizioni la tua mente?

Mhm… per saperlo basta che osservi la tua reazione a questa affermazione:

Ciò che credi essere la tua vita non vale niente!

La tua storia personale vale zero!

 

Come ha reagito la tua mente?

Ha fatto la permalosa, vero?

Tranquilla sei in buona compagnia: non sei l’unica a credere nella preziosità della propria storia personale.

Sarebbe a dire che non sei l’unica a credere che ciò che sei coincide con ciò che credi di essere.

E probabilmente non sai neppure che ciò che credi essere la tua vita è soltanto una storiella.

Amen.

Forse lo realizzerai o forse no. Ad ogni modo quel che credi non ha assolutamente importanza.

Quel che conta davvero, l’essenza, non dipende da nessuna credenza, da nessuna storia personale-familiare-collettiva, pertanto è fuori dalla tua portata, fuori dalla portata della tua mente che crede a certe storie piuttosto che ad altre e non si accorge che una storia è sempre solo e soltanto una storia. Anche quando si tratta della storia di Alice nel paese delle meraviglie, della storia di Gesù, della storia di Atlantide, della storia di tua madre, della storia dell’umanità.

La tua vita è solo una storia, che tu ci creda o meno…

(ZeRo)

Tre volumi in uno (15 € invece di 20,99): https://payhip.com/b/ldp8R

 

Oppure singoli volumi.

Volume teorico sul mio store

 personale (7,99 invece di 9,99):

https://payhip.com/b/Otpuy

 

 

Volume Pratico: Scontato (7,99 invece di 9,99): https://payhip.com/b/28pak

Volume Poetico, prima parte: https://payhip.com/b/95EG3

Volume Poetico, seconda parte: https://payhip.com/b/hapz8

Descrizione:

Se nella prima trilogia (Risveglio dal sogno planetario) vi ho insegnato a riconoscere i tratti distintivi del sogno planetario in cui è immersa la vostra coscienza e nella seconda trilogia (Mente Vuota in Corpo Pieno) vi ho fornito istruzioni su come svuotare la mente, in questa terza trilogia (Senz’io si vive da Dio) mi cimento a demolire uno dopo l’altro i tratti della personalità con cui siete erroneamente identificati.
L’obiettivo di questa terza trilogia è quello di AZZERARE IL SENSO DELL’IO, annientare la persona che credete di essere, polverizzare ciò che vi tiene incantati e incatenati al corpo di impressioni.
Alla fine sarete costretti a realizzare che “Senz’io si vive da Dio!”

L’EGO E’ SOLO UN ECO NEL VUOTO


 

L’ego risuona come un eco e questo “ecoooo” sembra un’entità longeva propria a causa del lungo “ecooooooooooooo”.

La tua attenzione viene semplicemente catturata da un ipnotico eco mentale: l’identificazione con quell’eco ipnotico fa sorgere il senso dell’io, l’impressione di essere imprigionati in un’entità immaginaria chiamata ego.

Le sbarre dell’ego sono delle semplici onde sonore!

 

Con questa nuova consapevolezza non devi più temere l’ego… L’ego è solamente un eco innocuo.

Ricorda:

L’ego non è niente…

L’ego non è nient’altro che un eco, un banale rumore, un’onda sonora nel VUOTO!

COLLISIONE CON IL RISVEGLIO

Suzanne Segal, nel suo libro ‘Collisione con l’infinito’, ha descritto l’accadimento del suo Risveglio.

In pochissime parole si è trattata di una vera e propria ‘collisione con il vuoto’ le cui profonde ripercussioni sono durate per circa 14 anni. Non parliamo di una persona qualunque ma di una donna che praticava da anni la meditazione trascendentale di Maharishi Mahesh. Nonostante le sue esperienze da praticante l’impatto con l’Assoluto è stato talmente devastante da spingerla a rivolgersi a diversi psicoterapeuti, oltre che ovviamente a vari Maestri Spirituali.

Sebbene sapesse che il Risveglio non sarebbe stato una passeggiata, non si aspettava quel che è accaduto. Un totale annientamento del senso dell’io, un’implosione del suo sistema cognitivo e un’esplosione del suo abituale sistema percettivo… il tutto accompagnato da un crollo totale dei suoi punti di riferimento psicologici, emotivi, sensoriali, sociali.

Pur conoscendo la testimonianza di saggi come Ramana Maharshi si accorse che è impossibile cogliere la portata di quell’evento per via ‘intellettuale, letteraria, psicologica’: per comprendere ‘Quello’ occorre ‘subire’ l’impatto con ‘Quello’.

Forse alcuni di voi hanno avuto un assaggio di quell’impatto; magari si è trattato di un momento di lieve disorientamento oppure una brusca interruzione della percezione abituale; un brivido lungo la schiena, vertigini, il cervello che inizia ad attivarsi in maniera anomala producendo una specie di misterioso ronzio, un inquietante senso di vuoto o di perdita della propria identità. E in quel frangente potreste esservi resi conto che se aveste mantenuto a lungo il focus dell’attenzione su quell’anomalo processo interiore avreste potuto letteralmente perdere la cognizione di voi stessi, degli altri, del mondo. In quell’istante il senso dell’io – che solitamente pilota letteralmente ogni dettaglio della vostra vita – stava per dissolversi e proprio per evitare quel cataclisma interiore, il cervello stesso – in reazione alla paura indotta dal senso dell’io – produce tutta una serie di meccanismi di difesa che spostano l’attenzione lontano da quel processo.

Nel caso di Suzanne l’attenzione non si spostò ma rimase focalizzata sul cataclisma interiore; volle sperimentare la propria morte in vita o meglio la morte dell’io in piena consapevolezza.

Quel tipo di collisione è sempre devastante. Diffidate da chi vi parla di esperienza mistica, di estasi, di beatitudine e amore cosmico.

La dissoluzione del senso dell’io è logico che produca una paura fottuta perché si tratta della dissoluzione di una parte (seppur fittizia) di se stessi; si tratta della morte di ciò che si crede di essere… e posso dirvi tranquillamente che non è piacevole.

Quel che forse possiamo definire bizzarro e curioso (ma non di certo estatico e neppure piacevole) sono gli effetti della collisione interiore.

Per Suzanne gli effetti furono pesantissimi; vuoi perché non se lo aspettava nonostante fosse una ricercatrice spirituale; vuoi perché l’impatto ha avuto pesanti e inspiegabili ripercussioni neurologiche o vuoi perché non era pronta, sta comunque di fatto che sono serviti parecchi anni per riassestarsi bene a livello psicofisico.

Quel che posso dirvi è che gli effetti non devono essere così traumatici come sono stati per Suzanne. Tuttavia non possono essere neppure così entusiasmanti come alcuni individui pseudo-realizzati raccontano.

Nel caso del mio apparato psicofisico gli effetti iniziali della collisione sono stati ovviamente alquanto inquietanti, ma a differenza dell’apparato di Suzanne questa macchina biologica ha retto bene l’impatto, si è riassestata abbastanza velocemente – e si sta tuttora riassestando. Forse questo diverso riassestamento è dovuto al fatto che avevo già preso consapevolezza di cosa poteva trattarsi: di una morte in vita. Al contempo avevo già preso consapevolezza della mia autentica identità e soprattutto mi trovavo in un discreto stato di pace interiore; questi due ultimi elementi credo siano quelli che fanno davvero la differenza nel momento in cui si verifica la collisione.

La collisione è inevitabile.

Gli sgradevoli o comunque bizzarri effetti collaterali iniziali sono altrettanto inevitabili.

Il riassestamento invece è neutrale: può essere lieve o poderoso, breve o lungo; richiedere qualche anno o parecchi anni – tenete conto che si tratta del riassestamento del sistema cognitivo e nervoso quindi è naturale che servano minimo un paio di anni di riassestamento); il riassestamento varia anche a seconda del contesto familiare e socioculturale, a seconda del vostro grado di identificazione, dell’intensità della vostra paura, del vostro livello di consapevolezza e così via.

Se posso darvi un consiglio cercate già da ora di coltivare quanta più pace interiore possibile perché quando arriverà la collisione, e state certi che arriverà anche per voi, la pace interiore e la pura consapevolezza attutiranno ottimamente gli effetti collaterali.

Comunque vi ho raccontato la storia di Suzanne per darvi un’idea di cosa può comportare il vero, brusco, diretto, autentico Risveglio.