IL MONDO CHE CONOSCI STA PER AZZERARSI – 2° Parte

Come ho accennato l’anno scorso, nella 1° parte di questa riflessione (IL MONDO CHE CONOSCI STA PER AZZERARSI), il mondo delle apparenze sta per essere totalmente esposto alla luce del Sole.

Sebbene agli occhi delle Coscienze in via di Risveglio il sogno planetario sia diventato piuttosto prevedibile, rimangono ancora molte coscienze addormentate che non si stanno accorgendo (o fingono di non accorgersi) di nulla.

Se siete Coscienze in via di Risveglio non c’è nulla da spiegarvi. Nulla di ciò che sembra accadere là fuori ha davvero importanza per voi, cari esseri disincantati. Dovreste aver già rotto sufficienti incantesimi per sapere che qualsiasi manifestazione, anche la più tenebrosa e maligna, è soltanto una forma di puro intrattenimento.

Se invece siete coscienze addormentate, cioè individui assuefatti ed emotivamente rapiti dal mondo delle apparenze esterne, allora preparatevi a qualche struggente colpo di scena. I prossimi mesi saranno orrendamente stupendi e dunque saranno un periodo ottimale per rompere qualche vostro piccolo incantesimo.

La vostra mente e il vostro cuore verranno messi drasticamente alla prova.

Se avete un briciolo di lucidità e disincanto sarete in grado di oltrepassare il caos circostante fino ad accedere a livelli di consapevolezza impensabili. Se invece siete rimasti incantati e incatenati alle apparenze esterne, vi ritroverete improvvisamente catapultati in un inferno in cui dovrete affrontare legioni di demoni interiori ed esteriori. Demoni non in senso metaforico, né in senso negativo e neppure in senso biblico.

Demoni nel senso di forze primordiali in grado di stimolare il meglio o il peggio di voi.

Forze irresistibili mediante le quali scoprire cosa vi sta più a cuore: illusione o risveglio, abbaglio o lucidità, allucinazione o pura consapevolezza, incanto o disincanto.

Queste forze assumeranno la forma di eventi anomali, relazioni indesiderate, reazioni spropositate, incontri insperati.

Sarà un magnifico conglomerato di fenomeni bizzarri e sensazioni inaspettate.

Da un lato vi sentirete completamente inculati, dall’altro rincuorati.

A tratti vi sembrerà di impazzire, crollare, precipitare e sprofondare nel peggiore degli scenari.

Se non soccomberete a questi colpi di scena sarete in grado di sperimentare una metamorfosi esistenziale simile a quella che fa trasformare il bruco in farfalla. La vostra identità verrà scossa fino al midollo; i vostri sensi si acuiranno in maniera sottilissima; la vostra percezione si espanderà gradualmente fino ad inglobare tutta l’oscurità che avete cercato di evitare fino a questo momento.

Non potendo più evitare percettivamente il contatto con le incognite forze del vostro destino, sarete finalmente costretti a uscire dalla bambagia percettiva dentro cui vive gran parte dell’umanità. Sarete costretti a rompere gli incantesimi sensoriali che vi hanno stregato per tutti questi anni.

Per alcuni questa transizione sarà un’avventura mozzafiato, per altri sarà un incubo da crepacuore. In ogni caso non abbiate paura… siete sempre in buona compagnia, persino in presenza dei demoni.

Giocatevi le vostre carte migliori senza mandare a puttane tutto il vostro gioco.

Mettete in secondo piano i cambiamenti esteriori (materiali, economici, sociali) e ottimizzate questo periodo per attuare un radicale cambiamento interiore (coscienziale).

Salvaguardate la vostra energia, vigilate sulla vostra mente, custodite il vostro cuore, sciogliete le vostre paure, e soprattutto rompete i vostri dannati incantesimi.

Per semplificare il discorso alle coscienze addormentate, vi consiglio semplicemente di non fare troppe cazzate. E per cazzate intendo tutto ciò che vi distoglie dalla Pura Consapevolezza,  vi fa perdere molta lucidità, vi spompa, vi stordisce, vi offusca, vi intontisce e vi toglie una marea di energia.

Non gettate nel cesso questa occasione d’oro.

Provate per un po’ a mettere da parte le vostre dipendenze e cercate di osservare con distacco le configurazioni energetiche della vostra mente, del vostro corpo e dell’ambiente circostante. Guardate questo periodo come un immenso falò dove potete (e dovrete) sacrificare tutto ciò che non ha valore, bruciare ciò che è fasullo, corruttibile, fittizio, superficiale, insignificante e al contempo contemplare ciò che rimane immutabile, invariato, integro, autentico, puro. Alcuni dovranno sacrificare un’amicizia, altri una relazione, un viaggio, un’offerta allettante, una grossa somma di denaro, un lavoro. Non si tratta di qualcosa di permanente ma di momentaneo, giusto il tempo per consentire che la transizione da una condizione all’altra avvenga in maniera rapida e indolore.

Se fatto con la giusta maturità, quel sacrificio non sarà invano.

Vi costringerà ad attraversare il muro di paure infondate che offusca la vostra vista e oscura la vostra vita e (se ce la farete) vi consentirà di passare dall’altra parte, dalla parte delle Coscienze in via di Risveglio.

A quel punto il gioco è fatto.

Il mondo delle apparenze cesserà d’incantarvi, i desideri carnali perderanno di attrattiva, i finti eventi apparentemente reali (F.E.A.R.) smetteranno di incutervi paura.

Questo solo a patto che il Risveglio sia davvero il vostro puro intento.

Ma tranquilli, c’è sempre tempo per tagliare la ragnatela emotiva in cui siete impigliati.

Siete sempre in tempo per trascendere la mentalità gregaria e rifiutare di mettervi a pecorina nel gregge umano.

Avete tutto il tempo del mondo per subire passivamente i meccanismi di auto-sabotaggio dei parassiti psichici, convivere stupidamente con il vostro ego, patire il vostro stesso egocentrismo, sopportare l’inutile peso della vostra stupida importanza personale, credere alla vostra finta storia personale, ritoccare i difetti del vostro ridicolo personaggio.

Avete tutto il tempo che volete per vedere quanto in là possono spingersi le forze demoniache e subire dei rinculi karmici da capogiro.

C’è sempre tempo per disincantarsi e svelare la vera natura del sogno collettivo in cui siete inconsciamente immersi.

Se non sarà in questa vita, sarà nella prossima.

Potete attendere la prossima (ciclica) apertura delle porte dell’inferno oppure potete sfruttare l’inaugurazione della porta dell’inferno di Rodin per compiere la vostra opera alchemica e ascendere ad un’altra condizione esistenziale.

Potete attendere il futuro azzeramento mondiale oppure potete sfruttare l’attuale reset allo scopo di rompere i vostri incantesimi, spezzare le catene sensoriali e disincantarvi definitivamente dall’ipnosi collettiva.

Nel frattempo, mentre voi cercate il senso del circo umano e vi dannate per evitare di ripartire da zero, io vi attendo comodamente al solito posto, al punto zero.

(ZeRo)

SE AMI LA FINZIONE UMANA PIÙ DELLA VERITÀ SOVRUMANA ALLORA TI MERITI TUTTA LA TRAGEDIA UMANA.

Non solo è facile cadere nelle illusioni, ma addirittura ci piace!
Ci piace troppo sognare, illuderci, sperare, fantasticare.
Ci piace fingere e poi credere alle nostre finzioni.
Quel che invece detestiamo è il Risveglio.
Detestiamo smettere di sognare, smettere di illuderci, smettere di sperare, smettere di fantasticare.
Siamo talmente infatuati delle finzioni da non riuscire più a smettere di fingere.
Siamo infatuati del ridicolo personaggio umano che crediamo erroneamente di essere.
Ma se ami la finzione umana più della Verità sovrumana allora ti meriti tutta la tragedia umana.
Se preferisci la storia personale rispetto alla Realtà impersonale, ti meriti tutta la miseria del ridicolo personaggio con cui sei identificato.

(ZeRo)

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L’OBLIO DELL’IO E’ CIO’ CHE SEI

 

L’oblio è il nostro stato naturale.
Nell’oblio di sé, c’è il presentimento di ciò che sei veramente.
Non cercare di ricordare chi sei.
Non pensare a te.
Non puoi pensare a te stesso.
Puoi solo dimenticare te stesso.
Vivi con calma nell’oblio di te stesso.
Vivi senza autocoscienza.
Vivi nella “consapevolezza dell’oblio”.
Dimentica la tua storia personale.
Lascia perdere tutte le invenzioni spirituali.
Disimpara tutti i dogmi umani.
Lascia tutti i dubbi alle spalle.
Abbandona tutte le aspettative.
Resta nell’oblio… l’oblio è lo stato naturale.
Non temere l’oblio.
L’oblio è il non-luogo atemporale che stai veramente cercando.
 
(ZeRo)

NON DEVI FARE NIENTE!

Per essere ciò che sei davvero non hai bisogno di fare niente.

Il fare dovrebbe venire dopo, dovrebbe essere secondario rispetto al puro essere.

Invece, in questo mondo iperattivo, il fare viene preposto dappertutto, anche nell’ambito spirituale.

Fai un esperimento.

Chiediti cosa devi fare per “essere”.

Cosa stai facendo per essere quel che sei?

Il tuo puro essere ha bisogno di sforzarsi per essere quel che è?

Il tuo essere dipende dal fare? Dipende da ciò che fai con il corpo?

Hai bisogno di andare da qualche parte per essere quel che sei?

Il tuo puro essere ha bisogno di praticare e meditare per essere – oppure ciò che sei “è” e basta, senza bisogno di praticare o meditare?

Se non mediti, smetti di esistere? Il tuo essere smette di essere?

Hai bisogno di muovere le mani per essere quel che sei? Se non muovi le mani smetti di esistere?

Potrebbero sembrare quesiti stupidi ma ti assicuro che queste semplici riflessioni sono estremamente profonde e purtroppo sfuggono dal riconoscimento della mente di tanti ricercatori e di tanti pseudo maestri.

Con un semplice e diretto esperimento è possibile dimostrare ciò che tanti libri e molte tradizioni tentano di esprimere con una marea di parole e una miriade di rituali.

La mente ordinaria ragiona al contrario e crede che per essere se stessi si debba sempre fare, praticare, pensare, meditare, etc.

Non è il caso di dilungarci sui condizionamenti della mente ordinaria, di quello ne parlo a sufficienza nelle mie trilogie. A te basta evitare di cadere nel suo tranello, evitare di posticipare il puro e semplice essere. Nota come questo atto di posticipare l’essenza sia un tipico meccanismo di auto sabotaggio della mente ordinaria.

Per fugare ogni dubbio rifai il test del non fare.

Prova a rimanere davvero immobile e mentre non fai nulla prova a notare come il tuo essere non smette MAI di essere.

 

È difficile essere e basta?

Oppure è la cosa più naturale che ci sia?

È talmente naturale che non richiede NIENTE…

È troppo immediato per la mente o per gli organi sensoriali.

E in questo immediato, pacifico puro essere risiede l’illuminazione spirituale.

L’illuminazione spirituale è il riconoscimento del vacuo, immediato puro essere. E come hai visto non richiede assolutamente NIENTE. Ti offre semplicemente ciò che sei e dunque NON OFFRE NIENTE (di nuovo). Ti riporta soltanto alla Verità di fondo. A qualcosa che la mente ordinaria tenta disperatamente – e inutilmente – di rimandare o evitare.

Tutto il fare (rifare, disfare) del mondo – incluso il mondo spirituale – è un modo per velare il naturale, immediato, vacuo, invisibile, puro essere.

 

Non farti influenzare dalla mente condizionata, ossessionata e dipendente dal fare.

Non farti soggiogare dall’idea che il corpo sia la base dell’essere.

Il corpo è secondario rispetto al puro essere.

Non farti sviare da quella spiritualità deviata che ti fa credere che il tuo essere dipenda dal mondo delle apparenze.

Durante la giornata riporta l’attenzione a questo puro essere che per essere non ha bisogno di fare NIENTE.

Ciò che sei davvero non ha bisogno di fare NIENTE.

Il puro essere di fondo che accompagna ogni tua esperienza è sempre indipendente da ciò che viene fatto (o disfatto) e per questo è sempre libero di fare (o disfare) qualsiasi esperienza. Ma per riconoscere questa autoliberazione occorre disilludersi dalla schiavizzante egemonia del “fare”.

In poche parole, ciò che ha BISOGNO di fare qualcosa non è il tuo puro essere. Il tuo puro essere NON HA BISOGNO di fare NIENTE.

CIÒ CHE LA TUA MENTE CREDE DI ESSERE HA BISOGNO DI FARE DI TUTTO.

CIÒ CHE INVECE SEI DAVVERO – indipendentemente dalla mente – NON HA BISOGNO DI NIENTE.

 

Grazie a questa pura consapevolezza puoi realizzare la libertà di e dal fare, non fare o disfare.

 Altri libri di ZeRo

Mente Vuota a Cuor Leggero -Volume UnoNISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRoJed McKenna - Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo

CONOSCENZA LIBERATORIA

Ricordi i primi giorni di scuola, quando cercavi di memorizzare l’alfabeto?

Ricordi i tentativi estenuanti di ripetere la lettera AAAAAA e poi ripetere BBBBBBBB, CCCCCCC, ect.?

Quelli erano i tuoi primi atti di recitazione.

Ti stavano insegnando, a tua insaputa, a recitare il copione umano.

Ti stavano insegnando a fingere, a simulare.

Ti stavano insegnando a produrre illusioni e a credere alle illusioni.

Crescendo hai continuato a recitare il copione, ma lo hai fatto – e probabilmente continui a farlo – in totale assenza di consapevolezza. Ogni volta che parli o che pensi, credi di essere autentico, sincero, leale, virtuoso ma non ti rendi conto che sei stato condizionato fin dalla più tenera età a recitare e a fingere.

La gente recita in continuazione, ma lo fa involontariamente.

Ciascun individuo recita ogni volta che apre bocca oppure ogni volta che pensa a qualcosa.

Recita involontariamente perché non sa che il linguaggio stesso è un elemento costitutivo della finzione umana.

Ogni volta che formuli una frase di senso compiuto stai recitando.

Ogni volta che leggi un libro stai leggendo un copione, una farsa, una buffonata.

Ogni volta che ascolti il discorso di qualcuno (anche il sermone spirituale del più saggio dei saggi) stai ascoltando la recita di un buffone.

Lettere, simboli, punti, virgole, accenti, nomi, cognomi… sono tutti elementi del copione umano, sono tutti componenti della farsa con cui fingiamo di interagire, relazionarci, apprendere, evolvere.

La relazione basata sul copione umano è una finta relazione, una relazione fittizia, illusoria.

Il tuo compito è trascendere tutte quelle fesserie così da non farti più suggestionare o manipolare da suoni e segni innocui.

Tutte le parole che conosci o che vuoi conoscere fanno parte della finzione e dunque – in termini di liberazione – non ti servono a niente.

Le parole, e più in generale i simboli, sono lo strumento tramite cui il sistema può tenerti prigioniero.

Mediante questo semplice strumento possono manipolarti come vogliono: possono incuterti paura oppure possono esaltare il tuo misero ego.

Finché credi che le parole o i pensieri abbiamo la benché minima importanza o il minimo potere su di te allora sei sotto il loro incantesimo.

Tutte le parole di tutti i libri sono suoni vuoti, valgono zero.

Tutte le parole, comprese queste parole, sono suoni vuoti e non valgono nulla.

 

Lo scopo di questo messaggio è quello di aiutarti a svincolarti dal copione umano, sciogliere i legami mentali-affettivi-sociali che ti tenevano legato alla fiction umana.

Una volta interiorizzato questo messaggio non ti sentirai più in dovere di recitare nel teatrino umano; non sentirai l’obbligo di rispondere, replicare, reagire o controbattere a dei suoni insensati che vengono venerati come parole sante. Non ti sentirai in colpa perché saprai che si trattava di una stupida e perfida finzione. Una finzione in cui troppe persone sembrano psicologicamente intrappolate ed emotivamente coinvolte.

Un tempo questo insegnamento lo chiamavo “conoscenza liberatoria” proprio perché ti libera dal bisogno di conoscere, ti alleggerisce dall’urgenza di leggere, memorizzare, studiare, cioè dal bisogno di accumulare forme e suoni inutili. Questa conoscenza liberatoria ti consente di disfare i pesanti costrutti mentali dentro cui rimane imprigionata la mente ordnaria.

Quando realizzi che si tratta soltanto di forme e suoni inutili allora perderai spontaneamente interesse nei loro confronti, perderai automaticamente interesse verso il copione umano, perderai interesse verso il mondo delle apparenze, perderai interesse nei confronti di tutte le illusioni.

Libri di ZeRo:

Kobo:  ZeRo (zr)

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CEDERE LA PROPRIA RAGIONE

Tratto da “Transurfing Pratico – suggerimenti di ZeRo“.

Dare in affitto è come dare il BENVENUTO… dare il benvenuto all’ignoto, a qualcosa che non conosci, qualcosa che non sia il tuo intelletto o la tua volontà personale.

Devi renderti conto che a questo punto della tua esistenza ti conviene dare in affitto il tuo spazio mentale, darlo in affitto a nuove idee, lasciare che un’intelligenza superiore entri e rimanga nel tuo spazio mentale, come un nuovo e gradito ospite.

 

 

Le vecchie idee non devono più occupare la tua testa. Finora hai voluto occupare la tua testa soltanto con i tuoi pensieri, le tue idee, le tue convinzioni… cioè con il tuo intelletto.

E tendenzialmente tu vorresti occupare la tua testa soltanto con le tue idee… su tante – troppe – cose non vuoi ancora cambiare idea. Per di più tendi a occupare la testa con strani pensieri, grottesche fantasie, inutili preoccupazioni. Vuoi occupare soltanto tu il tuo spazio mentale però non ti accorgi di quanti danni hai fatto, di quanto malessere ti sei provocato occupando la testa con tutti quei contenuti mentali.

Fregatene del bisogno di avere sempre ragione.

 

La ragione è un terribile pendolo.

 

Impara a dare ragione senza dare importanza.

Se vuoi ragione allora stai dando importanza.

Se dai ragione allora non dai importanza… e se non dai importanza non ti fai agganciare dal pendolo della ragione.

Regala la ragione al primo presuntuoso che incrocia la linea della tua vita.

Cedi un po’ di ragione ai saputelli che ti circondano.

Cedendo la ragione alleggerisci l’anima da un sacco di pesanti contenuti mentali.

Lascia che siano gli altri ad appesantire il loro intelletto e a gonfiare il loro ego.

Voler avere sempre ragione è sintomo di insicurezza… più si vuole ragione, più si vuole sembrare importanti, sicuri, apprezzati dall’esterno.

 

Tante volte la ragione non serve praticamente a niente… anzi spesso ti impedisce di goderti tutto ciò che si discosta dallo scenario della tua ragione.

Cosa succede di male se dici – magari scherzosamente – “hai ragione”?

In fondo, se dai ragione, cosa ci perdi?

Quasi niente… a parte un dibattito, una discussione, un confronto in cui male che ti vada hai fatto la figura di chi non ha informazioni oppure di chi è disinteressato.

Per l’uomo comune non aver ragione significa fare la figura dell’ignorante, e questo per molta gente è insopportabile… quindi vuole dimostrare di sapere anche quando non sa niente oppure vuole dire assolutamente la sua, costi quel che costi… piuttosto che tacere vuole dire una fesseria o raccontare una menzogna.

Eppure nei fatti la cosa più grave che ti possa succedere quando non usi la ragione è semplicemente che non hai ragione

 

Se il non aver ragione viene da te considerato come qualcosa di grave, allora vuol dire che ci tieni ancora troppo alla tua ragione (volontà personale).

 

Se invece non ci tieni affatto, se hai intravisto l’illusione delle parole e dei pensieri, se riesci a dimorare stabilmente in una mente vuota, allora congratulazioni…  hai affossato il pendolo della ragione.

 

VIGNETTE SPIRITUALI

Vignette tratte dal mio ebook “Vignette illuminanti (spiritualità, non-dualitità, autorealizzazione e compagnia bella)“.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ego è un sogni-vendolo, un venditore di miraggi, illusioni, bugie, promesse non mantenute, fantasie.

Utilizza la tua mente per allettarti con vane promesse, proiettarti verso il futuro, distoglierti dal presente e spingerti alla costante ricerca di apparenze esterne.

Non inseguire i suoi prodotti!

Non cedere alle sue lusinghe!

Fai attenzione ai suoi specchietti per allodole spirituali.

 

 

 

NISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRo (nuovo ebook)

Quelli che seguono sono alcuni dei messaggi che ritengo fondamentali, centrali ed essenziali non solo in merito alla saggezza di Nisargadatta ma anche riguardo la filosofia perenne in stile Advaita Vedanta (non-dualità).

Buona lettura.

 

Kobo: NISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRo

Amazon: NISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRo

IBS: NISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRo – (ZR), ZeRo – Ebook – EPUB | IBS

Disponibile anche negli altri store

 
 
 
 
 

Jed McKenna – Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo (nuovo libro)

In questo volume ho selezionato e tradotto alcuni dei messaggi più interessanti del personaggio noto come Jed McKenna.

Buona lettura.

Amazon = Jed McKenna – Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo eBook: ZeRo (ZR)

Kobo = Jed McKenna – Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo

Pdf – epub = Jed McKenna – Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo 

 

DISAVVENTURE DI UN NON-NATO

Stamattina sono andato in comune per rinnovare la mia attuale carta d’identità e la (nuova) impiegata mi dice che c’è un piccolo problema con la mia vecchia identità.

Non esisto e risulto “non nato”…

Il che potrebbe essere una buona notizia da un punto di vista spirituale, ma qui non siamo in un centro spirituale per attestare la mia autorealizzazione, per cui la notizia non sembra affatto positiva.

Chiedo spiegazioni e mi fa notare che sul computer non appare la data di nascita, o meglio manca l’attestazione del mio atto di nascita.

Le faccio notare che sono stato adottato e che i miei genitori adottivi possiedono tutta la documentazione relativa all’adozione – incluso il certificato di nascita. Le faccio inoltre notare che ormai ho 37 anni, per cui è molto strano che i suoi precedenti colleghi non si fossero mai accorti di quell’anomalia.

Quindi le chiedo di controllare tra le vecchie scartoffie, ma a quanto pare non si trova niente… Zero dati sulla mia nascita.

A quanto pare “io” non esisto!

Questo lo sapevo già… l’auto-realizzazione in fondo consiste proprio (o anche) in questo azzeramento dell’identità individuale e della storia personale, però non credevo che il destino fosse stato così geniale da giocarmi questo brutto scherzo.

Visto che con il covid vanno di moda le autocertificazioni, le faccio una battutaccia e le chiedo se posso fare un’auto-certificazione della mia nascita in cui confermo che esisto, ma la tipa non sembra in vena di scherzi per cui evito la seconda battuta sulla mia morte e rinascita.

Poi volevo approfittare della situazione per collegare l’accaduto (o il non-accaduto) al fatto che ho appena concluso una trilogia intitolata “senz’io si vive a Dio”, giusto per condividere qualche intuizione con una perfetta sconosciuta, ma dall’espressione del suo volto mi accorgo che non era neppure interessata alle mie strambe realizzazioni spirituali.

La mia non-esistenza sociale o virtuale sembrava metterla piuttosto a disagio e visto che lei sembrava più preoccupata di me fingo di essere altrettanto preoccupato e cerco di rimanere serio. La giovane impiegata mi avverte del fatto che in assenza dell’atto di nascita non ho diritto a certe opportunità sociali. Ad esempio – mi dice con tono allarmato – non posso sposarmi.

Io sorrido e le rispondo che il matrimonio è l’ultimo dei miei pensieri e che per me è una fortuna non potersi sposare… in tal modo avrei la scusa pronta da fornire alla mia prossima compagna: “scusa amore, non posso sposarti perché non sono mai nato…”

Poi vedo la sua fede nuziale e capisco che non era la persona giusta per fare battute sul matrimonio.

Con la solita serietà mi fa notare che c’è poco da scherzare: in quelle condizioni non avrei diritto a niente, potrei avere problemi col notaio e in fondo quell’atto è un elemento basilare dell’identità di un cittadino, qualcosa che contraddistingue l’inizio della propria storia, della propria esistenza… ma a quanto pare la mia esistenza non ha un inizio.

Alla fine lei cerca in mezzo agli archivi ma non trova nulla. Ovviamente si mostra dispiaciuta per un problema dovuto evidentemente a un’inottemperanza di un vecchio dipendente comunale e rimaniamo d’accordo che mi richiama dopo aver contattato il tribunale di Brescia.

Visto che per lo Stato non esisto volevo proporle di cambiare il nome in ZeRo, ma poi ho desistito. Forse era meglio non peggiorare la situazione. Se mi registrassi come Zero perderei i privilegi legati alla mia precedente/attuale pseudo-identità sociale…

 

Ad ogni modo questo buffo episodio può essere letto in tanti modi e può essere visto attraverso una marea di insegnamenti che sono stati – involontariamente – confermati da una tragicomica svista burocratica.

Una lettura interessante dell’episodio è quella per cui non faccio parte di questo Sistema, non appartengo a questo mondo – come diceva Cristo “NEL mondo ma non DEL mondo”.

Un’altra associazione che la mia mente ha fatto in automatico è stata quella con l’idea orientale del “non-nato” o del “morto in vita”.

Allo stesso tempo mi è venuto in mente che dall’illuminazione – o dalla morte in vita – non si ottiene niente.

Poi ci sarebbe il discorso sulla cancellazione della storia personale.

Oppure si potrebbe pensare alla conferma che questo sistema sociale è un sistema fallimentare, un sistema di errore e disperazione (come lo chiamava Nisargadatta).

Infine ci sarebbero tutte le riflessioni sul sogno planetario, sul mondo delle apparenze, sullo stato “senz’io”, etc…

Insomma alla fine il destino ha voluto che fossi Zero di nome e di fatto.

 

E quindi qual è la morale della favola?

Cosa ho imparato da questo episodio?

Anzi, cosa dovreste aver capito dalla mia disavventura?

Dovreste aver intuito che quello che dal punto di vista sociale sembra un grosso svantaggio, in realtà – dal punto di vista spirituale – è una liberazione.

 

(ZeRo)

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