FORSE QUEL CHE CERCHI NEANCHE C’È


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Ho sostituito alcune parole (MAIUSCOLE) per mostrarti che in fondo molte canzoni, come Nord-Sud-Ovest-Est, parlano di te, caro ricercatore.

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Sarà il vento o sarà l’EGO
La voce che risponde ai miei perché?

Dai RICERCA E PRATICA più che puoi
Corri vai non ti fermare
Che di strada ce n’è ancora tanta sai

Vedo una COMUNITÀ SPIRITUALE che
Mi potrà toglier DUBBI e QUESTIONI

Lancio qualche EURO al GURU
Che non parla mai
Accanto a me c’è un DEVOTO, UNO STRANIERO
Mi chiede “Man, dove vai?”


Nord sud ovest est
E forse quel che cerco neanche c’è

Nord sud ovest est
Starò cercando lei (LA VERITÀ) o forse me (il mio io)?

Tra deserto e prateria
Ma perché ti sei fermato?
Ero stanco ed affamato, amica mia
Sì lo so
GLI ASHRAM, UNA GUIDA SPIRITUALE
Dal basso IL SANTONE guarda in su

“RICERCATORE SPIRITUALE, vieni qui”
Stai attento non ci andare
“Posso leggerti il futuro se lo vuoi”
Di’ di no!
Gli sorrido dico, “Okay”
NEI FONDI DI CAFFÈ osserva i fatti miei

INGENUO RICERCATORE, ti sta ingannando
Non la troverai
Sono mesi che stai PRATICANDO
Dimmi
QUANDO TI ILLUMINERAI


Nord sud ovest est
E forse quel che cerchi neanche c’è

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(Testo originale degli 883, parafrasi di ZeRo)

CAPITOLO OMAGGIO (Da Mente Vuota in Corpo Pieno – Vol. Pratico – di ZeRo)


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Testo tratto dalla mia seconda trilogia – Mente Vuota in Corpo Pieno – Vol. Pratico

 

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C. D. (CICLO DEL DESIDERIO)

 

 

“Solo una cosa è meglio di ottenere quello che desideri: realizzare che puoi essere felice anche senza.”

(ZeRo)

 

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Questo capitolo potrebbe sembrare una contraddizione di quello precedente, ma non è così. La differenza rispetto al precedente capitolo sta nel fatto che ora prendiamo in considerazione il sollievo (il piacere, la soddisfazione) da un’angolazione diversa, dall’angolazione del Ciclo del Desiderio (C. D.).

Questo piccolo sollievo non corrisponde al Supremo Sollievo del capitolo precedente.

 

Il piccolo sollievo sperimentato all’interno del Ciclo del Desiderio è brevissimo, lieve, non duraturo, superficiale e richiede una costante ri-sollecitazione del C. D. (Ciclo del Desiderio).

Il Sommo Sollievo è duraturo, stabile, profondo e non richiede una ri-sollecitazione del C.D.

 

Chiarito ciò vediamo meglio in cosa consiste il C.D.

 

 

 

 

IMPULSO INIZIALE = Desiderio, fantasia

SOLLIEVO FINALE = Breve sensazione piacevole, appagamento estemporaneo, lieve godimento

 

 

La caratteristica del C.D. è che una volta giunti alla fine del Ciclo, cioè una volta soddisfatto il desiderio e sperimentato un senso di sollievo, il Ciclo si ripete.

La fantasia iniziale diventa automaticamente una fissazione, un chiodo fisso, un pensiero ricorrente. Il Ciclo quindi tende a ripetersi da solo.

Il Ciclo del Desiderio è impostato apposta per ritornare al punto di partenza e quando il Ciclo viene vissuto in assenza di Pura Consapevolezza sembra non finire mai. Appena crediamo di aver soddisfatto l’ennesimo desiderio, veniamo sopraffatti da un nuovo impulso, da una nuova fantasia, da un nuovo sogno nel cassetto. Questo, ripeto, si verifica nella mente ordinaria, priva di Pura Consapevolezza.

 

L’uomo comune è in balia del Ciclo del Desiderio e vive continuamente in questa ricerca ossessiva del sollievo finale.

Il ricercatore spirituale, sebbene a volte sia consapevole del Ciclo, vive anch’egli nell’ossessiva ricerca di un sollievo finale; il sollievo dalla pesante mente ordinaria, il sollievo dall’ego, il sollievo dal senso dell’io, il sollievo dalla pratica o dalla ricerca stessa.

 

Come mai questa ricerca risulta sempre infruttuosa?

Perché all’interno del Ciclo potete soltanto sperimentare un sollievo apparente, un sollievo ingannevole, un sollievo che riconduce ad un nuovo desiderio.

Le iniziative proposte della società sono degli esempi perfetti di Ciclo del Desiderio: svolgi questo compito, così verrai ripagato, ti sentirai meglio e poi ti verrà voglia di svolgere anche meglio quello stesso compito; oppure compra questo farmaco, così anche se non guarirai ti sentirai un pochino meglio e avrai voglia di ricomprare lo stesso prodotto.

Le iniziative della mente ordinaria sono altri esempi calzanti di Ciclo del Desiderio: fai quell’esperienza, così ti senti un po’ meglio e dopo potrai rifare di nuovo quella bella esperienza.

Le iniziative spirituali sono altri esempi eccellenti di C.D.: pratica bene, così ti offrirò un nuovo rituale e tu potrai imparare una pratica più potente che ti darà accesso a un’iniziazione superiore con la quale potrai imparare nuove pratiche e così via, all’infinito.

Abitudini sociali, abitudini mentali, abitudini spirituali… siamo sempre lì al punto di partenza dello stesso Ciclo.

 

 

E allora come bisogna comportarsi?

Occorre fare un balzo al di fuori dell’intera struttura, fuori dal Ciclo stesso.

Ma non un balzo qualunque, bensì un puro e profondo balzo interiore.

 

Un balzo dove?

Non verso un nuovo desiderio e neppure verso il sollievo dal desiderio.

Mi verrebbe da dire un balzo nell’ignoto ma questo complicherebbe il discorso per cui possiamo dire un balzo cieco ma sereno, privo di aspettative.

 

E questo balzo, per andare a buon fine, richiede due fattori principali:

  1. Una resa autentica, consapevole, fiduciosa.
  2. L’autentico affidamento a qualcosa di assolutamente indescrivibile. Per alcuni il secondo fattore corrisponde all’intervento della Grazia, per altri si tratta del supporto di una forza invisibile e impersonale, per il sottoscritto si tratta semplicemente (si fa per dire) di dimorare, cioè trovarsi stabilmente, in una Mente Vuota.

 

Ad ogni modo il balzo interiore non è una mera questione di volontà personale.

Interiormente occorre trovarsi nelle condizioni favorevoli al balzo.

Se ci sono aspettative, supposizioni, timori, pregiudizi, non si farà altro che ricadere dentro il Ciclo del Desiderio.

 

Questo balzo interiore vi porta a vedere il Ciclo con occhi nuovi e a percepire i desideri in maniera diversa. Osserverete il Ciclo senza più avvertire il bisogno di arrivare alla fine del ciclo, senza la necessità di sperimentare quel piccolo sollievo finale, senza il bisogno di soddisfare l’ennesimo desiderio, qualunque sia tale desiderio.

Se prima del balzo eravate in fermento per qualsiasi desiderio ora (dopo il balzo) non fremerete più e vi sentirete sempre a vostro agio.

 

 

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ESPERIMENTO PRATICO

 

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L’uomo comune si sente appagato e risollevato soltanto dopo aver soddisfatto un desiderio dopo l’altro. Nell’uomo comune, cioè nella mente ordinaria, il fare viene prima del sentire, la retta azione prima del retto sentire.

In termini scherzosi, nella mente ordinaria il dire-fare-baciare viene prima del godere, prima dell’amore.

La mente ordinaria pone il sollievo alla fine del Ciclo del Desiderio; pone la soddisfazione alla fine delle infinite attività del Ciclo; pone lo stato distensivo al termine del processo realizzativo.

 

Una mente matura è in grado di porre il sollievo durante l’attività stessa.

Una mente realizzata è addirittura in grado di porre il sollievo (lo stato distensivo) prima dell’attività stessa, prima dello stato realizzativo, prima del Ciclo del Desiderio.

Questo è il vostro addestramento di oggi.

Date la precedenza al sollievo e non al Ciclo del Desiderio, cioè all’attività, alla relazione, alla persona o all’evento che dovrebbe portarvi sollievo.

 

Grazie a questa consapevolezza e a questo nuovo atteggiamento, quel sollievo che prima credevate si trovasse soltanto alla fine del Ciclo adesso si troverà sempre all’inizio.

Quando il sollievo si trova all’inizio non sorge l’esigenza di concludere e neppure di iniziare il Ciclo; non sorge l’impellenza di portare avanti un’attività che prima sembrava indispensabile; l’attività verrà percepita come opzionale, secondaria, superflua.

Percependo un profondo e duraturo senso di sollievo, il senso di obbligo svanirà spontaneamente e l’attività verrà interiormente catalogata come conclusa o almeno in via di risoluzione, in via di guarigione, in via di miglioramento.

 

Ricordatevi che la mente tenderà a posticipare il sollievo, a porlo alla fine del C.D., alla fine dell’attività, della pratica, della meditazione, della relazione, dell’incontro, della vacanza e così via. Per non farvi sviare dalla mente ordinaria dovete continuamente giocare d’anticipo.

Imparate a invertire subito questa tendenza a posticipare il sollievo.

Per invertire la tendenza convincetevi che il sollievo viene prima e non dopo. Fate in modo che questo nuovo paradigma non sia soltanto un’informazione astratta ma anche un dato di fatto.

Prendete la consapevolezza del vantaggio di partire sempre da uno stato distensivo, di sollievo, fiducia, agio, pace interiore.

Quando l’intelletto posticipa il sollievo voi non credetegli; quando la società o le persone che conoscete posticipano il sollievo voi non assecondatele.

 

 

 

Se i consigli precedenti non fossero sufficienti potete affidarvi ai seguenti promemoria:

Il sollievo e la soddisfazione, non si trovano là in fondo, alla fine del Ciclo del Desiderio, ma qui vicino, all’inizio.

Il sollievo è già dentro me, non ho bisogno di soddisfare, fare, realizzare chissà che cosa per sentirmi soddisfatto, amato, felice.

 

Questo senso di sollievo non dipende dall’esterno, dagli altri, da una relazione speciale.

Antepongo il senso di sollievo a qualsiasi desiderio, richiesta esterna o capriccio mentale.

 

Possa il sollievo essere la sensazione di fondo che accompagna tutte le altre sensazioni, emozioni, sentimenti, azioni, pensieri.

Possa il sollievo essere la sensazione di fondo che mi accompagna per l’intera giornata.

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IL PRIMO PASSO VERSO LA TUA FINE (anteprima terza trilogia di ZeRo)


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Il Primo Passo nel viaggio verso il Risveglio sarà preceduto da un lungo periodo di lenta e profonda comprensione nella quale esplori ogni possibile strada e inspiegabilmente scopri che non c’è nulla che dev’essere scoperto. Questa insolita scoperta viene sperimentata come un restringimento del mondo, una compressione del senso dell’io, il quale si stringe e restringe finché non crea una pressione così insopportabile da sovvertire la tua percezione, decomprimersi bruscamente, scoppiare e spingere involontariamente, spontaneamente, irrevocabilmente a fare il Primo Passo.

Con il Primo Passo vengono accidentalmente calpestati tutti i tuoi sogni.

Questo Primo Passo comporta un terrificante agguato a te stesso, un micidiale scacco matto alla tua mente; tutti i movimenti (intenzioni, propositi, pensieri) che vengono dopo lo scacco matto interiore verranno automaticamente neutralizzati e vanificati all’istante.

Il Primo Passo consiste nell’andare oltre… oltre se stessi, oltre l’io, oltre gli altri, oltre il mondo fisico/materiale, oltre il mondo metafisico/spirituale.

Da quell’oltre non vi è ritorno poiché non vi è mai stata alcuna andata.

L’andata e ritorno era (è e sarà) un’illusione, una finzione, un sogno ad occhi aperti, una simulazione propriocettiva…

Questo Primo Passo è contraddistinto da ciò che Jed McKenna chiama “Done!”.

Done vuol dire “finito o sfinito”.

Il Primo Passo verso il Risveglio ti sfinisce, sfinisce il buon praticante e il bravo meditante che credi di essere, sfinisce il tuo ego e con esso finisce il senso dell’io, finisce la tua storia personale, finisce la tua meditazione, finisce la tua pratica, finisce la tua ricerca, finisce tutto ciò in cui credi.

Il Primo Passo corrisponde all’ultimo passo della tua attuale, fittizia, tragicomica identità.

Con il Primo Passo ti lasci tutto alle spalle!

Ti lasci alle spalle ogni speranza, ogni esperienza, ogni relazione, ogni dovere, ogni interesse.

Quanto ti sembra invitante una cosa del genere?

Assomiglia alle fiabesche descrizioni che hai letto o sentito sull’illuminazione spirituale?

Per niente!

Il Risveglio spirituale non ha nulla di fiabesco.

Il Primo Passo verso il Risveglio non ha niente a che fare con la Sat-Cit-Ananda, con la beatitudine, con l’estasi mistica che vi promettono i santoni spirituali.

Il Primo Passo assomiglia allo scivolamento su una buccia di banana collocata sul bordo di un precipizio.

Fare il Primo Passo non è intenzionale come non può essere intenzionale scivolare su una buccia di banana che si trova sul bordo di un precipizio. Chi farebbe volontariamente un passo del genere?

Chi farebbe deliberatamente un passo verso la propria fine?

Chi si trova là non sa a cosa sta andando incontro e se lo sapesse si allontanerebbe immediatamente come un ignaro passante si allontanerebbe frettolosamente da un burrone verso l’abisso.

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Dopo il Primo passo le probabilità di rimanere sospesi nel vuoto mentale ed esistenziale sono assicurate mentre le probabilità di avere la solida terra sotto i piedi e le probabilità di ritornare a interagire normalmente con il mondo di tutti i giorni sono azzerate.

Tu non lo sai ancora ma nel momento stesso in cui ti sei messo a sbirciare questo genere di informazioni hai rischiato di fare quel Primo maledettissimo Passo verso lo sfinimento della tua vita.

Se continui seriamente questo tipo d’indagine preparati ad una grossa ricaduta, una perdita incolmabile, la perdita definitiva della tua identità.

Questo testo rappresenta la buccia di banana verso il tuo abisso.

Se sei affezionato ai tuoi sogni, se sei convinto della realtà delle tue esperienze, se ti senti attaccato alla tua identità ed emotivamente legato alla tua storia personale, ti sconsiglio la lettura dei miei contenuti.

Sei stato avvisato.

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(anteprima della terza trilogia di ZeRo – Senz’io si vive da Dio… uscita prevista per luglio 2020)

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VERITÀ INDIMENTICABILE


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La verità è INDIMENTICABILE.

Solo le falsità devono essere “tenute a mente”, cioè trattenute con l’intelletto, il pensiero, il ragionamento, LA MEMORIA.

La verità non deve essere conservata in nessun archivio, in nessun hard disk interno/esterno, neppure nell’archivio del tuo cervello…

Non trovi che questo sia estremamente liberatorio ?

E’ liberatorio perché significa che se dimentichi qualcosa, qualsiasi cosa!!! (qualcosa di personale, SEGRETO, sacro, spirituale, divino), non ti devi più preoccupare e puoi rimanere tranquillo poiché si trattava sicuramente di qualcosa di falso, trascurabile, ignorabile… si trattava di un apparente costrutto mentale o sensoriale.

Soltanto il tuo ego – mediante l’intelletto e gli organi sensoriali – si allarmerà per la perdita di quella informazione, di quell’emozione o sensazione fisica. Si allarma perché quella parte di te è attaccata alle illusioni.

Un’altra parte di te – quella che chiamo Coscienza in via di risveglio – invece sa benissimo che la verità non può essere persa neppure in mille vite di perdizione.

Onora quella tua parte autentica e profonda!

Onora la tua Coscienza in via di risveglio.

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(tratto da Risveglio dal sogno planetario di ZeRo)

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EGO… colpito e affondato


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Lettore:

“Ciao ZeRo,

mi sto immergendo sempre più dentro… nel silenzio e fuori dal circo. Sempre meno coinvolto, distaccato,   giungono da fuori sensazioni come ovattate, non provo quasi interesse per quanto sembra accadere. Il silenzio dentro si sta amplificando. Né beatitudine né tristezza.

Neutro.

Qualche increspature sulla superficie, pochi pensieri, quelle che erano preoccupazioni ridotte a qualche pensiero magari ripetuto ma senza emozioni correlate, senza peso.

Nessun bisogno, non desiderio. Ma anche lontananza, molta lontananza… Da tutto e tutti,.. Ma Non è una passeggiata… Come stare sul bordo di una voragine sull’ignoto.

Tornare non è possibile… Ma quel salto verso l’ignoto, mi ci vorrebbe una spinta…

Dammi quella spinta! “

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ZeRo:

“Vuoi il colpo di grazia?

Ok, ma sappi che fa molto male.

Eccotelo:

sei già MORTO!

Sei soltanto un vanesio cadavere ambulante.

… ma (forse) non lo sai – o non sai di saperlo.

Ora vedi tu cosa fare:

continuare a fare lo zombi ricolmo di pseudo-vitalità (vomitando stupide emozioni trite, ritrite e riprogrammate da millenni di sogni e allucinazioni) oppure accettare l’inaccettabile, lo spettrale scenario in cui tutto non vale più niente, neppure la vita (tua o altrui).

Saprai reggere il colpo senza cadere in un abissale nichilismo (come capita in molti casi)?

Saprai saltare dal bordo della voragine senza farti troppo male, finendo nella totale pazzia?
Saprai lanciarti intrepido verso l’ignoto senza farti divorare e illuminarti con un guizzo imprevedibile?

Bò… che importanza ha?

Tanto sei già morto.

Anche se non fosse così, a chi importa?

Al fantasma che credi di essere? Al tuo senso dell’io?

Cosa pensi di perdere nell’ignoto?

La testa? La ragione?

La maschera di nome pinco pallo?

Cosa pensi che finisca con la tua fine o con la fine del tuo io?

Una vita che non è mai stata tua?

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Tutte domande retoriche per dirti che (non) sei nessuno e vali zero assoluto!

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P.S.

Se questa spinta non dovesse bastare e le mie parole non dovessero ucciderti definitivamente, attendi… attedi semplicemente la tua ora.

Puoi morire in vita, proprio qui ed ora – ovunque tu sia – oppure puoi attendere la presunta morte fisica, quella del corpo di impressioni – anche se ripeto che non devi preoccuparti perché non fa differenza.

Rimani calmo, imperturbabile, indifferente a qualsiasi apparente evento esterno e indifferente anche agli impressionanti eventi interni.

Ti assicuro che non c’è davvero nulla da fare.

Nulla!”

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PREFAZIONE (Risveglio dal sogno planetario)


Prefazione del vol. teorico (prima trilogia di ZeRo)

Questo libro è nato per gioco da un corso di Risveglio improvvisato all’interno di un mio gruppo Facebook che si chiamava “Risvegliarsi dal sogno collettivo dell’umanità”. Il gruppetto che seguivo non era lì per trastullarsi con i selfie, bensì aveva espresso una precisa esigenza in risposta alla quale offrivo loro del materiale di lavoro.

Nel vostro caso cosa voglio trasmettervi con questo libro?

Se dovessi essere pedante direi che non può esserci trasmissione perché tutto si trova già in voi.

Da un punto di vista estremamente ampio non è mai avvenuta alcuna trasmissione iniziatica di lignaggio in lignaggio, nessun passaggio di energia sacra da Maestro a discepolo.

Tuttavia, se dovessi trasmettervi una sola sensazione opterei per ‘infinita leggerezza’.

Se dovessi scegliere un concetto direi ‘il niente’.

In poche parole vorrei trasmettervi l’infinita leggerezza del niente.

Avrete la forza di sostenerla?

Vedremo…

Uno degli obiettivi del libro sarà quello d’instradarvi verso lievi e significative variazioni nel vostro modo di percepire e di concepire voi stessi, il mondo, i sogni, la Realtà.

Per alcuni di voi un capitolo potrebbe richiedere un paio di letture più approfondite, una lezione potrebbe essere più significativa di un’altra, un esercizio potrebbe risultare più efficace di un altro.

Starà a voi orientarvi con un briciolo di buon senso.

Ricordatevi che il problema non è trovare le risposte (quelle vi vengono vendute o regalate a iosa dai dispensatori di verità). Il problema è affrontare a muso duro LA RISPOSTA, la quale – che ci crediate o meno – è uguale per tutti (umani, alieni, angeli, demoni). Quella vera risposta – che non è verbale o scritta – distrugge tutte le domande, fa piazza pulita di tutti i concetti che riempiono la vostra capoccia.

Le altre risposte (spiegazioni filosofiche, scientifiche o metafisiche) aggirano o insabbiano quell’unica risposta.  Servono a procrastinare l’incontro con Lei, la verità, la Realtà, il silenzio, la risposta ultima (che non sarà una consueta risposta bensì la fine del domandare e quindi del rispondere).

Non potete nascondervi per sempre dietro l’intelletto e rimandare continuamente l’incontro con Lei!

Alla fine, quando avverrà l’incontro con Lei, spariranno domandone del tipo:

“Cosa succede dopo la morte? – Cos’è l’anima? – Dio si rade con il rasoio di Occam?”

Rimarranno domande come ‘dove ho appoggiato le chiavi?’.

Quando vi sveglierete dal sogno ad occhi aperti, cioè dalla vostra realtà quotidiana, vi sentirete come degli adulti troppo maturi per continuare a fingere di credere alle favole. L’umanità vi apparirà come una moltitudine di sognatori infantili, privi di lucidità cioè privi di vera consapevolezza.

Al risveglio dai sogni notturni i contenuti del mondo onirico (esperienze, persone, circostanze) perdono qualsiasi valore.  La stessa cosa accadrà con il Risveglio dal sogno ad occhi aperti in cui siete immersi in questo preciso momento.

Il mondo di tutti i giorni cesserà d’incantarvi, suscitare interesse, trascinarvi, mettervi sotto pressione, stregarvi.

Non vi farete turbare né tirare in ballo dagli inganni sensoriali del vostro corpo.

Al Risveglio vi scorderete di tutte quelle seccature che adesso sembrano ostacoli insormontabili. Non vi scomoderete per delle futilità, non vi intratterrete in attività inutili e inconcludenti, non darete più retta alle menzogne del vostro stesso sistema cognitivo, riconoscerete la vera natura delle proiezioni della vostra mente e di questo mondo.

In parole povere non prenderete più il sogno diurno per Realtà.

Alla fine vi troverete di fronte ad un bivio:

1 – Svegliarvi definitivamente da qualsiasi proiezione mentale, sensoriale, onirica, olografica, terrestre, extraterrestre.

2 – Oppure aggiungere strati su strati, accavallare sovraimpressioni mentali su impressioni sensoriali, morali, sociali, spirituali… persistere nel sognare ad occhi aperti, rincorrere l’anima gemella che vi completi, il Maestro che v’illumini, il lavoro che soddisfi le vostre insaziabili ambizioni; continuare a fingere di auto-migliorare un io che non esiste, a rafforzare un’identità fasulla con rituali estatici, pratiche devozionali, scorribande mistiche, viaggi sciamanici, proiezioni astrali.

 

 

 

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