Novità 2023 – Nuove (e forse ultime) opere di ⱫɆⱤØ

Le mie ultime due opere sono in fase di stesura.

  1. Corpo di Impressioni
  2. Nulla (in realtà) è mai accaduto

Vista la mia pigrizia non so quando usciranno, ma una dovrebbe essere disponibile per la fine di quest’anno. In seguito, apparentemente, il mio ridicolo personaggio socio-virtuale dovrebbe ritirarsi per un po’ dal mondo. Per fortuna non sentirò la vostra mancanza, e voi, se siete davvero disincantati, non sentirete nessuna mancanza, mai, da nessuna parte, per nessuna ragione.

Questi miei ultimi volumi contengono qualche insegnamento apparentemente segreto che paradossalmente non ha nulla di segreto, a parte il fatto di essere trasmesso raramente, e quelle rare volte che viene trasmesso viene trasmesso male e ricevuto peggio.

Trattandosi di un insegnamento radicale, i volumi contengono messaggi, consigli, esercitazioni altrettanto radicali. So che si tratta di qualcosa di radicale perché ho conosciuto gente che ha praticato e meditato per anni, alcuni per 15 ore al giorno, e nonostante ciò non sono giunti a nessuna realizzazione radicalmente penetrante e profonda. Il valore di questo particolare insegnamento sta nel fatto che una profonda realizzazione può richiedere vite intere e non può essere ottenuta neppure vivendo nel miglior ashram del mondo, utilizzando la miglior pratica in circolazione, venerando il miglior santone del pianeta.

Il buffo è che in vita mia non mi sono mai impegnato davvero , ma questa volta tenterò di impegnarmi un po’ di più del solito soltanto per il gusto di produrre cortocircuiti neurali, fottere con il vostro intelletto, stravolgere la vostra percezione e mandare il vostro cervello completamente in pappa. Vi farò passare la voglia di esistere nei panni del vostro ridicolo personaggio. Mi spiace solo di non poter assistere di persona alla disfatta del vostro ego e alla conseguente crisi nervosa.

Un caro saluto, con zero affetto…

( ፚᏋᏒᎧ )

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Gocce di disincanto – Emil Cioran rivisitato da ⓏⓔⓇⓞ (Estratto Ebook)

 

Ho preparato un ebook incentrato sul disincanto e quella che segue è una breve anteprima.

Ebook completo qui: https://payhip.com/b/zNYig

“Ho forse la faccia di uno che deve fare qualcosa quaggiù?” 

Ecco cosa avrei voglia di rispondere agli indiscreti che mi interrogano sulle mie attività. 

(Cioran) 

Nota di 乙乇尺ㄖ

Il disincantato ha la faccia di uno che non deve fare nulla o di qualcuno che fa di tutto senza aspettarsi niente. Non vi è alcun “devo o non devo”. Non vi è un bisogno viscerale di fare, dimostrare, esibire, competere, controbattere. 

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Lo stesso sentimento di estraneità, di gioco inutile, ovunque io vada: fingo di interessarmi a ciò che mi è indifferente, mi dimeno per automatismo o per carità, senza essere mai partecipe, senza essere mai da nessuna parte. Ciò che mi attira è altrove, e questo altrove non so cosa sia. 

(Cioran) 

Nota di Ƶ€ᖇσ

Disincanto allo stato puro. 

L’unica cosa che attirava la sua attenzione era l’Oltre. 

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Il dovere di un uomo solo è di essere ancora più solo.

(Cioran)

Nota di ZeRo

Ci sono due livelli di solitudine: la solitudine superficiale (dalla massa) e quella profonda (la solitudine da se stessi).

Questa seconda solitudine è quella a cui probabilmente puntava Cioran. La prima solitudine vuol dire trovarsi senza gli altri, la seconda solitudine, quella profonda, implica trovarsi senz’io.

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Questo secondo è svanito per sempre, si è perduto nella massa anonima dell’irrevocabile. Non tornerà mai più. Ne soffro e non ne soffro. Tutto è unico – e insignificante. 

(Cioran) 

Nota di ZeRo 

L’io soffre per la perdita di qualsiasi apparenza. 

Ma la perdita di un’apparenza è davvero una perdita? 

L’io non vuole perdere il mondo delle apparenze perché è come se perdesse se stesso, l’illusorio soggetto indipendente, separato, permanente. 

Perdere il mondo delle apparenze, per l’io, vuol dire perdere tutto. 

Perdere il mondo delle apparenze, per l’autorealizzato, vuol dire non perdere niente. 

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La conoscenza di sé, la più amara di tutte, è anche quella che viene coltivata di meno: a che serve sorprendersi dal mattino alla sera in flagrante delitto di illusione, risalire senza pietà alla radice di ogni atto, e perdere una causa dopo l’altra davanti al proprio tribunale? 

(Cioran) 

Nota di ZeRo 

La conoscenza dell’io è la più amara e quella che viene coltivata meno di tutte perché non ti dà niente. 

L’io non ti dà niente. 

Non si guadagna niente da questa indagine, si riconosce soltanto la sua inconsistenza. In apparenza è una perdita di tempo, eppure questa amara constatazione è la liberazione da ciò che apparentemente tiene gli individui rinchiusi in sé, imprigionati in se stessi. 

P.S. 

E’ inevitabile perdere una causa dopo l’altra davanti al tribunale dell’io: l’io vuole avere sempre ragione; come al Casinò, il banco dell’ego (in apparenza) vince sempre. Vince sempre perché è truccato, fittizio, illusorio. 

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“Che cosa aspetti ad arrenderti?” – Ogni malattia ci invia un’intimidazione camuffata da interrogativo. Fingiamo di non sentire, pur pensando che lo scherzo è durato già troppo, e che la prossima volta bisognerà avere finalmente il coraggio di capitolare. 

(Cioran) 

Nota di ZeRo 

“Che cosa aspetti ad arrenderti?” – ti chiede la Realtà. 

“Che cosa aspetti a perdere la ragione?” – ti chiede la Verità. 

Cosa aspetti a lasciar perdere il senso dell’io? 

Se stai attendendo la disfatta esemplare stai certo che arriverà puntuale. 

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Se potessimo vederci con gli occhi degli altri, scompariremmo all’istante. 

(Cioran) 

Nota di ZeRo 

Di solito vi guardate dal punto di vista dell’io. 

Provate a guardarvi dal non-io. 

Fatelo per gioco. Provate a guardarvi da fuori, come un testimone trasparente (un fantasma) che osserva il vostro corpo. 

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Nonostante i capelli bianchi, batteva ancora il marciapiede. La incontravo spesso, nel Quartiere, verso le tre del mattino, e non mi piaceva tornare a casa senza averla sentita raccontare qualche sua prodezza o qualche aneddoto. Gli aneddoti li ho dimenticati, e anche le prodezze. Ma non ho dimenticato la prontezza con la quale, una notte in cui mi ero messo a tuonare contro tutti i “miserabili” che dormivano, lei replicò, con l’indice puntato contro il cielo: “E che cosa dice del miserabile di lassù?” 

(Cioran) 

Nota di ZeRo 

Quello dimora in un pacifico sonno profondo. Niente può disturbarlo, neppure la fine del mondo. 

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E’ auspicabile che gli uomini vedano le cose come sono? 

Non lo so. Credo che le persone non ne siano capaci. Allora è vero che solo un mostro può vedere le cose come sono, perché il mostro è uscito dallo sfondo. 

(Cioran) 

Nota di ZeRo 

Il mostro è sinonimo di anomalia, qualcosa di atipico e incomprensibile per la mente ordinaria. 

Il mostro riesce a vedere le cose come sono perché è uscito dallo sfondo ordinario e riesce a vedere le cose con distacco, senza bias, condizionamenti, distorsioni psico-emotive: viene considerato un mostro perché non è coinvolto affettivamente e quando partecipa lo fa in modo completamente differente rispetto agli altri attori sociali. 

Il mostro è capace di vedere le cose come sono anche nel senso che i suoi occhi hanno visto delle mostruosità e queste mostruosità non sono state dimenticate, rimosse, ignorate, scansate come tenderebbe a fare l’uomo comune. L’uomo comune non riesce a tollerare neppure il pensiero della mostruosità; finge che non ci sia, che non esista e dunque non riesce neppure ad affrontarla o superarla. 

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Ne ho abbastanza di imprecare contro Dio e contro il mondo. A che scopo?

(Cioran)

Nota di ZeRo

Queste parole segnavano il termine della carriera artistica e letteraria di Cioran. A un certo punto si era stancato di giudicare tutto e tutti; non aveva più voglia di attaccare il mondo.

Avendo raggiunto un livello avanzato di disincanto, si comporta come una coscienza in via di Risveglio: lascia tutto alle spalle e si spinge Oltre.

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I figli che non si vergognano dei genitori sono condannati alla mediocrità. 

Niente rende più sterili quanto l’ammirazione verso i genitori. 

(Cioran) 

Nota di ZeRo 

Al posto di figli e genitori possiamo mettere cittadini e autorità esterna, oppure ricercatori e Maestri. 

I cittadini (o i ricercatori) che non si vergognano dell’autorità esterna (o del Maestro) sono condannati alla mediocrità. 

Niente rende più impotenti quanto l’esaltazione dell’autorità (o del Maestro). 

……………

Fine anteprima.

Ebook completo: https://payhip.com/b/zNYig

 

I privilegi di essere 乙乇尺ㄖ

Trovarsi nei mie panni, cioè nei panni di nessuno, ha i suoi benefici.

Vediamoli:

  • Zero identità = non c’è il senso di essere qualcuno di particolare, e se sorge ha la stessa valenza di un peto. Quanta considerazione dai ai tuoi peti?

In un certo senso c’è un’altra opzione: fingere di essere chiunque pur sapendo di non essere nessuno di quei personaggi quotidiani.

  • Zero attivismo = non essendoci identificazione con un ridicolo personaggio sociale, non senti l’impellenza (civica, formale, burocratica) tipica dell’uomo comune. Gli inutili atti di perbenismo, finta cortesia, bon ton, retorica, formalità varie, finiscono tutti nel dimenticatoio. Potresti trattare un amico come un perfetto sconosciuto e viceversa: oppure potresti comportarti da straccione anche se sei un milionario o fare il milionario anche da straccione. Nel mio caso, te ne puoi sbattere persino del tuo atto di nascita, scartoffie varie, curriculum, etc.

  • Zero incantamento (o totale disincanto) = i tuoi organi sensoriali non riescono più a farsi stregare da nessuna forma, nessuna parola, nessun suono, nessuna apparenza esterna.

  • Zero preoccupazioni = per preoccuparsi di qualcosa in particolare bisogna essere qualcuno di particolare, oppure bisogna credersi il padrone/proprietario di ciò che ti preoccupa. Non puoi preoccuparti di qualcosa che non ti appartiene, non ti riguarda, non ti interessa. Questo vale per oggetti, persone, attività, relazioni. In questa condizione non si ha paura di perdere niente poiché non si possiede nulla. Al contempo, e qui sta il bello, pur non possedendo nulla si può usufruire di tutto.
  • Etc… Alcuni benefici sono tangibili altri intangibili (stati profondi di quiete, divina indifferenza, relax, spensieratezza).

E ovviamente il beneficio principale è il Risveglio dal sogno planetario, pur potendosi intrattenere con i fenomenali e ridicoli personaggi del sogno diurno.

P.S.

Se ci badate, alcuni benefici, letti superficialmente o con i criteri sociali dell’uomo comune, potrebbero costituire l’identikit di un criminale, un ladro, un folle, un mentecatto. Questo la dice lunga su come l’autorealizzazione può essere vista, considerata o percepita dal gregge umano. Dal loro punto di vista potreste essere una minaccia. E in effetti, agli occhi delle coscienze addormentate,  siete una minaccia; minacciate la loro finzione, la loro pseudo-realtà, le loro pseudo-sicurezze, la loro pseudo-felicità, le loro relazioni, le loro illusioni.

Dal punto di vista di chi vive in stato onirico/ipnotico/comatoso/catatonico, come l’uomo comune, il Risveglio è il nemico numero uno. Dunque siate felici di non avere tante pseudo-amicizie nel mondo dei sogni diurni. Siate contenti di essere il nemico numero uno delle coscienze addormentate: vuol dire che vi state muovendo nella giusta direzione.

E ricordate che alla fine i benefici (del Risveglio) superano i rischi (dello stato allucinatorio/ipnotico/comatoso/rincoglionitivo).

( ຊēr໐ )

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Bruciare l’attaccamento al denaro

 

Prendi una banconota (da 5 euro – o se sei benestante da 50, 100, 200 €).
Brucia la banconota. Guardala mentre va in fiamme e osserva la reazione dell’inconscio. Osserva la reazione per qualcosa di importante che sta andando in fumo davanti ai tuoi occhi.
Dando deliberatamente fuoco a qualcosa che sembra avere valore stai mandando un messaggio all’inconscio.
In questo caso è come se gli dicessi: posso bruciare tutte le banconote che voglio perché posso avere tutte le banconote che voglio. E viceversa.
Ma questo non è l’unico (e principale) scopo di questo atto da piromane spirituale.
La banconota è soltanto un simbolo – può trattarsi di qualsiasi altra cosa.
Rappresenta un attaccamento come un altro.
Ciò che alla fine dovrebbe andare in fumo dovrebbe essere il tuo stesso attaccamento.

Avrai il coraggio di dare fuoco ai tuoi attaccamenti mentali/affettivi/sentimentali/virtuali senza bruciarti?

👁️‍ Ƶ€ᖇσ 👁️‍

Se la caduta sta accadendo, lasciala accadere…

Questo non vuole essere un discorso contro la compassione, l’altruismo, l’amicizia, ma vuole essere un piccolo schiaffo all’ego di turno, alla parte di noi che vorrebbe salvare tutti, cambiare il mondo, aiutare gli altri (modificando il loro carattere, le loro inclinazioni, il loro modo di pensare, di percepire e di fare).

Spesso – senza accorgercene – crediamo e cerchiamo di aiutare il prossimo mediante iniziative prettamente egoistiche, che ai nostri occhi sembrano filantropiche, utili o addirittura necessarie – atteggiandoci inconsciamente come quelli che per aiutare l’umanità vorrebbero modificare il dna delle persone.

Ci sono eccezioni, ovviamente, ma tante volte si abusa del proprio potere e si priva qualcun altro di fare l’esperienza che deve fare in quel momento: c’è chi viene fatto cadere di proposito e dovrebbe essere aiutato a rialzarsi, poi c’è chi deve cadere per natura (così da imparare a non inciampare ancora in quel modo), e c’è addirittura chi vuole cadere deliberatamente- per imparare a rialzarsi da solo.

Se la vita mette qualcuno in condizione di cadere al fine di insegnarli a rialzarsi, sarebbe opportuno lasciare che il tale individuo resti a terra tutto il tempo che serve. Non sta a noi decedere quando bisogna rialzarsi e quanto tempo bisogna stare a terra.

Fino a quando occorre attendere?

Dipende. In linea di massima direi fino a quando non si chiede effettivamente (esplicitamente, disperatamente) aiuto, ma dato che alcuni non lo possono comunicare in modo esplicito, si può fare comunque un tentativo. L’importante è lasciare lo spazio sufficiente – e indispensabile – alla prossima caduta e alla successiva ricaduta.

La caduta è inevitabile, non si può evitare di cadere. Il volere evitare, impedire, attutire una caduta può rivelarsi un disservizio, un torto, uno sgarbo, un’offesa, un’ingiustizia. Alcune cadute, per quanto possano sembrare dolorose, sono utili, edificanti, formative, evolutive e profondamente stimolanti. In tal senso occorre imparare a lasciare cadere ciò che deve cadere. Questo vale per qualsiasi amicizia, relazione, rapporto, esperienza.

Prima o poi dovrete osservare la caduta di tutti i vostri amici, parenti, conoscenti.

La caduta di un bambino. La caduta di vostra madre. La caduta di vostro padre. La caduta del vostro amante. La caduta del vostro leader preferito. La caduta di una persona gravemente malata. La caduta del sistema sociale/politico//economico/religioso. E ovviamente la caduta del vostro ego.

Provate a lasciare che cadano, uno dopo l’altro. Per caduta mi riferisco a piccole cadute esistenziali, disdette, guai, problemi, fallimenti, che dietro al lato scoraggiante hanno un lato stimolante.

Il fallimento è un grande insegnante, a volte brutale, ma anche geniale.

Vi conviene accettare che tante volte non potete fare nulla per evitare un’inevitabile caduta. E il cadere non è mai stato un problema; il problema è l’incapacità di accettare la caduta, l’incapacità di rimanere a terra senza rialzarsi frettolosamente per perseguire (stupidamente) le storie dell’ego.

Guardate alla caduta come un colpo della realtà che tenta di mettere k.o.  l’ego di turno: in quest’ottica il cadere assume un significato totalmente diverso da quello che gli viene attribuito di solito. Vi sto dicendo che il vostro ego – come l’ego di chiunque altro – è destinato a cadere, perdere. E finché lo difenderete verrete brutalmente sbattuti a terra, in tutti i modi possibili, finché smetterete di difendere chi credete erroneamente di essere. E non occorre un premio Nobel per rendersene conto; basterebbe fingere un po’ di meno, dare un po’ meno credito al proprio intelletto e non aver fretta di rialzarsi per imporsi sulla realtà.

Lasciate che ciascuno cada, che fallisca, che finisca con il culo a terra e che sbatta la testa contro la scomoda verità. Quella è l’amara medicina che tutti prima o poi dovranno ingoiare. Se non gli piace fatti loro; alla prossima caduta reagiranno diversamente; e se non interferite con il vostro finto buonismo, lo faranno spontaneamente in risposta a un collaudato processo di maturazione interiore.

Tra l’altro, anziché preoccuparvi tanto delle cadute altrui, inizierei a pensare seriamente alla vostra prossima, inevitabile, ricaduta. Se fate fatica ad accettare la caduta esterna allora verrete estremamente traumatizzati dalla caduta interna, quella del vostro senso dell’io e allora sì che saranno cazzi amari.

(ZeRo)

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Ricordati di dimenticare

Non fidarti dei tuoi ricordi.
Tutti i ricordi sono falsi ricordi – o meglio false esperienze.
L’uomo comune crede che un ricordo corrisponda all’esperienza ricordata, ma un ricordo è sempre falso perché si tratta di una rappresentazione di un’esperienza e non della sua copia esatta.
Tutto ciò che credi di ricordare con estrema precisione è un falso ricordo, un prodotto virtuale, una simulazione, una manipolazione psico-emotiva.
Forse può sembrare una brutta notizia, eppure non è così.
Se tieni conto che la mente viene oberata da pesanti contenuti emotivamente debilitanti, allora il riconoscimento del falso ricordo è un’ottima notizia: ti abilita a prendere le distanze dalla tua presunta storia personale, a tagliare la corda dal passato, scordarti di ciò che non merita più la tua attenzione.
Se vuoi ricordarti di qualcosa allora ricordati di dimenticare.
La cosa più importante non è ricordare ma dimenticare.
Impara l’arte di dimenticare ciò che la mente tende a ricordare.
Dimentica ciò che gli altri credono di ricordare.
Dimentica tutto ciò in cui credi di credere e lasciati condurre dall’incredibile.
(ZeRo)

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Oltraggiate questo mondo, senza alcun timore

Andare oltre, significa anche essere talmente maturi, soddisfatti di sé e autonomi da riuscire a tagliare tutti i vecchi legami.
I lacci che vi tengono legati alla mente duale sono i pensieri, i giudizi, i ragionamenti sterili.
Gli attaccamenti che vi tengono legati al corpo sono i desideri carnali, la brama di sensazioni fisiche, il bisogno di emozioni forti, gli affetti futili, i sentimenti infantili.
Quando tagliate questi lacci riuscirete a spingervi facilmente oltre i vecchi limiti.
Tagliare i lacci della mente e del corpo significa sradicare qualsiasi forma di attaccamento. Cominciate con i piccoli attaccamenti materiali, le piccole abitudini a cui siete morbosamente affezionati, dopodiché, i grossi attaccamenti verranno via da soli. I piccoli attaccamenti sono come le viti che uniscono le ante principali di un armadio.
L’armadio corrisponde all’attaccamento mondano o corporeo.
Una volta che queste viti vengono rimosse una dopo l’altra, il che non richiede molta fatica, l’armadio crollerà da solo. L’armadio è anche sinonimo di ego: non appena si troverà in assenza dei soliti punti fermi (giudizi, desideri, fissazioni mentali, ossessioni, infatuazioni) esso crollerà da solo.
Lasciatelo crollare.
Non tentate di rimontarlo e di tenerlo in piedi, perché così facendo riassestate le vecchie tendenze e alimentate un’allucinazione più intensa di prima.
Quando vedete che è in procinto di crollare, lasciatelo alle spalle e andate semplicemente oltre.
Non fatevi ingannare dai nostalgici contenuti della mente.
Quando vi spingerete davvero oltre vi dimenticherete di tutti quei contenuti che adesso riempiono la vostra mente. Vi rammaricherete solamente di aver atteso così tanto prima di spingervi oltre.
Agli occhi di chi è legato al mondo, il vostro andare oltre sembrerà oltraggioso.
L’intelletto ordinario si sentirà oltraggiato.
L’ego si sentirà oltraggiato.
Il corpo stesso si sentirà ferito.
Moltissime persone, identificate solo con l’intelletto, o con il corpo, si sentiranno oltraggiate dal vostro nuovo atteggiamento.
In pratica l’uomo comune cercherà di scoraggiarvi, di farvi rimanere nel recinto in cui si trovano i vostri amici, i vostri parenti, i vostri colleghi, i vostri amanti, i vostri idoli.
Voi non dategli retta.
Spingetevi tranquillamente oltre l’opinione pubblica, oltre le rigide convinzioni, oltre le zone di comfort dell’umanità.
Oltraggiate questo mondo, senza alcun timore.
(ZeRo)

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Entra nel cerchio di ZeRo e lasciati dolcemente azzerare

Nel cerchio dello Zero non potrà mai accaderti nulla!

Rimani in questo cerchio e lascia che Zero annulli qualsiasi pensiero.

Lascia che lo Zero spazzi via qualunque illusione, neutralizzi qualsiasi paura, demolisca qualunque condizionamento,  disfi qualunque castello di sabbia mentale.

Nel cerchio dello Zero non c’è nulla da fare.
Tutto viene immediatamente fatto e disfatto.

Metti piede nel Campo Zero. In questo spazio vengono assolte tutte le tue colpe, i peccati, le trasgressioni, le minchiate che credi di aver fatto.

Non uscire da quello spazio aconcettuale, silenzioso, pacifico.

Appena esci da lì, ecco il caos, il samsara, le irrefrenabili tendenze involutive. Nel notare l’enorme contrasto tra lo spazio aconcettuale e il caos concettuale, verrai sempre più attratto dal cerchio Zero.

Quando metti piede nel cerchio dello Zero, vieni risucchiato in un magico buco nero che divora qualsiasi attaccamento. Strappa la paura dal cuore e la getta nel dimenticatoio.

Quindi perché aspettare?

Svelto!

Salta in questa condizione interiore, adesso.

Prendi questa decisione, una volta per tutte. E cerca di uscire il meno possibile da lì dentro.

Ma attenzione!

Lì dentro non guadagni nulla di speciale, non diventi un individuo migliore. Nel cerchio dello Zero perdi tutto, ma in compenso non hai più bisogno di niente.

Paradossalmente in quello spazio vuoto, privo di attaccamenti emotivi, i desideri vengono magicamente appagati senza neppure che tu lo desidera. Se esci da quella condizione, per rincorre le vecchie illusioni, sarai costretto a correre invano, disperarti come l’uomo comune, e quindi soffrire inutilmente – come al solito.

Lascia che la tua mente venga dolcemente domata, frenata, placata e infine annullata.

Lascia che il tuo io venga spazzato via.

Lascia che il condizionamento mentale venga azzerato.

L’azzeramento è già cominciato nel momento stesso in cui hai cominciato a intrattenere questa possibilità e hai lasciato che questi messaggi entrassero nel tuo sistema cognitivo.

Quando verrai assimilato dallo Zero, il tuo senso dell’io verrà disperso nello spazio, la tua mente verrà dissolta nell’etere.

Non resistere.

La resistenza è inutile.

Se avverti molta resistenza o se ti sembra che l’azzeramento non stia procedendo come si deve, rimani nei paraggi (fisicamente, virtualmente, con la lettura o l’ascolto) di qualcuno che è già stato azzerato.

P.S.

La brutta notizia è che l’azzeramento è irreversibile. Una volta che inizia non c’è modo di arrestarlo.

La bella notizia è che se non opponi inutili resistenze, il processo sarà rapido e indolore.

Garantito da ZeRo.

 

LIBRI DEL RISVEGLIO

Zen Azzerato, micidiali Koan sparati da ZeRo (messaggi brutalmente illuminanti) – Ebook + Audiolibro

Lettura vietata ai minorati mentali.

Se ci tenete alla vostra salute mentale, non leggete questo libro.

Se invece siete disposti a perdere il vostro psicolabile equilibrio, allora proseguite la lettura.

Ebook: https://payhip.com/b/Nj5W9

Audiolibro: https://payhip.com/b/kPvyL

Questo libro contiene bombe atomiche destinate a frantumare il vostro intelletto, polverizzare il senso dell’io, annientare il presunto senso di realtà.

Alcuni koan potrebbero violare i filtri morali del vostro sistema cognitivo.

Altri potrebbero involontariamente violentare il ridicolo personaggio con cui siete identificati.

Occorre dunque procedere con prudenza, moderando la lettura e rallentando la riflessione analitica.

Evitare di soffermarsi superficialmente e frettolosamente su troppi messaggi allo stesso tempo.

Ogni messaggio è stato concepito per provocare un cortocircuito interno al vostro sistema cognitivo.

Non garantisco l’illuminazione (chi può garantirla?), ma posso garantire che la vostra testa verrà cotta a puntino, fulminata, saetta dopo saetta.

Ogni vostra certezza verrà rasa al suolo… Ritrovandovi improvvisamente senza mente!

Buon azzeramento!

NOVITA’ 2022

PRIMA NOVITA’:
Sto preparando gli audiolibri delle mie trilogie.
L’audiolibro è un ottimo strumento di apprendimento perché – a differenza del libro –  può essere trasportato e ascoltato ovunque (mentre si guida, ci si muove, si cammina, etc.): in secondo luogo, la ricezione del contenuto avviene in modo più semplice, rapido, stimolante: un’altra ragione per valorizzare questo metodo di apprendimento è che il dialogo interno viene momentaneamente sospeso e rimpiazzato dalla nuova descrizione che viene immessa nel vostro sistema cognitivo.
Se non avete già letto i miei testi, vi consiglio di ascoltare ciascun audiolibro almeno una volta al mese, in questo modo gli insegnamenti potranno sedimentarsi a fondo nel vostro inconscio e di conseguenza sarà più facile assorbire i messaggi essenziali.
La stessa cosa vale per chi ha già letto i libri: in questo secondo caso l’audiolibro avrà lo scopo di farvi interiorizzare meglio i concetti chiave e farvi sperimentare direttamente il nocciolo di ciascuna trilogia.
L’audiolibro della prima trilogia (Risveglio dal sogno planetario) dovrebbe essere disponibile già da questo mese.
Le altre trilogie (Mente vuota in corpo pieno e Senz’io si vive da Dio) saranno disponibili nei prossimi mesi.
SECONDA NOVITA’
Il mese prossimo uscirà un nuovo ebook intitolato “Zen azzerato: micidiali koan sparati da ZeRo”.
L’ebook, come gli audiolibri, saranno disponibili soltanto nel mio store ( ZeRo – Payhip ).