Non riesci a smettere di fare qualcosa, mangiare, bere, fumare, scommettere, masturbarti? Prova a guardare agli effetti e chiediti se vuoi subirne le conseguenze

 

Ori ti mostrerò le foto di alcune persone, prima e dopo una dipendenza.

Non importa la dipendenza, l’importante è comprendere che avviene un mutamento che sfugge al proprio controllo.

La dipendenza più diffusa al mondo è quella del pensiero frenetico, incessante, costante; pensare sempre a se stessi, al passato, al futuro; preoccuparsi di chissà chi per chissà cosa.

Se ti dicessi che dietro qualunque dipendenza e qualunque ossessione si trova un’altra dipendenza primaria, la dipendenza dalla propria mente, prenderesti sul serio questo discorso?

Supponi che questa dipendenza dalla tua mente possa provocare un effetto simile a quello che vedi di seguito. In tal caso valuteresti diversamente il rapporto con la mente?

Tenteresti subito di disintossicarti dalla mente. E sarebbe la scelta più saggia, sensata, opportuna che tu possa fare.

Ti salveresti letteralmente la vita.

Ora guarda quali sono gli effetti concreti dell’ossessione mentale con se stessi, con la propria auto-immagine, con il proprio ego, con i giudizi, con le proprie illusioni o con le illusioni altrui.

Guarda cosa fa il parassita psichico.

Questa persona potresti essere tu, tra qualche mese.

Questo parassita non risparmia nessuno.

Ti consuma lentamente dall’interno.

 

Ma non deve necessariamente finire così.

Chiediti se vuoi fare quella fine…

 

Non fare l’idiota.

Se vuoi puoi essere più furbo di qualunque parassita, qualunque dipendenza, qualunque tentazione, qualunque ossessione. E questa libertà comincia con un piccolo passo dopo l’altro.

I binari della pura consapevolezza sono già tracciati.  Devi solo decidere quando seguirli. E prima o poi sarai costretto a seguirli.

(ZR)

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Papà, da dove viene la paura?

 

Non dimenticherò mai la domanda che un bambino di circa 8 anni fece in piscina a suo padre. Stavo camminando sul bordo vasca e ho sentito questo ragazzino chiedere: “Papà, da dove viene la paura?”.
 
Mi ha colpito il modo e il tono in cui ha posto la domanda. 
Il padre era completamente spiazzato, giustamente.
Scopri di avere un piccolo Buddha tra le mani, che all’anagrafe ha all’incirca 50 anni meno di te mentre sul piano evolutivo dimostra mille anni di saggezza in più.
Un domandone così, potente quanto un koan zen, sbattuto in faccia da un semplice ragazzino. 
Non in un monastero, in silenzio, meditando immobile, per anni, sopra un cuscino zazen, ma in piscina, in mezzo al baccano e al turbinio dei nuotatori.
Una domanda così profonda da parte di un bambino di 8 anni.
Il ragazzino magari, senza saperlo, era già in Mushin, in stato di Non-mente.
Chissà se il padre se n’è accorto…
Probabilmente no, perché per renderti conto dello stato di non-mente devi trovarti senza mente.
Per riconoscere un piccolo Buddha devi essere un Buddha.
 
♾️ ፚᏋᏒᎧ ♾️

Non-duality music remix (Non-dualità a ritmo di Jazz)

Simpatico remix musicale di messaggi sulla non-dualità, non-separazione, etc… L’accompagnamento musicale semplifica l’ascolto perché riduce la seriosità e la pseudo-resistenza dell’inconscio.

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DARE FUOCO ALL’UOMO DI PAGLIA

L’uomo di paglia ha la coda di paglia.
Poveretto, non è colpa sua, l’hanno disegnato così; hanno prestabilito che lui deve avere quel nome, quel cognome, quell’età, quel debito, quel peccato, quella colpa, quel dovere, quella responsabilità, quell’obbligo.
Ma tu non sei l’uomo di paglia.
Tu non sei l’attore sociale.
Quella recita non ti riguarda.
Tu non sei quella persona.
Tu non sei quel fantoccio.
I suoi attributi non ti riguardano.
Non attribuirti i suoi attributi anagrafici, sociali, culturali, linguistici, giuridici, civici, legali, burocratici.
Hanno inventato una strana lingua per fotterti il cervello.
La loro lingua è il legalese.
Che lingua è? Che senso hanno quelle idiozie legalizzate da perfetti sconosciuti?
E’ una lingua fatta apposta per non farti capire un cazzo, e a quanto pare ha ottenuto ottimi risultati sul genere umano.
Ma se lo capisci davvero, capisci che non c’è nulla da capire.
Dimentica il legalese… non è la tua lingua.
Si tratta della lingua con cui hai apparentemente firmato la tua schiavitù.
Non dare mai il tuo consenso, non annuire, non dire di comprendere la loro lingua, non dargli ascolto. Se ti chiedono di dichiarare qualcosa, tu non dichiarare nulla. Piuttosto fai scena muta, fingiti sordo-muto, oppure inventa qualcosa, fingi come loro, fingi meglio di loro.
Nega qualunque accordo che sembra esserci con quel mondo di fantocci.
Non sei tenuto a dire o a dare niente a nessuno. Mai. In nessuna circostanza.
E se tu non stai al loro gioco, loro sono fottuti. Per sempre.
Visto che hai a che fare con dei pagliacci in giacca e cravatta, e visto che è una fiction sociale, tanto vale fingere per bene, no?
I loro sono soltanto viscidi tentacoli con cui vorrebbero agganciare la tua fragile psiche.
Non farti agganciare psicologicamente.
Si tratta soltanto di uno spauracchio; misera paglia, scartoffie, carta igienica.
Si tratta di un enorme spaventapasseri costruito per terrorizzare e impagliare gli uomini e le donne di paglia.
Per millenni le coscienze addormentate hanno vissuto in un mondo di paglia, e da brave pecorone hanno mangiato paglia, hanno venerato la paglia, si sono sacrificate per un mucchio di inutile paglia, scodinzolando la loro stupida coda di paglia.
Cosa ti ha dato di concreto tutta quella paglia?
Non attribuirti nessuno degli attributi che il mondo, la società, la famiglia, gli amici, i conoscenti ti attribuiscono.
Non fare Fantozzi.
Non fare l’uomo di paglia.
Perché se fai l’uomo di paglia avrai la coda di paglia; sentirai una paura che non ti appartiene, ti verrà attribuita una responsabilità che non hai, una colpa che non è tua; ti verranno messe in bocca parole che non hai pronunciato, intenzioni che non hai avuto; debiti economici, religiosi, karmici, che non hai accumulato.
Se loro vogliono giocare all’uomo di paglia sono liberi di farlo.
Ma tu non sei più tenuto a identificarti con quel nome, quel cognome, quel ruolo sociale, quel ridicolo personaggio, quelle regole.
E se non sei l’uomo di paglia, perché continuare a pensare come lui?
Perché non dargli fuoco?
Se non sai da dove cominciare, inizia con la tua coda di paglia.
Dagli fuoco. Sbarazzati della paura che ti hanno messo addosso.
Tanto alla fine è solo paglia…
Quanto valore può avere un’esistenza fondata sulla paglia?
Quale senso può avere una vita fondata sulla paura?
Comincerai a vivere davvero soltanto quando darai fuoco alla tua fottuta coda di paglia.
( 【Z】【e】【R】【o】 )

I privilegi di essere 乙乇尺ㄖ

Trovarsi nei mie panni, cioè nei panni di nessuno, ha i suoi benefici.

Vediamoli:

  • Zero identità = non c’è il senso di essere qualcuno di particolare, e se sorge ha la stessa valenza di un peto. Quanta considerazione dai ai tuoi peti?

In un certo senso c’è un’altra opzione: fingere di essere chiunque pur sapendo di non essere nessuno di quei personaggi quotidiani.

  • Zero attivismo = non essendoci identificazione con un ridicolo personaggio sociale, non senti l’impellenza (civica, formale, burocratica) tipica dell’uomo comune. Gli inutili atti di perbenismo, finta cortesia, bon ton, retorica, formalità varie, finiscono tutti nel dimenticatoio. Potresti trattare un amico come un perfetto sconosciuto e viceversa: oppure potresti comportarti da straccione anche se sei un milionario o fare il milionario anche da straccione. Nel mio caso, te ne puoi sbattere persino del tuo atto di nascita, scartoffie varie, curriculum, etc.

  • Zero incantamento (o totale disincanto) = i tuoi organi sensoriali non riescono più a farsi stregare da nessuna forma, nessuna parola, nessun suono, nessuna apparenza esterna.

  • Zero preoccupazioni = per preoccuparsi di qualcosa in particolare bisogna essere qualcuno di particolare, oppure bisogna credersi il padrone/proprietario di ciò che ti preoccupa. Non puoi preoccuparti di qualcosa che non ti appartiene, non ti riguarda, non ti interessa. Questo vale per oggetti, persone, attività, relazioni. In questa condizione non si ha paura di perdere niente poiché non si possiede nulla. Al contempo, e qui sta il bello, pur non possedendo nulla si può usufruire di tutto.
  • Etc… Alcuni benefici sono tangibili altri intangibili (stati profondi di quiete, divina indifferenza, relax, spensieratezza).

E ovviamente il beneficio principale è il Risveglio dal sogno planetario, pur potendosi intrattenere con i fenomenali e ridicoli personaggi del sogno diurno.

P.S.

Se ci badate, alcuni benefici, letti superficialmente o con i criteri sociali dell’uomo comune, potrebbero costituire l’identikit di un criminale, un ladro, un folle, un mentecatto. Questo la dice lunga su come l’autorealizzazione può essere vista, considerata o percepita dal gregge umano. Dal loro punto di vista potreste essere una minaccia. E in effetti, agli occhi delle coscienze addormentate,  siete una minaccia; minacciate la loro finzione, la loro pseudo-realtà, le loro pseudo-sicurezze, la loro pseudo-felicità, le loro relazioni, le loro illusioni.

Dal punto di vista di chi vive in stato onirico/ipnotico/comatoso/catatonico, come l’uomo comune, il Risveglio è il nemico numero uno. Dunque siate felici di non avere tante pseudo-amicizie nel mondo dei sogni diurni. Siate contenti di essere il nemico numero uno delle coscienze addormentate: vuol dire che vi state muovendo nella giusta direzione.

E ricordate che alla fine i benefici (del Risveglio) superano i rischi (dello stato allucinatorio/ipnotico/comatoso/rincoglionitivo).

( ຊēr໐ )

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Per sessioni private contattatemi a: https://risvegliodalsogno.wixsite.com/risveglio

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Il miraggio dell’illuminazione e altri errori concettuali di Karl Renz traduzione di Isabella di Soragna

Pdf gratuito: ilmiraggio.pdf (isabelladisoragna.com)

 

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Bruciare l’attaccamento al denaro

 

Prendi una banconota (da 5 euro – o se sei benestante da 50, 100, 200 €).
Brucia la banconota. Guardala mentre va in fiamme e osserva la reazione dell’inconscio. Osserva la reazione per qualcosa di importante che sta andando in fumo davanti ai tuoi occhi.
Dando deliberatamente fuoco a qualcosa che sembra avere valore stai mandando un messaggio all’inconscio.
In questo caso è come se gli dicessi: posso bruciare tutte le banconote che voglio perché posso avere tutte le banconote che voglio. E viceversa.
Ma questo non è l’unico (e principale) scopo di questo atto da piromane spirituale.
La banconota è soltanto un simbolo – può trattarsi di qualsiasi altra cosa.
Rappresenta un attaccamento come un altro.
Ciò che alla fine dovrebbe andare in fumo dovrebbe essere il tuo stesso attaccamento.

Avrai il coraggio di dare fuoco ai tuoi attaccamenti mentali/affettivi/sentimentali/virtuali senza bruciarti?

👁️‍ Ƶ€ᖇσ 👁️‍

Ed estinzione sia…

La folle folla ti dice:
Puoi scegliere di unirti al nostro mondo artificiale oppure puoi insistere, testardo, che… cosa?
Che dovremmo ripensare il modo in cui il mondo intero gestisce le sue faccende?
Mai!
Che dovremmo ricominciare da zero?
Te lo scordi.
Che dovremmo riconoscere la fiction umana e rompere i nostri incantesimi?
Che tu sia maledetto… piuttosto scegliamo l’estinzione.
Ed estinzione sia.
(ZR)

Cosa farfugliano le coscienze addormentate?

Ovunque, davanti, dietro, intorno, senti pronunciare incantesimi.
Ma adesso hanno perso il loro potere.
I sonnambuli farfugliano qualcosa:
“Tu sei… blah-blah… io sono… blah-blah… la storia è… blah-blah… il mondo è… blah-blah”.
Ti accusano di non essere più chi dovresti essere; di non ragionare, parlare, recitare bene come loro.
Ma tu non riesci più a capirli.
I tuoi occhi diventano più lucidi e vedi che lì non c’è nulla da vedere, nulla che merita la tua attenzione.
E tu, con pacato disinteresse e sereno disincanto, accenni soltanto un semplice sorriso.
(ZeRo)

La cospirazione contro la razza umana – di Thomas Ligotti

Nell’opera “La cospirazione contro la razza umana” di Thomas Ligotti il cattivone di turno, il criminale, il cospiratore, l’aguzzino della tragica vita umana non è una soprannaturale forza maligna, non è Satana, non è un gruppo di alieni, non è il governo oscuro, non sono gli Illuminati, non è l’intelligenza artificiale di Terminatornon sono gi Arconti, non è il Demiurgo.
Il carnefice siete proprio voi stessi, o meglio la vostra stessa coscienza.
La sua tesi, per quanto discutibile, merita almeno una piccola riflessione. Buffo il contrasto di quel punto di vista con quello di chi loda la magnificenza della “Coscienza”. 
Ma al di là di quei due punti di vista, il due si sa già dove porta…
 
Fatta questa premessa, vediamo un estratto del libro di Ligotti.

Nel capitolo intitolato “Zombificazione”, Ligotti cita il filoso norvegese Zapffe e arriva a due centrali conclusioni riguardo ai problemi dell’umanità. La prima è che la coscienza era andata troppo oltre per essere un attributo tollerabile dalla nostra specie, e minimizzando questo problema siamo costretti a minimizzare la nostra stessa coscienza. Tra i tanti e vari modi in cui questo può essere fatto, Zapffe sceglie di dedicarsi a quattro principali strategie:

ISOLAMENTO. Per non vivere precipitando nella trepidazione, isoliamo i fatti terribili dell’essere vivi, relegandoli in un remoto comparto della nostra mente. Sono i nostri lunatici coinquilini che vivono nell’attico e la cui esistenza neghiamo in una cospirazione silenziosa.

ANCORAGGIO. Per stabilizzare le nostre vite nelle acque tempestose del caos, cospiriamo per ancorarle in verità metafisiche e istituzionalizzate – Dio, Moralità, Legge naturale, Patria, Famiglia – che ci inebriano facendoci sentire solenni, autentici e al sicuro nei nostri letti.

DISTRAZIONE. Per evitare che le nostre menti riflettano sugli orrori del mondo, le distraiamo con un mondo di frivolezze e altra robaccia effimera. Il metodo più efficace per agevolare la cospirazione è l’impegno continuo, e chiede soltanto che le persone non perdano di vista l’obiettivo: i loro televisori, la loro politica estera, i loro progetti scientifici, le loro carriere, il loro posto in società o nell’universo ecc…

SUBLIMAZIONE. Dovremmo annullare la paralizzante paura da palcoscenico per ciò che potrebbe accadere anche ai corpi e alle menti più solide, e sublimare le nostre paure facendone un’aperta esposizione. Secondo Zapffe, la sublimazione è la tecnica utilizzata più di rado per cospirare contro la razza umana. Mettere in scena sia le devianze sia le abilità è ciò che i pensatori e gli artisti fanno quando riciclano gli aspetti della vita più penosi e snervanti in opere dove i peggiori destini dell’umanità vengono presentati sotto forma di intrattenimento estraneo e stilizzato. In così tante parole, questi artisti e pensatori confezionano prodotti che offrono una fuga dalla nostra sofferenza, attraverso una sua simulazione artefatta – una tragedia o una distrazione filosofica, per esempio.

In pratica questi stratagemmi sono dei tentativi per perdere coscienza di sé, come ubriacarsi, drogarsi, stordirsi in tutti i modi possibili per non pensare o non sentire la presenza di un lancinante dolore fisico/emotivo/sentimentale, un trauma o un semplice disagio passeggero.

Naturalmente, le teorie cospiratorie talvolta stuzzicano l’attenzione delle persone assennate, ma quando ciò avviene esse le trattano con diniego e scetticismo. È meglio immunizzare la propria coscienza da ogni pensiero orribile e spaventoso, così da poter continuare a vivere o sopravvivere e riprodurci come esseri paradossali – marionette che parlano e si muovono apparentemente da sole.

Come dire:  «Tenetevi per voi i vostri pensieri sconvolgenti. Nessuno vuole ascoltare quelle ansie che teniamo chiuse dentro di noi. Soffocate l’urgenza di andare in giro a raccontare a tutti le vostre sgradevoli scoperte e le vostre brutte rivelazioni. Seppellite i vostri dubbi sulla magnificenza dell’umanità e non lasciate tracce. E assicuratevi di continuare a tirare avanti pieni di ottimismo oppure andremo avanti senza di voi».

Questo è lo slogan strombettante della società.

L’alternativa, cioè un approccio più critico o meno ottimistico nei confronti della coscienza umana, verrebbe tacciato di maldicenza, pessimismo, calunnia, ostilità ai danni del genere umano.

Guai a chi tocca e mette in crisi la coscienza dell’uomo. Guai a chi ferisce il suo ego. Guai a chi considera l’uomo alla stregua di una semplice marionetta. Guai a chi mette in discussione la realtà, il valore, il significato del suo mondo.

(ZeRo)