Video Alchimia Trasformativa con Salvatore Brizzi


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18 Modi per Gestire meglio l’energia del quotidiano


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COME EVITARE LA PERDITA / BLOCCO DELL’ ENERGIA VITALE…


I miei nuovi blog:

1) https://trilogiazero.wordpress.com/

2) https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/

Senza energia non si raggiunge nessun obiettivo, senza energia non si risolve nessun problema.

E con poca energia tutto procede molto più lentamente….

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Dobbiamo quindi chiederci : dove e quando perdo e blocco inutilmente energia ?

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PERDIAMO / BLOCCHIAMO ENERGIA QUANDO:

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– NON ACCETTIAMO lo stato di ciò che è

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– ALIMENTIAMO abitudini e sentimenti negativi, sensi di colpa… non sappiamo accettare persone, situazioni, i nostri sentimenti o il nostro passato

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– LOTTIAMO, SEPARIAMO, CI OPPONIAMO, CREIAMO conflitti

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– TRATTENIAMO, NON LASCIAMO ANDARE, SCORRERE, FLUIRE il dispiegarsi degli eventi e quindi il corso naturale della vita

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– ci facciamo PARALIZZARE, IMMOBILIZZARE, FRENARE, IRRIGIDIRE dalla PAURA

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– giudichiamo (senza saper ACCETTARE), CRITICHIAMO, paragoniamo, confrontiamo, spettegoliamo, VITTIMIZZIAMO, INCOLPIAMO, la prendiamo sul personale, ci arrabbiamo e CONDANNIAMO

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– compiamo SFORZI ECCESSIVI, bruschi movimenti corporei

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– ci lasciamo TRASCINARE, TRAVOLGERE da troppe fantasie, desideri, aspettative, vizi, convinzioni, ideologie

 

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VOI SIETE IMPORTANTI? (1° parte)


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2° Cap. del mio libro “Agisci Ora” Leggi il seguito di questo post »

SEMPLICITà CONSAPEVOLE


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LA VITA E’ UNA MONTAGNA DA SCALARE ?


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Hai iniziato alla grande!

Sei dentro al gioco! Stai scalando per raggiungere le tue vette – che magari non sono nemmeno tanto alte – ma sono le tue vette, quelle che contano per te e dunque, sono tutto per te!

Tanti te l’hanno detto che la strada è in salita, che bisogna darsi da fare – qualsiasi cosa fai, che solo i migliori arrivano, che il cammino è duro, irto di pericoli, che ci vogliono braccia forti, allenamento duro, costanza, applicazione, sudore, ripetizioni, ambizioni da saziare… ed il tutto condito da una bella dose di sale della dea bendata, senza la quale non si riesce a fare niente!

E tu ci sei, stai seguendo tutto alla perfezione: Leggi il seguito di questo post »

I BENEFICI DI QUANDO SMETTI DI FARTI LE SEGHE MENTALI…


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Quando finirai di identificarti con Leggi il seguito di questo post »

LE OTTO REGOLE PER MORIRE PRESTO


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Norme per i dirigenti che non amano la vita

1. Metti sempre il tuo lavoro al primo posto e la tua persona al secondo.
2. Fa il possibile per andare in ufficio anche di sera dopo cena, nel pomeriggio del sabato e nei giorni festivi. Leggi il seguito di questo post »

I cinque strati dell’«inconscio»


In una lezione tenuta il 7 aprile 1973, Assagioli ci ricorda che “inconscio, cosciente sono ‘aggettivi’, sono cioè condizioni temporanee di un fatto psichico”. Questo va tenuto ben presente quando si cerca di comprendere la distinzione assagioliana tra inconscio inferiore, medio, superiore e collettivo. Al di là dell’accettazione o meno di questa terminologia assagioliana, è bene rimarcare che l’inconscio non è una sostanza, un’entità! É solo ciò con cui non siamo in contatto, qui e ora.
Cerchiamo di osservare i vari strati inconsci, penetrando profondità sempre maggiori.

Senz’altro lo strato più superficiale è rappresentato dal cosiddetto «preconscio», vale a dire tutto ciò di cui possiamo facilmente essere consapevoli ponendovi una certa attenzione. Ad esempio, quando è il momento, posso ricordarmi facilmente il mio indirizzo abitativo, che, normalmente, mi è inconscio. Come potremmo mai essere continuamente consapevole di tutte le nozioni e i ricordi della nostra esistenza? La mente andrebbe sicuramente in tilt.

Ad un livello appena un po’ più profondo vi è l’«inconscio comportamentale», cioè la maschera, i modi di fare e i comportamenti relazionali con i quali ci esibiamo al mondo e di cui siamo abitualmente inconsapevoli. Ciò costituisce una serie di tratti che costituiscono la struttura del nostro carattere, uno schema rigido e fissato fin dalla fanciullezza. Il carattere costituisce il nostro meccanismo difensivo per eccellenza, cioè il modo in cui poniamo una barriera fra noi e il mondo in modo da non sentirsi vulnerabili o indegni di amore.
É ovvio come siamo in grande difficoltà a diventare consapevoli di questa struttura (anche quando ad un occhio esterno sia perfettamente visibile), perché riconoscerla vorrebbe dire mettere in discussione ciò su cui fondiamo l’intera nostra vita relazionale e sociale… perderemmo improvvisamente il terreno sotto i piedi e dovremmo affrontare aspetti di noi che non abbiamo mai avuto il coraggio di affrontare.

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INIZIARE A CAMBIARE IL SISTEMA…



METTIAMO IN GIOCO LE NOSTRE RISORSE PERSONALI


Un atteggiamento di passività molto diffuso e incoraggiato da chi vuole controllare le masse è quello di suggerire, esprimere la propria opinione o preferenza in maniera coinvolta però non investire tempo ed energie per realizzare ciò che si vuole ottenere, aspettandoci che ci sia qualche altra entità che lo faccia per noi.

Le idee e i suggerimenti sono utili, ma non sono sufficienti se prima non si affronta il problema principale: mancano le risorse per attuare le iniziative etiche e civili su scala nazionale.

Non bisogna lamentarci e poi aspettare che ci sia qualcun altro che impieghi il suo tempo, le sue risorse e le sue energie per pensare, coordinare e costruire un alternativa migliore a ciò che non ci piace.


Smettiamo di pensare che ci sia qualche altra persona con chissà quali altre energie che accetti i nostri suggerimenti per impegnare le sue risorse al posto nostro. Smettiamo di pensare che sia sufficiente influenzare la promessa di un politico con il nostro voto e poi aspettare che sia lui ad amministrare le nostre risorse collettive.

 

Ci siamo abituati a “suggerire di fare qualcosa” invece di “fare” qualcosa”, non creiamo nulla, costruiamo a favore di un iniziativa.

Siamo diventati come dei telespettatori curiosi, sempre pronti a dire la nostra opinione, a criticare, ad arrabbiarci, ma non agiamo mai a favore della creazione di un modello migliore di quello che critichiamo.

C’è bisogno di “fare”, non solo di “suggerire ad un altro”, finché non impariamo a mettere in gioco le nostre risorse personali per le cose che vogliamo vedere realizzate non sarà possibile un cambiamento su ampia scala.

COME FARE?:

Bisogna iniziare a dedicare tempo ed energia per quello che vogliamo creare, come facciamo quando lavoriamo, anche senza avere ritorno economico.

 

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