TAFTI LA SACERDOTESSA – CAPITOLO 8, 9, 10

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ANTEPRIMA Cap. 8 – COME GESTIRE LA TRECCINA

Già ci siamo, su, forza, veloci, miei piccoli infelici, eccoci giunti  alla nuova lezione. Prima, però, ripetiamo quello che abbiamo  già studiato.

◊ L’intenzione ha due centri: uno interno e l’altro esterno. 

 ◊ L’interno si trova nella fronte, l’esterno è sulla punta della  treccina. 

◊ L’intenzione interna risponde delle normali azioni nel  fotogramma in corso.  

◊ L’intenzione esterna è in grado di muovere il fotogramma  futuro, di impostare la realtà.  

Insomma, volete o non volete imparare ad impostare la realtà?  Certo che lo volete. E allora abbiate la pazienza di ascoltare.

 Supponiamo cha abbiate un sogno nel cassetto. Nel nostro  repertorio folcloristico per questi casi si ha un detto: “sognare  non fa male a nessuno”, frase che allude inoltre al fatto che  sognare è assolutamente inutile. Quest’affermazione sta forse a  significare che lo stupido proverbio è giusto, e i miei mocciosetti  non abbiano nulla in cui sperare?

Dunque, perché i sogni non si avverino ve lo spiegherò nella  prossima lezione, mentre ora passeremo direttamente alla  tecnica. Prima fate, poi capirete. Per voi così è meglio. Allora  ascoltatemi attentamente.

Primo: svegliatevi e entrate nel punto di consapevolezza.

Come al  solito, dite a voi stessi: vedo me stesso e vedo la realtà.

Secondo: attivate la treccina.

La sentite… eccola.

Non appena le  si presta attenzione, eccola che si alza immediatamente  inclinandosi verso la schiena e che si attiva.

 Terzo: senza distogliere l’attenzione dalla treccina, immaginate  una scena del futuro. Con pensieri, parole, sullo schermo, come  vi viene meglio. Impostate la realtà.

Potete notare che quando attivate la treccina i vostri occhi  entrano in una modalità diversa. Provate a sentirli: ecco, avete  alzato la treccina…. cosa succede agli occhi?

Si aprono  leggermente ed è come se iniziassero a irradiare. Ecco, questa è  la vostra nuova modalità di funzionamento, insolita per voi.  Prima guardavate solo il film esterno e ne eravate assoggettati.  Adesso invece siete in grado di girare le vostre pellicole.

Ancora una volta ripeto come bisogna fare: dovete svegliarvi,  prestare attenzione alla vostra treccina, e poi, senza perdere il  contatto con essa, dovete rappresentare sul vostro schermo la  realizzazione di un evento desiderato. Così facendo illuminerete  il fotogramma futuro ed esso finirà per incarnarsi nella realtà. In  seguito imparerete a compiere ciò in un istante, in un solo  movimento.

La treccina funziona alla stregua di un proiettore  cinematografico. Potete far girare quanto volete sullo schermo  interno i vostri desideri e i vostri sogni ma scarsa sarà l’efficacia,  sarà come girare a vuoto.

Il proiettore funziona a pieno regime  nel momento in cui i vostri pensieri, le vostre parole e le vostre  immagini provengono dal centro esterno dell’intenzione.  Pertanto, se non vi accontentate di sguazzare solo nei pensieri ma volete lavorare sulla realtà, attivate la treccina.

ANTEPRIMA CAP. 9 – L’ILLUSIONE DELL’AZIONE SCENICA

Ricordiamo  cosa bisogna fare:

◊ Svegliarsi, attivare la treccina e, mantenendosi in contatto con  essa, impostare la realtà.  ◊ Che in ciò si riesca o meno, dipende dalla vostra accettazione o  non accettazione di ciò che sta accadendo. 

 ◊ Per voi è possibile solo ciò che si inscrive nel modello della  vostra visione del mondo.  

Siete strutturati in modo piuttosto primitivo. A voi non potrebbe  succedere nulla che non sia incluso nelle vostre rappresentazioni  del mondo e di voi stessi. In un sogno succede l’incredibile solo  perché la criticità della valutazione è ridotta. Nella realtà ad occhi  aperti, al contrario, tutto è rigorosamente sottoposto a verifica  rispetto a un modello accettato. Pertanto la vostra capacità di  muovere il fotogramma dipende da quanto permettete  incondizionatamente l’esistenza di questa possibilità o da  quanto ne dubitate.   

Semplici “miracoli” vi riusciranno facilmente. Avrete successo  con tutto ciò che è coerente con la vostra esperienza quotidiana,  di tutti i giorni. La vostra esperienza è proprio quello stesso  modello di cui si diceva. Ma per movimenti più complessi del  fotogramma, vi sarà necessario una nuova configurazione. Uffa,  mi tocca ripetervi sempre le stesse cose, molte volte, di nuovo,  ancora e ancora, finché non arriverete a capire. E se alla fine  comunque non capirete, ordinerò che vi taglino la testa. Non ho bisogno di gente come voi!    Va bene, su, forza, non piangete, miei poveri miserelli, ascoltate  ancora. Una volta ho pronunciato questa frase: la sceneggiatura  vi trascina lungo un film che non avete scelto voi. Il film è, in  parole povere, la vostra linea della vita, mentre la sceneggiatura è  il destino. E voi non solo non scegliete il vostro destino, ma  addirittura non provate nemmeno a cambiarlo, anche se  potreste.    Invano vi lasciate consolare dalla speranza che il destino, per  quanto sia predeterminato, sia comunque nelle vostre mani.  Nella realtà dei fatti le cose stanno molto peggio. Siete trascinati  da una sceneggiatura tutt’altro che flessibile. Vi sembra solo di  agire a vostro piacimento ma in realtà si tratta di un’illusione,  verosimile ma pur sempre illusione. Illusorio può essere non  solo ciò che vedete, ma anche ciò che fate. È un’illusione che  non siete in grado di riconoscere perché ci siete dentro  costantemente.  

Vi ricordate che abbiamo parlato dei manichini dei sogni?

 I  manichini vivono nelle immagini dei vostri sogni proprio come i  personaggi di un film, impressi una volta per sempre sulla  pellicola. Quando guardate un sogno, i manichini si muovono.  Quando guardate un film, i personaggi prendono vita. Ma una  volta che il sogno o il film finiscono, tutti i personaggi si  fermano, diventano immobili, fino a un’eventuale prossima  visione o per sempre.    Cosa pensate, secondo voi i personaggi di un film o di un  videogioco capiscono di essere in un film e che voi li state guardando?

 No. I manichini dei vostri sogni si rendono conto che voi li state vedendo in sogno? 

Certo che no. 

E allora chiedo a voi: voi stessi, chi siete voi, lo sapete? 

ANTEPRIMA

CAP. 10 – COME USCIRE DALLA TRAPPOLA

◊ C’è l’illusione dell’immagine e c’è l’illusione dell’azione scenica.

◊ L’azione scenica non è ciò che fate ma ciò che vi accade. 

◊ Non siete voi a vivere la vostra vita, ma è la vita che vi accade.  

◊ Vi trascina una rigida sceneggiatura

◊ Siete liberi nei vostri sogni e nelle vostre fantasie, ma non siete liberi nella scelta del destino.

Che altro posso dirvi per offendervi ancora un po’? Vi ricordo la

tesi chiave dell’ultima lezione: potreste avere l’impressione di 

essere i padroni di voi stessi e di agire in modo consapevole. In 

realtà vi rendete conto di voi solo nel momento in cui vi ponete la 

domanda su chi siete. Nel resto del tempo la vostra coscienza è 

addormentata ed è sottomessa a una sceneggiatura esterna. 

Di conseguenza la capacità di rendervi conto di voi stessi per il 

tempo di un istante non vi libera dalla sceneggiatura. Siete 

personaggi all’interno di un film, e ciò è al contempo la vostra 

illusione e la vostra trappola. Indipendentemente da ciò che 

pensate di voi stessi, voi siete là e la trappola vi tiene nelle sue 

maglie. 

Cosa vi impedisce di uscirne? Principalmente tre cose:

  1. L’ignoranza del fatto che siete personaggi.

  2. Riflessi psichici istintivi del genere “le antenne di chiocciola”.

  3. Il vostro modello, limitato dai confini del possibile e dell’impossibile.

Fine Anteprima

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