PRATICA SPIRITUALE?

 

“Che cos’è chiamato pratica? Pensare soltanto a Quello, parlare di Quello, conversare di Quello l’un con l’altro, suprema dedizione a Quello soltanto – questo è chiamato abhyasa o pratica dal saggio.

Quando il proprio intelletto è saturato di bellezza e beatitudine, quando la propria visione è vasta, quando la passione per i godimenti dei sensi è assente – quella è pratica spirituale.

Quando si è fermamente stabiliti nella convinzione che questo universo non è mai stato creato e perciò non esiste come tale e quando pensieri come “questo è mio, questo sono io” non sorgono affatto – questa è abhyasa o pratica.

È allora che l’attrazione e la repulsione non sorgono; il sopraffare l’attrazione e la repulsione con l’uso della forza di volontà è austerità, non saggezza”

– Yoga Vasistha

Il termine ‘Pratica’ Spirituale può avere innumerevoli significati: disciplina, dedizione, perseveranza, ‘lavoro esoterico o lavoro interiore’, consapevolezza della nostra vera natura, graduale presa di coscienza della Realtà, incessante attenzione, lucidità ininterrotta, pazienza, fiducia nell’insegnamento ricevuto.

Paradossalmente anche il ‘non fare’ – inteso come il non agire (stupidamente, meccanicamente, inconsciamente) – è una pratica; il non parlare a vanvera è una pratica; non intrattenersi con le persone sbagliate nei luoghi sbagliati è una pratica.

 

In sostanza praticare vuol dire servirsi di tutti i mezzi utili al raggiungimento di uno Scopo Superiore (quiete, pace interiore).

I mezzi utili a questo Scopo Superiore sono infiniti.

Oltre a quelli già accennati, possono rappresentare dei mezzi utili il prolungato silenzio interiore, la meditazione, le discipline come Qi Gong.

Il “non giudicare” è un mezzo utile.

La pace interiore è un super–mezzo, sebbene difficile da mantenere, una volta sviluppato diventa potentissimo.

Non dare espressione a cattive abitudini o ad emozioni corrosive è una pratica alla portata di tutti.

Non farsi condizionare dai propri pensieri o dalle opinioni altrui è un’altra pratica alla portata di tutti.

Non fingere, non mentire, essere sinceri, schietti, autentici può essere una pratica per accelerare la maturità interiore.

Aiutare gli altri, mettersi al servizio di un ideale, la gentilezza, la compassione, la pazienza sono anch’essi mezzi che favoriscono la maturità interiore.

 

Se volete potete guardare tutti questi mezzi come dei bonus: più ne avete, più salite di livello.

Tratto da Risveglio dal sogno planetario – Vol. Pratico

(ZeRo)

Per sessioni private contattatemi a: https://risvegliodalsogno.wixsite.com/risveglio

 

Il passo dalla ‘fede biblica’, alla fede nuziale, e alla fede mass-mediatica è brevissimo.

La sospensione dell’incredulità avveniva nella preistoria e si verifica tuttora nella coscienza di miliardi di persone.

Il passo dalla ‘fede biblica’ alla fede nuziale e alla fede mass-mediatica è brevissimo.

Miliardi di persone sospendono ogni giorno la propria consapevolezza per godersi una messinscena, proprio come se fosse reale.

Lo fanno con i romanzi. Lo fanno con i film. Lo fanno con la realtà virtuale. E ovviamente lo fanno con il mondo quotidiano.

Miliardi di esseri umani sospendono la loro lucidità in modo da dare continuità alla loro sceneggiata quotidiana.

Lo ripeto: per dare continuità alle loro finzioni quotidiane, devono sospendere la consapevolezza.

Sospendere la consapevolezza significa FINGERE che una finzione sia vera.

Si tratta di un meccanismo semplice da capire ma difficile da disinnescare.

Essendo abituati a dare tutto per buono, ad accettare qualsiasi finzione come veritiera, gli individui non sono più in grado di reinnestare la propria consapevolezza.

In quella condizione di sospensione della consapevolezza sono come storditi, assonnati, intontiti, tramortiti, rintronati, lobotomizzati.

La coscienza dell’uomo comune è frastornata, assonnata, rincoglionita. Proprio per questo si fida di tutte le apparenze esterne.

Ripone una fede cieca in questo mondo di apparenze.

Ripone fiducia nel falso, nella menzogna, nella fregatura; e quando viene fregata soffre; e quando soffre, sapete cosa fa?

Ripone di nuovo fede nella medesima fregatura, nel medesimo sistema ingannevole.

Purtroppo la mente ordinaria è fatta così e se leggete questo blog dovreste averla già riconosciuta. L’aspetto su cui vorrei soffermarmi oggi è l’ammontare di fede che viene riposta nella finzione.

Se quell’enorme quantità di fede venisse ritirata (anche per pochi istanti), il Sistema ingannevole crollerebbe all’istante.

Non parlo di fede religiosa, ma di fede mass-mediatica, scolastica, culturale, politica, calcistica, etc.

Quella fede è la stessa fede con cui le persone si bevono le menzogne del sistema religioso o quelle del proprio sistema cognitivo.

Quella fede ingenua è caratterizzata da un atteggiamento trasognato, facilone, acritico, infantile. Eppure, sebbene vi sia dell’ingenuità, si tratta comunque di energia e in quanto tale può essere più o meno potente.

Provate a re-indirizzare la vostra fiducia, a spostarla anche di pochissimo, e vedrete quante variazioni possono avvenire.

Togliete una piccola dose di fiducia qua, mettete una piccola dose di fiducia là, e i parametri del sistema vengono capovolti.

Tutti voi, in un modo o nell’altro, avete fede in qualcosa o qualcuno.

Se volete potete ridistribuire l’energia della vostra fiducia quotidiana.

Cominciate subito a togliere la fiducia da ciò che non merita più fiducia.

Date fiducia a ciò che merita davvero fiducia.

Le fregature non meritano fiducia.

I ciarlatani non meritano attenzione.

I vaniloqui non meritano fiducia.

Le abitudini deleterie non meritano energia.

I contenuti virtuali non meritano la tua fiducia.

Insomma, il 90% del mondo non merita fiducia.

Il 90% della vostra stessa mente non merita fiducia.

Imparate a riporre fiducia in quel 10% che merita più fiducia.

E vista l’enorme discrepanza, non dovete sforzarvi di trovare qualcosa di affidabile. Lo potete intuire per differenza, riconoscendo il divario.

Piuttosto che cercare disperatamente ciò che merita la vostra fiducia, fate il contrario, limitatevi a riconoscere ciò che in effetti non è affidabile.

Per esclusione, la fiducia si sposterà da sola e verrà automaticamente riposta in qualcosa d’altro, dal noto passerà all’ignoto.

Il noto sistema sociale ha mostrato la sua inaffidabilità.

Il noto sistema cognitivo ha mostrato la sua fallacia.

Insomma il noto ha dimostrato la sua inaffidabilità, ora affidatevi all’ignoto.

Lasciate che quel qualcosa di affidabile rimanga ignoto. Sapete che c’è, ma non dategli un nome. Seguite gli indizi dell’ignoto. Gli indizi dell’ignoto sono tracce senza nome, opere senza firma, manifestazioni espresse senza un “perché”, gesti compiuti senza importanza personale, atti senz’io.

(ZeRo)

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Opere di ZeRo: https://payhip.com/ZeRoVe

 

 

Lasciati sverginare dalla Verità. Lasciala venire dentro di te… e lascia che il tuo ego venga stuprato dalla Pura Consapevolezza

 

Lasciate che questi messaggi penetrino in voi

Lasciatevi inseminare dalla pura consapevolezza

Lasciate che lo sperma della Verità vi venga dentro

Lasciate che la saggezza vi venga in mente, quotidianamente

Lasciate entrare la conoscenza profonda
Lasciatela eiaculare in abbondanza
Lasciatela venire senza protezioni
Lasciatela entrare senza preservativi mentali
Lasciatela sverginare la percezione sottile

Lasciatela stuprare il vostro ego
Lasciatela oltraggiare il vostro io
Lasciatela disonorare il vostro intelletto
Lasciatela violentare quella baldracca di maya
Lasciatela scuotere i vostri sogni

Lasciatevi possedere senza fare resistenza
Lasciatevi stantuffare fino a perdere i sensi
Lasciatevi sbattere fino a perdere coscienza
Lasciatevi azzerare dalla petite mort
Lasciatevi riempire dall’orgasmo dell’universo

(ZeRo)

tratto dal mio ebook “Zen azzerato: micidiali Koan sparati da ZeRo“.

Schiaffoni di Non Dualità – Paul Hedderman riformulato da ZeRo

Schiaffoni di Non Dualità – Paul Hedderman riformulato da ZeRo

Ebook: https://payhip.com/b/8IHec

Questo volume propone una riformulazione dei messaggi più interessanti di Paul Hedderman. 

I vari concetti sono stati tradotti, rielaborati ed estesi da ZeRo. 

Alcune espressioni come stato senz’io, sogno planetario, mondo delle apparenze, etc., fanno parte del mio frasario e servono per espandere le esemplificazioni di Paul. 

Per chi non conoscesse Paul, il suo canale youtube si chiama ZenBitchSlap. 

 

TERZA INTRODUZIONE DIRETTA ALLA TUA VERA NATURA: ENERGIA INDIFFERENZIATA

 

Nelle precedenti trilogie (Risveglio dal sogno planetario e Mente Vuota in Corpo Pieno) ti ho introdotto alle prime qualità innate della tua mente: luminosità e vacuità.
In questa terza trilogia verrai introdotto alla tua terza qualità innata, l’energia illimitata e indifferenziata.

Illimitata significa che non può essere limitata da qualcosa di limitato, come ad esempio il corpo fisico. Il corpo – come qualsiasi altro oggetto finito – può contenere soltanto alcuni aspetti dell’infinito: qualsiasi tentativo di de-finire l’infinito sarà fallimentare.

Indifferenziata vuol dire che non fa differenze tra destra/sinistra, giusto/sbagliato, superiore/inferiore.

L’energia illimitata e indifferenziata che c’è in te vorrebbe fluire liberamente in ogni direzione, sperimentare qualsiasi cosa, provare qualunque esperienza, esprimersi in qualunque modo, esplorare qualsiasi possibilità.
Solitamente quest’energia illimitata viene limitata, frenata, ostruita, trattenuta da tutta una serie di filtri mentali, sia individuali (pregiudizi, paranoie) che collettivi (norme sociali, tabù, superstizioni, dogmi, convenzioni, abitudini).
Affinché questa energia scorra in modo naturale dovresti imparare a lasciar fluire l’energia oltre i limiti imposti dalla mente ordinaria (“io devo”, “io non posso”, “non sarebbe giusto”, “dovrei evitare”) .
Cosa accadrebbe se la tua energia fuoriuscisse dalle dighe del tuo intelletto?
Perché non lasciare almeno per una volta che l’energia vitale irrompa liberamente dentro e fuori di te?

Per sapere se la tua energia si sta muovendo liberamente, in modo indifferenziato, ti basta valutare le tue inibizioni.
Laddove vi è una proibizione morale, basata ad esempio sull’idea di peccato, stai pur certo di trovare un blocco energetico.
Il tuo compito è quello di sboccare quest’energia indifferenziata.
Prova semplicemente ad assecondarla.
Magari vuole spingerti a dire qualcosa di particolare, provare qualcosa di insolito, disubbidire, andare controcorrente, trasgredire, rompere uno schema.
Lascia che l’energia indifferenziata rompa gli schemi in cui sei rimasto intrappolato.

 

Tratto da “Senz’io si vive da Dio, Vol. Teorico

Più ti prendi sul serio, più la vita ti prende per i fondelli.

Più ti prendi sul serio, più la vita ti prende per i fondelli.

Più prendi sul serio il tuo ridicolo personaggio sociale, più diventi ridicolo.

Più prendi sul serio la società, più vieni preso per il culo dal circo mass-mediatico.

Più prendi sul serio il piccolo sé, meno vieni preso seriamente dall’Universo.

Più prendi sul serio ciò che non sei, più ti senti intimorito da ciò che sei.

Più prendi sul serio il senso dell’io, più ti senti preso per il culo dagli altri.

Più prendi sul serio le apparenze esterne, più le apparenze ti sembrano reali, minacciose, spaventose, intollerabili.

Più prendi sul serio il tuo ego, più la Realtà ti fa il culo.

Insomma, non prenderti troppo sul serio. Non sei così importante come credi.

E non prendere eccessivamente sul serio neppure gli altri. Loro non sono così importanti come credono.

(ZeRo)

Opere di ZeRo (presenti soltanto nel mio store personale): https://payhip.com/ZeRoVe

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SECONDA INTRODUZIONE DIRETTA ALLA TUA VERA NATURA: VACUITÀ

Tratto dalla mia seconda trilogia “Mente Vuota in Corpo Pieno – Vol. Teorico

 

“Un giorno un visitatore andò da un Maestro Dzogchen e gli disse: “Voi praticanti Dzogchen state sempre a meditare, vero?”

E il Maestro gli rispose: “E su cosa, secondo te, starei meditando?

Tieni conto che il concetto di meditazione implica già che si faccia qualcosa, che ci debba essere qualche tipo di concetto.”

“Ah” – fece il visitatore – “allora voi praticanti Dzogchen non meditate?”.

E il maestro rispose: “Sono forse mai distratto?”

In queste due risposte potrete trovare la conclusione dello Dzogchen: senza sforzarmi porto tutto a compimento, senza concentrarmi rimango attento e presente.”

 

****

 

Nella precedente trilogia (Risveglio dal sogno planetario) siete stati introdotti alla prima qualità innata della vostra mente, la chiarezza o luminosità. In questa seconda trilogia verrete introdotti alla vostra seconda qualità innata, la vacuità.

Innata significa che non dovete sforzarvi di svilupparla con strenui lavori esteriori/interiori, anche perché sarebbe paradossale sforzarsi di creare il vuoto. Sarebbe come sforzarsi di parlare del silenzio: o parli o rimani in silenzio; qualsiasi tentativo di descrivere il silenzio sarà fallimentare; qualsiasi tentativo di de-finire l’infinito sarà fallimentare.

Al massimo potete rimuovere tutto ciò che ricopre la vacuità, ma non potete riprodurla. Anche l’espressione ‘fare spazio’ è impropria, poiché lo spazio non è qualcosa che dovete ‘fare’ ma qualcosa che c’è già: il fare, cioè l’insieme delle attività svolte, si dispiega nello spazio grazie allo spazio. Il fare viene dopo lo spazio, sarebbe a dire che per fare qualcosa avete ‘prima’ bisogno di spazio vuoto, cioè libero, sgombro, disabitato. La mente ordinaria tende a dimenticarsi la priorità dello spazio vuoto e tende a dare la precedenza al fare oppure al pensare, spingendosi addirittura a voler ‘fare spazio’.

Lo spazio c’è sempre stato, ben prima di qualsiasi ‘fare’ umano.

Piuttosto che fare spazio conviene ‘lasciare spazio’.

Anziché andare alla conquista dello spazio, conviene adagiarsi e godersi lo spazio.

La mente ordinaria invece cerca di ‘conquistare lo spazio’, come se lo spazio fosse qualcosa da possedere e soprattutto come se fosse qualcosa di estraneo e separato da noi. La cecità della mente ordinaria spinge l’uomo a non riconoscere l’indivisibilità dallo spazio: non riconosce che tutto è un tutt’uno con lo spazio circostante; non riconosce che la propria vera natura coincide esattamente con quello spazio vuoto che tenta buffamente di conquistare con le navicelle spaziali oppure con le pratiche spirituali.

Ma finché si ignora la propria vera natura, si cercherà sempre di riconquistare qualcosa che già ci appartiene, si tenterà di riprodurre un silenzio che già c’è, ci si sforzerà di fare uno spazio che già ci circonda.

 

Questa introduzione alla vacuità serve a riconnettervi allo spazio libero e vuoto che è già a vostra disposizione. Anzi non dovete neppure riconnettervi a quello spazio vuoto e libero poiché esso coincide con la natura del vostro Essere.

Ciò che potete fare è semplicemente smetterla di sentirvi sconnessi dallo spazio, distanti dalla vostra autentica natura, diversi dal vostro Puro Essere.

 

Bene, ora addentriamoci maggiormente nel discorso vacuità.

Per vacuità intendo il senso di apertura, spaziosità, vastità che caratterizza la condizione primordiale della vostra mente.

Questa condizione è particolarmente evidente in momenti di profonda rilassatezza, quando la mente è vuota – cioè libera – da qualsiasi oggetto, libera da qualsiasi contenuto (positivo come i desideri o negativo come le preoccupazioni).

Vacuità assume quindi anche il significato di libertà primordiale, assenza di limitazioni, disponibilità illimitata. In questo senso una Mente Vuota è priva di pregiudizi, dogmi, credenze limitanti, rigide convinzioni, blocchi psico-emotivi.

 

La mente ordinaria, al contrario, non è vuota ma piena di preconcetti, congetture, inquietudini, timori, tensioni.

Tensione e rigidità sono fattori così diffusi che sembrano caratterizzare la norma della nostra vita quotidiana, come se fosse normale e naturale rimanere stressati 24 ore al giorno. Naturalmente le cose non stanno così.

Il nostro stato naturale è la distensione, cioè l’assenza di tensione.

Quando la mente si rilassa riesce anche a rilasciare qualsiasi blocco emotivo, contrazione fisica, inibizione psicologica.

 

Segnatevi questa equazione:

Rilassare = Rilasciare

 

Le tecniche di rilascio non fanno altro che tentare di riportare la mente ordinaria in uno stato di rilassamento profondo, cioè al proprio stato naturale. Generalmente questi tentativi falliscono poiché la tendenza dominante è quella di un incessante sforzo più o meno intenzionale: il ‘dover fare’ invece del ‘lasciar fare’, il ‘prendere e trattenere’ invece del lasciare andare, la pretesa di una buona prestazione anziché prestarsi a qualsiasi azione, l’imperativo morale invece dell’istinto naturale.

Fino a quando la tendenza dominante rimane la tensione o lo sforzo è chiaro che le tecniche di rilascio non potranno risultare davvero efficaci, cioè non produrranno un rilassamento profondo e duraturo: se togli una preoccupazione e ne aggiungi immediatamente altre dieci, dopo non puoi stupirti se l’ansia ti rimane addosso e non se ne va neppure dopo la centesima tecnica di rilascio.

 

Il problema di fondo è che la mente ordinaria è piena di freni inibitori.

In origine la vostra mente era priva di qualsiasi inibizione.

Ogni notte ritornate in questo stato di pace profonda in cui non vi sentite inibiti da niente e nessuno, ma in seguito – quando uscite dal sonno profondo – ricominciate ad avvertire le solite inibizioni, cioè i soliti pensieri negativi accompagnati dalle consuete contrazioni o tensioni.

Quel che dovete realizzare in questo momento è che le tensioni abituali dovrebbero essere un’anomalia e non la norma!

Nello stato naturale, quelle inibizioni e quei blocchi abituali, non dovrebbero essere presenti con quella frequenza e con quell’intensità. Anzi, spesso non dovrebbero nemmeno esistere.

Ciò che dovrebbe manifestarsi costantemente in una mente sana è semplicemente lo stato di rilassamento profondo, cioè un senso di totale tranquillità.

Questa totale tranquillità è sinonimo di pace, calma, appagamento, gioia, beatitudine.

È proprio in questo stato di pura vacuità che sentite la vera pienezza.

 

Autentica Vacuità = Assoluta Pienezza

 

In questa condizione siete in grado di percepire la totalità dell’esistenza e di accogliere la vita in tutta la sua esuberanza.

Questa condizione, purtroppo, viene fatta passare come una condizione straordinaria esclusiva di qualche santone indiano o di qualche alchimista rinascimentale e non come qualcosa di estremamente ordinario e alla portata di tutti.

Si crede che sia qualcosa da raggiungere o da meritarsi col sacrificio, e non qualcosa che abbiamo sempre avuto e a cui possiamo facilmente ritornare.

Se partiamo dal presupposto che sia un obiettivo lontano provochiamo uno sforzo continuo che paradossalmente ci allontana dal rilassamento che volevamo raggiungere.

La tensione non può portare al rilassamento e neppure al rilascio. Tuttavia, è con questa mentalità che si svolgono quasi tutte le attività quotidiane.

Questa introduzione alla vostra essenza serve per ricordarvi che dovete capovolgere l’impostazione mentale.

 

Per fare un esempio banale, come fate a raccogliere qualcosa di nuovo se la vostra mano è chiusa e piena di oggetti?

Se prima non aprite la mano e non la svuotate, non potrete mai afferrare niente di nuovo.

Lo stesso discorso vale per la vostra mente.

 

Mano chiusa, stretta = Mente rigida, tesa

 

Per comprendere e accogliere nuove esperienze dovete prima aprire la mente e svuotarla dai vecchi preconcetti.

Apertura mentale sta per distensione, rilassamento e dunque rilascio.

 

Prima la distensione e poi tutto il resto!

 

La vostra mente è attaccata a così tanti contenuti sensoriali che non riesce più a mollare la presa.

Non volete spogliarvi dei vostri vecchi abiti, cioè delle vostre abitudini quotidiane. Non riuscite a farne a meno.

Molti di voi hanno una visione nichilista del concetto di vacuità e di conseguenza soffrite dell’horror vacui, cioè avete il terrore del vuoto.

Il mio intento è solamente quello di offrirvi un punto di vista più ampio, dopo spetterà a voi decidere se abbracciare la nuova prospettiva o conservare la vecchia opinione.

 

CONCETTI CHIAVE

Continua a leggere SECONDA INTRODUZIONE DIRETTA ALLA TUA VERA NATURA: VACUITÀ

Oltraggiate questo mondo, senza alcun timore

Andare oltre, significa anche essere talmente maturi, soddisfatti di sé e autonomi da riuscire a tagliare tutti i vecchi legami.
I lacci che vi tengono legati alla mente duale sono i pensieri, i giudizi, i ragionamenti sterili.
Gli attaccamenti che vi tengono legati al corpo sono i desideri carnali, la brama di sensazioni fisiche, il bisogno di emozioni forti, gli affetti futili, i sentimenti infantili.
Quando tagliate questi lacci riuscirete a spingervi facilmente oltre i vecchi limiti.
Tagliare i lacci della mente e del corpo significa sradicare qualsiasi forma di attaccamento. Cominciate con i piccoli attaccamenti materiali, le piccole abitudini a cui siete morbosamente affezionati, dopodiché, i grossi attaccamenti verranno via da soli. I piccoli attaccamenti sono come le viti che uniscono le ante principali di un armadio.
L’armadio corrisponde all’attaccamento mondano o corporeo.
Una volta che queste viti vengono rimosse una dopo l’altra, il che non richiede molta fatica, l’armadio crollerà da solo. L’armadio è anche sinonimo di ego: non appena si troverà in assenza dei soliti punti fermi (giudizi, desideri, fissazioni mentali, ossessioni, infatuazioni) esso crollerà da solo.
Lasciatelo crollare.
Non tentate di rimontarlo e di tenerlo in piedi, perché così facendo riassestate le vecchie tendenze e alimentate un’allucinazione più intensa di prima.
Quando vedete che è in procinto di crollare, lasciatelo alle spalle e andate semplicemente oltre.
Non fatevi ingannare dai nostalgici contenuti della mente.
Quando vi spingerete davvero oltre vi dimenticherete di tutti quei contenuti che adesso riempiono la vostra mente. Vi rammaricherete solamente di aver atteso così tanto prima di spingervi oltre.
Agli occhi di chi è legato al mondo, il vostro andare oltre sembrerà oltraggioso.
L’intelletto ordinario si sentirà oltraggiato.
L’ego si sentirà oltraggiato.
Il corpo stesso si sentirà ferito.
Moltissime persone, identificate solo con l’intelletto, o con il corpo, si sentiranno oltraggiate dal vostro nuovo atteggiamento.
In pratica l’uomo comune cercherà di scoraggiarvi, di farvi rimanere nel recinto in cui si trovano i vostri amici, i vostri parenti, i vostri colleghi, i vostri amanti, i vostri idoli.
Voi non dategli retta.
Spingetevi tranquillamente oltre l’opinione pubblica, oltre le rigide convinzioni, oltre le zone di comfort dell’umanità.
Oltraggiate questo mondo, senza alcun timore.
(ZeRo)

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Tatuaggi Spirituali (Aforismi de-motivazionali, anti-ego, pro-disincanto) – 2° Parte

1° parte: https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/2022/04/14/tatuaggi-spirituali-aforismi-de-motivazionali-anti-ego-pro-disincanto-1-parte/

Punta a zero e non potrai mai fallire

Nelle mie “Opere” ho lasciato molti indizi sotto forma di aforismi, acronimi, brevi regolette, parole in codice, equivalenze complesse, giochi di parole. Lo scopo di tali giochi di parole è naturalmente il disincanto da ogni parola, da ogni illusione, da ogni apparenza esterna.

Scegliete il messaggio che ritenete più diretto, semplice, efficace. Poi copiatelo (o tatuatelo direttamente nel cervello). Infine imparate a contemplare tale messaggio, ogni giorno.

Questa volta prendiamo in considerazione gli indizi della seconda trilogia (Mente Vuota in Corpo Pieno).

Rilassare = Rilasciare

Il giudizio porta alla condanna. L’assenza di giudizio porta all’assoluzione.

Pensare = Penare

 

La Pura Consapevolezza ‘conosce senza pensare’.

Zero illusioni/aspettative = Zero delusioni = Infinite sorprese

Circondiamoci di quiete e arrendiamoci

LASCIAR ANDARE: una piccola resa che richiede grande forza.

Più ti lasci andare, più le cose vanno.

Non tendere alla distensione.
Distenditi nella tensione.

L’importante non è vincere ma lasciar perdere.

– brama
+ Brahman

Il Risveglio è per sempre.
I sogni vanno e vengono.

I sogni (fantasie, desideri, illusioni) sono l’oppio della mente.

Più sei a tuo agio, più sei agile. Se sei a tuo agio interiormente sei agile esteriormente. Se sei a tuo agio energeticamente sei agile fisicamente.

Senza intenzioni, la mente è libera da tensioni.

La preferenza produce sofferenza.
Il bene sorge con il male: se preferisci solo il bene e ignori il male, ti farai sempre male.

Più realizzi che l’ignoto (l’invisibile) è ciò che desideri e più perderai il desiderio per il noto (il visibile).

Non identificarti con il flusso allucinatorio della tua mente.

Il tempo non è l’unica cura possibile.
Il tempo è la malattia.
La cura è l’eternità.

Non aspettarti niente.
E incontrerai di tutto.

INFERIRE = INFIERIRE = INTERFERIRE

E-mozioni (movimenti, vortici sensoriali) = Sostanza dei sogni

SONNO PROFONDO = PACE PROFONDA = MENTE VUOTA

Non preoccuparti per il futuro… il futuro non esiste.

Per il Realizzato
Il presente
È già passato

Mente Vuota = Oblio della mente ordinaria

Nell’oblio tutto è ovvio ed evidente, quindi non pensi a niente.

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Zen azzerato

 

 

 

 

Risveglio dal sogno planetario

 

 

 

Mente Vuota in corpo Pieno

 

Senz’io si vive da Dio

 

 

 

 

Agguato a se stessi

 

 

Un Corso in Miracoli, appunti di ZeRo

 

 

 

 

Il Mezzo più rapido per la Beatitudine

 

 

Jed McKenna – Passi scelti e tradotti da ZeRo

 

 

 

Nisargadatta Maharaj – Passi scelti da ZeRo

 

 

 

Il percorso spirituale spiegato facile facile



Il percorso spirituale spiegato ai principianti:
Scendere nel proprio inferno interiore
Salutare i propri demoni
Sorridergli
E infine lasciarseli tutti alle spalle.

Tutto qui.
Semplice no?

In pratica si tratta di fare amicizia con tutto ciò che ti mette a disagio, ti spaventa, ti spiazza, ti turba. In tal senso è curioso il fatto che in tibetano la parola “meditare” significa “familiarizzare”, prendere familiarità con l’inatteso, le sensazioni impreviste, l’indesiderato, l’ignoto.

In altre parole
La via d’uscita dalla sofferenza
È entrarci completamente
Rimanerci dentro, con destrezza e spietatezza
E superarla con saggezza e consapevolezza.

Una volta presa una certa dimestichezza con questa nuova attitudine e questo diverso approccio al disagio, potrai dire bye bye a tutta quella quantità di malessere, inquietudine, turbamento, che ti portavi dietro da anni.


Dai su, comincia subito a fare amicizia con i tuoi demoni, le tue paure, i tuoi disagi, le scomodità, le tue zone di non-comfort.

 

(ZeRo)

 

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