“IO SONO” È LA DROGA PRIMARIA – Nisargadatta Maharaj

Prima di nascere, eri già drogato.
Qual era la droga?
Puoi guarire da qualsiasi malattia, ma se sei ancora sotto l’influenza della droga primaria, a che servono le cure superficiali?
Qual è la droga che chiami karma o destino, e ti fa credere di essere ciò che non sei?
Prima di andare oltre, devi accettare, almeno come ipotesi, che non sei ciò che sembri, e che dipendi da una droga. Solo allora avrai lo stimolo e la pazienza di esaminare i sintomi, e cercare la causa comune. Non fidarti di nessuno, nemmeno di te. Cerca, scova, smuovi e rifiuta ogni assunto.
Finché non sarai libero dalla tua prima droga, tutte le scienze e le religioni, le preghiere e i vari yoga, non ti serviranno, perché sono basati su un errore, che peraltro rafforzano.

[Nota di ZeRo]
La droga primaria discussa da Maharaj riguarda il processo di identificazione o attaccamento all’io e più in generale l’idea “io sono il corpo” oppure “io sono la mente”, “io sono l’io”.
In poche parole la droga primaria è il senso dell’io.
Da questa droga primaria (attaccamento all’io) derivano quelle secondarie: “io sono nato”, “io morirò”, “io ho pensato male”, “io ho agito male”.
Le cure superficiali sono i palliativi fisici o intellettuali (il pensiero positivo).
La droga primaria non viene riconosciuta perché viene continuamente giustificata da condizionamenti millenari oppure insabbiata da costrutti mentali: karma, destino, volontà, missione divina, mistero della fede.

Finché non ti occupi seriamente della prima droga (attaccamento all’io), qualsiasi cosa tu faccia non ti servirà, sarà controproducente e rafforzerà l’identificazione e la dipendenza dall’io.

Tratto da NISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRo eBook: ZeRo (ZR): Amazon.it: Kindle Store

Annotazioni di Papaji (non-dualità, illuminazione spirituale)- 2° parte

1* parte: Annotazioni di Papaji – 1° parte

Quelle che seguono sono una serie di note personali scritte dal famoso Poonja (noto come Papaji) nel suo diario privato.

Le parole che trovate nelle parentesi quadre non fanno parte del diario di Papaji, sono soltanto delle mie puntualizzazioni [N.d.A. = Note dell’Autore] finalizzate a semplificare o chiarire i termini utilizzati da Papaji.

 

08/03/1981

FISSA LA TUA MENTE ALLA SORGENTE!

 

[N.d.A. ––––> Fissa la tua mente al Principio, a ciò che viene prima di tutte le apparenze interne ed esterne; disinteressati di ciò che viene dopo (le proiezioni) e ammira l’immanifesto che precede qualsiasi manifestazione.]

 

 

12/03/1981

Rimani disinteressato verso il mondo e rigetta tutti i sankalpa [intenzioni, propositi, desideri, aspettative] della tua mente.

 

 

10/04/1981

Come puoi ottenere moksha (liberazione) se non hai annullato la differenza tra te e il Brahman?

Cancella tutto ciò che gli occhi vedono. Esci dalla scena e guarda disinteressatamente.

 

[N.d.A. ––––> Brahman, l’Assoluto, è composto da ‘Brahm’ (mondo) più il privativo ‘an’ (assenza) e significa dunque ‘assenza del mondo’, nel senso di assenza di illusioni, assenza di impressioni.

Per puro esercizio intellettuale possiamo associare ‘brahm’ a “brama” e considerare Brahman come ‘assenza di brama’.]

 

 

28/04/1981

Lascia che le cose seguano il loro corso. Rimani disinteressato per quanto è lungo il giorno, come se fossi troppo malato per occupartene.

 

 

 

29/04/1981

Se si vedono tutte le forme come irreali, si percepisce la Realtà.

Sviluppa una mente che non si afferra a niente: immagini, suoni, odori, gusti, contatti.

 

 

23/08/1981

Quando la vera natura viene scoperta attraverso il potere della saggezza intuitiva, il sogno (l’incantesimo) del mondo finisce. Finché il processo incantevole del mondo rimane un oggetto nella tua coscienza, c’è schiavitù. Quando l’incantevole processo del mondo viene negato [spezzato tramite il disincanto], sorge la liberazione.

 

[N.d.A. –––> Negare l’ipnotico processo del mondo significa dissuadersi dall’impressione di realtà prodotta – a nostra insaputa – da tale processo che mediante le apparenze esterne ipnotizza gli organi sensoriali. Negando la sua apparente realtà state indirettamente affermando la sua natura apparente/onirica, il che vuol dire riconsiderarlo come sogno collettivo.]

 

 

24/08/1981

Anche se ti affidi a centinaia di rituali, finché per te esiste drishya (oggetti della vista), non puoi ottenere la liberazione.

 

[N.d.A. –––> Papaji intende dire che finché gli oggetti dei sensi per te rimangono “reali”, non puoi ottenere la liberazione dal mondo delle apparenze esterne. Senza un’autentica comprensione non si ottiene alcuna liberazione; allora nessuna pratica, insegnamento, metodo, Maestro, rituale potrà tornarti davvero utile se prima non impari a riconoscere la vera natura del mondo.]

 

 

8/09/1981

Tutto è proiezione mentale: sole, luna, cielo, montagne, fiumi, foreste, uomini, animali.

Come potrebbe la mente essere trascesa dall’attività mentale stessa?

Anche la meditazione è indotta da una tendenza mentale. Non può donare la libertà dal processo illusorio del divenire.

 

 

11/09/1981

Quando la visione [suprema] si dischiude, il mondo si dissolve.

 

 

13/09/1981

È il Conoscitore interno a ciascuno di noi a vedere le proprie illusioni all’interno di se stesso.

 

Questo principio conoscente

è il Sé [identità reale].

Il mondo è illusione.

 

Drishya (la visione duale creata dalla mente) è il seme del samsara.

Brucia questo seme al fuoco della saggezza. Questo è l’unico modo per ottenere la liberazione.

 

 

14/09/1981

Finché sarai convinto che questo mondo è reale, nessuno sforzo ti libererà dal processo ipnotico del mondo. Ma ottenendo la vera visione dimori nel vero stato, il sahaja–samadi (spontanea realizzazione). L’ignoranza è il seme del mondo ipnotico. Se l’ignoranza non viene annullata dalla conoscenza, l’ipnosi del mondo non può cessare. E senza la cessazione dell’ipnosi del mondo non può esserci liberazione. Solo la visione intuitiva [percezione sottile, profonda, immediata] può mettere fine all’illusione. Se non viene superata questa illusione mediante la luce della saggezza, l’illuso – colui che vede l’illusione – continuerà a essere intrappolato nel processo ipnotico del mondo.

 

 

15/09/1981

Finché per te esiste drishya (visione illusoria), non puoi ottenere la liberazione.

 

[N.d.A. ––––> Finché mantieni una visione immatura, addormentata, incantata, parziale, separativa, conflittuale non puoi ottenere la liberazione.]

 

 

15/09/1981

A una visione più profonda, anche questo mondo non è nato, perché è illusione.

 

 

21/09/1981

Se, stando in mezzo alle forme, si riconosce che sono irreali, si percepisce la Verità.

 

[N.d.A. ––––> Se, stando in mezzo ai fenomeni del mondo, ci si ricorda che sono illusori, si può intuire la Verità.]

 

 

28/09/1981

Quando la mia mente inizia a sognare la realtà della veglia, io la rifiuto.

 

[N.d.A. –––> Quando la mente ti porta a credere alla realtà delle apparenze esterne, rifiuta tale atteggiamento e non credere che siano davvero reali… NON CREDERE A CIÒ IN CUI CREDE LA TUA MENTE!] Leggi il seguito di questo post »

VIGNETTE SPIRITUALI

Vignette tratte dal mio ebook “Vignette illuminanti (spiritualità, non-dualitità, autorealizzazione e compagnia bella)“.

 

 

 

 

 

 

 

 

L’ego è un sogni-vendolo, un venditore di miraggi, illusioni, bugie, promesse non mantenute, fantasie.

Utilizza la tua mente per allettarti con vane promesse, proiettarti verso il futuro, distoglierti dal presente e spingerti alla costante ricerca di apparenze esterne.

Non inseguire i suoi prodotti!

Non cedere alle sue lusinghe!

Fai attenzione ai suoi specchietti per allodole spirituali.

 

 

 

Insegnamenti di Sai Baba sull’ Advaita Vedanta (Non-Dualità)

 

Sopra di te nulla, sotto di te nulla, alla tua destra e alla tua sinistra nulla… sciogliti in quella nullità.

Questo è il miglior modo per spiegare la realizzazione del sé e tuttavia quella nullità non è l’assenza di qualcosa, quella nullità è la pienezza del tutto, la forza dell’esistenza di ciò che sembra essere tutto.

……

L’uomo arriva alla fine della sua sadhana quando realizza “io non sono nessuno”, il mondo non è niente, non c’è nessun posto dove andare, niente da perdere, niente da guadagnare.

…..

 

 

 

Il vostro dovere è abbandonate tutti i vostri piani persino i migliori, abbandonate tutte le teorie che intrattenete, le dottrine, i sistemi di conoscenza che hanno ostruito il vostro cervello le preferenze che avete accumulato, il perseguimento della fama, della fortuna, dell’erudizione e della superiorità.

 

…..

 

Non agitarti, non meditare, semplicemente osserva la mente, questo la farà scomparire… osserva e sappi che chi osserva è pura consapevolezza… consapevolezza astratta ed assoluta… il Sé… sat cit ananda… tu sei quello.

 

….

 

 

Sei la pace che non conosce nessuna condizione secondaria… questo è quello che stai cercando ardentemente.

Rimani immobile, la beatitudine è te stesso

….

 

 

Lasciate che le onde della memoria, la burrasca dei desideri, il fuoco delle emozioni passino senza turbare la vostra equanimità… siate il testimone di tutto.

 

….

 

  Siate disposti ad essere nulla, lasciate che tutte le dualità sprofondino nella vostra neutralità.

 

….

Immaginate vi venga chiesto chi ha creato tutta questa molteplicità nel mondo, chi è responsabile?

Cosa rispondereste?

La risposta esatta è che non c’è affatto nessuna molteplicità.

L’unico divino sé rimane l’unico sé per sempre, siete voi che lo scambiate per la molteplicità.

L’errore sta in voi.

Correggete la vostra visione, eliminate la vostra illusione.

 

….

Il mondo della diversità poggia su una gamba chiamata illusione, togliete quella gamba e il mondo cadrà.

spesso vi dico di non identificare nemmeno me con questo particolare corpo, ma non capite e mi chiamate con un solo nome e credete io abbia una sola forma eppure non c’è nome che non porti e non c’è forma che non sia mia.

 

…..

 

Ogni agitazione cesserà nel momento in cui si indagherà chiedendo “chi sono io?”.

Questa è la pratica che Ramana insegnò ai propri discepoli, questa è anche la disciplina più facile di tutte.

—-

 

Annotazioni di Papaji (non-dualità, illuminazione spirituale)- 1° parte

Quelle che seguono sono una serie di note personali scritte dal famoso Poonja (noto come Papaji) nel suo diario privato.

25/09/1981

“Da dove inizia l’attività della mente?

[…]

Perché non posso descriverlo?”

 

22/10/1981

È tutto un sogno continuo, infinito e senza inizio.

Chiarissimo!”

 

01/01/1982

“A chi appartiene questo sogno?

Chi sta sognando questo sogno?”

 

27/04/1982

“Ero seduto nel mio soggiorno alle 10.30 e volevo leggere un libro, quando il mio vicino ha acceso il mangianastri al massimo del volume. Cosa potevo fare? O uscire di casa o dormire. Ho preferito la seconda soluzione. Probabilmente mi sono addormentato di colpo e mi sono risvegliato alle 11.50. Il volume della musica era ancora molto alto. Ma perché non l’ho sentito durante il sonno? Dove si era ritirata la mente? Posso farlo anche nello stato di veglia senza addormentarmi? Sto cercando di spingere la mente verso la sua sorgente. Lo farò adesso!” Leggi il seguito di questo post »

NISARGADATTA MAHARAJ – messaggi spirituali selezionati da ZeRo (nuovo ebook)

Quelli che seguono sono alcuni dei messaggi che ritengo fondamentali, centrali ed essenziali non solo in merito alla saggezza di Nisargadatta ma anche riguardo la filosofia perenne in stile Advaita Vedanta (non-dualità).

Buona lettura.

 

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Jed McKenna – Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo (nuovo libro)

In questo volume ho selezionato e tradotto alcuni dei messaggi più interessanti del personaggio noto come Jed McKenna.

Buona lettura.

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Pdf – epub = Jed McKenna – Suggerimenti spirituali scelti e tradotti da ZeRo 

 

Non-dualità in pillole rosse – nuovo ebook di ZeRo

Paul Hedderman – non-dualità – messaggi scelti e tradotti da ZeRo

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Il passato e il futuro non possono influenzare e rovinare il presente.

Soltanto la FEDE nel passato o nel futuro può influenzarti e rovinarti il presente.

 

(Paul Hedderman)

 

 

 

 

 

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Alla fine realizzi che non puoi fare o avere realmente niente… perché non partire da lì, da quel niente?

(Paul Hedderman)

 

 

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Gran parte della spiritualità non è altro che auto-miglioramento, miglioramento di sé, crescita personale… in altre parole è solo un tentativo di migliorare l’io, cioè migliorare ciò che non sei.

Paul Hedderman

 

 

 

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Non devi ricordare la Verità o la Realtà Profonda.
Non devi ricordare la tua Autentica Identità.
Non devi ricordare ciò che è sempre presente proprio perché è sempre presente.
I tuoi sforzi di conoscere, studiare, descrivere o ricordare la Verità offuscano questa semplice Verità.

 

(Paul Hedderman)

 

 

 

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Come puoi uscire da un luogo immaginario (come questo mondo)?

Realizzando che non ci sei mai entrato!

Paul Hedderman

 

 

 

 

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Se fai un esame del mio sangue per cercare il mio livello di spiritualità otterrai un valore pari a ZERO virgola zero, zero, zero, zero, zero.

Ho perso completamente l’interesse in questo argomento.

 

(P. Hedderman)

 

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Aforismi tratti da “Mente Vuota in Corpo Pieno – Vol. Poetico Didascalico

Per chi non conoscesse Paul, questo è il suo canale youtube: Zen BitchSlap – YouTube

 

ISABELLA DI SORAGNA (non dualità, messaggi, riflessioni) – Parte 1

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Noi ‘’sappiamo di esistere”, che equivale a coscienza di sé o ego, ed ecco si mettono in moto forze impersonali che noi accaparriamo creando appunto la presa di coscienza di sé. Un circolo vizioso. Questo ego arriva solo alla fine del processo, (pur credendosi l’origine) esiste solo mentre crea il concetto, ma non sparisce, anzi si rinforza ogni volta concependo quel meccanismo mentale, e finisce per immaginare che ‘’serve a qualcosa’’.

A che cosa?

A REALIZZARSI!

Ma che cosa esattamente?

La liberazione, la felicità, una società migliore, ecc. Purché trovi un problema da risolvere e così l’ego si conforta e esiste con uno scopo. In tal modo evita il dubbio terrificante che esista davvero(!) E rimanga sull’orlo del nulla….

 

 

Coscienza, conoscenza, pensiero soggetto pensante sono solo NOMI che diamo a ciò che è lo stesso processo di interazione costante tra le forze della natura, corpo compreso.

Non c’è tuttavia una coscienza ‘’individuale’’, che è inesistente al di fuori di quelle idee. Si può concludere quindi che il soggetto pensante, così importante per filosofi e studiosi, NON ESISTE.

La coscienza che sembra proiettare il suo fascio luminoso che il soggetto proietta sul mondo(apparentemente) esterno, NON ESISTE.

Che cosa intendiamo allora quando diciamo: -Sono cosciente di questo o quello?

– La coscienza è un’eco, una risonanza di certe percezioni su sé stesse.

 

 

In definitiva la coscienza è solo la risonanza di un fatto mentale su sé stesso: il fatto mentale inoltre è solo una vibrazione che risuona su sé stessa.

Ha preso coscienza” della fame, del freddo, della mamma, ma ancora non di sé stesso. Questi fatti mentali (latte, fame, mamma ecc.) Che fanno ecco, risuonano su sé stessi e creeranno poco alla volta un nuovo solco che esprimerà altre caratteristiche, quelle della risonanza stessa che diventerà un’idea generale, ossia di coscienza che a sua volta, come le altre si rifletterà su sé stessa.

 

 

Quello che crediamo che succeda all’inizio, si rivela alla fine del processo. L’ego crede di giungere all’inizio, sono cosciente, esisto individualmente, in realtà arriva alla fine del processo. Cercherà poi disperatamente di durare, diventare qualcosa, soprattutto confermare costantemente la sua esistenza.

 

  Leggi il seguito di questo post »

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