Lasciati sverginare dalla Verità. Lasciala venire dentro di te… e lascia che il tuo ego venga stuprato dalla Pura Consapevolezza

 

Lasciate che questi messaggi penetrino in voi

Lasciatevi inseminare dalla pura consapevolezza

Lasciate che lo sperma della Verità vi venga dentro

Lasciate che la saggezza vi venga in mente, quotidianamente

Lasciate entrare la conoscenza profonda
Lasciatela eiaculare in abbondanza
Lasciatela venire senza protezioni
Lasciatela entrare senza preservativi mentali
Lasciatela sverginare la percezione sottile

Lasciatela stuprare il vostro ego
Lasciatela oltraggiare il vostro io
Lasciatela disonorare il vostro intelletto
Lasciatela violentare quella baldracca di maya
Lasciatela scuotere i vostri sogni

Lasciatevi possedere senza fare resistenza
Lasciatevi stantuffare fino a perdere i sensi
Lasciatevi sbattere fino a perdere coscienza
Lasciatevi azzerare dalla petite mort
Lasciatevi riempire dall’orgasmo dell’universo

(ZeRo)

tratto dal mio ebook “Zen azzerato: micidiali Koan sparati da ZeRo“.

Schiaffoni di Non Dualità – Paul Hedderman riformulato da ZeRo

Schiaffoni di Non Dualità – Paul Hedderman riformulato da ZeRo

Ebook: https://payhip.com/b/8IHec

Questo volume propone una riformulazione dei messaggi più interessanti di Paul Hedderman. 

I vari concetti sono stati tradotti, rielaborati ed estesi da ZeRo. 

Alcune espressioni come stato senz’io, sogno planetario, mondo delle apparenze, etc., fanno parte del mio frasario e servono per espandere le esemplificazioni di Paul. 

Per chi non conoscesse Paul, il suo canale youtube si chiama ZenBitchSlap. 

 

Dzogchen: Prima introduzione diretta alla tua vera natura, la luminosità.

 

Per aiutarvi a cogliere l’essenza di ciò che siete prendo spunto dalla tradizione tibetana Dzogchen in cui i praticanti vengono introdotti direttamente alla loro vera natura. Direttamente significa senza tante menate filosofiche, pompose formule alchemiche, arcane cerimonie, estenuanti rituali, rinunce, voti, sacrifici.
In questo libro ci sarà la prima introduzione diretta ad una delle tre qualità essenziali della vostra vera natura. La seconda e la terza introduzione si trovano rispettivamente nelle prossime due opere (“Mente Vuota in Corpo Pieno” e “Senza-io si vive da Dio”).
Dato che senza delle buone basi non si può edificare nulla di significativo, queste tre opere vi forniranno le fondamenta su cui poi andrete a sviluppare le vostre qualità innate.
 
La qualità che prenderò in considerazione in questo libro è la luminosità.
La luminosità o chiarezza sarà il filo conduttore di questo primo volume.
Per luminosità mi riferisco al vostro splendore innato, alla lucentezza della mente presente allo stato naturale. Una volta innescata la scintilla della consapevolezza si verificheranno gradualmente degli sprazzi di lucidità sempre più intensi e frequenti: è la chiara luce che si sta irradiando in voi sotto forma di sottili filamenti luminosi.
 
 
Questo è il vostro aspetto luminoso:

 

Quel che dovete comprendere è che questa chiara luce si trova già in voi proprio poiché è una qualità innata della vostra mente. Purtroppo questa chiarezza si manifesta raramente nella mente ordinaria, la quale rimane prevalentemente oscurata da emozioni caotiche e pensieri tenebrosi.

Il primo passo per riconoscere la chiarezza della vostra mente consiste nello spostare l’attenzione dalle nubi psicologiche alla chiara luce che si trova al di sopra di questi pensieri tenebrosi.

All’interno di voi c’è un Sole in miniatura che splende quotidianamente, ma questo Sole passa continuamente inosservato poiché la vostra attenzione viene catturata da proiezioni oscure. Nel momento in cui distogliete lo sguardo dalle ombre (dai vostri cupi pensieri quotidiani) vi potete rendere conto della luminosità circostante.

Sole interiore è sinonimo di chiarezza mentale, consapevolezza costante, presenza inamovibile. Questo Sole si comporta esattamente come quello esteriore: irradia spontaneamente il suo calore, illumina ininterrottamente il mondo interiore ed è sempre presente, giorno e notte.

Le nubi o l’oscurità sono sinonimo di ricaduta, avversità, momenti negativi. Questi periodi devono essere guardati nella giusta ottica, cioè ricordandosi sempre che il Sole (presenza benefica, calorosa, luminosa) non se n’è andato, non ci ha mai abbandonati ed è in grado di affrontare tutte le notti oscure della nostra anima.

La presenza luminosa è sempre stata pronta a brillare più che mai: non si era mai assentata, come invece la mente ordinaria tende a credere ogni volta che qualcosa sembra andare storto.

Purtroppo la mente ordinaria è più propensa a ricordarsi dei periodi nuvolosi che della presenza luminosa. Per rimediare a questa abitudine inconscia dovete coltivare la consapevolezza che in ogni momento della vostra giornata il Sole interiore è lì, anche se alla vostra mente ordinaria appare tutto nuvoloso.

Quando vi capita di non percepire il calore della presenza luminosa, rammentatevi che dietro a qualsiasi nuvola c’è sempre il Sole.

A volte basta veramente pochissimo per riavvertire la presenza luminosa del Sole interiore: è sufficiente un leggero spostamento (cambio di mentalità) per scorgere di nuovo i suoi raggi.

Lui era lì, proprio di fianco alla nube emotiva o mentale che attirava la nostra attenzione. La fissa per quelle nubi vi impediva di riconoscere qualcosa che era proprio lì vicino a voi, dentro di voi.

Un’altra leggerezza che spesso ci frega è il ritenere che il periodo luminoso sia finito per sempre, che d’ora in avanti le cose andranno male, che l’oscurità sarà permanente e che ormai abbiamo perso per sempre l’occasione d’oro. Questo atteggiamento è sciocco e immaturo come quello di un bambino che di notte immagina che il Sole sia stato improvvisamente divorato dalle tenebre.

Molti adulti si comportano allo stesso modo.

Vanno a caccia di rimedi spirituali, rituali, metodi di crescita personale al mero scopo di far tornare un Sole che in realtà non se n’era mai andato. Era la loro ingenuità che li spingeva a credere che i raggi di Sole interiore fossero stati divorati dall’oscurità. Questa ingenuità scatena una paura inaudita, induce reazioni insensate, produce risultati disastrosi. Alcune persone passano l’intera esistenza in questo stato confusionario, vivono nel timore che il Sole interiore non possa più risplendere. Voi invece avete la possibilità di prendere coscienza del fatto che ‘la presenza luminosa non se n’è mai andata!’.

Non trovate che sia una notizia stratosferica!

Dovreste gioire quando in voi si verifica questo riconoscimento perché questa consapevolezza ha un valore inestimabile.

Quando invece non sentite il calore del Sole interiore non fatevi prendere dallo sconforto, non fatevi fuorviare dai beceri criteri dell’intelletto. La mente superficiale non sa leggere tra le righe, si aspetta che il Sole interiore si mostri sotto forma di sfera di luce miracolosamente promanata dal terzo occhio; crede che la presenza luminosa abbia l’obbligo di seguire le sue aspettative, di manifestarsi come, dove e quando lo decide l’intelletto.

Non date retta a queste pretese, non fatevi ingannare dall’intelletto che nega la presenza luminosa semplicemente perché è assuefatto dai sensi grossolani. In questi casi applicate un semplice ma illuminante accorgimento:

“Il Sole interiore (presenza luminosa) è qui anche quando i miei sensi non lo percepiscono”.

 

In fondo non è necessario che il vostro corpo fisico senta il calore dei raggi solari per confermarvi l’esistenza del Sole, giusto?

Allo stesso modo la vostra consapevolezza sa benissimo che il Sole (la presenza luminosa) è sempre vivo dentro e fuori di voi. Non date retta ai nuvolosi sbalzi d’umore che oscurano le vostre giornate. Se in un dato momento non sentite la presenza calorosa del Sole interiore non vi dovete preoccupare, non è assolutamente un problema come crede ingenuamente l’intelletto.

Avete presente quando vi sentite un po’ giù di corda, fiacchi, svogliati?

In quei momenti è come se il corpo non sentisse il Sole interiore, anzi è come se l’intelletto credesse che il Sole non esiste più poiché non vi sentite costantemente pieni di gioia, entusiasmo, passione, vigore, determinazione.

 

L’equazione tipica dell’intelletto è questa:

Sole interiore = predominio assoluto di emozioni positive ed esclusione di tutto ciò che è negativo, fastidioso, spiacevole, noioso, monotono.

Ovvero:

Assenza di forti emozioni (positive) = assenza di Sole (interiore).

 

Dal momento che l’intelletto continuerà a chiedersi in cosa consiste questo benedetto Sole interiore potete tenerlo buono utilizzando qualche semplice punto di riferimento. Ad esempio potete considerare questa presenza luminosa come una sorta di gradevole stato d’animo, una sensazione dal candore quasi impercettibile, un calore tenue, un piacevole formicolio. Insomma niente di stratosferico ma neppure qualcosa da sottovalutare. Proprio come i raggi di Sole: per noi non sono niente di straordinario eppure i loro benefici sono innumerevoli. Allo stesso modo la pacatezza di questa presenza luminosa contiene un potere immenso, un potere spesso sottovalutato dall’intelletto. Esporsi ogni tanto al Sole (interiore/esteriore) è un grandissimo toccasana per il corpo e per l’anima.

 

Riconoscere questa chiarezza innata è già di per sé un enorme traguardo.

Per familiarizzare con questa chiarezza immaginate che nella vostra mente risieda davvero un Sole interiore che irradia la stessa lucentezza del Sole esteriore. Non è necessario che visualizziate dettagliatamente questo Sole interiore, anzi è meglio non sforzarsi in alcun modo di riprodurre mentalmente questa luminosità. Non si tratta di un esercizio di visualizzazione creativa ma di un atto di riconoscimento immediato: in voi dovrebbe sorgere la fiducia nella chiara luce anche se al momento non riuscite a vederla.

Se volete incrementare ulteriormente la fiducia nel Sole interiore, abituatevi a riportare l’attenzione al Sole esterno; ad esempio di notte, prima di dormire, rammentatevi che se là fuori c’è il Sole allora esso si trova anche dentro di voi. Soprattutto tenete a mente che il vostro Sole è sempre presente indipendentemente dalle condizioni meteorologiche (condizioni psicofisiche, stati d’animo, circostanze esterne). Quel Sole interiore è la cosa più naturale, bella, benefica che ci sia. Imparate a dargli il valore che si merita!

 

A un certo punto vi accorgerete che non sarà più necessario accrescere la fiducia nel Sole interiore appoggiandovi alla presenza del Sole esteriore, così come non sarà più necessario un Maestro esteriore per rammentarvi la presenza del vostro Maestro interiore.

Sorgerà in voi la seguente intuizione: il Sole è permanente, le nubi impermanenti!

Le nubi sono impermanenti nel senso che vanno e vengono in continuazione, a differenza del Sole che rimane immobile, stabile, imperturbabile e sempre splendente.

Ovviamente da un punto di vista cosmologico anche il Sole dovrà prima o poi spegnersi, ma questo non è il punto del nostro discorso e soprattutto non è un dibattito astronomico. Lo scopo di queste associazioni di idee è farvi riconoscere l’inconsistenza, la volatilità e volubilità delle nubi mentali e sentimentali, le quali cambiano con niente proprio come le nubi del cielo.

Al contrario, il Sole (la vostra essenza) non è volubile, non cambia forma, è sempre identico a se stesso e dunque – in un certo senso – è ‘reale’.

Da qui un’altra associazione di idee:

La Luce del Sole interiore è reale, le nubi mentali sono irreali.

 

Queste intuizioni illuminanti possono generare un radicale cambiamento del vostro paradigma dominante. Le nubi – momenti no, pensieri oscuri, sbalzi d’umore – vengono finalmente viste nella loro autentica natura, anzi non le vedrete più perché la vostra attenzione sarà focalizzata su ciò che si trova oltre le nubi e oltre le tenebre… cioè verso il Sole interiore o la presenza luminosa.

Uno dei tanti privilegi di questa consapevolezza è il non dover più mendicare la solarità (felicità), non doverla cercare disperatamente nel mondo esterno, nelle relazioni ‘speciali’, nelle esperienze superlative, nelle abitudini frenetiche di tutti i giorni e soprattutto il privilegio di non doversi affidare alla luce artificiale, esteriore, fittizia, convenzionale.

A cosa vi servono le lampade abbronzanti se avete il Sole?

In altre parole quando realizzerete la solarità intrinseca non andrete più alla ricerca della pseudo-solarità esteriore, non dovrete più elemosinare l’approvazione altrui, non necessiterete di alcuna attività preliminare al vostro benessere.

Il benessere sarà il punto di partenza, non più il punto d’arrivo!

 

Ciò che offusca la chiarezza interiore sono gli interminabili dubbi che avete covato negli anni e la confusione con cui la mente condizionata ha messo a soqquadro la vostra visione del mondo e di voi stessi.

Questi dubbi e questa confusione hanno prodotto una specie di nebbia interiore che vi impedisce di riconoscere la luminosità della vostra stessa mente.

Io vi sto indicando una delle tante direzioni in cui potete muovervi, poi spetta a voi decidere se e quando spazzare via questa nebbia interiore.

 

Ad un certo punto del vostro percorso vi accorgerete della differenza insita tra i periodi di chiarezza e non-chiarezza.

Il periodo di chiarezza coincide con i momenti in cui riconoscete che il Sole interiore è sempre presente nonostante non venga riconosciuto dai sensi o dall’intelletto. Questo periodo luminoso rappresenta una vera e propria fase della vostra vita, quella in cui da bruco (fase di non-chiarezza) vi trasformate in farfalla (fase di chiarezza).

I periodi di chiarezza sono caratterizzati da una crescita interiore esponenziale, mentre i periodi di non-chiarezza sono caotici e pieni di oscillazioni.

Presto i vecchi alti e bassi tipici della non-chiarezza saranno soltanto un lontano ricordo. Tuttavia il grado definitivo di chiarezza dipende da voi: si può vivere continuamente nella piena chiarezza come nella totale oscurità.

 

Il noto libro “Un Corso In Miracoli” sintetizza questo discorso con questa riflessione:

“Che cosa vuoi?

Luce o oscurità, conoscenza o ignoranza sono tue, ma non entrambe”.

CONCETTI CHIAVE Continua a leggere Dzogchen: Prima introduzione diretta alla tua vera natura, la luminosità.

Libertà non duale – Lisa Lennon

Riassunto del libro di Lisa Lennon – Nothing Happening.
Traduzione e riformulazione di ZeRo.

*

È buffo vedere che per tutto questo tempo credevo di essere alla ricerca della libertà e l’ironia è che non c’era mai nessun ricercatore. C’era solo la libertà, che passava inosservata e non veniva vista a causa della ricerca della libertà.
Quello che viene rivelato è che anche il senso di me, il senso del ricercatore, era anch’esso un’apparizione della libertà.
Tutto è lei, tutto è una sua vibrante apparizione. Persino la manifestazione più tediosa, irritante o dolorosa. È una straordinaria sinfonia dove ogni nota viene suonata in totale libertà.
La tua storia, la mia storia o la storia di chiunque altro è soltanto una delle tante note di questa magnifica sinfonia.
E in fondo tutte le storie dei ricercatori sono come qualsiasi atra storia: l’abbiamo già sentita, ci sembra familiare, a volte ci annoia, altre volte ci sorprende, ma qualunque storia ha gli stessi elementi e il medesimo (finto) protagonista: me.

*

Non c’è nessuno qui che conosce la non dualità o che dimora in uno stato non duale. Ci sono cambiamenti apparenti di carattere, c’è rilassamento oppure c’è un fluido movimento che si svolge senza il senso del tempo.

*

Tutto ciò che racconto a proposito della mia storia personale, riguardo la sofferenza passata, la ricerca, la fine della ricerca, e così via, non ha nessuna rilevanza perché tutta quella storia era -ed è – solo un’espressione artistica della libertà.
In termini di non dualità, nulla di ciò che viene descritto a proposito della mia storia è vero.
Nulla di ciò che sembra essere accaduto a me, ha davvero a che fare con me.
Il me che si sente il protagonista di una storia è un miraggio in continua trasformazione; prima appare in modo poi appare in un altro modo. Si tratta di una fantasmagoria, un rapido susseguirsi di immagini stranamente vivide, a volte attraenti, altre volte repellenti. La fantasmagoria del me viene estesa nell’apparente tempo da una serie di fantasie e supposizioni infondate che fomentano l’immaginazione.
Se si va alla ricerca di quel me, di quella fantasmagoria, non si troverà niente. Si trattava di una svista, un errore d’identità.

*

Niente si è mai mosso, avvicinato o allontanato, da “Quel che è”.
Niente è cambiato. Tutto quello che è cambiato è l’apparenza. Le apparenze cambiano, si trasformano, ma non si muovono mai. Non si muovono da un momento a un altro momento. Semplicemente prima appaiono in un modo e poi appaiono in un altro modo.

*

C’è un apparente cambiamento in cui la contrazione esistenziale sparisce. Il senso di essere qualcuno svanisce. Questo apparente cambiamento viene vissuto come un rilascio energetico.
Poi può sembrare che la contrazione riemerga sotto forma del pensiero “me”. Dopo può collassare di nuovo.
Questo asfissiante senso di sé non è ciò che sei. Si tratta di una sensazione come un’altra, destinata a sfumare.

*

Il senso dell’io non appartiene a nessuno, nessuno possiede un io. Non c’è nessun io, nessun me. C’è solo ciò che appare di volta in volta.
Nessuna cosa sta apparendo come un’apparente cosa, in cerca di qualcosa.

*

Durante la ricerca, ci sono molte aspettative in merito alla sparizione del me o alla cessazione del senso di separazione.
Il me pensa: Cosa mi accadrà? Accadrà anche a me quello che è successo agli altri? Cosa finirà con la fine del senso di separazione? Cosa ci sarà dopo di me?
In realtà non finisce nulla.
Dopo di me non ci sarà nessuno perché il me non era nessuno.
Dopo l’apparenza del me, sorge un’altra apparenza.

*

La pratica spirituale è un’attività superflua, un’esibizione del me.
Il me crede che il sedersi e rimanere fermi sulla sedia sia una pratica, ma quell’attività prodotta da me è del tutto superflua perché accade da sé.

*

La brutta notizia è che non c’è nessuna Illuminazione che io possa raggiungere.
La bella notizia è che non esiste nessuna Illuminazione da raggiungere.

E quindi, tutti quegli sforzi per illuminarsi?
Tutti inutili?
Sì, tutti sforzi inutili. Oppure puoi vederli come un semplice passatempo.

*

Ciò che il ricercatore cerca è la vivacità stessa. E questa vivacità appare ad ogni istante, nel prossimo rumore, il prossimo movimento, il prossimo tramonto, la prossima nuvola, il prossimo spiraglio di sole. Tutto appare all’istante.
Qualcuno dice che proviene da niente, ma è più come un eterno caleidoscopio di colori, suoni, sensazioni, situazioni. Questa vitalità irrompe dappertutto: canta, balla, suona, grida, sussurra.

Quello che cerchi non è sotto il tuo naso, è proprio il tuo naso, la bocca, le sensazioni fisiche, gli odori, il contatto. Questo vibrante spettacolo passa inosservato perché viene apparentemente celato dall’energia spesa nella ricerca. Non percepivi la vitalità perché eri alla ricerca della vitalità. Sei talmente impegnato a cercare l’albero speciale da non riconoscere la foresta in cui sei immerso.

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Se il vostro ego è ferito, state evolvendo – Ranjit Maharaj

La speranza tiene in vita l’ego.

L’ego scompare quando non ci sono più speranze.

Accogliete volentieri tutto ciò che mette a disagio l’ego.

L’ego non va messo a proprio agio.

L’ego va messo a disagio,

Ma l’ignorante non accetta mai che il disagio arrivi, mentre chi comprende dice: “che mi arrivino tutti i disagi”, così l’ego scomparirà più rapidamente.

L’ego è alla ricerca di ciò che è sempre positivo per lui: “Devo essere rispettato, amato, riconosciuto…”

Quando attraverso la comprensione viene ferito, non dovreste accusare questa ferita perché l’ego è un disagio per voi; allora lasciatelo morire; se muore è meglio, è l’illusione che muore.

Se l’ego si trova a disagio, siate felici, esprimete anche esteriormente la vostra gioia perché il nemico è sta scomparendo.

L’ego è ciò che vi rende piccoli, miserabili, avidi, timorosi, bugiardi.

Questa piccolezza si sente sempre a disagio.

Basta una parola per mettere a disagio l’ego.

Il suo disagio però non vi deve riguardare.

Se il vostro ego è ferito, sappiate che state avanzando sul cammino.

Se l’ego viene di traverso sul vostro cammino, schiacciatelo.

Così tutte le limitazioni e le alienazioni spariscono dalla nostra mente.

(R. Maharaj)

LIBRI DEL RISVEGLIO

Amore Incondizionato e Non Dualità (Naho Owada) – Ebook gratuito di ZeRo

Il seguente testo è un riassunto del libro di Naho Owada “Between the Lines”.

Si tratta di un libricino piuttosto breve (una cinquantina di pagine) e l’ho tradotto in un’oretta. Potete scaricare l’epub/pdf gratuito sul mio store oppure leggere la trascrizione qui sotto.

Epub/pdf: https://payhip.com/b/DfkPi

MESSAGGI

Ciò che stai cercando non è la conoscenza.
Forse non lo sai, ma quello che sai non è ciò che vuoi.
Quello che in realtà desideri non è il sapere.
Non vuoi sapere qualcosa. Non vuoi accumulare nozioni, parole, vocaboli.
Il sapere non ti può soddisfare e non ti ha mai soddisfatto.
Hai cercato di ripiegare nella pratica spirituale, nella meditazione, ma neppure quella ti ha soddisfatto davvero. Non è questione di diventare più consapevole, più cosciente, più presente o più attento al presente.
Il punto non è osservare se stessi: osservarsi meglio, osservarsi da vicino, osservarsi in profondità. Questa non è illuminazione spirituale.
L’illuminazione è la fine del presunto soggetto che vuole fare tutta quella roba.
L’autorealizzazione va ben oltre tutto quello che il tuo io può realizzare.

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Dire che “io non esisto” o “tu non esisti”, è un’espressione di amore incondizionato: significa che non c’è separazione tra me e te. Continua a leggere Amore Incondizionato e Non Dualità (Naho Owada) – Ebook gratuito di ZeRo

La Realtà Ultima, oltre ciò che sembra – Paolo Marrone – Spunti di riflessione

Riepilogo concetti chiave dal libro “La realtà ultima” di P. Marrone.

non esiste alcuna verità assoluta, ma solo quella in cui ognuno di noi crede, e credendola reale, la crea nella propria vita. La verità sei tu, caro lettore, questa è l’unica verità che sento di poter affermare con certezza. L’intero mondo è dentro di te, ma è solo un’enorme illusione, un sogno, nel quale sei caduto credendolo reale. I governanti malvagi, la crisi, piuttosto che gli illuminati o gli extraterrestri esistono solo come proiezione dei nostri demoni interni, che non sono altro che illusioni create dalla nostra cieca fiducia nel fatto di essere separati dal resto del mondo, e dall’aver quindi dimenticato la nostra vera natura divina. Ognuno può credere a ciò che vuole, naturalmente, ma se si desidera veramente fuggire dalla gabbia mentale all’interno della quale siamo rinchiusi, dobbiamo smettere di cedere il potere all’esterno, per il semplice motivo che non c’è nulla e nessuno là fuori che possa farci del male senza il nostro implicito consenso. Quel consenso lo diamo tutte le volte che ci preoccupiamo di qualcosa, dandole un potere che altrimenti non avrebbe. Riprendiamo in mano la nostra vera natura divina maturando la consapevolezza riguardo a Chi Siamo veramente. In un mondo in cui non esiste alcuna verità precostituita, allora, la ricerca non può che essere senza fine. Questo è il motivo per cui nessuno ‘arriva’ da qualche parte. L’unico scopo è quello di godere, giorno dopo giorno, di questo fantastico viaggio, alla scoperta di non si sa bene cosa, senza aspettarsi alcun risultato particolare che ci faccia credere di aver raggiunto una qualche meta prestabilita.

[…]

Il piano di fuga deve necessariamente partire da una considerazione basilare: si può fuggire dalla propria gabbia solo se si è coscienti di vivere in una gabbia. Quella gabbia è mentale, non ha pareti, e quindi è difficilissima da percepire. Il paradosso è che ci sentiamo a nostro agio al suo interno, perché ci viviamo da sempre, avendola iniziata a costruire fin dai primissimi anni di vita. Il fatto poi che siamo ancora vivi ci fa supporre che questa situazione abbia svolto bene il suo compito, avendoci salvaguardati con successo da ogni pericolo. Il piano di fuga prevede che prima di tutto si diventi coscienti delle limitazioni e dell’illusorietà del mondo che vediamo intorno a noi. Viviamo all’interno di una realtà fittizia, che viene creata costantemente, momento per momento, come unico riflesso di quelle che sono le nostre credenze ed aspettative più profonde riguardo a come quella realtà debba manifestarsi. Naturalmente non sono né il primo né l’unico ad affermare una cosa del genere, quindi l’avrete di sicuro già letta o sentita dire da altri. Niente di nuovo, quindi. Perché allora non riusciamo a trarre profitto da questa informazione? Il principale ostacolo è rappresentato dalla mente razionale, che è abituata a considerare il mondo come qualcosa di esterno e separato da noi. La considerazione che abbiamo della realtà deriva dal condizionamento ricevuto fin dalla prima infanzia, che ci ha indotto a credere ciecamente in una moltitudine di cose che hanno di fatto creato tutte le certezze che oggi caratterizzano il nostro modo di pensare, e quindi condizionano la nostra vita. Uscire fuori da quel modo di pensare è difficilissimo, perché modificare le abitudini mentali coltivate in svariati decenni di vita è un’impresa titanica. Ogni volta quindi che leggiamo o sentiamo affermare che il mondo in cui viviamo è solo un’illusione, la nostra mente razionale oppone una resistenza fortissima, e anche se a livello superficiale possiamo anche accettare un tale punto di vista, questo non riesce a penetrare le resistenze più interne, rimanendo solo una curiosità intellettuale da salotto, utile solo per far bella figura in qualche scambio di opinioni su Facebook o in pizzeria con gli amici. La vera svolta avviene solo quando si riesce a far propri questi concetti, rendendoli vere e proprie abitudini mentali che agiscono in modo automatico, senza che ci si debba sforzare per riportarli alla mente.

[…]

Il mondo esiste solo se lo osservi.

Questa idea sicuramente per molti di voi non è nuova. Sono diversi infatti gli autori che, rifacendosi ai concetti di fisica quantistica, ribadiscono l’idea che il mondo viene creato dall’osservatore, senza il quale non esisterebbe alcuna realtà materiale. Questo è sicuramente uno dei concetti cardine su cui baseremo la nostra nuova visione del mondo, e rappresenterà la prima chiave che useremo per scardinare la serratura che ci tiene prigionieri.

Chiave n. 1: Qualsiasi oggetto materiale, vivente e non, non può esistere senza che prima venga formulata un’idea o un concetto che lo descrive.

[…]

Chiave n. 2: Il mondo materiale che ci appare così reale e solido è solo un riflesso, o proiezione, di una realtà immateriale fatta di forme pensiero.

[…]

Ma chi è davvero questo Osservatore?

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Selfing mentale – Dialogo con Paul Hedderman

Un uomo entra nella stanza in cui Paul deve tenere una conferenza e chiede: “Questo posto è disponibile?”

“Certo”, dice Paul.

“Mi chiamo Hans. Sono qui per un seminario. Non so di cosa si tratti, credo sia una specie di corso di auto-miglioramento e crescita personale”.

Paul sa che il seminario (che verrà condotto proprio da lui) è l’esatto contrario dell’automiglioramento, ma per non rovinargli la sorpresa lo stuzzica un po’:

“Miglioramento di sé? E perché mai? Vuoi farti del male?”

“Cosa intendi?”

“L’io è il problema, non la soluzione. Meglio lasciarlo perdere”.

“Non capisco.”

“Tu credi di andare ai seminari per diventare una migliore versione di te stesso, ma nei fatti quello che fai è alimentare il tuo stesso ego. L’intelletto ti spinge a ottenere un io migliorato, un ego più contento. Ma perché migliorare l’io se l’idea di essere un io è il vero problema?”

“Perché dici questo?”

“L’io (o l’ego) è un parassita”.

“È un parassita?”

“Certo. Ha già preso il sopravvento sulla tua mente. Ti ha posseduto. E tu stai guardando con i suoi occhi. Guardi sempre con gli occhi del parassita mentale.

“Io sarei un parassita?”

“No. Tu stai solo guardando (ragionando, percependo) attraverso gli occhi del parassita.”

Hans lo fissa.

Paul continua.

“Di solito diamo per scontato l’esistenza di parassiti nel regno animale, ma quando si tratta di noi stessi non prendiamo mai in considerazione questa possibilità: la possibilità che dentro di noi ci siano dei parassiti.  L’egocentrismo è una forma di Parassitismo, talmente sottile da essersi radicato in noi fino a farci identificare con le sue manifestazioni. Le rare volte che ce ne rendiamo conto, tentiamo di terapizzarlo, oppure cerchiamo di contenerlo, attenuare i suoi impulsi, in modo che non ci rovini il prossimo matrimonio, il prossimo picnic o il prossimo aperitivo con gli amici. Nella maggioranza dei casi, subiamo passivamente i suoi effetti deleteri.”

“E come mai non reagiamo diversamente?”

“Perché non riusciamo a riconoscerlo. Non riusciamo a vedere l’io come un parassita.”

In passato ho intrapreso molte iniziative per avere un io più prestante, una personalità meravigliosa, un intelletto super attivo. Ma erano tutti tentativi per soddisfare un “me” più grande, un io sempre più orgoglioso di sé. Il che ha reso inutili tutti i miei sforzi di autentico benessere.

La mente è ossessionata dall’idea di essere un sé. E non  lo riconosce: questo è il dilemma. La tua attenzione orbita attorno al pianeta Sé. Orbita tutto il giorno attorno al ritornello “io, me, mio”.

Se ti rendessi conto che i tuoi pensieri non sono tuoi, cioè non ti riguardano, non riguardavano ciò che sei veramente, allora potrebbero semplicemente andare e venire come se niente fosse. La tua attenzione sarebbe libera dall’attrazione gravitazionale verso il piccolo sé, e rimarrebbe in contatto cosciente con il flusso della vita. Viaggeresti più leggero, sorvolando gli alti e bassi del mondo.”

“Dunque il problema è il pensare? Penso troppo a me stesso?”

“No, i pensieri non sono un problema. Un pensiero è solo un innocuo pensiero; ma esso cambia drasticamente quando diventa il MIO pensiero. L’interpretazione del pensiero come MIO è come un marchio che la tua mente dà a tutto ciò che vede, sente, percepisce. Questo marchio è il senso dell’io – o per semplicità il sé. Questo processo di marchiare tutto come “mio” – cioè come appartenente a sé stessi – lo chiamo “selfing”.

“Selfing?” – chiede Hans.

“Sì.  Il selfing mentale è l’attività di Parassitismo che aggancia, cattura, disperde e dissipa tutta la nostra attenzione. L’unico motivo per cui sono ossessionato dalla narrativa della testa è perché credo che riguardi me. E così’ diventiamo schiavi della storia personale, della narrazione che sentiamo dentro la nostra testa.

 

“Come si può svincolarsi?”

“Se riconosci di non essere ciò che credi o senti di essere, il te stesso che chiami “Hans”, allora perderai automaticamente interesse in tutte le sue attività. I pensieri potrebbero sorgere come prima, ma non penserai più a loro, non penserai ai pensieri. Ti scorderai di tute le vecchie idee che avevi su di te, anzi sul falso te.

La bugia è che tu fino ad oggi eri “te stesso”. Quel te stesso non è mai stato te stesso. Quell’io che chiami io non è mai stato te stesso. Non sei mai stato un io. Dunque non devi migliorarlo.

Non devi migliorare ciò che non sei.

Non hai bisogno di un corso di autostima. Soltanto l’io ha bisogno di aumentare la stima di sé.”

Paul, vedendo la sua perplessità, continua:

“Non hai bisogno di una mappa per arrivare alla verità. Tu sei la verità!

Ti basta prenderne coscienza. E la coscienza è intrinsecamente disponibile per chiunque. Questa è la via, la porta d’ingresso. E tu non devi neppure attraversare quella porta interiore. La verità è sempre disponibile, ma non è disponibile per ciò che tu non sei. Non è disponibile per il tuo io. Ciò che non sei non potrà mai accedervi, è impossibile.

“Devo sbarazzarmi del mio sé? dell’io?”

“Non serve. Non esiste alcun io, quindi nessun bisogno di sbarazzarsene. Questa è la soluzione.”

“La soluzione?”

“La soluzione è riconoscere la sua irrealtà.”

Alla fine realizzerai che non c’è niente che tu debba davvero raggiungere e nulla per cui tu debba davvero lottare.”

Hans distoglie lo sguardo lontano.

Riflette sulle ultime parole (“Nulla per cui lottare e niente da raggiungere?). Subito dopo gli viene in mente il seminario e dice: “Accidenti, dimenticavo che il mio seminario sta iniziando. Scusa Paul, devo scappare altrimenti arriverò in ritardo. ”

Paul, sorridendo: “Tranquillo, il seminario è finito. ti ho appena sintetizzato il contenuto di quello che andrai a riascoltare dal sottoscritto.”

(testo tradotto e riformulato da ZeRo)

 

David Carse – Non dualità – Perfect Brilliant Stillness (Aforismi, 1° parte)

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Coloro che vendono o promettono il ‘Risveglio’ ti diranno che al Risveglio succede qualcosa di meraviglioso.
Un vero Risvegliato ti dirà che al Risveglio non succede nulla.

Confrontare, selezionare, analizzare, ragionare, discutere, paragonare, giudicare, immaginare, ripensare, desiderare, fantasticare, sognare… è tutto un rincorrere il vento.
Eppure c’è anche lo stupendo, travolgente dono di sospendere il dialogo, di lasciar andare il treno dei desideri e di lasciar cadere il castello mentale.

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Se sembra strano che così pochi debbano risvegliarsi dal sogno della vita di tutti i giorni così da vedere le cose come sono realmente, considera che è ancora più strano, dati i parametri del sogno, che uno qualsiasi riesca a risvegliarsi del tutto.
E di questi in cui si manifesta la Vera Comprensione di ciò che è, che cosa si può dire?
Essi sono l’inverso dell’uomo comune; svegli a ciò a cui il mondo è addormentato e addormentati a ciò a cui il mondo è sveglio. Poco o niente si potrà dire su di loro, sui risvegliati; e quel poco che si può dire non avrà senso per la persona normale, e neppure per coloro che sono esperti praticanti spirituali.

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Qualsiasi domanda che possa sorgere qui viene risolta immediatamente, e tutte le questioni hanno la stessa risposta.
E quale sarebbe questa risposta?
Che quella domanda, quel quesito, quel dilemma, quel pensiero come tutti i pensieri, è vuoto, privo di significato, irrilevante.

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Prendere il sogno per realtà non è ciò che causa la sofferenza; è la sofferenza.

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Nessun pensiero che hai mai avuto è vero.
Nessuna opinione che hai mai assunto è giusta.
Nessuna idea che hai di te stesso o di chi o cosa sei corrisponde alla realtà. E mai lo farà.
Lasciali tutti andare.

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Un momento, un istante, di radicale severo disorientamento, una discontinuità; e poi un entrare nella chiarezza perfetta, non dissimile dall’esperienza del risvegliarsi. Un sogno, apparentemente reale, che dura tutta la propria vita apparente. Un moto improvviso e il sonno se ne va senza sforzo. Un momento di disorientamento mentre il sogno viene riconosciuto come sogno e c’è il risvegliarsi al Reale.
[…]
Non c’è nessun ‘prima e dopo’, nessun momento in cui ‘ero David’ e ‘non ero più’ David.
Questa è ‘la porta senza porta’: solo il vedere che David non è mai stato”

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“Questa non è stata un’esperienza ‘fuori dal corpo’. Ne ho avute di quelle in cui ‘me’, il mio ‘sé’, faceva esperienza di essere fuori da questo corpo invece che dentro e l’esperienza di guardare al corpo da fuori invece che attraverso gli occhi del corpo. Non è stata per niente un’esperienza del genere: quello che qui veniva osservato non era solo il corpo, ma l’intero apparato ‘David’; corpo, mente–sé, anima, personalità. Quello che sta osservando è Tutto quello che è. L’osservare, quello che poi ho imparato a conoscere come ‘testimoniare’, non è il corpo o mente o l’intera cosa ‘David’ né altro.
[…]
Come un ‘pop’ di una bolla che scoppia, un cambiamento nella comprensione. Non sono ‘David’: non c’è mai stato un ‘David’: l’idea di ‘David’ è parte di un pensiero, qualcosa come un sogno, che non è importante. Il sé individuale, quello che pensavo risiedesse nel corpo, che guardasse attraverso questi occhi, quello che pensavo alcune ore fa si fosse svegliato abbastanza per percepire la Presenza, non è qui, non esiste, non è mai esistito. Non c’è nessuno a casa”

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Audiolibri di ZeRo: https://risvegliodalsognoplanetario.wordpress.com/audiolibri/

Non dualità in pillole rosse – Vignette spirituali (estratto, 1° parte)

– tratto dall’ebook “Non dualità in pillole rosse” –

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